Crea sito

DONNA IN

Ieri il mio primo articolo sul sito DONNA IN, da ieri sono ufficialmente Redattrice!!!

Sono proprio contenta! Vi consiglio di seguirlo, potete trovare articoli interessanti su moda, casa, lavoro.

bannerdonnain

Su Donna In troverete interessanti  interviste a personaggi famosi,  consigli per le mamme e naturalmente una sezione dedicata alla cucina.

La ricetta del riso carioca la trovate anche lì insieme a tante altre ricette ed idee da copiare, consigli su come apparecchiare la tavola e tanto altro

http://www.donna-in.com/2014/07/riso-carioca-sapore-esotico-energia-tropicale

 

CASERECCE RUSTICHE ALLE VERDURE

Basta grigliare le verdure aggiungere capperi di Salina, pinoli tostati, qualche chicco di uva passa, una bella grattugiata di ricotta “infornata” e le nostre caserecce rustiche alle verdure sono pronte per essere gustate.

Con questa cottura semplice e poco calorica le verdure risultano gustose e saporite basterà aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva di ottima qualità e il gioco è fatto!

Caserecce

Casarecce

formato liscio e arrotolato su se stesso come una piccola pergamena, incurvata verso la punta

Origine del nome: evoca l’antica origine casereccia, un’interpretazione della “pasta busiata” d’origine araba ottenuta con il “bus“, la sottile canna di una pianta con cui un tempo si avvolgevano i pezzetti d’impasto

Provenienza: formato originario della Sicilia, ma caratteristico anche di altre regioni del Centro-Sud

Definizione tratta dal sito: Pastai Gragnanesi  Società Cooperativa http://www.pastaigragnanesi.it

INVOLTINO MESSINESE E L’ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA

Involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera

 Si, si la ricetta del mio involtino messinese finger food è stato menzionato nella rubrica Foodstagram nell’inserto “Tempi Liberi” del 27 giugno 2014, a proposito di Mondiali di calcio e di piatti  tricolore

Che soddisfazione il mio involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera! Se volete preparare la ricetta basta cliccare qui http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/?p=3726

Dedico questo articolo a Messina e a tutti i messinesi

ARTICOLO

La rubrica è curata da Corinna De Cesare la trovate anche su Instagram

Corinna De Cesare
Di sangue pugliese, scrive di economia e temi al femminile. Al Corriere della Sera dal 2006, ha fatto la gavetta alla Prealpina in provincia di Varese, dove tuttora vive lontana dal traffico milanese e vicino a quello aeroportuale. Uno dei suoi comandamenti in cucina: “A clean kitchen is a sign of a wasted life”.
Su Foodstagram, sceglie le vostre ricette più buone (e belle)

Trovo che l”inserto “Tempi Liberi” sia molto interessante, non solo per avere spunti in tema cucina ma anche per conoscere itinerari di viaggi,  eventi gastronomici e di cultura. Il prezioso inserto passa di mano in mano, le prime sono quelle di mio papà, che legge il Corriere da sempre, poi le mie e poi io lo porto in ufficio

 

 

CRUDAIOLA

Oggi “crudaiola”!  Un piatto che anni fa ho mangiato per la prima volta in un albergo di Pesaro, sperando che l’estate arrivi e di smettere di mangiare tortellini in brodo! Eh si il clima è proprio quello adatto, l’altro giorno ho sentito profumo di brasato provenire dalla cucina della signora del piano di sopra, ma forse ad ottobre saremo al parco a rinfrescarci con fette di angurie gelate!

crudaiola

Questa ricetta è più semplice da preparare che da descrivere, non occorre la cottura degli ingredienti ma solamente quella della pasta, vi assicuro però che il risultato è ottimo, piacevole e soprattutto se siamo in vacanza al mare il pasto sarà leggero e digeribile con tante verdurine fresche adatte a reintegrare liquidi e sali minerali che si perdono con il caldo. E’ sempre preferibile consumare pasti sani e leggeri e questa crudaiola, condita semplicemente con ortaggi crudi e un giro d’olio extra vergine d’oliva, sale e pepe quanto basta, la rende adatta a tutti, grandi e piccoli vegetariani e vegani compresi! Meglio evitare per il pranzo di mezzogiorno carne e alimenti che abbiano bisogno di una lunga digestione se vogliamo godere appieno dei benefici della nostra tanto agognata vacanza.

Il caldo umido e afoso rende adatta questa ricetta anche  per i pasti consumati in città, tra una passeggiata al parco cittadino e un tuffo in piscina possiamo preparare questo gustoso piatto di pennette senza rubare troppo tempo al relax

 

RISO CARIOCA

Oggi ultima partita dei Mondiali di calcio 2014, per salutare degnamente il paese che li ha ospitati oggi prepariamo questo Riso Carioca, con gamberi, mango e lamelle di cocco

Ha tutto il colore e il profumo del Brasile, il ritmo avvolgente del Samba e sentendoci un po’  “Dona Flor” nella sua scuola di cucina offriamolo ai nostri commensali, fate in modo che tutto sia un tripudio di colori, preparate un centro tavola con frutta tropicale da mangiare prima con gli occhi e poi con la bocca

riso carioca

 

Offrite una Caipirinha gelata:

tagliate in quarti 6 lime, metteli in una brocca, aggiungete 8 cucchiai di zucchero di canna e aiutandovi con un pestello premete sino a che lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Unite 2, 5 dl di Cachaca, mescolate e versate in 4 bicchieri a cui avrete aggiunto abbondante ghiaccio tritato.

P.S.

“Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado

La protagonista rimasta vedova per sbarcare il lunario apre una scuola di cucina, la vicenda si svolge  nella capitale dello stato di Bahia, nei primi anni ’60. Il libro racconta della vivace vita dei quartieri popolari baiani.Tutta la vicenda si snoda con l’ alternanza di sentimenti di Dona Flor, che risposatasi con un posato e tranquillo farmacista rimpiange la passione ardente del primo marito ma allo stesso tempo non tornerebbe a quella vita precaria accanto a quell’ accanito giocatore e per giunta traditore incallito.

Tutto si risolve con la comparsa del fantasma del defunto marito …

Se siete in partenza per le vacanze portatelo con voi, un libro divertente con qualche punta amara che stuzzicherà la vostra fantasia nella creazione di simpatiche ricette

 

Ho realizzato questa ricetta grazie a Barbara che mi ha regalato il nuovo numero di Elle dove era presentata la ricetta…

Se mi attrae una ricetta ci penso sino a che non la realizzo, ho cercato la Cachaca al supermercato non ne avevo mai sentito parlare,  comperato mango, cocco e tutto ciò che occorreva, ho servito il mio riso Carioca ai miei spietati giudici a cui è piaciuto molto, gusto delicato, particolare, da provare.

BANDITO IL FOIE GRAS DALL’INDIA

 

BANDITO IL FOIE GRAS DALL’INDIA

Pochi giorni fa il governo di New Delhi ha deciso di bandirne l’importazione.

 

Non mi è mai venuto in mente di assaggiarlo, mi disgustava visivamente, mi metteva la nausea solo a guardarlo, l’idea poi che  il fegato delle oche si ingrossasse per la troppa alimentazione mi lasciava perplessa…

In Italia è vietata la produzione ma non l’importazione di questo prodotto, grande lezione di rispetto verso gli animali ci viene anche dalla California dove è vietato produrlo, importarlo e consumarlo.

Non sono vegetariana ma penso che rispettare gli animali sia un dovere morale di ogni individuo, i Pellerossa dopo la caccia al bisonte facevano seguire riti e ringraziamenti   al Grande Spirito per ciò che avevano ricevuto, e non si uccideva mai più di quanto realmente necessario per la sopravvivenza

Non avevo mai  approfondito la faccenda, per pigrizia e superficialità, a volte siamo colpevoli di atteggiamenti e abitudini perché non ci rendiamo veramente conto di cosa significhino, penso che molti non mangerebbero più foie gras se dovessero ingozzare personalmente le oche, sono andata in giro per il web e mi ha impressionato leggere che:

Il foie gras è il fegato malato di un volatile affetto da steatosi epatica.


Rapporto scientifico della Commissione Europea del 16 dicembre 1998

e allora

MENO MA MEGLIO, fermamente convinti che la qualità sia preferibile alla quantità!

Allevamento Etico per noi significa:

  1. - benessere animale
  2. - benessere ambientale (sostenibilità ambientale dell’azienda)
  3. - benessere umano (qualità del prodotto)

Fate un giro su questi siti e come me riflettete:

http://www.stopgavage.com/it

 

 

http://www.allevamento-etico.eu/manifesto/

Azienda Agricola Bagaggera

Ho un ricordo di qualche anno fa, -  ero in vacanza in Francia,  precisamente a Lésigny, un paesino tra Parigi e il Parco divertimenti Disney Paris -, del ristorante “La table De Pascale”, un localino molto carino, ordinai un piatto di antipasti  con vari assaggi evitando proprio il foie gras,  la signora che serviva ai tavoli mi spiegò dispiaciuta che mi stavo perdendo una vera specialità, francamente non ero dello stesso parere…

…Pensate che brutte vibrazioni assimiliamo nel nostro corpo da un fegato malato!!!

STROZZAPRETI CON PESTO DI LIMONE E MENTA

Questi strozzapreti con pesto di limone e menta hanno tutto il profumo del Sud: il meraviglioso profumo di Sicilia, della bella Sorrento e di tutta la meravigliosa  costiera Amalfitana

Piatto semplice e saporito, il loro sapore e profumo sono ideali per una cenetta in terrazzo, apparecchiate la tavola usando come centro tavola foglie di limone  o se non riuscite a trovarle con limoni e foglie di menta, se li avete, usate piatti rustici ma chic.

Strozzapreti con pesto di limoni e mente

 

Ci sono degli odori che restano impressi nella nostra memoria, sono lì indelebili, gli odori dell’infanzia, di un luogo che abbiamo visitato, ci basta sentirli per un attimo ed ecco che ritorniamo a quel tempo e a quel luogo in cui li abbiamo sentiti, il limone, i fiori di zagara, il gelsomino fanno parte degli odori della mia infanzia,  loro sono l’odore delle mie estati in Sicilia.

La mia famiglia è originaria  di una zona della Sicilia ricca di vivai,  si coltivano piante di limone, arance e ulivi, non c’è casa che non abbia una pianta di limone, in giardino o sul terrazzo..

Il limone ha pochissime controindicazioni, aiuta ad eliminare le tossine accumulate dall’organismo, può aiutare la digestione, usiamolo spremuto sulla frutta o beviamolo al mattino con dell’acqua tiepida.

Se fate bollire la buccia di limone, facendo però attenzione a non prelevare la parte bianca, in un pochino d’acqua otterrete un ottimo digestivo, comunemente chiamato “Canarino”,  – il nome è dovuto alla colorazione assunta dall’ acqua  -, basta aggiungere un pochino di zucchero e potete darlo anche ai bambini se hanno mal di pancia-

Un’altra stanezza tipica della Sicilia è mangiare il limone condito con il sale, olio e aceto, vi assicuro una squisitezza, ma va fatta solo con quei bellissimi limoni grossi come cedri con la parte bianca dolce e callosa, ma forse “la stranezza più strana” e la limonata con il sale, si, si avete capito bene con il sale. Questa bevanda è tipica di Messina, non l’ho mai vista preparare in nessun altro posto, si mescola del selz con limone e sale grosso, è un ottimo integratore salino altro che bevande artificiali, se passate per Messina dovete assolutamente provarla!

PASTICCINI SALATI SPECK E MOZZARELLA

Oggi vi propongo questi gustosi pasticcini salati speck e mozzarella, si preparano in pochissimo tempo: farete un figurone offrendoli al vostro prossimo aperitivo con gli amici.

Basta procurarsi della pasta sfoglia rettangolare già pronta e aiutandosi con un coppa pasta ricavare 12 dischetti da adagiare all’interno di 12 pirottini di carta, si proprio quelli che solitamente usiamo per i pasticcini, farcirli con mozzarella e speck e trasferirli nel forno caldo e dopo venti minuti potrete sfornare questi deliziosi pasticcini salati speck e mozzarellaPasticcini salati speck e mozzarella

 

“Solo qui, tra le montagne e le valli del versante alpino meridionale, può nascere il tipico Speck Alto Adige”

Lo Speck Alto Adige deve il suo peculiare carattere proprio alla particolare posizione geografica dell’Alto Adige. Qui la cultura nordica e quella mediterranea s’incontrano in modo singolare e la natura dà vita ad un clima davvero speciale, con tanto sole e aria pulita.

Così, mentre al nord si conserva il prosciutto crudo attraverso l’affumicatura e al sud lo si stagiona all’aria, gli altoatesini hanno unito le due cose, dando vita al tipico Speck Alto Adige, leggermente affumicato e stagionato all’aria secondo l’antica tradizione.

Unico nella produzione e nel gusto.

Lo Speck Alto Adige ha una lunga tradizione tramandata con orgoglio nei secoli

I primi documenti contenenti la parola “speck” risalgono al XVIII secolo, ma esso, seppur con definizioni e nomi diversi, compare nei regolamenti dei macellai e nei registri contabili dei principi tirolesi già dal 1200. Il termine deriva dal tedesco “Speck” e significa “grasso, spesso”. Inizialmente lo speck veniva prodotto per la necessità di conservare la carne ed era destinato al consumo famigliare. Esso permetteva di conservare per tutto l’anno la carne dei maiali che venivano uccisi durante il periodo natalizio. Col tempo è diventata una delle pietanze principali in occasione di feste e banchetti. E ancora oggi, insieme al pane e al vino, è il protagonista della merenda sudtirolese.

Lo speck è nato dall’unione di due metodi di conservazione della carne: la stagionatura, come per il prosciutto crudo nell’area mediterranea, e l’affumicatura, tipica del Nord Europa. Così, l’Alto Adige ha creato un prodotto tipico inconfondibile nella produzione e nel gusto, secondo la tradizionale regola “poco sale, poco fumo e molta aria”.

E alla base un segreto gelosamente custodito e tramandato di generazione in generazione.

Le informazioni sullo speck sono state tratte da :

http://www.speck.it/it/speck-alto-adige/provenienza.html

CARPACCIO ORTOLANO

L’estate non arriva… o perlomeno non arriva quassù al nord, nel resto d’Italia, ho sentito questa mattina al notiziario è estate.

Qui in Lombardia non sembra di essere a luglio ma a fine settembre, questa mattina ho scelto di indossare un paio di jeans e camicia con tanto di giubbino, altro che bikini!

Per tutti quelli che godono degli effetti benefici dell’estate e vogliono restare più tempo all’aria aperta e meno ai fornelli ecco il Carpaccio Ortolano, per non portare a tavola il solito carpaccio.

Carpaccio Ortolano

Questo piatto fa al caso di tutti quelli che non vogliono stare dietro ai fornelli ma non vogliono rinunciare al gusto e al piacere della buona tavola.

Pochi semplici passi e se non volete preparare la maionese in casa per velocizzare l’operazione potete acquistarne una già pronta, unico consiglio, compratene una di ottima qualità, ribadisco il concetto che non bisogna risparmiare sul cibo, imparate ad acquistare in maniera oculata, mangiare meno come quantità ma puntare sempre ad un’alta qualità del cibo.

Ormai da anni i media e i Medici ci informano che avere un’alimentazione sana e una regolare attività sportiva aiutano a mantenere uno stato di buona salute.

Cerchiamo di consumare più frutta e verdura, cerchiamo di abituare i più piccoli a consumare tutte le qualità di frutta e verdura, offritela loro in modo divertente e vedrete che apprezzeranno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LINGUINE AI FIORI DI ZUCCA

Gustoso primo piatto, le linguine ai fiori di zucca, con i  colori accattivanti dell’ d’estate…

… sperando che si decida finalmente ad arrivare!

A portare in tavola un bel piatto di pasta non si sbaglia mai, si presta ad essere accompagnata a molteplici ingredienti, trovatemi una persona a cui non piace la pasta: impossibile!

Linguine ai fiori di zucca

C’è chi preferisce una pasta corta, maccheroni, penne, fusilli chi invece non rinuncerebbe mai  ad un piatto di spaghetti, se parliamo poi di bucatini come si fa a non pensare all’amatriciana. Ogni regione ha il suo formato tipico, di grano duro, pasta all’uovo, di semola, ogni regione ha il suo condimento, ragù, pesto, pomodoro e basilico,  infinite sono le varianti da portare in tavola, basta un po’ di fantasia per portare in tavola un piatto da re!

Ma oggi preparate queste linguine ai fiori di zucca, non ve ne pentirete

 

Per questa ricetta ho usato del Pecorino Romano:

Da più di duemila anni le greggi di pecore che pascolano liberamente nelle campagne del Lazio e della Sardegna, producono il latte da cui viene ricavato questo formaggio. Già gli antichi romani apprezzavano il Pecorino Romano: nei palazzi imperiali era considerato il giusto condimento durante i banchetti mentre la sua capacità di lunga conservazione ne faceva un alimento base delle razioni durante i viaggi delle legioni romane. Era talmente in uso fra i Romani, che fu stabilita anche la razione giornaliera da dare ai legionari, come integrazione al pane e alla zuppa di farro: 27 grammi! Questo formaggio ridava forza e vigore ai soldati stanchi e oggi sappiamo perché: il Pecorino Romano è una iniezione di energia e anche di facile digestione.

Tratto da: http://www.pecorinoromano.com/storia-pecorino-romano.