Ora questo marchese veniva a pranzo ed ella non sapeva che dargli da mangiare a 7 questo nobile, avvezzo alle fantasie culinarie dei grandi cuochi. Avevano un servizio di piatti solo per sei persone […] e mancava la salsiera e l’insalatiera: sarebbe bastato? E l’insalata, poiché ci vuole, l’insalata, in un pranzo, dove l’avrebbe messa? Ecco, gli si potevano dare li  gnocchi col sugo di carne: li gnocchi li avrebbe fatti lei, Checchina, e il sugo, Susanna, che, a questo, era brava. Poi sarebbe venuta la carne col contorno di patate, cotte nel sugo: poi un piatto di pesce fritto. Ma come fare se Susanna si lamentava, sempre, che la padella era alta in mezzo e l’olio cadeva ai lati e nel mezzo il pesce diventava nero, abbruciacchiandosi? Ci voleva una padella nuova o bisognava rinunziare al fritto. […] E l’arrosto, l’arrosto ci voleva! Non usa il pollo, nelle case aristocratiche? Come lo avrebbe arrostito, se i fornelli erano due, in cucina, e mancava il girarrosto? […] Un marchese che sicuramente varie principesse dovevano amare bisognava dargli anche il piatto dolce. Che cosa sapeva fare, ella, di dolce, da quando era giovanetta? La torta con la conserva di amarena? Quante uova metteva, allora, con un chilo di fior di farina, mezzo chilo di zucchero finissimo e mezza libbra di burro? […] E il caffè si dà in tavola, non è vero, dopo che si è sparecchiato? Susanna, alla mattina, lo faceva sul fuoco, il caffè, con la ribollitura del giorno prima e un po’ di caffè fresco; mentre questi nobili, con la loro aria sempre svelta e vivace, è chiaro che prendono il caffè fatto con la macchinetta, sullo spirito e tutto caffè fresco, tre o quattro cucchiaini per tazza, senza ribollitura.

Questo passo è tratto dalla novella “La virtù di Checchina”, della scrittrice napoletana Matilde Serao; chi non può essere nervoso nel preparare un pranzo importante per un ospite altrettanto importante? Insomma, chi si ritrova a doversi scervellare per creare un pranzo o una cena perfetta, può capire le preoccupazioni di Checchina, no?!

4 Comments

4 Comments on La cucina fra le pagine dei libri (e non solo) – “La virtù di Checchina”

  1. giusy
    novembre 25, 2012 at 11:20 (8 anni ago)

    questo passo non so perchè mi ha fatto venire in mente una cena in particolare di qualche mese fa!! povera checchina!!!

    • treragazzi1cucina
      novembre 25, 2012 at 12:53 (8 anni ago)

      Già, hai detto bene, povera… alla fine ti è andata bene quella cena?

      • giusy
        novembre 25, 2012 at 14:11 (8 anni ago)

        si dai tutto sommato è andata bene! certo dopo tante peripezie ma ne è valsa la pena 😀

        • treragazzi1cucina
          novembre 25, 2012 at 17:42 (8 anni ago)

          Bene! Meglio così allora! 🙂 Comunque alla fine anche il pranzo di Checchina è andato alla grande!!