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Muffins gorgonzola e pere LA VERA AMATRICIANA Gnocchi rosa con cavolo nero e pinoli San Biagio Crepes esotiche Zuppa di borlotti e radicchio Tortillas di farina di ceci farcite con radicchio e pere QUICHE DI BIETOLA ROSSA RUSTICI SVIZZERI #noiCHEESEamo

22 febbraio 2015

Muffins gorgonzola e pere

13 febbraio 2015

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10 novembre 2014

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Muffins gorgonzola e pere

Preparare un gustoso spuntino salato è facile ecco come preparare questi deliziosi muffins salati, gorgonzola e pere

Come sfamare un gruppo di adolescenti affamati durante le loro sedute di play station sorpendendoli con un mix di  dolce salato.

Nel frigorifero pochi ingredienti: gorgonzola e parmigiano oltre a quelli base che non devono mancare mai, uova, farina, burro, latte,  lievito, se non li avete chiamate la pizzeria più vicina, difficile che riusciate altrimenti a preparare qualcosa, aggiungete una bella grossa pera e il gioco è fatto!

Dieci minuti per la preparazione,  una quindicina per la cottura e voilà serviteli tiepidi, spariranno in un attimo

Ho utilizzato dei simpatici contenitori per muffins arancioni con dei pois bianchi, ho utilizzato dei bei tovaglioli di carta a righe bianche e arancioni e da bere ho servito un centrifugato  di carota e mela, un successone!

Imparate a tenere sempre gli ingredienti base in dispensa,  farina, di ceci, castagne, mais, uova, latte e burro con pochi ingredienti di base si possono preparare svariate ricette, piccole crepes, pan cakes, muffins, tortillas e mentre i ragazzi giocano potete preparare in poco tempo un delizioso spuntino, per dire basta ai cibi confezionati e proporre ai giovani gusti un po’ insoliti.

muffins gorgonzola e pere

LA VERA AMATRICIANA

Imperversa la polemica  ” la vera amatriciana”… aglio, si o no?

A quanto pare Carlo Cracco ospite in una trasmissione  di Maria De Filippi, che io non ho visto,  ha menzionato l’aglio tra gli ingredienti per preparare gli spaghetti all’amatriciana e apriti cielo gli abitanti di Amatrice, con in capo il Sindaco hanno subito reclamato, il bel cuoco televisivo ha commesso un grave errore, la vera amatriciana, ricetta con marchio De.co. (Denominazione comunale controllata) va preparata esclusivamente con guanciale, pecorino, vino bianco, pomodoro San Marzano, pepe e peperoncino, altrimenti trattasi di altra ricetta.

Cracco intervistato successivamente dal Corriere della Sera si dichiara dispiaciuto ma afferma anche che le ricette si evolvono e che se a uno piace nell’ amatriciana l’aglio ci sta, in camicia magari,  la ricetta originale la conoscono tutti e non voleva assolutamente dare una ricetta errata.

Per farla breve Carlo si scusa ma aggiunge, le ricette si interpretano e si fanno vivere, quelle tradizionali si reinterpretano, insomma in cucina c’è la massima libertà

Così mi è tornata in mente l’amatriciana preparata da William un mio compagno di corso di cucina e oggi ve la ripropongo

amatriciana

http://blog.giallozafferano.it/verdesalvia/la-grande-bellezza/

Gnocchi rosa con cavolo nero e pinoli

Squisita ricetta che ben si presta a comporre un menù romantico per la giornata di San Valentino Gnocchi rosa con cavolo nero e pinoli

Piatto bello da vedere e sorprendente al palato, il cavolo nero che solitamente si usa nelle minestre e nella famosa Ribollita toscana in questa ricetta assume una veste diversa, spadellato semplicemente con dell’ottimo olio extravergine d’oliva, pinoli tritati sale e pepe dona un deliziosp contrasto all’insieme sia di gusto che di colore.

La ricetta è tratta dal libro di Csaba Dalla Zorza “Csaba Bon Marchè”

Gnocchi rosa con cavolo nero e pinoli
La preparazione non ha nulla di complicato si preparano gli gnocchi aggiungendo all’impasto di patate della barbabietola per dare il colore rosso, dovete avere solo un po’ di buona volontà e un paio di ore a disposizione, ma vi garantisco che ne vale la pena e se a festeggiare ci saranno anche i bambini con questi gnocchi dal color rubino li concquisterete. Se non avete mai provato a fare gli gnocchi in casa vi consiglio di provare, non hanno nulla a che vedere con quelli industriali, comperate delle patate a pasta bianca o quelle dalla buccia rossa più adatte per la preparazione degli gnocchi, se volete potete preparare una dose doppia e congelarli, sfruttate un pomeriggio in cui vi sentite particolarmente in vena vi torneranno utili in quelle sere in cui non avete fatto in tempo a fare la spesa, basta semplicemente condirli con del burro e Parmigiano o dell’ottimo olio extravergine d’oliva.

Verdesalvia e la fotografia

Sono passati tre anni da quando ho iniziato ad occuparmi del blog Verdesalvia

Ripensando a Verdesalvia e la fotografia

Riguardando i primi articoli postati su Verdesalvia, mi rendo conto che ho migliorato molto l’aspetto del blog ma aimè la fotografia resta un nodo cruciale, è la parte che mi crea maggiori difficoltà.

Lo scopo principale che mi ha spinto alla creazione di Verdesalvia  è il divertimento,  adoro cucinare da sempre, compero giornali che si occupano di cucina da quando ero una ragazzina, ciò che non vedevo cucinare da mia mamma lo andavo a cercare nei libri di cucina, a 12 anni comprai  il primo vero libro sui dolci, mia grande passione,  a 20 mi hanno regalato il mio primo “Artusi” (prestato e mai restituito, ho dovuto acquistarne un’altra copia, sigh!).

Non so più dove mettere le ricette che trovo su libri e riviste o passate  da amici e parenti, ho un raccoglitore pieno di  “pizzini” scritti a mano perché mentre aspetto il figlio che esca da scuola o sono in attesa da qualche parte mi viene in mente un’idea e devo assolutamente scriverla per non perderla per sempre.

E’  questa, per me una passione antica, nata in tempi insospettabili quando il cibo non era così trendy e quando la professione del cuoco era considerata faticosa e pochi erano quelli famosi: Veronelli, Marchesi e pochi altri, tempi in cui le ricette  che andavano per la maggiore erano quelle di suor Germana…

fotografia

 

Ma riuscire a fotografare un piatto che ho preparato, in modo che possa risultare appetibile, no questa cosa no, non mi riesce per niente facile!I cibi che fotografo sono quelli che finiscono sulla mia tavola e quasi mai o meglio  mai ho molto tempo per allestire un bel set fotografico, per non parlare poi di piatti e posate, sono sempre gli stessi a casa mia! Mica cambio servizio ogni settimana!Come si fa a competere con grandi testate che hanno a disposizione grandi fotografi, ditte che si occupano di fornire piatti e bicchieri di tendenza, mica  come il mio servizio che risale al 1986! Si cerca di arrangiarsi, facendosi prestare piatti particolari dalle amiche o frugando nella cantina di mamma o in qualche vecchio mercatino.

Ma vi posso assicurare che ciò che propongo sul mio blog è davvero cucinato da me  e magari la foto non è bellissima ma nel cibo fotografato non c’è del colorante per sembrare più bello e non è nemmeno  gonfiato dalla plastica per apparire appetibile è quello che sono, una non cuoca e una non fotografa, semplicemente una persona che nel tempo libero si diverte a cucinare e a scrivere di cucina e mai e poi mai ha pensato di competere con siti come  “Corriere Cucina” o “Giallo Zafferano”  per citarne solo alcuni.

Sicuramente le mie fotografie dovranno migliorare, si possono rendere più belle anche senza usare trucchi sofisticati, nel web ci sono molti blog che ne hanno di bellissime, cercherò di farlo nel modo migliore possibile, intanto ho cambiato macchina fotografica  mi resta solo di studiare un po’  e provare, provare, provare, come diceva Amanda Sandrelli nel famoso film “Non ci resta che piangere”  di due grandi del cinema italiano Massimo Troisi e Roberto Benigni.

 

San Biagio

Oggi è il 3 febbraio San Biagio.

A Milano è tradizione festeggiare questo Santo protettore della gola e del naso, in dialetto milanese “benedis la gola e él nas‘”.

san biagio

Non c’è festeggiamento senza qualcosa da mangiare, per noi italiani ogni occasione è buona per gustare qualcosa di buono.

Ma cosa si mangia oggi a Milano per festeggiare San Biagio?  ” El panetun”

Il panettone deve essere “posso”, cioè stantio, che sa di credenza, il pane posso per intenderci è il pane raffermo.

A Natale si  mette da parte un po’ di panettone benedetto durante la messa e si conserva proprio per essere mangiato il giorno di San Biagio, per questo non sarà morbido e soffice come appena tolto dalla confezione.

San Biagio era un medico armeno, si racconta che una madre disperata gli portò il figlio morente per una lisca conficcata in gola, egli diede al ragazzo una grossa mollica di pane da deglutire. Il pane scendendo in gola, rimosse la lisca salvando il ragazzo. Dopo dopo aver subito il martirio, Biagio venne fatto santo e dichiarato protettore della gola.

Ma in questo racconto si parla di pane e non di panettone…

una donna portò prima di Natale un panettone a benedire da  un frate goloso che dopo averlo benedetto iniziò a  mangiarlo boccone dopo boccone, la donna  se ne dimenticò e si presentò per chiedere la restituzione del suo panettone il 3  febbraio, il frate imbarazzato pensando di restituire un involucro vuoto si stupì quando nel riconsegnarlo si accorse che all’ interno c’era un panettone grande il doppio rispetto a quello che gli aveva portato la donna. Era stato un miracolo di San Biagio e così prese inizio la tradizione di portare un panettone avanzato a benedire ogni 3 febbraio e poi mangiarlo a colazione  per proteggere la gola.

panettone

                                                        E voi oggi lo avete mangiato?

 

Crepes esotiche

Squisite crepes esotiche, farcite con un delizioso ripieno di avocado e gamberetti, da leccarsi i baffi!

Ho assaggiato le mie prime crepes ben trent’ anni fa, durante un mio viaggio in Corsica,  le trovavo eccezionali, squisite in tutti le loro varianti dolci al Gran Marnier, alla Nutella o come piccolo spuntino farcite di prosciutto e formaggio, ne avrei mangiate sino a scoppiare!

Certo che altro non erano che le crespelle che Zia Santina preparava da anni in Abruzzo, ne faceva tante e le farciva con la carne al sugo, una sorta di lasagne che lei chiamava timballo. Quelle di zia erano altrettanto squisite ma non avevano il fascino di quelle gustate nel barettino a picco sul mare di Bonifacio!

Tornata a casa volevo assolutamente rifare quelle deliziose frittatine per gustarle alla domenica mattina, non mi piaceva proprio svegliarmi alla domenica mattina e sedermi ad una tavola dove si pranzava con lasagne e arrosto di vitello! Andata a vivere per conto mio, preparavo delle colazioni “rinforzate” e senza saperlo preparavo quello che oggi va tanto di moda e si chiama brunch.

Mi stupii di quanto fosse semplice preparare quelle deliziose frittatine, basta procurarsi una buona padella antiaderente, latte, farina e uova, preparare una pastella, lasciarla riposare per 1 ora e poi con un mestolino alla volta preparare le crepes.

La mia ricetta è scritta su di un foglio a quadretti, con i pennarelli colorati, c’è anche un rudimentale disegno che vorrebbe rappresentare le crepes,  ha circa una trentina d’anni, non ho mai più cambiato io le crepes le preparo cosi’, se uso la padella piccola ne vengono di più se uso quella più grande ne vengono di meno, da allora ho cambiato tante padelle ma la ricetta no, è sempre la stessa.

Per le mie crepes esotiche ho cambiato la farcitura avocado, lime, arancia e gamberetti, profumate e delicate, una sorpresa per il palato.avocado

 

 

 

 

 

gambero

 

 

Zuppa di borlotti e radicchio

zuppa fagioli e radicchio

 Oggi fa freddo, molto freddo,

qui in Brianza gli ultimi tre giorni di gennaio si chiamano i giorni della Merla, secondo un’antica storia popolare sono i giorni più freddi dell’anno

Sono le cinque del pomeriggio, ho voglia di preparare qualcosa che scaldi il cuore e lo stomaco

Quasi, quasi preparo una zuppa di borlotti e radicchio…

L’idea di preparare qualcosa di caldo mi piace… i miei fagioli sono lì che aspettano solo di essere cucinati, aspettano da ieri sera, pazienti.

Li sciacquo e li metto a lessare con una carota, del sedano e una piccola cipolla, li lascio lì a cuocere piano piano per due ore, intanto mi dedico ad altro…

Ma mentre preparo la pentola, le verdure e compio i  soliti gesti, lavare, tagliare, mi rammento di un articolo di Banana Yoshimoto,  pubblicato sul “Corriere della Sera” qualche tempo fa…

E allora mentre i fagioli cuociono io vi racconto di lei…

Zuppa d’anima, questo è il titolo dell’articolo,  commovente che va dritto al cuore, profondamente vero.

Il padre di Yoshimoto stava morendo e l’autrice di mlti romanzi si trovava in uno stato di profonda prostrazione acuita da una forte influenza che sembrava volesse amplificare ai massimi livelli la sua già dolorosa situazione. Non riusciva a mangiare, non aveva alcun appetito, non sentiva alcun bisogno di nutrirsi. Solo quando un’amica le portò una zuppa di miso preparata dalla madre  contatto con il suo senso del gusto:

” Mio padre stava morendo, io non riuscivo a mangiare, una ciotola, e un’altra ciotola ancora, mi hanno dato forza”

Fu grata per quella zuppa, per quella energia che era solo e soltanto in quella zuppa, preparata in quel modo da quella madre soltanto, ogni madre, ogni persona prepara la propria zuppa, ognuno di noi immette la propria energia in ciò che prepara.

Altre persone in seguito, prepararono del cibo per lei: il marito, lo stufato, l’amico, gli spaghetti fritti alla thailandese, la sua ex segretaria, il passato di pomodoro all’italiana…

“Dietro a ognuno c’era il calore di un sorriso, l’affetto di un essere umano nei miei confronti…”

…”non ho mai più voluto mangiare piatti che non incontrassero il mio gusto, o preparati da qualcuno di cui non potessi vedere il viso… Anche l’anima mangia. Ed è proprio l’anima che voglio nutrire”

Il testo anticipato dal Corriere della Sera è tratto dal progetto “Romanzo del mondo”, promosso dal network di donne WE, “Women for EXPO”, che verrà pubblicato nel maggio 2015.

101 autrici di tutte le nazionalità in quest’opera collettiva sul cibo; per l’Italia daranno il loro contributo Simonetta Agnello Hornby (io adoro i romanzi di Simonetta ed anche quelli sulla cucina), Sveva Casati Modignani 8altra scrittrice che mi piace molto,  porta un po’ di leggerezza nella vita), Dacia Maraini (autrice che non ha bisogno di presentazioni).

A tutti quelli che come me preparano il cibo oltre che per se stessi, per i propri cari, che siano figli, mariti, genitori o amici dico:

Meditate su quanto c’è dentro a quel piatto, meditate su quanto lavoro e amore c’è in quel piatto, quanta della vostra energia è in quel piatto… cibo per l’anima appunto.

Zuppa fagioli e radicchio

Ecco allora la mia zuppa di borlotti e radicchio, ricetta semplice e gustosa, rustica e saporita accompagnatela a del pane casareccio e ad un buon vino vino rosso, scalderà stomaco ed anima

Tortillas di farina di ceci farcite con radicchio e pere

Oggi una ricetta golosissima, da leccarsi i baffi

Ottimo piatto alternativo da gustare in allegria per colorare le nostre giornate autunnali

Le tortillas di farina di ceci farcite con radicchio e pere con salsa di Gorgonzola sono fantastiche, gustose e saporite alternano il gusto un po’ amaro del radicchio rosso alla dolcezza delle pere che con il Gorgonzola si sposano perfettamente.

I ceci non sono molto amati dai miei ragazzi, in questo modo però  li hanno gustati senza fare molte storie, le tortillas  di farina di ceci sono simili alle panelle siciliane, cambia il tipo di cottura, le panelle sono fritte mentre le nostre tortillas cuociono nel forno.

Questo è un piatto vegetariano adatto a chi non ama la carne ma non disdegna i formaggi, squisito!

tortillas di ceci

La parte più laboriosa di questo piatto è la preparazione delle tortillas ma con un pò di pazienza e una buona padella antiaderente otterrete delle tortillas perfette, si prparano come le crepes, man mano che sono pronto mettetele a riposare su un piatto coperte da un canovaccio, quando avrete terminato di prepararle tutte potete occuparvi della farcitura.

Potete preparare le tortillas di farina di ceci farcite con radicchio e pere con salsa di Gorgonzola in anticipo e metterle in forno 15 minuti prima di mettervi a tavola.

IL GORGONZOLA: TUTELATO E VIGILATO TUTTO L’ANNO

Il formaggio Gorgonzola è unico al mondo. Per questo deve essere sempre difeso.

Questo formaggio, dall’inconfondibile sapore dolce piccante, è tutelato e vigilato dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola 365 giorni l’anno.
Il vero Gorgonzola è contraddistinto dal marchio identificativo CG e ogni forma porta impresso il numero che indica il caseificio che l’ha prodotta.

Così anche tu puoi sapere chi lo ha “fatto” e portare in tavola solo il Gorgonzola DOP. Una bella sicurezza, no? E pensare che tutti lo mangiano solo perché è buono.

IL GORGONZOLA: UN FORMAGGIO TRA I PIU’ DIGERIBILI

Quando assaggi il Gorgonzola ne apprezzi il sapore e la bontà.

Ma forse non conosci davvero le sue qualità. Per esempio, lo sai che il Gorgonzola, grazie all’attività proteolitica del suo Penicillium, è uno dei formaggi tra i più digeribili?
Provate uno spuntino veloce con pane e Gorgonzola, oppure spalmato sulle verdure fresche di stagione. Sarete sorpresi di come il Gorgonzola esalta i sapori.

E pensare che tutti lo mangiano solo perché è buono. E’ importante una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

Le informazioni sul Gorgonzola sono tratte dal sito: http://www.gorgonzola.it/

 

QUICHE DI BIETOLA ROSSA

Questa ricetta piacerà a grandi e piccoli gustosa e divertente la bietola rossa la rende allegra e colorata, buona da gustare e anche da guardare

Provate a preparare la quiche di bietola rossa un altro modo per fare apprezzare la verdura ai nostri ragazzi che spesso storcono il naso

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La bietola è una verdura molto benefica per la salute, dopo averla sbollentata le foglie vanno immerse immediatamente in acqua molto fredda, in questo modo conserveranno il loro colore, il gusto e le loro proprietà nutritive

E’ importante consumare le verdure di stagione, la ciclicità della natura va rispettata perchè essa ci fornisce attraverso la frutta e la verdura di tutti gli elementi utili per affrontare al meglio  le stagioni.

Barbabietola: una fonte di preziosi minerali
La barbabietola, appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee, è una pianta del genere Beta e deve il suo nome ai filamenti (barbe) presenti sulla radice. Le parti commestibili sono le foglie (bieta o bietole) e le radici di colore rosso scuro. Possiede proprietà rinfrescanti, diuretiche, rimineralizzanti e antinfiammatorie per l’apparato gastrointestinale. La polpa della barbabietola trova impiego anche in cosmesi.

Tratto da:  www.riza.it/home.html

RUSTICI SVIZZERI

Rustici svizzeri, sono deliziosi bocconcini di pasta sfoglia con formaggio Emmentaler, speck e pere.

Questa è la seconda ricetta con la quale partecipo al  al contest #noiCHEESEamo

rustici svizzeri

 

#noiCHEESEamo

http://www.formaggisvizzeri.it/