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Le ricette della tradizione italiana

Buccellato di Lucca semi-integrale alle prugne secche

| contest, Dolci lievitati, Le ricette della tradizione italiana

Buona Domenica a tutti!
In quest’ultimo giorno di Gennaio 2016 vi propongo una ricetta della tradizione toscana rivisitata in minima parte: il Buccellato di Lucca.
Il Buccellato di Lucca è un pane dolce che si prepara nella città di Lucca profumato all’anice e arricchito di uvetta, e non è da confondersi con il Buccellato siciliano, che è una ciambella di pasta biscotto farcita di tanta e buona frutta secca.
Non so voi, ma per me l’anice rimane la spezia migliore per profumare un dolce, dato che è naturalmente dolciastra e fa festa, non so perché! 🙂
Una foto alla protagonista di oggi:
buccellato (7)Rispetto alla ricetta tradizionale che ho trovato su Wikipedia, ho voluto sostituire l’uvetta con le prugne secche, visto che si sposano divinamente anch’esse con l’anice, il burro con l’olio di semi e infine ho reso il pane dolce semi-integrale per mezzo della farina integrale in dose pari al 30% della dose totale di farina prevista dalla ricetta.
Eccovi quindi la ricetta del Buccellato di Lucca semi-integrale alle prugne secche.
A presto!!

Ingredienti
170 gr di farina integrale di frumento – 330 gr di farina 0
150 gr di zucchero (metà di canna e metà bianco) – un bicchiere di latte
40 ml di olio di semi di mais – 120 gr di prugne secche
7 gr di lievito di birra secco – 2 cucchiai di semi di anice
un cucchiaino di sale – un uovo

Preparazione
Tagliare le prugne secche in piccoli pezzi.
In un bicchiere sciogliere il lievito di birra secco in poco latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e attendere che si attivi, ovvero che si formi una leggera schiuma superficiale, mentre nel restante latte tiepido aggiungere i semi di anice e lasciarli ammorbidire così.
In una ciotola setacciare le due farine (la crusca che rimane nel setaccio versatela naturalmente nella ciotola), aggiungere lo zucchero e mescolare con un cucchiaio di legno, praticare un foro al centro della ciotola e versare il lievito attivato disciolto nel latte tiepido e, sempre continuando a mescolare, versare il restante latte con i semi di anice ammorbiditi, l’olio di mais e l’uovo. Prima di impastare a mano, aggiungere il sale, quindi impastare a mano aiutandoci con della farina di supporto per evitare che l’impasto si appiccichi alle nostre mani; al termine della lavorazione, aggiungere le prugne secche e impastare ancora per farle integrare alla pasta.
Lasciar riposare l’impasto in una ciotola unta e coperta da pellicola trasparente fino al raddoppio del suo volume (2 ore abbondanti) in un luogo tiepido.
Raddoppiato il suo volume, prendere l’impasto e modellarlo a forma di filone di pane, praticare un’incisione sulla sua superficie dopo averlo disposto su una placca da forno coperto di carta da forno e lasciar rilievitare l’impasto per un’altra ora, trascorsa la quale va spennellato con del latte e fatto cuocere a 180°C in forno statico preriscaldato per 40/45 minuti.
Lasciar raffreddare il Buccellato cotto su una gratella per dolci prima di servirlo a tavola e tagliarlo.
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Con questa ricetta partecipo all’ 8° Raccolta: Amore Zucchero e Cannella di La Cascata dei Sapori in collaborazione con AntoCrea.
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CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SABRINAINCUCINA “FESTEGGIA CON ME”
CONTEST FESTEGGIA CON ME

Con questa ricetta partecipo al contest di Kucina di Kiara e Villa Tilli: Colazioni Dolci e Salate
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Focaccia (quasi) barese

| Le ricette della tradizione italiana, Pizza e altri prodotti da forno

Buongiorno a tutti!!
Da quanto tempo, mannaggia, troppo!
Fra una cosa e un’altra il tempo da dedicare al blog si è ridotto sempre più, tuttavia la voglia di cucinare no! 😉
La focaccia barese deve essere innalzata ad una istituzione della cucina italiana per la sua bontà e per la sua bellezza; con quei pomodori e quelle olive in superficie e con quell’impasto soffice e impreziosito da un buon olio extravergine d’oliva risulta davvero difficile resistere dalla tentazione di morderne solamente una fetta.
Io ho assaggiato la vera focaccia barese a Bari e devo dire che è la fine del mondo, per questo la mia è una focaccia quasi barese, perché ricorda l’originale solo per gli ingredienti, tuttavia è molto buona egualmente, per questo voglio proporvela.
Le dosi che vi suggerisco sono per una teglia rettangolare piuttosto piccola, se preferite ottenere una focaccia alta e più grande, raddoppiate le dosi e usate la placca che il vostro forno ha in dotazione. 😉
Detto ciò, buon Martedì e a presto (speriamo! :D)

Ingredienti
100 gr di semola rimacinata di grano duro – 150 gr di farina 0
un cucchiaio e mezzo di olio extravergine d’oliva – una patata lessa piccola
150 ml di acqua – 10 gr di miele (o zucchero)
7 gr di sale fino – 3 gr di lievito di birra secco
pomodorini ciliegino q.b.
olive (verdi o nere) q.b. – origano q.b.
sale q.b.

Preparazione
In un bicchiere sciogliere il lievito di birra secco con il miele e un po’ di acqua tiepida e attendere la formazione delle bollicine.
In una ciotola setacciare le farine, aggiungere la patata lessa e schiacciata, l’olio extravergine d’oliva, il lievito attivato e la restante acqua, quindi iniziare a mescolare con un cucchiaio di legno; prima di passare ad impastare con le mani, aggiungere il sale, quindi impastare per almeno 10 minuti, o fino a quando otterrete una palla liscia ed omogenea.
Lasciar lievitare l’impasto in una ciotola unta con un filo d’olio e coperta con un foglio di pellicola e attendere il raddoppio del suo volume.
Stendere l’impasto con le mani su una placca da forno non eccessivamente larga, disporre sulla superficie i pomodorini tagliati a metà e le olive, quindi farlo rilievitare per 30 minuti.
Prima di infornare la focaccia cospargere la superficie con l’origano, un po’ di sale e un filo d’olio, quindi cuocere in forno preriscaldato statico a 200°C per 25 minuti, deve risultare dorata.

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Casatiello

| contest, Le ricette della tradizione italiana, Pizza e altri prodotti da forno

Ma quanto è buona la cucina campana? Troppo.
Quanti rustici deliziosi esistono a Napoli e dintorni? Troppi.
Troppo buono è anche il Casatiello, deliziosa ciambella rustica tipicamente campana di pasta del pane, farcita e decorata con delle uova in gabbia in superficie.
Tradizionalmente questo piatto viene consumato a Pasqua ed è perfetto per il tipico picnic di Pasquetta, ma è una preparazione talmente buona che può essere consumata durante tutto l’anno!
Se preferite che le uova facciano parte del ripieno, allora bollitele, lasciatele raffreddare, tagliatele a cubetti e fate far loro amicizia con il resto degli ingredienti della farcia; in tal modo si ottiene il Tortano! 😉
Piccolo appunto: la ricetta originale prevede l’uso della sugna ma noi abbiamo preferito usare del buon olio extravergine d’oliva (sconsigliamo il burro, il Casatiello non è un pan brioche 🙂 ).

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  • Ingredienti
300 gr di farina manitoba – 300 gr di farina 00
una bustina di lievito di birra disidratato (o un cubetto da 25 gr fresco) – 350 ml di acqua tiepida
120 ml di olio extravergine d’oliva – un cucchiaino di miele
2 cucchiaini di sale – pepe q.b.
200 gr di salame piccante – 100 gr di provolone
80 gr di parmigiano grattuggiato – 4 uova intere
un tuorlo per spennellare
  • Preparazione
In una ciotola mettiamo le 2 farine, una bella macinata di pepe, il lievito di birra disidratato e mescolare il tutto con un cucchiaio.
Aggiungiamo l’olio, il miele, l’acqua tiepida gradualmente per creare l’impasto e, per ultimo, il sale (mai metterlo a diretto contatto con il lievito, non vanno d’accordo).
Impastiamo per almeno 10 minuti, aiutandoci con della farina 00, e lasciamo riposare il panetto per almeno 2 ore, in una ciotola coperta dalla pellicola trasparente, in un luogo asciutto.
Passato il tempo necessario affinché l’impasto duplichi il suo volume, stendiamolo, con l’aiuto della farina e di un mattarello, abbastanza sottile.
A questo punto farciamolo con il salame, il provolone e il parmigiano, arrotoliamolo e mettiamolo in uno stampo da ciambella di 24 cm di diametro precedentemente unto d’olio.
Lasciamolo riposare per un’oretta e, prima di metterlo in forno a 200°C per 45 minuti, adagiamo sul rotolo le 4 uova “ingabbiate” con delle strisce dell’impasto e spennelliamolo con del rosso d’uovo sbattuto.
Serviamolo tiepido o a temperatura ambiente.
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Ecco la fetta:
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CON QUESTA RICETTA ABBIAMO PARTECIPATO AL CONTEST “LA CIAMBELLA PERFETTA DI GIOCHI DI ZUCCHERO E A TUTTO PEPE
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con questo progetto/ricetta partecipo alla Linky Party Easter Eggs & Spring colors del blog Tra Cucina & Realtà

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Con questa ricetta partecipiamo alla 3° Raccolta: La cucina dei desideri segreti – I Lievitati di La Cascata dei Sapori in collaborazione con AntoCrea.

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CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SABRINAINCUCINA “FESTEGGIA CON ME”
CONTEST FESTEGGIA CON ME

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Pizzo palumbo a.k.a. Ciambellone semiintegrale glassato al limone e mirtilli

| Ciambelloni, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buon Lunedì pomeriggio a tutti!
Come avete passato la prima Domenica di Primavera 2016? Avete goduto dei primi raggi solari della stagione? 🙂
Pasqua si sta avvicinando e il dolce che vi presento oggi è una torta tipica del periodo pasquale che si prepara principalmente in Sud Italia, precisamente a Foggia e dintorni: il Pizzo palumbo.
Letteramente Pizzo palumbo significa Pezzo di colomba, e non è altro che la versione mooooltooo semplificata della regina dei dolci di questo periodo dell’anno, essendo una ciambella glassata al profumo di limone.
Il merito va tutto a Laura del blog La passione di Laura, visto che mi sono ispirato alla sua ricetta meravigliosa; tuttavia rispetto alla versione di Laura, io ho voluto rendere il Pizzo palumbo semiintegrale e ancora più soffice aggiungendo della fecola di patate. 🙂 Ah, dimenticavo: Laura ricopre il ciambellone con il naspro, ossia la glassa preparata con zucchero a velo e albume, io invece ho preferito glassare il dolce con una semplicissima glassa al succo di limone, non ho voluto insomma usare l’albume, sia per pigrizia 😛 sia perché ultimamente dalle uova crude dicono sia meglio stare alla larga. Nulla vi vieta di seguire il consiglio di Laura, visto che la tradizione lo “impone”. 😀
Basta così, ho scritto anche troppo! Ahahah ecco la ricetta, davvero speciale!
PS: Grazie, Laura! 🙂

Ingredienti (per uno stampo da 24 cm di diametro)
4 uova – 200 gr di zucchero semolato
100 ml di latte – 150 ml di olio di semi di mais
scorza di mezzo limone bio grattugiata – una bustina di vanillina
175 gr di farina 00 – 85 gr di farina integrale di frumento
65 gr di fecola di patate – 10 gr di lievito chimico per dolci
un pizzico di sale – 60 gr di mirtilli secchi
PER LA GLASSA AL LIMONE: 125 gr di zucchero a velo – succo di mezzo limone

Preparazione
In una ciotola mescolare l’olio con lo zucchero, aggiungere quindi un uovo e un cucchiaio di polveri (farine, fecola, lievito chimico, sale e vanillina) setacciate continuando a mescolare, e proseguire questa operazione fino a esaurire tutte le uova.
A questo punto unire il resto delle polveri da setacciare alternandole con il latte da aggiungere a filo.
Ottenuto un impasto liscio e senza grumi, unire i mirtilli secchi lasciati precedentemente rinvenire in poca acqua e poi scolati, amalgamare bene, quindi versare l’impasto nello stampo da ciambella precedentemente imburrato e infarinato.
Cuocere il Pizzo palumbo a 180°C per 40 minuti, confermando la cottura con la prova stecchino.
20160319_111154Una volta intiepidita, sformare la torta e lasciarla completamente raffreddare su una gratella per dolci.
20160319_111500Prepariamo la glassa mescolando lo zucchero a velo setacciato insieme al succo di limone, quindi glassare la ciambella oramai fredda.
20160319_14152420160319_143624Con questa ricetta partecipo al Contest torte di Pasqua dei Fratelli ai Fornelli
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Cantucci al Rosso Piceno, prugne secche e mandorle

| Biscotti, contest, Le ricette della tradizione italiana

There upon some distant shore
You’ll hear me say
Long as the day in the summer time
Deep as the wine dark sea
I’ll keep your heart with mine
Till you come to me PENELOPE’S SONG – LOREENA MCKENNITT

Il vino ha da sempre fatto parte della nostra cultura, non esclusivamente gastronomica, ma anche dal punto di vista intellettuale…non trovate? 🙂
Con i versi della stupenda canzone Penelope’s song dell’artista canadese Loreena Mckennitt voglio presentarvi la ricetta di un dolcetto a base di vino rosso: i Cantucci al Rosso Piceno, prugne secche e mandorle.
La scelta del Rosso Piceno è stata semplice, dato che sono marchigiano, quindi ho voluto omaggiare la mia regione proponendo un biscotto a base di Rosso Piceno per l’appunto, mentre l’abbinamento con le prugne secche mi è stato suggerito leggendo questo articolo, nel quale si sostiene che questo vino dell’area ascolana profuma di prugna, e devo dire che l’abbinamento è stato più che vincente!
Che altro dire…ah, ecco: ho imparato grazie al blog Le ricette di TerroreSplendore (che fra l’altro è toscano doc :P) che il segreto per ottenere dei cantucci friabili è quello di montare le uova con lo zucchero; io l’ho fatto e non me ne sono pentito, ma se volete potete non montare le uova e fare come abbiamo sempre fatto insomma.
La ricetta è la nostra solita ricetta supercollaudata e testata, con le sole modifiche dell’inserimento di una parte di farina integrale e del vino Rosso Piceno come parte liquida della preparazione.
Provateli e non ve ne pentirete! 🙂 A presto!

INGREDIENTI
130 gr di farina integrale di frumento – 270 gr di farina 00
250 gr di zucchero bianco – 60 gr di mandorle non pelate
60 gr di prugne secche – 2 uova
60 ml di Rosso Piceno – un cucchiaino di semi di anice
un pizzico di sale – 12 gr di lievito chimico per dolci

PREPARAZIONE
In una ciotola capiente montare le uova con lo zucchero, aggiungere quindi il Rosso Piceno e gradualmente le farine setacciate insieme al sale e al lievito; continuare a lavorare l’impasto usando le mani fino a ottenere un panetto simile alla pasta frolla. Integrare all’impasto i semi di anice e le mandorle e le prugne secche precedentemente tagliuzzate.
Dividere l’impasto in due parti e modellarli a mo’ di filone di pane, disporli quindi su una placca da forno rivestita di carta forno e cuocere i filoni a 190°C per 25/30 minuti.
Sfornare i filoni cotti e, una volta intiepiditi, formare i cantucci procedendo a tagliare i filoni stessi; disporre i cantucci sulla stessa placca del forno e lasciamoli biscottare a 180°C per 15 minuti.
cantucci vino (5)Lasciar raffreddare i cantucci completamente su una gratella per dolci prima di servirli.
cantucci vino (3)Deliziosi da servire con lo stesso Rosso Piceno. 🙂
cantucci vino (1)Con questa ricetta partecipo al Contest Ingrediente diVino del blog Enoitaca (visitate il blog e seguite la relativa pagina fb!! 🙂 )
Ingrediente divino

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Castagnole al limoncello

| Carnevale, Le ricette della tradizione italiana

Buongiorno e buon Martedì grasso a tutti!
Vogliamo rendere questo Martedì davvero grasso e calorico, ma dolcissimo? Eccovi uno dei dolci di Carnevale più famosi e apprezzati da grandi e bambini: le Castagnole.
Le Castagnole sono delle palline di pasta fritte e poi arrotolate nello zucchero a velo o nello zucchero semolato (io preferisco quest’ultimo) e la versione che vi propongo oggi è semi-integrale e profumata al limoncello, ma voi potete tranquillamente usare solo farina 00 o scegliere un altro liquore. 😉
Eccovi la ricetta e a presto!

INGREDIENTI (per circa 40 castagnole)
170 gr di farina 00 – 80 gr di farina integrale di frumento
2 uova – 60 gr di zucchero
30 gr di burro – 2 cucchiai di limoncello
un pizzico di sale – una bustina di vanillina
8 gr di lievito chimico per dolci – olio di semi per friggere q.b.

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciare le due farine (la crusca che rimane nel setaccio versatela nella ciotola) e il lievito chimico, versare lo zucchero, la vanillina, il pizzico di sale e il burro tagliato a cubetti, che verrà sbriciolato insieme alle polveri con le punte della dita.
Aggiungere le uova e il limoncello e quindi impastare fino a ottenere un panetto morbido e liscio.
Formare le castagnole facendo tante piccole palline dai filoncini di impasto e friggerle in abbondante olio bollente per un paio di minuti, girandole di tanto in tanto.
Quando saranno ben dorate, far asciugare le castagnole sulla carta assorbente e, ancora calde, rotolarle nello zucchero semolato prima di servirle.

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Crostata di amaretti, cacao e mandorle

| contest, Crostate, Le ricette della tradizione italiana

Buonasera e buona Domenica a tutti!
Eccoci di nuovo qui (dopo un po’ di giorni di assenza) a presentarvi una crostata deliziosa: la Crostata di amaretti, cacao e mandorle.
Erano secoli che non mi mettevo a preparare una crostata, forse perché l’ultima che avevo cucinato non mi era piaciuta molto a livello estetico, stavolta invece sono soddisfatto del risultato finale, visto che sono riuscito finalmente a fare la griglia tipica delle crostate in modo decente. 🙂
La ricetta non è mia ma di Lucia del blog Tra Cucina e PC, la quale ci informa che questa crostata è tipica della città di Parma; l’unica variazione riguarda l’aromatizzazione della pasta frolla, infatti io ho scelto di aromatizzarla alla vanillina, ma potete usare tranquillamente la scorza di limone, come suggerisce Lucia.
Un piccolo consiglio prima di presentarvi la ricetta: il sapore della farcitura è molto intenso e “cacaoso”, per cui se non siete appassionati del sapore del cioccolato amaro, vi consiglio di aumentare la dose di zucchero o di optare per il cacao zuccherato.
Eccovi la Crostata di amaretti, cacao e mandorle. 🙂 A presto!

Ingredienti (per uno stampo da 26 cm)
PASTA FROLLA
300 gr di farina 00 – 150 gr di zucchero
100 gr di burro – un uovo intero + un tuorlo
mezza bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina (o scorza di limone)
FARCITURA
100 gr di zucchero – 100 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti sbriciolati – 100 gr di mandorle tritate
una tazzina di caffè – una tazzina di rum (o di latte)
un albume

Preparazione
In una ciotola setacciare la farina insieme al lievito, alla vanillina e al sale, aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti e lo zucchero e procedere con la sabbiatura. Ottenuto un composto sbricioloso, aggiungere l’uovo intero e il tuorlo e impastare fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, che verrà coperto con pellicola trasparente e lasciato riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Montare l’albume a neve con un pizzico di sale, in un’altra ciotola invece mescolare lo zucchero insieme al cacao amaro setacciato, agli amaretti sbriciolati e alle mandorle tritate grossolanamente, versare il caffè e il rum e amalgamare bene. Incorporare dunque delicatamente l’albume montato a neve e se dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere un po’ di latte o rum per rendere il ripieno più morbido.
Stendere 2/3 della pasta frolla raffreddata in modo sottile e disporla su uno stampo leggermente imburrato, bucherellare il fondo e distribuire il ripieno (aiutatevi con un cucchiaio bagnato d’acqua, risulterà più facile così l’operazione) e decorare la superficie della crostata con le strisce tipiche.
Cuocere la crostata di amaretti, cacao e mandorle in forno preriscaldato statico a 180°C per 30 minuti, deve risultare dorata.
20160116_111752Lasciar intiepidire la crostata nello stampo prima di estrarla e servirla.
20160116_13452020160116_134657Con questa ricetta partecipo al Contest Quale ti piace di più? di Lu.C.I.A. – Tra cucina e PC.
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Ciambellone di farina di segale e uvetta

| Ciambelloni, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buona Domenica e buon pomeriggio a tutti!
Oggi ho proprio voglia di presentarvi il mio dolce preferito: il Ciambellone, conosciuto anche come Brazadela (in Emilia – Romagna).
Perché è il mio dolce preferito? Perché mi ricorda l’infanzia, le merende da bambino, i compleanni pomeridiani, o, più semplicemente, mi ricorda i fine pasto della Domenica.
Si tratta essenzialmente di una frolla modellata a forma di filone di pane e servito a fette (andate a leggere la storia di questo dolce), ma è proprio il suo sapore semplice che lo rende indimenticabile e messaggero di felici ricordi.
Sono deliziose tutte le versioni, dalla più golosa alla Nutella, a quella più tradizionale e rustica con uvetta o senza frutta secca.
Il mio palato si è affinato nel corso del tempo, per questo ho voluto cucinare un Ciambellone alternativo, usando la farina di segale che gli conferisce un sapore intenso, rustico, più “adulto”, ecco!
Nulla vi vieta di usare la comune farina di grano tenero 00, ma vi consiglio di provare quest’alternativa o, quantomeno, di scegliere farine di altri cereali, perché, oltre ad essere stimolante, fare una scelta simile è sicuramente salutare per il nostro organismo. 🙂
Eccovi la ricetta del Ciambellone di farina di segale e uvetta, a presto!

Ingredienti
250 gr di farina 00 – 250 gr di farina di segale
200 gr di burro – 250 gr di zucchero (meglio se metà di canna e metà bianco)
3 uova – 100 gr di uvetta sultanina
una bustina di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
una bustina di vanillina – granella di zucchero e mandorle q.b.

Preparazione
Mettere in ammollo l’uvetta per una ventina di minuti.
In una ciotola setacciare le farine insieme al lievito chimico, alla vanillina e al sale, aggiungere lo zucchero e il burro freddo a cubetti, quindi pizzicarlo con i polpastrelli insieme al resto degli ingredienti secchi fino a raggiungere un composto sabbioso.
Unire le uova e l’uvetta scolata, per cui impastare fino ad ottenere un panetto morbido, ma non appiccicoso (se necessario, aggiungete un po’ di farina).
Disporre il panetto di frolla su una placca da forno rivestita di carta da forno, modellarlo e schiacciarlo per creare un filone, cospargiamo la superficie di zucchero in granella e mandorle.
Cuocere il Ciambellone di farina di segale e uvetta in forno statico preriscaldato a 180°C per 35/40 minuti, confermando la cottura con la prova stecchino.
Ciambellone segale e uvetta (7)Lasciar raffreddare il dolce su una gratella per dolci prima di servirlo.
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Con questa ricetta partecipo al contest Il mio piatto preferito! di Sorrincucina
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Biscotti excelsior

| Biscotti, Le ricette della tradizione italiana

Buon pomeriggio a tutti!
Oggi vi vogliamo portare in Sicilia, proponendovi i Biscotti excelsior, dei deliziosi biscottini di frolla montata intinti nel cioccolato e che possono contenere un delizioso ripieno di pasta di mandorle. Non a tutti piacciono le mandorle, per cui abbiamo optato a presentarvi sia la ricetta dei biscotti semplici ma buonissimi, sia di quelli che, uniti dal ripieno di pasta di mandorle, prendono il nome di Dessert excelsior. Insomma, la differenza fra biscotti e dessert excelsior consiste nella presenza o meno della mandorla, a voi la scelta :).
La ricetta originale siciliana richiede anche qualche goccia di colorante verde pistacchio nel ripieno di mandorle, ma in tutta sincerità abbiamo preferito farlo bianco, e l’effetto è stato piacevole lo stesso.
Abbiamo seguito la ricetta di Ida del blog La Cuochida.

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  • Ingredienti (per una trentina di biscottini)

110 gr di burro – 50 gr di zucchero a velo
20 ml di latte – 150 gr di farina 00
un pizzico di sale – qualche goccia di essenza di mandorla amara
100/150 gr di cioccolato fondente e una noce di burro (per la ricopertura dei biscotti)

Per il ripieno di mandorle (è sufficiente per pochi biscotti, se ne volete di più raddoppiate o triplicate le dosi ;))
25 gr di farina di mandorle – 25 gr di zucchero a velo
20 gr di burro – latte q.b.
qualche goccia di essenza di mandorla amara

  • Preparazione

Frulliamo il burro morbido per 2 minuti, uniamo lo zucchero a velo setacciato, il pizzico di sale e l’essenza di mandorla e continuamo a mescolare per qualche minuto fino a quando il burro diventa soffice e spumoso. Continuando a frullare uniamo il latte fino a farlo assorbire completamente ed infine, a poco a poco, aggiungiamo la farina setacciata (se le fruste sforzassero troppo, proseguite ad integrare la farina con un cucchiaio di legno).
A questo punto inseriamo l’impasto dei biscotti in una sacca da pasticcere o in una siringa per dolci e divertiamoci a fare le forme che vogliamo su una placca da forno rivestita di carta forno, da semplici serpentelli a bottoncini fino a ferri di cavallo :).
Inforniamo a 200°C per circa 10 minuti o fino a quando diventano dorati in superficie.
Nel frattempo che i biscotti si raffreddino un po’, prepariamo la copertura sciogliendo a bagnomaria il cioccolato fondente con una noce di burro e, quando il cioccolato si sarà fuso completamente, immergiamo la sommità biscotti, poniamoli su un vassoio coperto di carta forno e lasciamo rassodare in frigo.
Lasciate da parte almeno 10 biscotti che accoglieranno il ripieno di mandorle, per il quale non dovete far altro che mescolare il burro morbido insieme alla farina di mandorle, all’essenza di mandorle amare, allo zucchero a velo e a un po’ di latte, quanto basta per ammorbidirlo.
Con un cucchiaino mettiamo un po’ di ripieno sulla base di un biscotto, appoggiamo sopra un altro della stessa forma, immergiamolo nel cioccolato fuso e riponiamolo in frigorifero su un vassoio coperto di carta forno.

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Con questa ricetta partecipo alla 4° Raccolta: Biscotti, Dolcetti e una tazza di tè di La Cascata dei Sapori in collaborazione con AntoCrea.

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Cantucci al cacao e mandorle

| Biscotti, contest, Le ricette della tradizione italiana

Buongiorno e buon Lunedì a tutti!
Dopo circa un secolo finalmente ritorniamo a proporvi una ricetta, che fra l’altro abbiamo già riprodotto parecchie volte nel corso di quest’ultimo periodo: i Cantucci al cacao e mandorle.
Si tratta della versione al cacao dei Cantucci tradizionali senesi, di cui trovate la ricetta nel nostro blog. 😉
Questi cantucci al cacao nascono da un esperimento personale, ossia quello di rendere al gusto cacao i classici biscotti della tradizione toscana, e il risultato è stato sbalorditivo, ve lo assicuro, amici e parenti hanno gradito tantissimo la prima volta (lo scorso Novembre, come passa il tempo!), tanto da farmi decidere di proporli come regalino di Natale agli amici, insieme ai classici cantucci “bianchi”!
Questi biscotti sono deliziosi anche con le nocciole al posto delle mandorle, a voi la scelta insomma.
Come i cantucci tradizionali, i biscotti che sto per proporvi sono senza lattosio, visto che non possono contenere burro, guai a voi! 😀
Provateli e fatemi sapere cosa ne pensate perché, a mio avviso, sono anche più golosi degli originali!

Cantucci al cacao e mandorle (5)

INGREDIENTI (per circa 40 biscotti)
360 gr di farina 00 – 40 gr di cacao amaro in polvere
250 gr di zucchero (di canna/bianco o un mix dei due) – 100 gr di mandorle (o nocciole)
3 uova – 2 bustine di vanillina
2 cucchiaini di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale

PREPARAZIONE
In una ciotola setacciamo la farina insieme al cacao amaro, al lievito per dolci, alla vanillina e al sale, mescoliamo le polveri, aggiungiamo lo zucchero, versiamo le uova sgusciate e iniziamo a impastare fino ad ottenere un panetto plastico (un po’ come la pasta frolla, per intenderci). Uniamo le mandorle (o le nocciole) precedentemente tostate in un padellino (alcune delle quali sminuzzate al coltello), impastiamo per farle integrare e dividiamo poi l’impasto in tanti piccoli panetti, che schiacceremo leggermente e adageremo su una placca da forno foderata di carta forno.
Cuociamo in forno statico preriscaldato a 190°C per 20/25 minuti; trascorso il tempo necessario, tagliamo i panetti e formiamo in tal modo i cantucci, che posizioneremo sulla stessa placca da forno e lasceremo biscottare per 10 minuti a 180°C (forno statico).
Una volta pronti, lasciamo raffreddare i cantucci su una gratella per dolci e buon appetito!

Cantucci al cacao e mandorle (1)

Cantucci al cacao e mandorle (4)

Con questa ricetta partecipo al contest di Vera “AMO I BISCOTTI” del blog “La Pasta Risottata”

Cuor di mela2a contest

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