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Treccia lievitata vegana di segale con fichi e mandorle

| contest, Dolci lievitati

Buon pomeriggio e buona Domenica a tutti!
Questo weekend mi ha visto impegnato ad impastare; era da tanto tempo che non mi dedicavo alla preparazione di dolci lievitati, così ho deciso di intervenire e preparare una treccia lievitata.
Ho preparato una Treccia lievitata vegana, per cui senza uova, senza latte, senza miele, insomma, senza ingredienti di origine e di derivazione animale, perché avevo voglia di un dolce leggero, ma al tempo stesso gustoso e capace di esaltare il ripieno o, per meglio dire, gli ingredienti protagonisti della ricetta: i fichi secchi e la confettura di fichi.
I fichi sono, a mio avviso, un ottimo frutto autunnale, che ben si sposano con le mandorle, per cui, oltre a inserire una generosa manciata nel ripieno, ho scelto di sostituire il latte vaccino con il latte di mandorla, un’ottima bevanda vegetale a base di acqua e mandorle, pertanto ideale non solo ai vegani, ma anche a chi è intollerante al lattosio.
Ad ogni modo la scelta della bevanda vegetale è a vostra discrezione, potreste anche usare della semplice acqua, se gradite un dolce ancora più light.
Ho preso spunto da una ricetta di impasto lievitato che mi accompagna da qualche anno, ossia l’impasto della Torta delle rose di Benedetta Parodi, ma ho deciso di veganizzarla e di optare per una miscela di farine particolare: oltre alla farina manitoba, essenziale in queste preparazioni affinché l’impasto possa crescere in modo perfetto, data la capacità considerevole di sviluppare glutine a contatto coi liquidi, ho deciso di usare anche la farina di segale, sia perché avevo voglia di una farina alternativa, sia e soprattutto perché è una farina ricca di fibre e ha un basso indice glicemico, oltre ad essere molto gustosa. La segale è un cereale povero di glutine, per questo va sempre miscelato con una farina ricca di glutine, come quella di frumento, per questa ragione non vi consiglio affatto di usare solo la farina di segale in questa ricetta, perché rischiereste un impasto poco lievitato e pertanto molto duro.
La confettura di fichi si sposa alla perfezione con il gusto rustico e intenso della segale, vi consiglio assolutamente questo dolce. 🙂
Passiamo alla ricetta della Treccia lievitata vegana di segale con fichi e mandorle.

INGREDIENTI
230 gr di farina 0 Manitoba – 120 gr di farina di segale
80 gr di zucchero di canna – 175 ml di latte di mandorla
3 cucchiai di olio di semi di mais – 5 gr di lievito di birra secco
un cucchiaino di sale – scorza grattugiata di mezza arancia bio
300 gr di confettura di fichi – 100 gr di fichi secchi
50 gr di mandorle

PREPARAZIONE
Mettiamo in ammollo i fichi secchi e lasciamoli rinvenire per tutta la notte.
In un bicchiere sciogliamo il lievito di birra insieme in una parte di latte di mandorla tiepido, mescoliamo insieme ad un cucchiaino di zucchero di canna degli 80 totali e lasciamo riposare per 5 minuti, o fino a quando il lievito si sarà attivato.
In una ciotola setacciamo le farine, aggiungiamo lo zucchero di canna restante, la scorza d’arancia e mescoliamo con un cucchiaio di legno; versiamo il lievito disciolto nel latte di mandorla, mescoliamo ancora aggiungendo poco per volta il rimanente latte di mandorla tiepido e i 3 cucchiai di olio di semi di mais. Una volta che le farine hanno assorbito tutti i liquidi, aggiungiamo il sale e impastiamo il tutto energicamente per 10 minuti, o fino a quando otteniamo un panetto liscio e ben lavorato.
Disponiamo il panetto in una ciotola unta con un filo d’olio, copriamola con la pellicola trasparente e lasciamo lievitare l’impasto in un luogo tiepido (forno spento ad esempio) fino al raddoppio del suo volume.
A questo punto stendiamo l’impasto con il mattarello fino a raggiungere uno spessore di pochi mm, distribuiamo sulla sfoglia ottenuta la confettura di fichi, le mandorle tritate al coltello e i fichi asciugati e tagliati a pezzetti, arrotoliamo, tagliamo a metà il salsicciotto lasciando una parte unita e formiamo una treccia, semplicemente creando un vortice.
Disponiamo la treccia così ottenuta su una placca da forno rivestita di carta forno e lasciamo rilievitare il dolce per un’altra ora nel forno spento.
20151128_094650Cuociamo la treccia lievitata vegana di segale con fichi e mandorle in forno preriscaldato statico a 180°C per 30/35 minuti, o fino a quando la superficie risulta dorata. 20151128_113338ab

Con questa ricetta partecipo al VEGAN contest DOLCE AUTUNNO diBeauty Food Blog in collaborazione con Azienda Agricola Si.Gi.
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CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SABRINAINCUCINA “FESTEGGIA CON ME”
CONTEST FESTEGGIA CON ME

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Cantucci al Rosso Piceno, prugne secche e mandorle

| Biscotti, contest, Le ricette della tradizione italiana

There upon some distant shore
You’ll hear me say
Long as the day in the summer time
Deep as the wine dark sea
I’ll keep your heart with mine
Till you come to me PENELOPE’S SONG – LOREENA MCKENNITT

Il vino ha da sempre fatto parte della nostra cultura, non esclusivamente gastronomica, ma anche dal punto di vista intellettuale…non trovate? 🙂
Con i versi della stupenda canzone Penelope’s song dell’artista canadese Loreena Mckennitt voglio presentarvi la ricetta di un dolcetto a base di vino rosso: i Cantucci al Rosso Piceno, prugne secche e mandorle.
La scelta del Rosso Piceno è stata semplice, dato che sono marchigiano, quindi ho voluto omaggiare la mia regione proponendo un biscotto a base di Rosso Piceno per l’appunto, mentre l’abbinamento con le prugne secche mi è stato suggerito leggendo questo articolo, nel quale si sostiene che questo vino dell’area ascolana profuma di prugna, e devo dire che l’abbinamento è stato più che vincente!
Che altro dire…ah, ecco: ho imparato grazie al blog Le ricette di TerroreSplendore (che fra l’altro è toscano doc :P) che il segreto per ottenere dei cantucci friabili è quello di montare le uova con lo zucchero; io l’ho fatto e non me ne sono pentito, ma se volete potete non montare le uova e fare come abbiamo sempre fatto insomma.
La ricetta è la nostra solita ricetta supercollaudata e testata, con le sole modifiche dell’inserimento di una parte di farina integrale e del vino Rosso Piceno come parte liquida della preparazione.
Provateli e non ve ne pentirete! 🙂 A presto!

INGREDIENTI
130 gr di farina integrale di frumento – 270 gr di farina 00
250 gr di zucchero bianco – 60 gr di mandorle non pelate
60 gr di prugne secche – 2 uova
60 ml di Rosso Piceno – un cucchiaino di semi di anice
un pizzico di sale – 12 gr di lievito chimico per dolci

PREPARAZIONE
In una ciotola capiente montare le uova con lo zucchero, aggiungere quindi il Rosso Piceno e gradualmente le farine setacciate insieme al sale e al lievito; continuare a lavorare l’impasto usando le mani fino a ottenere un panetto simile alla pasta frolla. Integrare all’impasto i semi di anice e le mandorle e le prugne secche precedentemente tagliuzzate.
Dividere l’impasto in due parti e modellarli a mo’ di filone di pane, disporli quindi su una placca da forno rivestita di carta forno e cuocere i filoni a 190°C per 25/30 minuti.
Sfornare i filoni cotti e, una volta intiepiditi, formare i cantucci procedendo a tagliare i filoni stessi; disporre i cantucci sulla stessa placca del forno e lasciamoli biscottare a 180°C per 15 minuti.
cantucci vino (5)Lasciar raffreddare i cantucci completamente su una gratella per dolci prima di servirli.
cantucci vino (3)Deliziosi da servire con lo stesso Rosso Piceno. 🙂
cantucci vino (1)Con questa ricetta partecipo al Contest Ingrediente diVino del blog Enoitaca (visitate il blog e seguite la relativa pagina fb!! 🙂 )
Ingrediente divino

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Banana bread

| contest, Plumcake

Buongiorno e buon Lunedì a tutti!
Perdonate l’assenza, sono stato molto occupato con gli esami!
Finalmente sono riuscito a fare il Banana bread! Sono anni che mi riprometto di prepararlo, ma non ne ho avuto occasione fino a quando mi è capitato il contest del blog Ricette da coinquiline.
Per chi ancora non conosce questo dolce, il Banana bread non è altro che un delizioso plumcake alla banana tipico dei paesi anglosassoni, presso cui si suole consumarlo specialmente a colazione, ma vi giuro che è ottimo anche come fine pasto!
La ricetta, come ho accennato prima, è del blog Ricette da coinquiline (che vi consiglio di andare a visitare 🙂 ), ma ho modificato giusto qualche ingrediente, il resto è tale a quale alla ricetta originale, davvero speciale.
Bene, credo di aver scritto tutto…passiamo alla ricetta del Banana bread!

INGREDIENTI
2 banane – 2 uova
200 gr di zucchero (nel mio caso 60 gr di zucchero di canna e 120 gr di zucchero bianco) – una bustina di vanillina
30 ml di olio di mais – 4 cucchiai di latte
100 gr di farina integrale di frumento – 240 gr di farina 00
11 gr di lievito chimico per dolci – 50 gr di granella di mandorle
un pizzico di sale

PREPARAZIONE
Riunire in una ciotola la polpa delle banana ridotta a purea e lo zucchero, quindi mescolare con un cucchiaio di legno; aggiungere l’olio di mais continuando a mescolare e, quando sarà ben integrato alla polpa di banana, procedere gradualmente con l’aggiunta delle uova e delle polveri (farina integrale, farina 00, lievito chimico, sale e vanillina) da setacciare, alternandola con i cucchiai di latte. Infine unire la granella di mandorle.
La consistenza da raggiungere è quella dei pancakes, piuttosto densa, ma non troppo per intenderci.
Versare l’impasto in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e infarinato, quindi cuocere il banana bread in forno preriscaldato statico a 180°C per un’ora, confermando la cottura con la prova stecchino.
20160220_112945Lasciar raffreddare il Banana bread completamente su una gratella per dolci prima di servirlo.
20160220_11374720160220_13573020160220_13591720160220_140047Con questa ricetta partecipo al #1 Contest anniversario di Ricette da Coinquiline.
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Crostata di amaretti, cacao e mandorle

| contest, Crostate, Le ricette della tradizione italiana

Buonasera e buona Domenica a tutti!
Eccoci di nuovo qui (dopo un po’ di giorni di assenza) a presentarvi una crostata deliziosa: la Crostata di amaretti, cacao e mandorle.
Erano secoli che non mi mettevo a preparare una crostata, forse perché l’ultima che avevo cucinato non mi era piaciuta molto a livello estetico, stavolta invece sono soddisfatto del risultato finale, visto che sono riuscito finalmente a fare la griglia tipica delle crostate in modo decente. 🙂
La ricetta non è mia ma di Lucia del blog Tra Cucina e PC, la quale ci informa che questa crostata è tipica della città di Parma; l’unica variazione riguarda l’aromatizzazione della pasta frolla, infatti io ho scelto di aromatizzarla alla vanillina, ma potete usare tranquillamente la scorza di limone, come suggerisce Lucia.
Un piccolo consiglio prima di presentarvi la ricetta: il sapore della farcitura è molto intenso e “cacaoso”, per cui se non siete appassionati del sapore del cioccolato amaro, vi consiglio di aumentare la dose di zucchero o di optare per il cacao zuccherato.
Eccovi la Crostata di amaretti, cacao e mandorle. 🙂 A presto!

Ingredienti (per uno stampo da 26 cm)
PASTA FROLLA
300 gr di farina 00 – 150 gr di zucchero
100 gr di burro – un uovo intero + un tuorlo
mezza bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina (o scorza di limone)
FARCITURA
100 gr di zucchero – 100 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti sbriciolati – 100 gr di mandorle tritate
una tazzina di caffè – una tazzina di rum (o di latte)
un albume

Preparazione
In una ciotola setacciare la farina insieme al lievito, alla vanillina e al sale, aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero e procedere con la sabbiatura. Ottenuto un composto sbricioloso, aggiungere l’uovo intero e il tuorlo e impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, che verrà coperto con pellicola trasparente e lasciato riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Montare l’albume a neve con un pizzico di sale, in un’altra ciotola invece mescolare lo zucchero insieme al cacao amaro setacciato, agli amaretti sbriciolati e alle mandorle tritate grossolanamente, versare il caffè e il rum e amalgamare bene. Incorporare dunque delicatamente l’albume montato a neve e se dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere un po’ di latte o rum per rendere il ripieno più morbido.
Stendere 2/3 della pasta frolla raffreddata in modo sottile e disporla su uno stampo leggermente imburrato, bucherellare il fondo e distribuire il ripieno (aiutatevi con un cucchiaio bagnato d’acqua, risulterà più facile così l’operazione) e decorare la superficie della crostata con le strisce tipiche.
Cuocere la crostata di amaretti, cacao e mandorle in forno preriscaldato statico a 180°C per 30 minuti, deve risultare dorata.
20160116_111752Lasciar intiepidire la crostata nello stampo prima di estrarla e servirla.
20160116_13452020160116_134657Con questa ricetta partecipo al Contest Quale ti piace di più? di Lu.C.I.A. – Tra cucina e PC.
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Ciambellone di farina di segale e uvetta

| Ciambelloni, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buona Domenica e buon pomeriggio a tutti!
Oggi ho proprio voglia di presentarvi il mio dolce preferito: il Ciambellone, conosciuto anche come Brazadela (in Emilia – Romagna).
Perché è il mio dolce preferito? Perché mi ricorda l’infanzia, le merende da bambino, i compleanni pomeridiani, o, più semplicemente, mi ricorda i fine pasto della Domenica.
Si tratta essenzialmente di una frolla modellata a forma di filone di pane e servito a fette (andate a leggere la storia di questo dolce), ma è proprio il suo sapore semplice che lo rende indimenticabile e messaggero di felici ricordi.
Sono deliziose tutte le versioni, dalla più golosa alla Nutella, a quella più tradizionale e rustica con uvetta o senza frutta secca.
Il mio palato si è affinato nel corso del tempo, per questo ho voluto cucinare un Ciambellone alternativo, usando la farina di segale che gli conferisce un sapore intenso, rustico, più “adulto”, ecco!
Nulla vi vieta di usare la comune farina di grano tenero 00, ma vi consiglio di provare quest’alternativa o, quantomeno, di scegliere farine di altri cereali, perché, oltre ad essere stimolante, fare una scelta simile è sicuramente salutare per il nostro organismo. 🙂
Eccovi la ricetta del Ciambellone di farina di segale e uvetta, a presto!

Ingredienti
250 gr di farina 00 – 250 gr di farina di segale
200 gr di burro – 250 gr di zucchero (meglio se metà di canna e metà bianco)
3 uova – 100 gr di uvetta sultanina
una bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina – granella di zucchero e mandorle q.b.

Preparazione
Mettere in ammollo l’uvetta per una ventina di minuti.
In una ciotola setacciare le farine insieme al lievito chimico, alla vanillina e al sale, aggiungere lo zucchero e il burro freddo a cubetti, quindi pizzicarlo con i polpastrelli insieme al resto degli ingredienti secchi fino a raggiungere un composto sabbioso.
Unire le uova e l’uvetta scolata, per cui impastare fino ad ottenere un panetto morbido, ma non appiccicoso (se necessario, aggiungete un po’ di farina).
Disporre il panetto di frolla su una placca da forno rivestita di carta da forno, modellarlo e schiacciarlo per creare un filone, cospargiamo la superficie di zucchero in granella e mandorle.
Cuocere il Ciambellone di farina di segale e uvetta in forno statico preriscaldato a 180°C per 35/40 minuti, confermando la cottura con la prova stecchino.
Ciambellone segale e uvetta (7)Lasciar raffreddare il dolce su una gratella per dolci prima di servirlo.
Ciambellone segale e uvetta (6)Ciambellone segale e uvetta (3)Ciambellone segale e uvetta (5)
Con questa ricetta partecipo al contest Il mio piatto preferito! di Sorrincucina
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Plumcake alle mandorle e pere

| Consigli, contest, Plumcake, Su di noi

Buonasera a tutti!
Oggi parliamo del pasto della giornata che preferisco, o meglio, che vivo con particolare e maggiore emozione: la colazione.
Ebbene sì, proprio la colazione, il pasto con cui inauguriamo una nuova giornata e con cui auguriamo a noi stessi di dare il massimo nel mondo che ci aspetta e che dobbiamo affrontare a testa alta una volta usciti di casa. In questi anni ho imparato a non sottovalutare la colazione, perché l’energia che ci fornisce questo pasto deve guidarci durante almeno l’arco mattutino della giornata, sia se dobbiamo andare “semplicemente” a lezione all’università, sia se dobbiamo sostenere un esame o andare a lavorare.
Lungi da me dare consigli su come gestire questo pasto, dato che non ho la competenza di un nutrizionista, tanto meno sono un salutista, ma ciò che mi sento di suggerirvi è di non uscire da casa a stomaco vuoto, perché più energia abbiamo in corpo, più siamo in grado di reagire positivamente a ciò che ci aspetta una volta chiuso il portone di casa.
Vi starete chiedendo: perché questo squilibrato sta trattando della colazione?
La risposta è semplice, tranquilli! 😀
Ho deciso di partecipare al contest indetto dal blog Pentagrammi di farina, gestito da 5 bravissime ragazze, in occasione del suo primo compleanno. Tanti auguri!! 😀
Per partecipare bisogna rispondere a un test creato dalle ragazze e formulare una ricetta in base al risultato ottenuto; sono risultato “maniaco” della colazione, mi è andata bene tutto sommato! 😀
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Non so voi, ma secondo me colazione significa tagliare a fette qualcosa, magari un dolce fatto con le proprie mani e servirlo con una tazza fumante di tè o di latte e caffè; c’è qualcosa di magico in questo semplice ed elementare gesto, eppure significa per me condivisione, speranza, buon auspicio, augurio, fiducia.
Ah, che sia chiaro, la colazione per me va vissuta insieme ad un’altra persona, che sia un familiare, o un amico, perché ad ogni morso deve corrispondere una buona parola e un consiglio su come affrontare la giornata, ma anche se siamo da soli, questo pasto non deve essere sottovalutato, viviamolo come un momento di introspezione e di carica interiore. 😉
A mio avviso il dolce per eccellenza da consumare a colazione è il Plumcake, così soffice, così profumato e delicato che deve risultare al palato come una carezza sul nostro volto; sì, la dolcezza non deve mai mancare, per questo mi risulta difficile configurare il salato durante la colazione, ma, come dicono gli antichi Romani, “de gustibus non disputandum est”.
Il Plumcake alle mandorle e pere che voglio proporvi è un dolce molto delicato, profumato e senza lattosio, per cui ideale anche a coloro che non possono assumere latticini nella propria dieta o per chi magari si accorge di non avere il burro in frigorifero, ma solo dell’olio di semi in dispensa.
Una versione ideale anche per i celiaci? Provate a sostituire la farina 00 con la farina di riso, dovrebbe funzionare, in caso fatecelo sapere con un commento. 🙂
Un consiglio sulle pere: se è grande, ne basta una sola, altrimenti usatene 2, purché siano ben mature, in tal modo diventeranno cremose in cottura e doneranno ancora più sofficità al plumcake. Ho letto sul web che le pere migliori da scegliere per un dolce sono le pere abate, ma se disponete di altre tipologie di pere a casa, usate pure quelle senza problemi.
Non vi piacciono le pere? Sostituitele con le mele.
Non avete mandorle a casa? Provate con le nocciole! In verità questo dolce si ispira ad una vecchia ricetta di torta alle nocciole che avevo sul mio quaderno delle ricette, ma l’ho voluta modificare sensibilmente, a partire dalle dosi, dagli ingredienti e soprattutto dalla scelta della frutta secca protagonista.
Se non avete la farina di mandorle a casa, usate le mandorle intere e frullatele insieme a un cucchiaio di zucchero con il frullatore ad immersione, vedrete che in un attimo otterrete una farina di mandorle ottima. Cercate inoltre di preferire le mandorle non spellate, perché il tegumento è fonte di fibra, il che non guasta. 😉
Possono essere un’aggiunta golosa all’impasto delle scaglie o delle gocce di cioccolato fondente.
Basta, ho scritto anche troppo! XD
Passiamo alla ricetta, che vi consiglio caldamente, dato che a casa è stato spazzolato! 🙂

INGREDIENTI
70 gr di mandorle pelate – 140 gr di farina 00
40 gr di fecola di patate (o altro amido) – 3 uova
80 ml di olio di semi di mais (o di un altro seme) – 150 gr di zucchero (meglio se metà semolato e metà di canna)
8 gr di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una pera abate grande (o 2 piccole) – 2 cucchiai di rum
una bustina di vanillina

PREPARAZIONE
Tostate le mandorle in una padella e frullatele insieme a un cucchiaio di zucchero dei 150 totali con un frullatore ad immersione fino a ottenere una polvere fine.
Sbucciate e tagliate 3/4 della pera a cubetti e il resto a fettine (altrimenti tutta a cubetti, come preferite), e mescolate i cubetti di pera insieme a un cucchiaio di farina dei 140 totali, in modo tale da farli rimanere sospesi nell’impasto del plumcake durante la cottura e quindi che non vadano sul fondo del dolce.
In una ciotola mescolate gli zuccheri insieme all’olio, aggiungete poi un uovo e un cucchiaio di polveri setacciate insieme (farina, lievito, farina di mandorle, fecola di patate, vanillina e sale), fino ad esaurire le uova.
Aggiungete il rum e unire il resto delle polveri ben setacciate, in modo tale da evitare la formazione di grumi.
Ottenuta una pastella densa, aggiungete i cubetti di pera infarinati, mescolate delicatamente e trasferite l’impasto nello stampo per plumcake imburrato (o oleato se siete intolleranti al lattosio) e infarinato, adagiate poi sulla superficie la pera tagliata a fettine e cuocete il plumcake alle mandorle e pere a 180°C in forno statico per 40 minuti, confermando la cottura con lo stecchino.
Plumcake mandorle e pere (9)Una volta intiepidito, togliete il plumcake cotto dallo stampo e lasciatelo raffreddare completamente sulla gratella prima di servirlo.
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Un'idea di presentazione
Un’idea di presentazione

Con questa ricetta partecipo al contest Le personalità in cucina di Pentagrammi di farina.
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Torta allo yogurt con mandorle e uvetta

| Torte

Buongiorno a tutti!
Eccomi qua, non sono fuggito, non ho abbandonato il blog! 🙂
Quest’ultimo periodo è stato un po’ spento per me, l’Università e tutto ciò che mi circonda non riescono a darmi lo sprint giusto, e conseguentemente la voglia di curare il blog si affievolisce sempre più, complice anche il fatto che forse non ho l’anima del vero blogger, mea culpa.
Ad ogni modo la passione per la cucina non se ne è andata, anzi, è sempre con me e mi dà quasi sempre grandi soddisfazioni!
La torta allo yogurt con mandorle e uvetta è stata preparata diverse settimane fa, ma solo oggi ho deciso di pubblicarne la ricetta; si tratta di una semplicissima torta allo yogurt (la base della quale è questa) arricchita di mandorle e di uvetta.
Provatela perché merita, è semplicissima, ma davvero piacevole al palato!
Ho usato uno stampo da 20 cm, per cui è venuta bella alta, ma potete usare anche una teglia più larga, diminuendo conseguentemente i tempi di cottura.
Spero vi piaccia e fatemelo sapere con un commento magari! 😀

INGREDIENTI
110 gr di farina 00 – 20 gr di fecola di patate (o amido di mais)
80 gr di zucchero (per noi un mix fra zucchero bianco e zucchero di canna) – un uovo
50 gr di olio di semi di arachide – 90 gr di yogurt alla vaniglia (per noi magro, a voi la scelta)
un cucchiaino di lievito chimico per dolci – la punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale – mandorle e uvetta q.b.

PREPARAZIONE
Tritiamo le mandorle tostate in modo grossolano e scoliamo l’uvetta dall’acqua di ammollo.
In una ciotola montiamo l’uovo con lo zucchero fino a raggiungere un composto gonfio e spumoso, aggiungiamo poi a filo l’olio di semi e, poco per volta, la farina setacciata insieme al lievito, al bicarbonato, alla fecola e al sale, alternando le polveri allo yogurt.
Ottenuta una pastella liscia e ben amalgamata, integriamo le mandorle tritate e l’uvetta, versiamola in una teglia imburrata ed infarinata e livelliamo la superficie.
Cuciamo la torta in forno statico preriscaldato a 160°C per 40/45 minuti, confermando la cottura con la prova stecchino.
Una volta sfornata la torta, lasciamola riposare nello stampo prima di estrarla e lasciarla raffreddare completamente su una gratella per dolci.

Torta allo yogurt con mandorle e uvetta

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Cantucci al cacao e mandorle

| Biscotti, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buongiorno e buon Lunedì a tutti!
Dopo circa un secolo finalmente ritorniamo a proporvi una ricetta, che fra l’altro abbiamo già riprodotto parecchie volte nel corso di quest’ultimo periodo: i Cantucci al cacao e mandorle.
Si tratta della versione al cacao dei Cantucci tradizionali senesi, di cui trovate la ricetta nel nostro blog. 😉
Questi cantucci al cacao nascono da un esperimento personale, ossia quello di rendere al gusto cacao i classici biscotti della tradizione toscana, e il risultato è stato sbalorditivo, ve lo assicuro, amici e parenti hanno gradito tantissimo la prima volta (lo scorso Novembre, come passa il tempo!), tanto da farmi decidere di proporli come regalino di Natale agli amici, insieme ai classici cantucci “bianchi”!
Questi biscotti sono deliziosi anche con le nocciole al posto delle mandorle, a voi la scelta insomma.
Come i cantucci tradizionali, i biscotti che sto per proporvi sono senza lattosio, visto che non possono contenere burro, guai a voi! 😀
Provateli e fatemi sapere cosa ne pensate perché, a mio avviso, sono anche più golosi degli originali!

Cantucci al cacao e mandorle (5)

INGREDIENTI (per circa 40 biscotti)
360 gr di farina 00 – 40 gr di cacao amaro in polvere
250 gr di zucchero (di canna/bianco o un mix dei due) – 100 gr di mandorle (o nocciole)
3 uova – 2 bustine di vanillina
2 cucchiaini di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciamo la farina insieme al cacao amaro, al lievito per dolci, alla vanillina e al sale, mescoliamo le polveri, aggiungiamo lo zucchero, versiamo le uova sgusciate e iniziamo a impastare fino ad ottenere un panetto plastico (un po’ come la pasta frolla, per intenderci). Uniamo le mandorle (o le nocciole) precedentemente tostate in un padellino (alcune delle quali sminuzzate al coltello), impastiamo per farle integrare e dividiamo poi l’impasto in tanti piccoli panetti, che schiacceremo leggermente e adageremo su una placca da forno foderata di carta forno.
Cuociamo in forno statico preriscaldato a 190°C per 20/25 minuti; trascorso il tempo necessario, tagliamo i panetti e formiamo in tal modo i cantucci, che posizioneremo sulla stessa placca da forno e lasceremo biscottare per 10 minuti a 180°C (forno statico).
Una volta pronti, lasciamo raffreddare i cantucci su una gratella per dolci e buon appetito!

Cantucci al cacao e mandorle (1)

Cantucci al cacao e mandorle (4)

Con questa ricetta partecipo al contest di Vera “AMO I BISCOTTI” del blog “La Pasta Risottata”

Cuor di mela2a contest

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