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SUCCHIETTI CON PEPERONI E PESTO DI MANDORLE

Questo formato di pasta ha un nome curioso ecco i succhietti con peperoni e pesto di mandorle

Un piatto di pasta allegro e colorato, saporito, il passaggio più lungo nella preparazione  è la cottura dei peperoni, una volta pronti il piatto è semplicissimo da preparare.succhietti con peperoni e pesto di mandorle



Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali nell’area del mediterraneo, in particolare nella cucina siciliana e nella cucina pugliese. Sia nel dolce che nel salato. Si raccolgono a mano e con delle verghe (bastoni flessibili lunghi dai 3 ai 5 metri) nel periodo agosto-settembre e sono molto usate sia in cucina in piatti come il pesto alla trapanese che in pasticceria, ottimi i confetti alla mandorla, golosi sono i pasticcini di pasta di mandorla e non dimentichiamo i frutti di marzapane, la frutta Martorana che riproduce in maniera perfetta frutti di vario genere. Con le mandorle si prepara anche un’ottima bevanda rinfrescante, il latte di mandorle, molto utilizzata in Sicilia e in Puglia, una  bevanda molto energetica cntiene proteine e vitamine , ricca di magnesio, ferro e calcio, ottima per i bambini e per tutti quelli che seguono una dieta vegan.

Spettacolari sono gli alberi di mandorlo in fiore, ad Agrigento, in Sicilia a febbraio si festeggia la fioritura con un grande evento, la Sagra del Mandorlo in Fiore, molto folcloristica.

Ma la regina di tutte le mandorle, famosa in tutto il mondo è quella d’Avola in provincia di Siracusa, mandorla di qualità utilizzata per preparare superlativi confetti e svariati prodotti di pasticceria.
 
 Per saperne di più: http://www.consorziomandorlaavola.it/


 

FESTIVALETTURA MANTOVA 2014: LIBRI CHE PARLANO DI CUCINA

Per chi è appassionato di cucina leggere le storie raccontate dai grandi chef è sempre interessante, ognuno propone la sua idea di cucina, oggi più che mai sono molteplici le proposte dei cuochi che oltre a stare dietro ai fornelli sono diventati delle vere e proprie star dello show business: cucina molecolare, multietnica, fusion, tradizionale, ognuno può scegliere ciò che preferisce.

Diario di un lavapiatti di campagna

Festivalettura Mantova 2014: libri che parlano di cucina

Lo chef Romano Tamani racconta la sua cucina,  – il libro è stato presentato al Festivalettura venerdì scorso da Vittorio Sgarbi: ” Diario di un lavapiatti di campagna” edito da Bompiani -,  una cucina tradizionale imperniata , come lui stesso definisce sulle tre T: ” Tradizione, territorio, tempo “.

Fedele alle tradizioni del suo territorio la bassa mantovana, quella dei tortelli di zucca per intenderci, e contrario alla presenza del  cuoco in televisione, lo chef per considerarsi tale deve stare tutto il giorno dietro ai fornelli altrimenti è qualcos’altro..

Ha iniziato dalla gavetta nei ristoranti della Riviera Adriatica per poi trasferirsi a Londra dove svolgeva il compito oiù ingrato: quello del lavapiatti. Ma da una richiesta particolare di un cliente importante è incominciata la sua carriera di chef, tutto grazie a quella richiesta del minestrone italiano, lui era l’unico a sapere come prepararlo.

Le carriere nascono da occasioni che alimentate dalla passione, dal sacrificio e dalla determinazione danno grandi soddisfazioni, comme quelle raccolte da Romano Tamani che nel suo ristorante l’Ambasciata ha portato i piatti della sua tradizione familiare all’eccelenza sino a raggiungere la tanto agognata stella Michelin.

“Il futuro è tenere la tradizione” al passo coi tempi”, questo è il suo pensiero e di tradizione culinaria in Italia ne abbiamo da vendere,  chi non pensa alle lasagne alla bolognese o ad un bel piatto di spaghetti alle vongole quando si parla di cucina italiana, poi certo ogni chef ha la sua interpretazione, il suo modo di presentarli, ma tutto parte da una conoscenza profonda della storia della cucina italiana e dalla scelta di prodotti di altissima qualità.

www.ristoranteambasciata.com

 

FESTIVALETTERATURA MANTOVA 2014

FESTIVALETTERATURA MANTOVA 2014

Ogni occasione è buona per parlare di cibo: Roberta Corradin, giornalista specializzata in enogastronomia e viaggi con il suo libro ” La Repubblica del maiale. Sessant’anni di storia d’Italia tra scandali e ossessioni culinarie” ripercorre la storia della nostra Repubblica attraverso il cibo.

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  • “Guerra fredda e insalate russe”
  • “Strategia dell’ipertensione agli anni di panna”
  • “Dall’aceto al risveglio delle coscienze”

In questi tre incontri la scrittrice ripercorre le mode e le tendenze culinarie degli ultimi decenni, il cibo come la moda,  il cinema e la letteratura sono influenzati dagli accadimenti: il dopoguerra, il boom economico, gli anni di piombo, i favolosi anni ottanta sino ai giorni nostri.

Negli anni settanta vanno per la maggiore tutti i piatti flambè, gli anni ottanta sono sommersi dalla panna, gli anni novanta  risvegliano le coscienze, si sviluppa la consapevolezza che è necessario il consumo di un cibo più sano: attraverso le ricette possiamo comprendere i mutamenti sociali e antropologici del nostro paese.

Mi ha colpito il titolo del libro della stessa autrice “Le cuoche che volevo diventare”, un viaggio nella cucina delle donne, donne normali, come me, come le nostre madri e le nostre nonne. (Per questo libro riceve un premio internazionale per la letteratura enogastronomica)

Riceve un premio anche per la traduzione di “Spezie” di Jack Turner (2007), mentre il suo primo libro “Ho fatto un pan pepato” è pubblicato nel 1995.

Penso che acquisterò questi libri, trovo sia interessante approfondire l’aspetto culturale del cibo che nel nostro paese ha un’importanza rilevante,  la curiosità e la voglia di capire sono per me, alla base della passione per la cucina.

Sono andata a curiosare il blog di Roberta Corradin e ho scoperto che è mia coetanea e che ha una faccia sorridente e simpatica e  che ha anche un ristorante a Donnalucata, in provincia di Ragusa!

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rcorradin/

 

 

 

 

DONNA IN

Ieri il mio primo articolo sul sito DONNA IN, da ieri sono ufficialmente Redattrice!!!

Sono proprio contenta! Vi consiglio di seguirlo, potete trovare articoli interessanti su moda, casa, lavoro.

bannerdonnain

Su Donna In troverete interessanti  interviste a personaggi famosi,  consigli per le mamme e naturalmente una sezione dedicata alla cucina.

La ricetta del riso carioca la trovate anche lì insieme a tante altre ricette ed idee da copiare, consigli su come apparecchiare la tavola e tanto altro

http://www.donna-in.com/2014/07/riso-carioca-sapore-esotico-energia-tropicale

 

CASERECCE RUSTICHE ALLE VERDURE

Basta grigliare le verdure aggiungere capperi di Salina, pinoli tostati, qualche chicco di uva passa, una bella grattugiata di ricotta “infornata” e le nostre caserecce rustiche alle verdure sono pronte per essere gustate.

Con questa cottura semplice e poco calorica le verdure risultano gustose e saporite basterà aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva di ottima qualità e il gioco è fatto!

Caserecce

Casarecce

formato liscio e arrotolato su se stesso come una piccola pergamena, incurvata verso la punta

Origine del nome: evoca l’antica origine casereccia, un’interpretazione della “pasta busiata” d’origine araba ottenuta con il “bus“, la sottile canna di una pianta con cui un tempo si avvolgevano i pezzetti d’impasto

Provenienza: formato originario della Sicilia, ma caratteristico anche di altre regioni del Centro-Sud

Definizione tratta dal sito: Pastai Gragnanesi  Società Cooperativa http://www.pastaigragnanesi.it

INVOLTINO MESSINESE E L’ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA

Involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera

 Si, si la ricetta del mio involtino messinese finger food è stato menzionato nella rubrica Foodstagram nell’inserto “Tempi Liberi” del 27 giugno 2014, a proposito di Mondiali di calcio e di piatti  tricolore

Che soddisfazione il mio involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera! Se volete preparare la ricetta basta cliccare qui http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/?p=3726

Dedico questo articolo a Messina e a tutti i messinesi

ARTICOLO

La rubrica è curata da Corinna De Cesare la trovate anche su Instagram

Corinna De Cesare
Di sangue pugliese, scrive di economia e temi al femminile. Al Corriere della Sera dal 2006, ha fatto la gavetta alla Prealpina in provincia di Varese, dove tuttora vive lontana dal traffico milanese e vicino a quello aeroportuale. Uno dei suoi comandamenti in cucina: “A clean kitchen is a sign of a wasted life”.
Su Foodstagram, sceglie le vostre ricette più buone (e belle)

Trovo che l”inserto “Tempi Liberi” sia molto interessante, non solo per avere spunti in tema cucina ma anche per conoscere itinerari di viaggi,  eventi gastronomici e di cultura. Il prezioso inserto passa di mano in mano, le prime sono quelle di mio papà, che legge il Corriere da sempre, poi le mie e poi io lo porto in ufficio

 

 

CRUDAIOLA

Oggi “crudaiola”!  Un piatto che anni fa ho mangiato per la prima volta in un albergo di Pesaro, sperando che l’estate arrivi e di smettere di mangiare tortellini in brodo! Eh si il clima è proprio quello adatto, l’altro giorno ho sentito profumo di brasato provenire dalla cucina della signora del piano di sopra, ma forse ad ottobre saremo al parco a rinfrescarci con fette di angurie gelate!

crudaiola

Questa ricetta è più semplice da preparare che da descrivere, non occorre la cottura degli ingredienti ma solamente quella della pasta, vi assicuro però che il risultato è ottimo, piacevole e soprattutto se siamo in vacanza al mare il pasto sarà leggero e digeribile con tante verdurine fresche adatte a reintegrare liquidi e sali minerali che si perdono con il caldo. E’ sempre preferibile consumare pasti sani e leggeri e questa crudaiola, condita semplicemente con ortaggi crudi e un giro d’olio extra vergine d’oliva, sale e pepe quanto basta, la rende adatta a tutti, grandi e piccoli vegetariani e vegani compresi! Meglio evitare per il pranzo di mezzogiorno carne e alimenti che abbiano bisogno di una lunga digestione se vogliamo godere appieno dei benefici della nostra tanto agognata vacanza.

Il caldo umido e afoso rende adatta questa ricetta anche  per i pasti consumati in città, tra una passeggiata al parco cittadino e un tuffo in piscina possiamo preparare questo gustoso piatto di pennette senza rubare troppo tempo al relax

 

RISO CARIOCA

Oggi ultima partita dei Mondiali di calcio 2014, per salutare degnamente il paese che li ha ospitati oggi prepariamo questo Riso Carioca, con gamberi, mango e lamelle di cocco

Ha tutto il colore e il profumo del Brasile, il ritmo avvolgente del Samba e sentendoci un po’  “Dona Flor” nella sua scuola di cucina offriamolo ai nostri commensali, fate in modo che tutto sia un tripudio di colori, preparate un centro tavola con frutta tropicale da mangiare prima con gli occhi e poi con la bocca

riso carioca

 

Offrite una Caipirinha gelata:

tagliate in quarti 6 lime, metteli in una brocca, aggiungete 8 cucchiai di zucchero di canna e aiutandovi con un pestello premete sino a che lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Unite 2, 5 dl di Cachaca, mescolate e versate in 4 bicchieri a cui avrete aggiunto abbondante ghiaccio tritato.

P.S.

“Dona Flor e i suoi due mariti” di Jorge Amado

La protagonista rimasta vedova per sbarcare il lunario apre una scuola di cucina, la vicenda si svolge  nella capitale dello stato di Bahia, nei primi anni ’60. Il libro racconta della vivace vita dei quartieri popolari baiani.Tutta la vicenda si snoda con l’ alternanza di sentimenti di Dona Flor, che risposatasi con un posato e tranquillo farmacista rimpiange la passione ardente del primo marito ma allo stesso tempo non tornerebbe a quella vita precaria accanto a quell’ accanito giocatore e per giunta traditore incallito.

Tutto si risolve con la comparsa del fantasma del defunto marito …

Se siete in partenza per le vacanze portatelo con voi, un libro divertente con qualche punta amara che stuzzicherà la vostra fantasia nella creazione di simpatiche ricette

 

Ho realizzato questa ricetta grazie a Barbara che mi ha regalato il nuovo numero di Elle dove era presentata la ricetta…

Se mi attrae una ricetta ci penso sino a che non la realizzo, ho cercato la Cachaca al supermercato non ne avevo mai sentito parlare,  comperato mango, cocco e tutto ciò che occorreva, ho servito il mio riso Carioca ai miei spietati giudici a cui è piaciuto molto, gusto delicato, particolare, da provare.

BANDITO IL FOIE GRAS DALL’INDIA

 

BANDITO IL FOIE GRAS DALL’INDIA

Pochi giorni fa il governo di New Delhi ha deciso di bandirne l’importazione.

 

Non mi è mai venuto in mente di assaggiarlo, mi disgustava visivamente, mi metteva la nausea solo a guardarlo, l’idea poi che  il fegato delle oche si ingrossasse per la troppa alimentazione mi lasciava perplessa…

In Italia è vietata la produzione ma non l’importazione di questo prodotto, grande lezione di rispetto verso gli animali ci viene anche dalla California dove è vietato produrlo, importarlo e consumarlo.

Non sono vegetariana ma penso che rispettare gli animali sia un dovere morale di ogni individuo, i Pellerossa dopo la caccia al bisonte facevano seguire riti e ringraziamenti   al Grande Spirito per ciò che avevano ricevuto, e non si uccideva mai più di quanto realmente necessario per la sopravvivenza

Non avevo mai  approfondito la faccenda, per pigrizia e superficialità, a volte siamo colpevoli di atteggiamenti e abitudini perché non ci rendiamo veramente conto di cosa significhino, penso che molti non mangerebbero più foie gras se dovessero ingozzare personalmente le oche, sono andata in giro per il web e mi ha impressionato leggere che:

Il foie gras è il fegato malato di un volatile affetto da steatosi epatica.


Rapporto scientifico della Commissione Europea del 16 dicembre 1998

e allora

MENO MA MEGLIO, fermamente convinti che la qualità sia preferibile alla quantità!

Allevamento Etico per noi significa:

  1. - benessere animale
  2. - benessere ambientale (sostenibilità ambientale dell’azienda)
  3. - benessere umano (qualità del prodotto)

Fate un giro su questi siti e come me riflettete:

http://www.stopgavage.com/it

 

 

http://www.allevamento-etico.eu/manifesto/

Azienda Agricola Bagaggera

Ho un ricordo di qualche anno fa, -  ero in vacanza in Francia,  precisamente a Lésigny, un paesino tra Parigi e il Parco divertimenti Disney Paris -, del ristorante “La table De Pascale”, un localino molto carino, ordinai un piatto di antipasti  con vari assaggi evitando proprio il foie gras,  la signora che serviva ai tavoli mi spiegò dispiaciuta che mi stavo perdendo una vera specialità, francamente non ero dello stesso parere…

…Pensate che brutte vibrazioni assimiliamo nel nostro corpo da un fegato malato!!!

STROZZAPRETI CON PESTO DI LIMONE E MENTA

Questi strozzapreti con pesto di limone e menta hanno tutto il profumo del Sud: il meraviglioso profumo di Sicilia, della bella Sorrento e di tutta la meravigliosa  costiera Amalfitana

Piatto semplice e saporito, il loro sapore e profumo sono ideali per una cenetta in terrazzo, apparecchiate la tavola usando come centro tavola foglie di limone  o se non riuscite a trovarle con limoni e foglie di menta, se li avete, usate piatti rustici ma chic.

Strozzapreti con pesto di limoni e mente

 

Ci sono degli odori che restano impressi nella nostra memoria, sono lì indelebili, gli odori dell’infanzia, di un luogo che abbiamo visitato, ci basta sentirli per un attimo ed ecco che ritorniamo a quel tempo e a quel luogo in cui li abbiamo sentiti, il limone, i fiori di zagara, il gelsomino fanno parte degli odori della mia infanzia,  loro sono l’odore delle mie estati in Sicilia.

La mia famiglia è originaria  di una zona della Sicilia ricca di vivai,  si coltivano piante di limone, arance e ulivi, non c’è casa che non abbia una pianta di limone, in giardino o sul terrazzo..

Il limone ha pochissime controindicazioni, aiuta ad eliminare le tossine accumulate dall’organismo, può aiutare la digestione, usiamolo spremuto sulla frutta o beviamolo al mattino con dell’acqua tiepida.

Se fate bollire la buccia di limone, facendo però attenzione a non prelevare la parte bianca, in un pochino d’acqua otterrete un ottimo digestivo, comunemente chiamato “Canarino”,  – il nome è dovuto alla colorazione assunta dall’ acqua  -, basta aggiungere un pochino di zucchero e potete darlo anche ai bambini se hanno mal di pancia-

Un’altra stanezza tipica della Sicilia è mangiare il limone condito con il sale, olio e aceto, vi assicuro una squisitezza, ma va fatta solo con quei bellissimi limoni grossi come cedri con la parte bianca dolce e callosa, ma forse “la stranezza più strana” e la limonata con il sale, si, si avete capito bene con il sale. Questa bevanda è tipica di Messina, non l’ho mai vista preparare in nessun altro posto, si mescola del selz con limone e sale grosso, è un ottimo integratore salino altro che bevande artificiali, se passate per Messina dovete assolutamente provarla!