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Acqua aromatizzata alla frutta

Dissetante e rinfrescante l’acqua aromatizzata home made è proprio quello che ci vuole per reidratare l’organismo.

Per aiutare il nostro organismo a combattere il gran caldo che imperversa in questi giorni prepariamo in casa le acque aromatizzate alla frutta, da proporre a grandi e piccini, in alternativa alle bevande gassate ricche di zuccheri e additivi artificiali.

acqua aromatizzata alla frutta

In commercio ce ne sono diverse, con aggiunta di acero, aloe, succo di cactus, cocco ma sono davvero utili? Per quanto riguarda il loro compito primario che è quello di reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, certamente  ma attenzione, possono contenere  altri ingredienti: zucchero, dolcificanti, coloranti che non sono proprio il massimo per la nostra salute. Attenzione a non sostituire queste bevande al quotidiano consumo di verdura e frutta,  ci avverte la Dott.ssa Pastore della Clinica Humanitas, nella sua rubrica del “Giornale del benessere e prevenzione :  ” Se si può scegliere, meglio un bel frullato di frutta fresca di stagione piuttosto che le acque aromatizzate e arricchite di vitamine e sali”

Per preparare delle acque aromatizzate casalinghe si possono utilizzare le molteplici varietà di frutta e verdura che la stagione calda ci offre, per aromatizzarle aggiungiamo della menta, buccia di limone oppure dello zenzero.

Bastano 200 g di frutta, 1 litro d’acqua e se vogliamo un pochino di zucchero, io ho utilizzato delle belle albicocche dolci, un paio di cucchiaini di zucchero e un pezzetto di zenzero tagliato a fettine

Un tumbler, tanto ghiaccio… libro, postazione comoda e ci si ripiglia!!!

Lassi alla banana

Oggi caldo africano, poca fame, tanta sete e voglia di qualcosa di fresco

Lassi alla banana

Io personalmente adoro il caldo e adoro poter restare sul terrazzo a leggere, pisolare e  a gustarmi qualcosa di fresco.

Oggi ho preparato il lassi alla banana, bevanda originaria dell’ India, una specie di frullato con banana, latte e yogurt, dolcificato con zucchero o miele a cui si aggiungono cardamomo o cannella a secondo dei gusti.

Si può aggiungere una manciata di granella di pistacchi, o come ho fatto io del mango tagliato a bastoncini.

Trovo questa sorta di frullato ottimo per contrastare il caldo ed evitare i crampi, la banana ricca di potassio aiuta a eliminare quel fastidioso dolore che ahimè colpisce i miei poveri arti inferiori.

Serve anche a utilizzare le banane che i figli schifiltosi non mangiano perchè la buccia è diventata un pò scuretta ma all’interno il frutto è ancora buono.

Preparatelo e ponetelo in fresco sino al momento di servire, simpatico è servirlo in piccoli biccheri adagiati all’interno di una ciotola trasparente riempita di ghiaccio tritato, decorate con menta fresca-

Involtini estivi al mango

Finalmente è arrivata l’estate, posso dire che oggi è stata la prima vera giornata calda

Per festeggiare l’occasione ho preparato questi involtini di carta di riso ripieni di mango per una fresca cenetta da gustare sul terrazzo

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I fogli di carta di riso non si utilizzano solamente per preparare i famosissimi involtini primavera ma si possono utilizzare per molteplici preparazioni, questa ricetta è semplice e veloce da preparare, adatta a tutti i  palati onnivori, vegetariani o vegan.

Tarte di lamponi alla Oléron

Ho acceso il forno per preparare questa deliziosa torta di lamponi tarte di lamponi alla Oléron

La mia tarte di lamponi alla Oléron ha un profumo che mi spiace non possiate sentire, ci vogliono ben 400 g di lamponi per preparare questo dolce squisito

Era da un pò che questa ricetta mi frullava in testa, l’ho scovata nel  libro “La parte più tenera” di Ruth Reich,  aspettavo solo che i lamponi si trovassero ad un prezzo più abbordabile e finalmente eccoli, bellissimi e profumati … e poi oggi è sabato, posso dedicare un pò del mio tempo libero alla mia occupazione preferita, preparare  dolci. La mia  tarte  aux framboises è un pò imperfetta, ho utilizzato una tortiera più grande rispetto a quella indicata dalla ricetta, la dimensione giusta mi avrebbe permesso di ricoprire interamente la superficie del dolce e quindi ad avere un aspetto più bello, è un dolce un pò rustico, lo definirei shabby chic visto che la ricetta è originaria dell’isola di Oléron, seconda isola francese per grandezza dopo la Corsica, dove l’autrice del libro ha “rubato” la ricetta ad una prodruttrice di formaggi.

Ruth Reich è una delle più famose food writer d’America,  forse grazie a sua madre – definita la regina della muffa – ha sviluppato la passione per tutto ciò che è cibo: cuoca, proprietaria di ristoranti, scrittrice di romanzi, critica gastronomica, una vera appassionata di cibo e cucina. Vi consiglio di leggere questo simpatico libro, da leggere sotto l’ombrellone, ad ogni personaggio è legata una ricetta, ad ogni personaggio una storia.

Che mondo sarebbe senza Nutella

Il ministro francese Ségolène Royal nei giorni scorsi ha accusato la Ferrero di essere complice della deforestazione, visto che tra gli ingredienti della Nutella compare l’olio di palma.

La nota azienda di Alba si è subito difesa precisando che le materie prime utilizzate sono tutte certificate anche per il rispetto ambientale e per tutta risposta la signora Renzi, accompagnata dalla figlia si è recata al Padiglione Nutella in Eataly, presso l’ Expo di Milano, dove hanno  mangiato  una crepe farcita della crema gianduia  più famosa al mondo.

nutella

Ognuno di noi tragga le sue conclusioni, certo è che con la Nutella non si deve esagerare uno strappo ogni tanto si può fare, cosa gratifica di più di una bella cucchiaiata di Nutella quando si è un po’ giù?

E oggi visto che il tempo è un po’ uggioso preparo un bel tiramisù alla Nutella

http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/tiramisu-alla-nutella

Tiramisù alla Nutella

 

 

 

La fotografia della fetta di pane con Nutella è stata tratta dal sito di Giallo Zafferano

Pizza da record

Mi ricordo di una pizzeria dove andavo anni fa che tutt’ora esiste, il K13,  a Eupilio,  nelle vicinanze di Como, qui si gusta la celebre pizza lunga mezzo metro

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Ma ad Expo hanno esagerato superando il  precedente record appartenuto alla Spagna, nel giorno del compleanno n° 126, lungo il Decumano uno staff di circa 200 persone, tra cui 60 pizzaioli ha preparato una pizza lunga 1595,45 metri.

Chi non ama la pizza ca’ pummarola ‘ngoppa  mi spiace solo di non essere stata tra le persone che hanno potuto gustare questa margherita gigante, sono stati distribuiti gratuitamente 35.000 tranci alle persone presenti.

Questa notizia mi ha fatto venir voglia di preparare le mie girelle gusto pizza!

Girelle gusto pizza

Per la ricetta vai al link: http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/girelle-gusto-pizza/

Buon Compleanno margherita!

Sarde in saor e il Ghetto Ebraico di Venezia

Durante una visita a Venezia ho avuto l’opportunità di assaggiare questo piatto tipico in un grazioso locale del Ghetto Ebraico

Ovviamente mi sono fatta spiegare come si preparano e oggi ho servito uno sfizioso antipastosarde in saor

Ho usato un coppapasta triangolare per tagliare del pane ai cereali, su ogni triangolo di pane ho appoggiato una sarda con il suo condimento, spettacolari!

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Le sarde in saor sono il piatto simbolo della cucina ebraica veneziana, le sarde diliscate, prima infarinate e poi fritte si condiscono con cipolle e un agrodolce di aceto e zucchero a cui si aggiungono uva passa e pinoli. Intorno al cinquecento si riunirono a Venezia, diverse comunità Ebraiche, la sobria cucina tedesca si mescolò a quella più fantasiosa degli Ebrei provenienti dalla Francia e dalla Spagna mentre i mercanti levantini introdussero l’uso della frutta secca, delle spezie e del preziosissimo zafferano.

Dopo il Ghetto Ebraico una capatina al  famoso mercato di Rialto colorato e suggestivo

Non si può rimanere indifferenti a questo gioiello unico al mondo, allontanatevi dai soliti giri per  turisti e addentratevi nelle Calle meno affollate, fate sosta presso un bacaro, tipica osteria veneziana, gustatevi un cicheto e un’ombreta  di vino

Medaglioni di quinoa profumati alle erbe

Un piatto vegan preparato con quinoa, patate ed erbe aromatiche

medaglioni di quinoa alle erbe

Avevo in dispensa della quinoa che non avevo ancora utilizzato, si sente molto parlare di questo alimento che non è un cereale come potrebbe sembrare ma una pianta erbacea come gli spinaci o la barbabietola. Viene coltivata da oltre 5000 anni sugli altipiani delle Ande dove  cresce a 4000 m sul livello del mare, la quinoa è da sempre il cibo essenziale delle popolazioni andine. I suoi  chicchi privi di glutine sono ottimi per arricchire zuppe e insalate fredde, ottime le polpette di quinoa. Abbassa il colesterolo ed è  una miniera di proteine, questo la rende importante per chi ha adottato un’alimentazione vegan o vegetariana perché sostituisce egregiamente le proteine della carne e del latte. Ha proprietà energizzanti, aiuta il metabolismo e le regolari funzionalità dell’intestino, ottimo alimento per la crescita.

Si utilizza in grani in alternativa a un normale cereale, al posto del riso, del couscous o del miglio. È ottima nelle zuppe, nelle insalate fredde o nelle crocchette.

Io ho preparato questi medaglioni aggiungendo alla quinoa delle patate lesse, del cipollotto saltato, un trito di erbe aromatiche e del peperoncino piccante, li ho serviti accompagnandoli a dell’insalata di misticanza a cui ho aggiunto rapanelli, peperone rosso crudo e semi di girasole e di zucca, molto importanti nella dieta vegan.

Bisogna però fare alcune considerazioni importanti, la maggiore richiesta di questo prodotto ha portato i paesi dove da sempre viene coltivata a fare alcune scelte sbagliate, i popoli indigeni consumano sempre meno quinoa, – preferendone la vendita – sostituendola con riso o grano duro con la conseguenza  che mentre i Paesi tradizionalmente produttori di quinoa vendono all’estero il loro “grano de oro” e ampie fasce della popolazione soffrono di denutrizione, i Paesi ricchi approfittano del business e approntano progetti per la coltivazione intensiva sui loro territori. Nel 2013 è stato “l’anno della quinoa”, l’ONU ha cercato di evidenziare le problematiche legate alla coltivazione di questo prodotto straordinario per evitare che  i paesi poveri del mondo continuino a subire furti di ricchezze. Questo mi porta a fare delle considerazioni sui prodotti come caffè, cacao ecc., non sempre purtroppo, davanti al banco di un supermercato faccio delle riflessioni sui popoli che li producono.

Prima dell’uso è necessario sciacquare accuratamente la quinoa in modo da eliminare le saponine che ricoprono il seme, esse conferiscono un sapore amaro al prodotto e ne inibiscono l’assimilazione.

Sushi homemade

Verdesalvia impara a fare il sushi

セージ寿司を作ることを学ぶ

Triennale di Milano: food lab con Makiko Sano

Non ho ancora raccontato quanto sia stato divertente partecipare a questi laboratori, “New Japan.Come fare il sushi classico” e “New Japan.Fare il sushi in famiglia, divertimento ed educazione”

SUSHI MAKIKO SANO

E divertente è stato poi replicare a casa quanto imparato  alla Triennale di Milano domenica 24 maggio.

Makiko Sano esperta di cibo e cucina giapponese ci ha  spiegato passo passo, come preparare un nigiri, una sorta di polpettina di riso condito con un’emulsione di aceto di riso , zucchero e un pizzico di sale, ricoperta con una fettina di salmone o tonno o con un gambero. Aiutandoci poi con una stuoia per sushi abbiamo preparato gli hosomaki, – deliziosi rotolini di alga, riso, pesce,ortaggi, avocado – e gli uramaki (Californian roll), questa è la versione americana del sushi,  il riso si trova all’esterno mentre l’alga rimane all’interno del rotolino, insieme al pesce e all’avocado con un pochino di maionese o formaggio cremoso, tipo quark.

Makiko Sano propone una cucina giapponese facile, veloce ma anche gustosa,  che aiuta a mantenere la linea, certo i primi hosomaki non verranno perfetti come quelli di Makiko ma vi assicuro che con un po’ di pratica otterete dei buoni risultati, ricordate che devono essere piccoli, da mangiare in un sol boccone, non si dovrebbero usare le bacchette per mangiare il sushi, ogni boccone va preso con le mani e portato alla bocca.

Fate attenzione al pesce, deve essere abbattuto,  per evitare inconvenienti io compero il pesce fresco e lo tengo nel congelatore 3 giorni, in questo modo si evitano rischi, altrimenti potete utilizzare il salmone affettato al naturale, il surimi, le uova di salmone e i gamberi cotti. Munitevi di un coltello molto affilato indispensabile per affettare sotttilmente il pesce.

Makiko Sano ha preparato il sushi per Buckingham Palace, vive a Londra dove ha un ristorante, ha quattro figli e sembra una ragazzina, il suo segreto? Lo rivela nel suo libro “In linea con il sushi”,  è il cibo, in questo volumetto Makiko dimostra come mangiare il cibo giapponese aiuti a mantenersi magri mangiando con gusto.

vassoio sushi

Oltre al sushi ci insegna a preparare ottime zuppe, ricche di collagene, che aiutano la pelle a restare tonica ed elastica, a bere tè verde, ci consiglia di limitare ilconsumo di latticini e carne.

Se volete organizzare un Japan Party preparate le diverse varietà di sushi, disponetele su vassoi in stile Zen alternandoli tra loro, accompagnateli con del tè verde e decorate la tavola con composizioni floreali semplici ma suggestive, se poi volete esagerare indossate un bel kimono!

 

Non sprechiamo il cibo

E’ nostro dovere imparare a non sprecare il cibo

Una notizia pubblicata ieri  mi ha fatto molto riflettere, lo spreco di cibo in Europa è in continuo aumento, il dato emerge da una ricerca effettuata da Community Media Research per LA STAMPA, in occasione di Expo: tra i più spreconi ci siamo noi italiani,  al secondo posto dopo gli inglesi mentre i cugini d’Oltralpe li troviamo al terzo posto; per contrastare questo emergenza, in Francia hanno approvato una Legge che obbligherà i grandi punti vendita a regalare ad associazioni caritatevoli tutto il cibo invenduto e  destinato al deterioramento, chi non osserva la norma rischia una multa salata.

pattume

Il dato mi ha lasciato basita, ogni italiano spreca 108 kg (dato di Repubblica) per questo ho cercato di fare un resoconto dello spreco nella cucina di Verdesalvia constatando che il mio cruccio è il pane, non so mai come regolarmi, a volte manca a volte ne avanza parecchio, cerco di riutilizzarlo grattugiandolo o dandogli nuova vita inserendolo in alcune ricette come la panzanella toscana o la finta pizza mentre fortunatamente il resto del cibo difficilmente viene sprecato.

Nel corso degli anni e con l’acquisizione di maggiore esperienza mi sono resa conto che alla base, per evitare di buttare nella pattumiera cibo ancora inutilizzato, ci deve essere una buona pianificazione della spesa e del menù settimanale e nel caso di imprevisti, un invito inaspettato o perché si sta poco bene ricorrere al congelamento. Mi è capitato di ricevere in regalo delle mele mentre io ne avevo appena acquistate delle altre e poi scordarmi di loro, poverine le ho ritrovate un po’ incartapecorite ma vi assicuro che la torta di mele che ho preparato era buonissima e così ho evitato di buttare via della buona frutta e di sentirmi in colpa per questo, molti sono gli espedienti che possiamo utilizzare aguzzando l’ingegno.

So che  state pensando che  lo scoglio più grande è quello del tempo, pianificare bene il menù settimanale di una famiglia non è facile, ancor meno facile se i figli sono adolescenti o poco più, incominciano ad uscire e soprattutto a dimenticarsi di dirtelo ma con un po’ di buona volontà si possono ottenere ottimi risultati.

Prima di andare a fare la spese stilate un menù, evitate che sia rigido comperate alcuni  ingredienti che si prestino anche a delle varianti, stilate quindi una lista della spesa e con quella recatevi nei vostri negozi di fiducia. Fate attenzione, acquistate pochi ingredienti facilmente deperibili e fatevi conquistare dalle offerte solo se si tratta di prodotti che utilizzate abitualmente e che abbiano una lunga durata, va bene comperare qualche pacchetto di pasta in più non va bene comperare grandi quantità di verdura. Non discostatevi molto dalla lista preparata,  vedrete che oltre a non buttare più via cibo avrete anche un tornaconto economico, ottimizzare la spesa dà molteplici vantaggi.

Facciamo in modo che il tema di Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” sia motivo di riflessione per tutti noi e che anche un nostro piccolo contributo faccia si che il cibo possa essere davvero per tutti.

LA STAMPA: www.lastampa.it/

LA REPUBBLICA: www.repubblica.it/