Buonasera a tutti!
Oggi parliamo del pasto della giornata che preferisco, o meglio, che vivo con particolare e maggiore emozione: la colazione.
Ebbene sì, proprio la colazione, il pasto con cui inauguriamo una nuova giornata e con cui auguriamo a noi stessi di dare il massimo nel mondo che ci aspetta e che dobbiamo affrontare a testa alta una volta usciti di casa. In questi anni ho imparato a non sottovalutare la colazione, perché l’energia che ci fornisce questo pasto deve guidarci durante almeno l’arco mattutino della giornata, sia se dobbiamo andare “semplicemente” a lezione all’università, sia se dobbiamo sostenere un esame o andare a lavorare.
Lungi da me dare consigli su come gestire questo pasto, dato che non ho la competenza di un nutrizionista, tanto meno sono un salutista, ma ciò che mi sento di suggerirvi è di non uscire da casa a stomaco vuoto, perché più energia abbiamo in corpo, più siamo in grado di reagire positivamente a ciò che ci aspetta una volta chiuso il portone di casa.
Vi starete chiedendo: perché questo squilibrato sta trattando della colazione?
La risposta è semplice, tranquilli! 😀
Ho deciso di partecipare al contest indetto dal blog Pentagrammi di farina, gestito da 5 bravissime ragazze, in occasione del suo primo compleanno. Tanti auguri!! 😀
Per partecipare bisogna rispondere a un test creato dalle ragazze e formulare una ricetta in base al risultato ottenuto; sono risultato “maniaco” della colazione, mi è andata bene tutto sommato! 😀
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Non so voi, ma secondo me colazione significa tagliare a fette qualcosa, magari un dolce fatto con le proprie mani e servirlo con una tazza fumante di tè o di latte e caffè; c’è qualcosa di magico in questo semplice ed elementare gesto, eppure significa per me condivisione, speranza, buon auspicio, augurio, fiducia.
Ah, che sia chiaro, la colazione per me va vissuta insieme ad un’altra persona, che sia un familiare, o un amico, perché ad ogni morso deve corrispondere una buona parola e un consiglio su come affrontare la giornata, ma anche se siamo da soli, questo pasto non deve essere sottovalutato, viviamolo come un momento di introspezione e di carica interiore. 😉
A mio avviso il dolce per eccellenza da consumare a colazione è il Plumcake, così soffice, così profumato e delicato che deve risultare al palato come una carezza sul nostro volto; sì, la dolcezza non deve mai mancare, per questo mi risulta difficile configurare il salato durante la colazione, ma, come dicono gli antichi Romani, “de gustibus non disputandum est”.
Il Plumcake alle mandorle e pere che voglio proporvi è un dolce molto delicato, profumato e senza lattosio, per cui ideale anche a coloro che non possono assumere latticini nella propria dieta o per chi magari si accorge di non avere il burro in frigorifero, ma solo dell’olio di semi in dispensa.
Una versione ideale anche per i celiaci? Provate a sostituire la farina 00 con la farina di riso, dovrebbe funzionare, in caso fatecelo sapere con un commento. 🙂
Un consiglio sulle pere: se è grande, ne basta una sola, altrimenti usatene 2, purché siano ben mature, in tal modo diventeranno cremose in cottura e doneranno ancora più sofficità al plumcake. Ho letto sul web che le pere migliori da scegliere per un dolce sono le pere abate, ma se disponete di altre tipologie di pere a casa, usate pure quelle senza problemi.
Non vi piacciono le pere? Sostituitele con le mele.
Non avete mandorle a casa? Provate con le nocciole! In verità questo dolce si ispira ad una vecchia ricetta di torta alle nocciole che avevo sul mio quaderno delle ricette, ma l’ho voluta modificare sensibilmente, a partire dalle dosi, dagli ingredienti e soprattutto dalla scelta della frutta secca protagonista.
Se non avete la farina di mandorle a casa, usate le mandorle intere e frullatele insieme a un cucchiaio di zucchero con il frullatore ad immersione, vedrete che in un attimo otterrete una farina di mandorle ottima. Cercate inoltre di preferire le mandorle non spellate, perché il tegumento è fonte di fibra, il che non guasta. 😉
Possono essere un’aggiunta golosa all’impasto delle scaglie o delle gocce di cioccolato fondente.
Basta, ho scritto anche troppo! XD
Passiamo alla ricetta, che vi consiglio caldamente, dato che a casa è stato spazzolato! 🙂

INGREDIENTI
70 gr di mandorle pelate – 140 gr di farina 00
40 gr di fecola di patate (o altro amido) – 3 uova
80 ml di olio di semi di mais (o di un altro seme) – 150 gr di zucchero (meglio se metà semolato e metà di canna)
8 gr di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una pera abate grande (o 2 piccole) – 2 cucchiai di rum
una bustina di vanillina

PREPARAZIONE
Tostate le mandorle in una padella e frullatele insieme a un cucchiaio di zucchero dei 150 totali con un frullatore ad immersione fino a ottenere una polvere fine.
Sbucciate e tagliate 3/4 della pera a cubetti e il resto a fettine (altrimenti tutta a cubetti, come preferite), e mescolate i cubetti di pera insieme a un cucchiaio di farina dei 140 totali, in modo tale da farli rimanere sospesi nell’impasto del plumcake durante la cottura e quindi che non vadano sul fondo del dolce.
In una ciotola mescolate gli zuccheri insieme all’olio, aggiungete poi un uovo e un cucchiaio di polveri setacciate insieme (farina, lievito, farina di mandorle, fecola di patate, vanillina e sale), fino ad esaurire le uova.
Aggiungete il rum e unire il resto delle polveri ben setacciate, in modo tale da evitare la formazione di grumi.
Ottenuta una pastella densa, aggiungete i cubetti di pera infarinati, mescolate delicatamente e trasferite l’impasto nello stampo per plumcake imburrato (o oleato se siete intolleranti al lattosio) e infarinato, adagiate poi sulla superficie la pera tagliata a fettine e cuocete il plumcake alle mandorle e pere a 180°C in forno statico per 40 minuti, confermando la cottura con lo stecchino.
Plumcake mandorle e pere (9)Una volta intiepidito, togliete il plumcake cotto dallo stampo e lasciatelo raffreddare completamente sulla gratella prima di servirlo.
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Un'idea di presentazione
Un’idea di presentazione

Con questa ricetta partecipo al contest Le personalità in cucina di Pentagrammi di farina.
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