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Emilia-Romagna

Crostata di amaretti, cacao e mandorle

| contest, Crostate, Le ricette della tradizione italiana

Buonasera e buona Domenica a tutti!
Eccoci di nuovo qui (dopo un po’ di giorni di assenza) a presentarvi una crostata deliziosa: la Crostata di amaretti, cacao e mandorle.
Erano secoli che non mi mettevo a preparare una crostata, forse perché l’ultima che avevo cucinato non mi era piaciuta molto a livello estetico, stavolta invece sono soddisfatto del risultato finale, visto che sono riuscito finalmente a fare la griglia tipica delle crostate in modo decente. 🙂
La ricetta non è mia ma di Lucia del blog Tra Cucina e PC, la quale ci informa che questa crostata è tipica della città di Parma; l’unica variazione riguarda l’aromatizzazione della pasta frolla, infatti io ho scelto di aromatizzarla alla vanillina, ma potete usare tranquillamente la scorza di limone, come suggerisce Lucia.
Un piccolo consiglio prima di presentarvi la ricetta: il sapore della farcitura è molto intenso e “cacaoso”, per cui se non siete appassionati del sapore del cioccolato amaro, vi consiglio di aumentare la dose di zucchero o di optare per il cacao zuccherato.
Eccovi la Crostata di amaretti, cacao e mandorle. 🙂 A presto!

Ingredienti (per uno stampo da 26 cm)
PASTA FROLLA
300 gr di farina 00 – 150 gr di zucchero
100 gr di burro – un uovo intero + un tuorlo
mezza bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina (o scorza di limone)
FARCITURA
100 gr di zucchero – 100 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti sbriciolati – 100 gr di mandorle tritate
una tazzina di caffè – una tazzina di rum (o di latte)
un albume

Preparazione
In una ciotola setacciare la farina insieme al lievito, alla vanillina e al sale, aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero e procedere con la sabbiatura. Ottenuto un composto sbricioloso, aggiungere l’uovo intero e il tuorlo e impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, che verrà coperto con pellicola trasparente e lasciato riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Montare l’albume a neve con un pizzico di sale, in un’altra ciotola invece mescolare lo zucchero insieme al cacao amaro setacciato, agli amaretti sbriciolati e alle mandorle tritate grossolanamente, versare il caffè e il rum e amalgamare bene. Incorporare dunque delicatamente l’albume montato a neve e se dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere un po’ di latte o rum per rendere il ripieno più morbido.
Stendere 2/3 della pasta frolla raffreddata in modo sottile e disporla su uno stampo leggermente imburrato, bucherellare il fondo e distribuire il ripieno (aiutatevi con un cucchiaio bagnato d’acqua, risulterà più facile così l’operazione) e decorare la superficie della crostata con le strisce tipiche.
Cuocere la crostata di amaretti, cacao e mandorle in forno preriscaldato statico a 180°C per 30 minuti, deve risultare dorata.
20160116_111752Lasciar intiepidire la crostata nello stampo prima di estrarla e servirla.
20160116_13452020160116_134657Con questa ricetta partecipo al Contest Quale ti piace di più? di Lu.C.I.A. – Tra cucina e PC.
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Ciambellone di farina di segale e uvetta

| Ciambelloni, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buona Domenica e buon pomeriggio a tutti!
Oggi ho proprio voglia di presentarvi il mio dolce preferito: il Ciambellone, conosciuto anche come Brazadela (in Emilia – Romagna).
Perché è il mio dolce preferito? Perché mi ricorda l’infanzia, le merende da bambino, i compleanni pomeridiani, o, più semplicemente, mi ricorda i fine pasto della Domenica.
Si tratta essenzialmente di una frolla modellata a forma di filone di pane e servito a fette (andate a leggere la storia di questo dolce), ma è proprio il suo sapore semplice che lo rende indimenticabile e messaggero di felici ricordi.
Sono deliziose tutte le versioni, dalla più golosa alla Nutella, a quella più tradizionale e rustica con uvetta o senza frutta secca.
Il mio palato si è affinato nel corso del tempo, per questo ho voluto cucinare un Ciambellone alternativo, usando la farina di segale che gli conferisce un sapore intenso, rustico, più “adulto”, ecco!
Nulla vi vieta di usare la comune farina di grano tenero 00, ma vi consiglio di provare quest’alternativa o, quantomeno, di scegliere farine di altri cereali, perché, oltre ad essere stimolante, fare una scelta simile è sicuramente salutare per il nostro organismo. 🙂
Eccovi la ricetta del Ciambellone di farina di segale e uvetta, a presto!

Ingredienti
250 gr di farina 00 – 250 gr di farina di segale
200 gr di burro – 250 gr di zucchero (meglio se metà di canna e metà bianco)
3 uova – 100 gr di uvetta sultanina
una bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina – granella di zucchero e mandorle q.b.

Preparazione
Mettere in ammollo l’uvetta per una ventina di minuti.
In una ciotola setacciare le farine insieme al lievito chimico, alla vanillina e al sale, aggiungere lo zucchero e il burro freddo a cubetti, quindi pizzicarlo con i polpastrelli insieme al resto degli ingredienti secchi fino a raggiungere un composto sabbioso.
Unire le uova e l’uvetta scolata, per cui impastare fino ad ottenere un panetto morbido, ma non appiccicoso (se necessario, aggiungete un po’ di farina).
Disporre il panetto di frolla su una placca da forno rivestita di carta da forno, modellarlo e schiacciarlo per creare un filone, cospargiamo la superficie di zucchero in granella e mandorle.
Cuocere il Ciambellone di farina di segale e uvetta in forno statico preriscaldato a 180°C per 35/40 minuti, confermando la cottura con la prova stecchino.
Ciambellone segale e uvetta (7)Lasciar raffreddare il dolce su una gratella per dolci prima di servirlo.
Ciambellone segale e uvetta (6)Ciambellone segale e uvetta (3)Ciambellone segale e uvetta (5)
Con questa ricetta partecipo al contest Il mio piatto preferito! di Sorrincucina
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Crescioni

| Le ricette della tradizione italiana, Pizza e altri prodotti da forno

Ciao e buon pomeriggio a tutti!
Che ne dite di spostarci (almeno con il pensiero e, soprattutto, con il gusto) in Romagna? Vogliamo proporvi i Crescioni (o Cassoni, voi come li chiamate?), delle focacce ripiene ricavate dallo stesso impasto della piadina.
La ricetta è supercollaudata e sono già parecchie volte che li prepariamo a casa e dobbiamo anche ringraziare il blog Vale Cucina e Fantasia, dal momento che la ricetta è sua. 😉
Con queste dosi otterrete una decina di Crescioni o una focaccia intera, a voi la scelta.
Non siamo romagnoli, abbiamo usato l’olio extravergine d’oliva, ma se preferite lo strutto fate pure insomma.
Il bello dei Crescioni è che possono essere farciti a piacere, noi stavolta abbiamo scelto salumi e formaggi filanti, fra cui scamorza ed emmenthal.

Crescioni (1)

Ingredienti (per 10 Crescioni)
375 gr di farina 00 (vi consigliamo quella ideale per sfoglie e pasta fresca) – 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
120 ml di latte – 80 ml di acqua
3 cucchiaini di lievito istantaneo per torte salate – 3/4 di cucchiaino di sale
RIPIENO A PIACERE (ad esempio salumi, formaggi, verdure…)

Preparazione
In un’ampia ciotola setacciamo la farina insieme al lievito istantaneo e al sale, mescoliamo le polveri, aggiungiamo gradualmente il latte miscelato insieme all’acqua e all’olio evo, amalgamiamo dapprima con un cucchiaio e poi iniziamo ad usare le mani ed impastiamo per almeno 10 minuti, fino a quando otterremo un impasto liscio ed elastico. Copriamo il panetto con la pellicola trasparente e lasciamolo riposare per una trentina di minuti in frigorifero.
Trascorso il tempo necessario, ricaviamo dall’impasto 10 palline (ma il numero dipende da quanto volete grandi i Crescioni) e stendiamole con il mattarello piuttosto sottili; farciamo ogni disco con il ripieno che desiderate (ad esempio salumi e formaggi filanti), chiudiamo e sigilliamo con i rebbi della forchetta.
Cuociamo i Crescioni in una padella calda, posta su una fiamma media, e cuociamo per qualche minuto ciascun lato (fino a quando iniziano ad assumere un bel colore dorato), avendo l’accortezza anche di cuocere le giunture.
Serviamoli caldi.

Crescioni (3)

Crescioni (2)

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Stracchino della duchessa

| Dolci al cucchiaio, Le ricette della tradizione italiana

Ciao a tutti! Che ne dite di un bel semifreddo al gusto di tiramisù? L’idea vi stuzzica? Allora seguite questa deliziosa ricetta dello Stracchino della duchessa, un dessert al cucchiaio di origine emiliana (qui trovate un articolo incentrato sulla storia di tale dolce) che piacerà a tutti, sia per il gusto (a tutti piace il tiramisù, no?!) sia per la presentazione, di indubbia eleganza (almeno per noi).

Stracchino della duchessa (3)

  • Ingredienti
2 uova – 80 gr di zucchero semolato
250 gr di mascarpone – 20 gr di cacao amaro
una bustina di vanillina – 200/300 gr di savoiardi
q.b. di caffè (circa 6 tazzine)
  • Preparazione
Montiamo gli albumi con metà dello zucchero in una ciotola, mentre in un’altra i rossi con la restante metà dello zucchero; aggiungiamo il mascarpone ai rossi ben montati e, dall’alto verso il basso, uniamo gli albumi montanti a neve.
Separiamo la crema in 2 parti: una parte rimarrà bianca e verrà aromatizzata con la vanillina, il resto della crema invece verrà mescolato al cacao amaro.
Prendiamo uno stampo da plumcake e rivestiamolo con carta forno precedentemente bagnata e strizzata; foderiamo lo stampo con i savoiardi leggermente imbevuti nel caffè (partendo dai lati e per ultimo foderare la base). A questo punto inseriamo la crema di mascarpone al cacao e poi quella bianca alla vanillina, e infine chiudiamo lo stampo con altri savoiardi imbevuti nel caffè.
Lasciamo riposare lo stracchino della duchessa nel freezer per 2/3 ore e, prima di servirlo, sformiamolo aggiungendo, se vi piace, un po’ di cacao amaro sulla superficie del semifreddo.
Stracchino della duchessa (4)
  • Consigli
La quantità di savoiardi è indicativa perché tutto dipende dallo stampo che usate, per cui potrebbero avanzare; inoltre se sono troppo lunghi rispetto ai lati dello stampo, vanno tagliati per foderarlo adeguatamente.
Se volete, potete aggiungere un po’ di rhum e zucchero alla bagna di caffè.
Se siete particolarmente golosi, aggiungete gocce di cioccolato o scaglie di mandorle alla crema di mascarpone!
Con questa ricetta intendiamo partecipare al contest “Dolci Bastardi – il contest di dolci un po’ pazzerello” di Un Dolce al giorno
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Pesche dolci

| Le ricette della tradizione italiana, Piccola pasticceria

Ciao a tutti!! Conoscete le Pesche dolci (dette anche Pesche finte)?
Sicuramente sì tuttavia, per coloro che non le conoscono, sono dei biscotti che, uniti dalla marmellata, dalla crema o dalla Nutella, bagnati nell’alchermes e passati nello zucchero semolato, sembrano delle vere e proprie pesche!
Si tratta di una ricetta classica italiana, originaria dell’Emilia – Romagna, in modo particolare della Romagna dove vengono chiamate anche Pisgheini.
La ricetta originale è di Alessandra Spisni e, se siete intolleranti al lattosio, potete sostituire il burro con la margarina; 2 anni fa le abbiamo fatte senza il burro e sono venute buone ugualmente, lasciate però riposare la frolla alla margarina in frigorifero per un’oretta perché è molto morbida.
Passiamo ora alla ricetta!

  • Ingredienti (per 8 “pesche” grandi)

300 gr di farina 00 – 100 gr di zucchero
2 uova – 60 gr burro
scorza grattugiata di mezzo limone – mezza bustina di lievito chimico per dolci
un pizzico di sale – marmellata o Nutella q.b.
alchermes q.b. – zucchero semolato q.b.

  • Preparazione

Prepariamo la frolla unendo il burro tagliato a pezzetti alla farina, allo zucchero, alla scorza di limone, al pizzico di sale, al lievito e, per ultimo, alle uova fino a creare un panetto ben amalgamato ed abbastanza elastico.
Formiamo delle palline grandi come noci e posizionarle su una placca da forno coperta da forno e cuociamole in forno statico a 180°C per circa 25 minuti.
Una volta cotte e ben raffreddate, con l’aiuto di un cucchiaino scaviamo ogni biscotto per creare una conca, nella quale inseriremo un po’ di marmellata o di Nutella; uniamo i due biscotti farciti e passiamoli velocemente nell’alchermes e poi nello zucchero semolato.
Lasciamo riposare per un po’ le pesche dolci in frigorifero prima di mangiarle.

 

con questo progetto/ricetta partecipo alla Linky Party Easter Eggs & Spring colors del blog Tra Cucina & Realtà

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Con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di Federica: “Noi, contro la violenza sulle donne”
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Zuppa inglese

| Dolci al cucchiaio, Le ricette della tradizione italiana

Ieri è stato il compleanno della nostra mamma e abbiamo deciso di prepararle uno dei suoi dolci preferiti, ossia la zuppa inglese.
Crediamo che tutti conoscono questo dolce, uno dei più classici della pasticceria italiana, diffuso maggiormente in Emilia Romagna e nelle nostre Marche; ricorda nell’assemblaggio il tiramisù, solo che al posto della crema al mascarpone si usa la crema pasticcera classica e quella profumata al cacao e al posto del caffè si usa l’alchermes! 😉
Si possono usare i savoiardi, i pavesini, ma noi preferiamo la Zuppa inglese preparata con il pan di Spagna.
Per la crema pasticcera invece dobbiamo ringraziare Le dolcezze di Viky, perché ci è venuta una crema buonissima e liscia, quasi vellutata grazie ai suoi consigli :).

Zuppa inglese (1)

Veniamo ora alla ricetta.

  • Ingredienti

Per il Pan di Spagna: 6 uova – 180 gr di zucchero – 90 gr di farina 00 – 90 gr di fecola di patate

Per la crema pasticcera: 8 tuorli – 300 gr di zucchero – un litro di latte – 80 gr di maizena – una bustina di vanillina – cacao amaro q.b. (per la crema pasticcera al cacao)

Per la bagna: alchermes q.b. – latte q.b. (su suggerimento della mamma ;))

  •  Preparazione

Per preparare il pan di Spagna cliccate qui (il procedimento è il medesimo, usate però gli ingredienti scritti in alto e lasciatelo cuocere 5 minuti di più).

Prepariamo la crema, mescolando con le fruste elettriche i tuorli con lo zucchero e la vanillina; quando diventeranno chiari e ben amalgamati, setacciate la maizena e continuate a mescolare fino a farla assorbire completamente.
A questo punto con la frusta a mano unire il latte con il composto di tuorli e zucchero, per poi trasferire il tutto sul fuoco dolce e lasciar addensare per qualche minuto (vi accorgerete che è cotta quando inizierà a fare delle bolle). Mettere il pentolino con la crema a bagnomaria in una ciotola (cambiando ogni tanto l’acqua così si raffredda più velocemente) e poi trasferire la metà della crema in una ciotola e mescolare la rimanente con il cacao amaro (q.b. per colorarla e per sentire il suo aroma).

Ora veniamo all’assemblaggio: fare uno strato di fettine di pan di Spagna bagnate leggermente con latte ed alchermes (il colore dell’alchermes deve diventare magenta per intenderci, non rosso acceso), inserire uno strato di crema (quello che preferite o gialla o al cacao) e continuare così fino a finire gli ingredienti (un po’ come se doveste fare una lasagna XD), alternando le creme.

Lasciar riposare il dolce per almeno un’ora in frigo o in un luogo fresco e poi mangiarla!! 😀

Zuppa inglese (5)

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Le ricette della tradizione italiana…Mattonella

| Le ricette della tradizione italiana

Buongiorno a tutti! Passato un buon Ferragosto? Speriamo di sì! 😉
La scorsa settimana abbiamo fatto un dolcetto perfetto per combattere il caldo estivo, perché non prevede il forno ma solo il beato freezer 😛 e stiamo trattando della Mattonella

Mattonella (1) ritagliata

Da quel che si legge sul web, è un dolce tipico dell’Emilia Romagna, circoscritto alla zona di Reggio Emilia!
Questa è la versione che facciamo noi a casa seguendo una ricetta di famiglia e ricorda molto il classico tiramisù, differenziandosi, oltre che per l’utilizzo del freezer e non del semplice frigorifero per far riposare il dolce, per l’assenza del cacao amaro.
La Mattonella classica di Reggio Emilia invece presenta all’interno una crema al burro e non di mascarpone come la nostra 😉
Perché si chiama Mattonella? Forse perché ricorda effettivamente un piccolo mattoncino compatto, ma vi giuriamo che al palato non lo è affatto 😀

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Le ricette della tradizione italiana…Stracchino della duchessa

| Le ricette della tradizione italiana

Stracchino della duchessa (1)Con l’arrivo dell’estate un buon semifreddo ci sta tutto; oggi vi vogliamo proporre lo Stracchino della duchessa, un semifreddo di savoiardi imbevuti nel caffè con una deliziosa crema al mascarpone bicolore, bianca aromatizzata alla vaniglia e nera aromatizzata al cacao amaro.

Su internet non ci sono molte informazioni su questo dolce, sappiamo solo che è un dessert tipico emiliano, delle parti di Parma (correggeteci se sbagliamo 🙂 ), inventato (o forse commissionato) da una duchessa emiliana.

Perché si chiama stracchino? La forma dovrebbe ricordare il panetto di questo formaggio.

Quella che vi proponiamo è una ricetta base, che potete arricchire con scaglie di mandorle, gocce di cioccolato…

Volendo potete sostituire i savoiardi con del pan di Spagna.

Ad ogni modo, se vi piace il tiramisù, questa è la ricetta estiva che fa per voi!! E’ buonissimo, da leccarsi i baffi…irresistibile!

Stracchino della duchessa (4)

Alla prossima ricetta!! 🙂

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Le ricette della tradizione italiana…Ciambellone romagnolo

| Le ricette della tradizione italiana

Ciambellone alla nutella (4)L’abbiamo fatto recentemente ed è stata una soddisfazione enorme, è piaciuto tantissimo… ci riferiamo al Ciambellone!

Si tratta di un dolce semplicissimo, tipico della Romagna, ma diffuso anche nelle Marche; si tratta di una frolla, più morbida di quella della crostata, modellata a mo’ di filone di pane, che si presenta o così semplicemente o farcita con uvetta o, se preferite fare come noi che siamo golosi :P, con la Nutella!

In origine al posto del burro si usava lo strutto e si usa ancora oggi accompagnare questo dolce (se non è farcito) con un buon vino rosso, come ad esempio l’Albana, tipico della Romagna.

Fidatevi, è delizioso, facilissimo da preparare, farà impazzire tutti quanti!!

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