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COUS COUS CON VERDURE GRIGLIATE E CECI

Cous cous con verdure grigliate e ceci

Ricetta vegeteriana anzi vegana

Uno squisito mix di verdure grigliate, cous cous e ceci, reso unico dalle spezie che ricordano l’Africa del nord a cui si aggiungono semi di sesamo tostati, mandorle e uvette, tocco finale:  le zest di limone che conferiscono all’insieme una nota di freschezza.

Per tutti quelli che pensano che la cucina vegetariana o vegana siano delle cucine tristi

cous cous con verdure e ceci

Se volete rendere questo piatto ancora più ricco potete aggiungere dell’avocado e in alternativa sostituire il cous cous con della quinoa o del miglio.

 

Devo dire che sto sempre di più cucinando piatti completamente privi di alimenti di origine animale e posso affermare che questi  piatti sono  veramente squisiti, la scoperta poi,  di un posto fantastico, poco lontano da casa mia, dove acquistare delle verdure biologiche, mi ha messo ancor più voglia di sperimentare piatti  vegetariani. La verdura di stagione  a km 0 è una gran cosa, pensiamo alla possibilità di scelta che abbiamo quando acquistiamo il cibo da portare sulle nostre tavole.

Per questo ho partecipato au corso di cucina vegetariana vegana, tenuto da Elena D’Alto, cuoca della scuola di cucina naturale “Baciami in cucina”.

Elena ha lavorato dallo chef stellato Pietro Leeman e successivamente dallo chef Pietro Salvini, successivamente si è dedicata all’insegnamento nelle scuole alberghiere, lavora per la televisione in Alice Cucina alcune sue ricette vengono pubblicate dalla rivista Alice Cucina magazine.

Attualmente si occupa di consulenze e del suo progetto la scuola di cucina naturale.

http://www.baciamincucina.com/

Grazie a Casalinghi Villa che ha dato modo a tutti i partecipanti di conoscere questa brava e simpatica cuoca che ha risposto a tutte le domande che le venivano poste con competenza e simpatia.

 

 

 

Tiramisù d’autunno

Tiramisù d’autunno

E’ tempo di cachi

Il tiramisù d’autunno è un ‘alternativa insolita che ben si sposa con i climi autunnali, da offrire agli amici  accompagnato ad un vino dolce, se domani prevedete di guardare X Factor a casa vostra questo dolce fa per voi, adatto per grandi e piccini

Tiramisù d'autunno

 

Per saperne di più:

I cachi sono un simbolo dell’autunno tardo, del momento dell’anno in cui il sole tende a stare più basso sull’orizzonte: il loro colore sembra dire che in quei frutti si sono materializzati gli ultimi raggi caldi del sole, prima del sopraggiungere dell’inverno. I cachi che si stagliano nel freddo paesaggio invernale, con il loro arancio acceso che si distingue sugli alberi ormai spogli, sono nutrienti e ricchi d’energia. A novembre possono essere d’aiuto a chi accusa astenia, alle persone debilitate o magre, ma anche a chi soffre di stitichezza o colite (il cachi è un ottimo regolatore intestinale), ai convalescenti, ai bambini e nella terza età. I piccoli e gli anziani, infatti, lo amano molto perché è facilmente masticabile. Non è consigliabile invece ai diabetici, a chi soffre di soprappeso e ai malati di ulcera gastroduodenale.

Il cachi ( Diospoyros kaki) è un frutto che vanta una tradizione millenaria. Grazie al suo delicato e particolare sapore, fu talmente apprezzato dai popoli antichi da essere definito il “cibo degli dei”. Il nome “ cachi”, declinato anche in “caco”, deriva dal nome giapponese, “kaki no ki”. La sua patria di origina è la Cina dove venne chiamato “Mela d’Oriente”; da qui si diffuse anche in Giappone ricoprendo, ancora oggi, un ruolo di primaria importanza nell’alimentazione del popolo nipponico. Nei giardini del nostro Paese il cachi venne coltivata già alla fine del XVIII secolo. L’albero di cachi appare alto fino a dieci metri, ha grandi foglie caduche e il frutto si presenta rotondeggiante con la buccia fine, gialla o arancione; la polpa, assai morbida, diviene quasi liquida quando giunge a piena maturazione. Il cachi è un’eccellente fonte di proteine, di vitamina A, vitamina C e di potassio. Quando è acerbo è ricco di tannino che gli conferisce un sapore fortemente astringente. Alla fine del processo di maturazione invece, il tannino si riduce mentre aumentano gli zuccheri, conferendo al cachi il suo tipico sapore dolcissimo.

Tratto da RIZA.it La via del benessere:

http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/2987/disturbi-intestinali-ti-aiuta-il-cachi.html

TORTA PACIARELLA DI NONNA ERMINIA

Torta paciarella di nonna Erminia o torta di latte

Sono tante i nomi e le versioni di questa torta che in autunno, in  quasi tutti i paesi della Brianza, fa capolino durante le feste patronali, io stessa ne ho proposto una versione che metteva insieme le ricette raccolte nel corso degli anni  e poi una mia versione rivisitata, ma questa volta vi propongo quella di nonna Erminia la migliore in assoluto che abbia mai preparato, non ci sono le uova, ma tra gli ingredienti fanno la comparsa le caramelle alla menta e il pan d’anice!!!

Torta Paciarella di Nonna Erminia

Preparate allora questa buonissima torta paciarella di nonna Erminia, la migliore, a mio giudizio, tra le versioni di  torta di latte, morbida e gustosa, in bocca, grazie al pan d’anice e alle caramelle alla menta, permane un gusto fresco, ed è risaputo che la menta si sposa molto bene con il cioccolato.

Facoltativi due ingredienti: il cedro candito e l’uva passa, i pinoli potete metterli nell’impasto o solo sopra come decorazione.

Io personalmente ho messo tutto, tranne il burro che nonna Erminia consiglia di mettere sulla superficie, poco poco, qualche scaglietta…

Assaggiate l’impasto quando lo mescolate, se vi piace più dolce potete aggiungere dello zucchero, l’impasto deve essere morbido, usate una teglia di media grandezza in modo che la torta non risulti nè troppo alta nè troppo bassa.

Con questa ricetta utilizziamo il pane avanzato e realizziamo un dolce molto sostanzioso adatto per la colazione del mattino o una merenda pomeridiana, preparate tutti gli ingredienti alla sera prima di andare a dormire, lasciate l’impasto a riposare tutta la notte nel frigorifero e l’indomani potete cuocere la vostra paciarella.

Grazie a nonna Erminia per  la sua ricetta

P.S.

La signora Erminia è la nonna della fidanzata di mio figlio

VAI A VEDERE  LA MIA VERSIONE RIVISITATA DELLA TORTA DI LATTE: http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/tortino-al-cioccolato-quenelle-mascarpone/

SUCCHIETTI CON PEPERONI E PESTO DI MANDORLE

Questo formato di pasta ha un nome curioso ecco i succhietti con peperoni e pesto di mandorle

Un piatto di pasta allegro e colorato, saporito, il passaggio più lungo nella preparazione  è la cottura dei peperoni, una volta pronti il piatto è semplicissimo da preparare.succhietti con peperoni e pesto di mandorle



Le mandorle sono un ingrediente molto utilizzato in diverse cucine tradizionali nell’area del mediterraneo, in particolare nella cucina siciliana e nella cucina pugliese. Sia nel dolce che nel salato. Si raccolgono a mano e con delle verghe (bastoni flessibili lunghi dai 3 ai 5 metri) nel periodo agosto-settembre e sono molto usate sia in cucina in piatti come il pesto alla trapanese che in pasticceria, ottimi i confetti alla mandorla, golosi sono i pasticcini di pasta di mandorla e non dimentichiamo i frutti di marzapane, la frutta Martorana che riproduce in maniera perfetta frutti di vario genere. Con le mandorle si prepara anche un’ottima bevanda rinfrescante, il latte di mandorle, molto utilizzata in Sicilia e in Puglia, una  bevanda molto energetica cntiene proteine e vitamine , ricca di magnesio, ferro e calcio, ottima per i bambini e per tutti quelli che seguono una dieta vegan.

Spettacolari sono gli alberi di mandorlo in fiore, ad Agrigento, in Sicilia a febbraio si festeggia la fioritura con un grande evento, la Sagra del Mandorlo in Fiore, molto folcloristica.

Ma la regina di tutte le mandorle, famosa in tutto il mondo è quella d’Avola in provincia di Siracusa, mandorla di qualità utilizzata per preparare superlativi confetti e svariati prodotti di pasticceria.
 
 Per saperne di più: http://www.consorziomandorlaavola.it/


 

FESTIVALETTURA MANTOVA 2014: LIBRI CHE PARLANO DI CUCINA

Per chi è appassionato di cucina leggere le storie raccontate dai grandi chef è sempre interessante, ognuno propone la sua idea di cucina, oggi più che mai sono molteplici le proposte dei cuochi che oltre a stare dietro ai fornelli sono diventati delle vere e proprie star dello show business: cucina molecolare, multietnica, fusion, tradizionale, ognuno può scegliere ciò che preferisce.

Diario di un lavapiatti di campagna

Festivalettura Mantova 2014: libri che parlano di cucina

Lo chef Romano Tamani racconta la sua cucina,  – il libro è stato presentato al Festivalettura venerdì scorso da Vittorio Sgarbi: ” Diario di un lavapiatti di campagna” edito da Bompiani -,  una cucina tradizionale imperniata , come lui stesso definisce sulle tre T: ” Tradizione, territorio, tempo “.

Fedele alle tradizioni del suo territorio la bassa mantovana, quella dei tortelli di zucca per intenderci, e contrario alla presenza del  cuoco in televisione, lo chef per considerarsi tale deve stare tutto il giorno dietro ai fornelli altrimenti è qualcos’altro..

Ha iniziato dalla gavetta nei ristoranti della Riviera Adriatica per poi trasferirsi a Londra dove svolgeva il compito oiù ingrato: quello del lavapiatti. Ma da una richiesta particolare di un cliente importante è incominciata la sua carriera di chef, tutto grazie a quella richiesta del minestrone italiano, lui era l’unico a sapere come prepararlo.

Le carriere nascono da occasioni che alimentate dalla passione, dal sacrificio e dalla determinazione danno grandi soddisfazioni, comme quelle raccolte da Romano Tamani che nel suo ristorante l’Ambasciata ha portato i piatti della sua tradizione familiare all’eccelenza sino a raggiungere la tanto agognata stella Michelin.

“Il futuro è tenere la tradizione” al passo coi tempi”, questo è il suo pensiero e di tradizione culinaria in Italia ne abbiamo da vendere,  chi non pensa alle lasagne alla bolognese o ad un bel piatto di spaghetti alle vongole quando si parla di cucina italiana, poi certo ogni chef ha la sua interpretazione, il suo modo di presentarli, ma tutto parte da una conoscenza profonda della storia della cucina italiana e dalla scelta di prodotti di altissima qualità.

www.ristoranteambasciata.com

 

FESTIVALETTERATURA MANTOVA 2014

FESTIVALETTERATURA MANTOVA 2014

Ogni occasione è buona per parlare di cibo: Roberta Corradin, giornalista specializzata in enogastronomia e viaggi con il suo libro ” La Repubblica del maiale. Sessant’anni di storia d’Italia tra scandali e ossessioni culinarie” ripercorre la storia della nostra Repubblica attraverso il cibo.

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  • “Guerra fredda e insalate russe”
  • “Strategia dell’ipertensione agli anni di panna”
  • “Dall’aceto al risveglio delle coscienze”

In questi tre incontri la scrittrice ripercorre le mode e le tendenze culinarie degli ultimi decenni, il cibo come la moda,  il cinema e la letteratura sono influenzati dagli accadimenti: il dopoguerra, il boom economico, gli anni di piombo, i favolosi anni ottanta sino ai giorni nostri.

Negli anni settanta vanno per la maggiore tutti i piatti flambè, gli anni ottanta sono sommersi dalla panna, gli anni novanta  risvegliano le coscienze, si sviluppa la consapevolezza che è necessario il consumo di un cibo più sano: attraverso le ricette possiamo comprendere i mutamenti sociali e antropologici del nostro paese.

Mi ha colpito il titolo del libro della stessa autrice “Le cuoche che volevo diventare”, un viaggio nella cucina delle donne, donne normali, come me, come le nostre madri e le nostre nonne. (Per questo libro riceve un premio internazionale per la letteratura enogastronomica)

Riceve un premio anche per la traduzione di “Spezie” di Jack Turner (2007), mentre il suo primo libro “Ho fatto un pan pepato” è pubblicato nel 1995.

Penso che acquisterò questi libri, trovo sia interessante approfondire l’aspetto culturale del cibo che nel nostro paese ha un’importanza rilevante,  la curiosità e la voglia di capire sono per me, alla base della passione per la cucina.

Sono andata a curiosare il blog di Roberta Corradin e ho scoperto che è mia coetanea e che ha una faccia sorridente e simpatica e  che ha anche un ristorante a Donnalucata, in provincia di Ragusa!

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/rcorradin/

 

 

 

 

DONNA IN

Ieri il mio primo articolo sul sito DONNA IN, da ieri sono ufficialmente Redattrice!!!

Sono proprio contenta! Vi consiglio di seguirlo, potete trovare articoli interessanti su moda, casa, lavoro.

bannerdonnain

Su Donna In troverete interessanti  interviste a personaggi famosi,  consigli per le mamme e naturalmente una sezione dedicata alla cucina.

La ricetta del riso carioca la trovate anche lì insieme a tante altre ricette ed idee da copiare, consigli su come apparecchiare la tavola e tanto altro

http://www.donna-in.com/2014/07/riso-carioca-sapore-esotico-energia-tropicale

 

CASERECCE RUSTICHE ALLE VERDURE

Basta grigliare le verdure aggiungere capperi di Salina, pinoli tostati, qualche chicco di uva passa, una bella grattugiata di ricotta “infornata” e le nostre caserecce rustiche alle verdure sono pronte per essere gustate.

Con questa cottura semplice e poco calorica le verdure risultano gustose e saporite basterà aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva di ottima qualità e il gioco è fatto!

Caserecce

Casarecce

formato liscio e arrotolato su se stesso come una piccola pergamena, incurvata verso la punta

Origine del nome: evoca l’antica origine casereccia, un’interpretazione della “pasta busiata” d’origine araba ottenuta con il “bus“, la sottile canna di una pianta con cui un tempo si avvolgevano i pezzetti d’impasto

Provenienza: formato originario della Sicilia, ma caratteristico anche di altre regioni del Centro-Sud

Definizione tratta dal sito: Pastai Gragnanesi  Società Cooperativa http://www.pastaigragnanesi.it

INVOLTINO MESSINESE E L’ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA

Involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera

 Si, si la ricetta del mio involtino messinese finger food è stato menzionato nella rubrica Foodstagram nell’inserto “Tempi Liberi” del 27 giugno 2014, a proposito di Mondiali di calcio e di piatti  tricolore

Che soddisfazione il mio involtino messinese e l’articolo sul Corriere della Sera! Se volete preparare la ricetta basta cliccare qui http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/?p=3726

Dedico questo articolo a Messina e a tutti i messinesi

ARTICOLO

La rubrica è curata da Corinna De Cesare la trovate anche su Instagram

Corinna De Cesare
Di sangue pugliese, scrive di economia e temi al femminile. Al Corriere della Sera dal 2006, ha fatto la gavetta alla Prealpina in provincia di Varese, dove tuttora vive lontana dal traffico milanese e vicino a quello aeroportuale. Uno dei suoi comandamenti in cucina: “A clean kitchen is a sign of a wasted life”.
Su Foodstagram, sceglie le vostre ricette più buone (e belle)

Trovo che l”inserto “Tempi Liberi” sia molto interessante, non solo per avere spunti in tema cucina ma anche per conoscere itinerari di viaggi,  eventi gastronomici e di cultura. Il prezioso inserto passa di mano in mano, le prime sono quelle di mio papà, che legge il Corriere da sempre, poi le mie e poi io lo porto in ufficio

 

 

CRUDAIOLA

Oggi “crudaiola”!  Un piatto che anni fa ho mangiato per la prima volta in un albergo di Pesaro, sperando che l’estate arrivi e di smettere di mangiare tortellini in brodo! Eh si il clima è proprio quello adatto, l’altro giorno ho sentito profumo di brasato provenire dalla cucina della signora del piano di sopra, ma forse ad ottobre saremo al parco a rinfrescarci con fette di angurie gelate!

crudaiola

Questa ricetta è più semplice da preparare che da descrivere, non occorre la cottura degli ingredienti ma solamente quella della pasta, vi assicuro però che il risultato è ottimo, piacevole e soprattutto se siamo in vacanza al mare il pasto sarà leggero e digeribile con tante verdurine fresche adatte a reintegrare liquidi e sali minerali che si perdono con il caldo. E’ sempre preferibile consumare pasti sani e leggeri e questa crudaiola, condita semplicemente con ortaggi crudi e un giro d’olio extra vergine d’oliva, sale e pepe quanto basta, la rende adatta a tutti, grandi e piccoli vegetariani e vegani compresi! Meglio evitare per il pranzo di mezzogiorno carne e alimenti che abbiano bisogno di una lunga digestione se vogliamo godere appieno dei benefici della nostra tanto agognata vacanza.

Il caldo umido e afoso rende adatta questa ricetta anche  per i pasti consumati in città, tra una passeggiata al parco cittadino e un tuffo in piscina possiamo preparare questo gustoso piatto di pennette senza rubare troppo tempo al relax