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La cucina fra le pagine dei libri (e non solo)

Pizza Stromboli

| La cucina fra le pagine dei libri (e non solo), Pizza e altri prodotti da forno

Buongiorno a tutti!
La gioia di impastare è indescrivibile, veder nascere e crescere un impasto è una sensazione unica.
Questo è un calzone ripieno e dal sapore esplosivo…la Pizza Stromboli! Esplosivo sì, salame piccante, peperoni, scamorza…al solo pensiero ci viene l’acquolina in bocca, non sappiamo voi! 😀
Sul web si legge che questo piatto abbia origine italo – americana e che sia nato per celebrare il film del 1949 di Roberto Rossellini, interpretato da Ingrid Bergman, e dal titolo Stromboli (Terra di Dio); lo conoscete? Fatecelo sapere, intanto vi alleghiamo la locandina.2602-stromboli-terra-di-dioPassiamo ora alla ricetta, semplicissima ma gustosissima, fidatevi! Questa è la nostra versione, affine ai nostri gusti ma fedele all’esplosività della ricetta originale! 😀
Per l’impasto della pizza, ci siamo affidati alla ricetta collaudata che vi proponiamo sul blog.

  • Ingredienti (per 4 persone)
    250 gr di farina per pizza (in alternativa metà farina 00 e metà farina manitoba) – 150 gr di acqua tiepida
    mezzo cubetto di lievito di birra (o mezza bustina di lievito di birra secco) – un cucchiaio abbondante di olio extravergine d’oliva
    un cucchiaino di miele (o zucchero) – mezzo cucchiaino di sale
    RIPIENO: 150 gr di polpa di pomodoro – 120 gr di scamorza affumicata (o altro formaggio filante che preferite)
    100/120 gr di salame piccante (nel nostro caso sono state 9 fette) – mezzo peperone (o un peperone piccolo)
    olio evo q.b. – sale e pepe q.b.
  • Preparazione
    Prepariamo l’impasto della pizza Stromboli sbriciolando in un bicchiere o in una ciotolina il lievito di birra e versandoci un po’ di acqua tiepida insieme ad un cucchiaino di miele, mescoliamo e lasciamo attivare il lievito per qualche minuto (fino a quando si noterà in superficie delle piccole bolle).
    In una ciotola versiamo la farina e, gradualmente, aggiungiamo il lievito disciolto ed attivato, il resto dell’acqua tiepida e il cucchiaio abbondante di olio, mescoliamo dapprima con un cucchiaio, in seguito, una volta assorbita l’acqua (ottenuta cioè la maglia glutinica) aggiungiamo il sale (non prima, deve stare distante dal lievito) e poi procediamo ad impastare con le mani per almeno 10 minuti (in questa fase potrebbe occorrere una manciata di farina in più, necessaria per impedire alla pasta di appiccicarsi alle nostre mani), fino a raggiungere un panetto liscio e ben lavorato.
    Poniamo l’impasto all’interno di una ciotola unta d’olio, copriamola con la pellicola trasparente e lasciamolo lievitare fino al raddoppiamento del suo volume (almeno un’ora e mezza) in un luogo tiepido, magari coperto da una coperta o da una tovaglia.
    Nel frattempo prepariamo il sugo di pomodoro versando la polpa di pomodoro in un pentolino insieme ad un filo d’olio e a 2 dita di acqua, lasciamola restringere per una decina di minuti aggiustandola di sale e di pepe.
    Una volta lievitato l’impasto, stendiamolo con il mattarello fino ad ottenere un rettangolo piuttosto sottile, spargiamo il sugo di pomodoro ristretto e raffreddato, distribuiamo le fette di salame piccante, di scamorza affumicata ed il peperone ridotto a cubetti, arrotoliamo l’impasto fino ad ottenere un bel fagotto e poi adagiamolo su una leccarda da forno coperta di carta forno.
    Pizza Stromboli primaLasciamo rilievitare la pizza per altri 30 minuti prima di cuocerla in forno preriscaldato a 170°C per 45 minuti (forno ventilato, così la superficie verrà ben croccante ;)). Prima di infornare vi consigliamo di praticare delle incisioni sulla superficie del calzone, in tal modo la cottura avverrà più uniformemente (anche se un po’ di formaggio tenderà a fuoriuscire, pazienza).

Una volta cotta, lasciamo intiepidire la Pizza Stromboli e poi serviamola a tavola.
Pizza Stromboli (1)Pizza Stromboli (2)

Con questa ricetta partecipiamo al contest Happy Birthday Ajò a Pappai del blog Ajò a Pappai

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Con questa ricetta partecipiamo al contest I lievitati del blog La cucina di Esme

contest sui lievitati []

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL CONTEST DI SABRINAINCUCINA “FESTEGGIA CON ME”
CONTEST FESTEGGIA CON ME

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Il mio piatto rock – Torta alla ricotta, miele e uvetta

| contest, La cucina fra le pagine dei libri (e non solo), Torte

Buongiorno e buon Lunedì a tutti! 🙂
Oggi si parla un po’ di musica, di rock, di rock italiano: chi è la regina del rock in Italia? Semplice, la grandissima ed inimitabile Gianna Nannini.
Nell’ultimo periodo sto facendo una scorpacciata terribile di musica della Nannini e trovo sinceramente che sia una grandissima artista, nonché un’interprete eccezionale, capace di trasmettermi energia, vitalità, ma anche dolcezza. Una rocker dal cuore grande!
Oltre a riconoscere la sua vocalità unica, ritengo la sua scrittura davvero efficace, capace di regalarmi emozioni altrettanto uniche.
Ora vi starete domandando: perché si parla di Gianna Nannini e non di una ricetta? 😛
Ecco la risposta: il merito è di Emanuela del blog Ricami di pasta frolla, la quale ha ideato un contest davvero interessante che lega la musica alla cucina: Il tuo piatto rock!
Naturalmente mi ha subito incuriosito questo contest e ho voluto partecipare, scervellatomi per trovare il binomio giusto fra musica e cucina, fino a giungere alla conclusione che vi propongo oggi. 🙂
L’ispirazione sorge grazie a 2 canzoni (una famosa ed una meno conosciuta) di Gianna Nannini contenute in 2 album che arricchiscono la mia collezione musicale: mi riferisco a Attimo e Mio, rispettivamente inserite negli album Giannadream – Solo i sogni sono veri (2009) ed Aria (2002).
In queste due canzoni viene citato il miele, il dolce miele capace di far sognare…
Ora una piccola presentazione dei due brani. 🙂

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Attimo è uno dei 4 singoli estratti dal meraviglioso album Giannadream – solo i sogni sono veri, album che sviluppa in ogni sua traccia la tematica del sogno e la vitalità della sfera onirica che deve guidarci sempre per affrontare le nostre giornate; in particolare in Attimo la Nannini si muove nel sentimento di chi non riesce a dimenticare  quel particolare attimo in cui siamo stati accanto e abbiamo percepito l’energia di una persona speciale che inevitabilmente ci ha colpiti e cambiato l’esistenza.
Di questa canzone, che vanta la partecipazione vocale di Valeria Solarino, mi ha stupito il verso finale Senti il cuore, mischia il sangue al miele: bellissimo, non trovate? Il miele come strumento per accogliere nel proprio cuore la dolcezza e l’amore di cui abbiamo bisogno per vivere e di cui il nostro stesso cuore si nutre.

aria

Aria è un album meno recente della Nannini, pubblicato nel 2002 e scritto a 4 mani, dalla stessa Nannini e dalla scrittrice Isabella Santacroce; si tratta di un lavoro originale ed insolito della discografia di Gianna Nannini, in quanto, oltre alle sue tematiche forti, carnali e ultraterrene, dal punto di vista dell’arrangiamento si muove fra il collaudato rock e l’elettronica, rendendolo, a mio avviso, sorprendente.
Mio è una traccia centrale di Aria, non è stato estratto come singolo, eppure il suo testo non lascia indifferenti: la schiavitù della passione e del desiderio carnale chiamano a rapporto il miele, la cui viscosità e il cui sapore avvolgente legano i due amanti in una rete dalla quale è difficile liberarsi.
Nel miele ti voglio assaggiare
nel miele ti voglio penetrare
dal miele bocche di pura luce
di miele le puoi baciare

Insomma, il miele è un alimento dalle molteplici proprietà per Gianna Nannini, e obiettivamente è così, visto che i nutrizionisti consigliano la sua assunzione in quanto ricco di sali minerali e di vitamine, nonché meno calorico rispetto al classico zucchero da cucina.
Ecco quindi l’ispirazione: perché non pensare ad una torta sana, leggera, capace di conquistare il cuore dell’amato e salvaguardare alla salute del nostro cuore sostituendo lo zucchero bianco con il miele e aggiungendo dell’uvetta che, a detta di molti siti di nutrizione, previene malattie cardiovascolari? Signori e signore, ecco a voi la Torta alla ricotta, miele e uvetta, senza grassi e senza saccarosio. 🙂
Ora una foto dei protagonisti di quest’oggi.

Uvetta
Uvetta
Miele
Miele

 

 

 

 

 

 

 

INGREDIENTI (per una tortiera da 22/24 cm di diametro)
200 gr di farina 00 – 50 gr di fecola di patate
125 gr di miele millefiori (o quello che preferite) – 3 uova
250 gr di ricotta fresca – 80 gr di uvetta
una tazzina di rum – 8 gr di lievito chimico per dolci
un pizzico di sale

PREPARAZIONE
Mettere in ammollo l’uvetta nel rum.
In una ciotola mescolare la ricotta al miele fino ad ottenere una crema liscia, aggiungere un uovo  e un cucchiaio di polveri setacciate alla volta, continuando a mescolare.
Esaurite le uova, uniamo il resto della farina, fecola, lievito e sale setacciandoli e, per finire, aggiungiamo l’uvetta ormai ammorbidita ed il rum nel quale è stata in ammollo.
Una volta ottenuto un composto liscio e ben amalgamato, versiamolo nello stampo imburrato ed infarinato e cuociamolo in forno preriscaldato a 170°C per 50 minuti, o fino a quando la torta risulterà asciutta alla prova stecchino.

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Una volta cotta ed intiepidita, lasciamola raffreddare completamente sulla gratella per dolci prima di servirla.

Appena tolta dal forno
Appena tolta dal forno
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Sulla gratella

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Il riassunto della puntata :D
Il riassunto della puntata :D

Buon ascolto e buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest Il tuo piatto rock! di Ricami di pasta frolla.
banner-contest-3PS: vi piacerebbe che vi parlassi di musica, oltre che di ricette? Magari con scadenza mensile…fatemelo sapere con un commento! 😀

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Apple pie vegana

| La cucina fra le pagine dei libri (e non solo), Pie

Buongiorno e buon Lunedì a tutti!
La ricetta che vogliamo proporvi oggi è un classico della pasticceria anglosassone, ovvero la Apple pie che, probabilmente, è anche il dolce più famoso con le mele, protagonista di parecchi film e non solo.

Biancaneve e i sette nani (1937)
Biancaneve e i sette nani (1937)

 

American Pie (1999)
American Pie (1999)

 

 

 

 

 

 

La nostra versione è vegana, nessuna traccia di uova, latte, burro, miele…insomma, niente di origine animale e la scelta è stata dettata dal fatto che, visto che questo dolce prevede un ripieno privo di tutti gli elementi appena elencati, allora sarebbe risultato ancora più stimolante e giusto

Nonna Papera con le apple pies
Nonna Papera con le apple pies

optare anche per un guscio vegan, per la precisione una pasta matta che prevede l’uso dell’olio extravergine d’oliva.

E’ un dolce molto leggero, lo potrete mangiare senza troppi sensi di colpa, e poi vi consigliamo di consumarlo in questo periodo visto che le mele sono di stagione!
Abbiamo scelto le mele golden, ma sul web ci sono ricette che prevedono l’uso di qualsiasi mela, per cui a voi la scelta!
Non amiamo molto le spezie, lo confessiamo, per questo abbiamo aggiunto dei mirtilli rossi al ripieno per renderlo più goloso, ma, se può piacervi, aggiungete pure un po’ di cannella e di noce moscata alle mele.

Ingredienti (per una teglia di 24 cm di diametro)
PER LA PASTA MATTA: 200 gr di farina 00 – 50 gr di farina di mais FIORETTO (sostituibile con la farina 00)
25 ml di olio extravergine d’oliva – 75 gr di zucchero semolato
un pizzico di sale – acqua fredda q.b.
un cucchiaino di lievito chimico per dolci (se la preferite più friabile e meno croccante)

PER IL RIPIENO: 500 gr di mele golden (circa 3) – succo e buccia di mezzo limone
50 gr di zucchero di canna (o un mix di zucchero bianco e zucchero di canna) – 25 gr di pane grattuggiato
una manciata di mirtilli rossi (o altra frutta disidratata)

Preparazione
Prepariamo la pasta matta inserendo in una ciotola le farine setacciate, lo zucchero, il pizzico di sale e l’olio extravergine d’oliva e con le dita creiamo delle briciole amalgamando l’olio insieme alle polveri (come faremmo con il burro per una pasta frolla o brisè); ottenuto un composto sabbioso, aggiungiamo, poco per volta, l’acqua fredda (meglio se di frigorifero) fino a formare un panetto liscio e ben lavorato, che andremo poi ad avvolgere nella pellicola trasparente e a lasciar riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Occupiamoci del ripieno, sbucciando, tagliando e riducendo a cubetti le mele; successivamente in un pentolino versiamo il succo del mezzo limone e lo zucchero e attendiamo che il composto inizi a bollire (fiamma media) prima di aggiungere i cubetti di mela, che andranno cotti per soli 3 minuti, il tempo necessario affinché si ammorbidiscano.
Spegniamo la fiamma e aggiungiamo il pangrattato (conserviamone un cucchiaio che ci servirà successivamente), mescoliamo e versiamo in una ciotola il ripieno per farlo intiepidire più velocemente; una volta raffreddato, aggiungiamo la scorza del mezzo limone grattugiata e i mirtilli rossi precedentemente lasciati rinvenire in un bicchiere d’acqua e poi scolati. Il ripieno è pronto.
Stendiamo 2/3 della pasta matta in modo sottile e foderiamo il fondo della teglia precedentemente unto con un filo d’olio evo, distribuiamo il cucchiaio di pangrattato e versiamo poi il ripieno livellandolo per bene e procediamo con le strisce d’impasto per la decorazione finale.
Cuociamo la Apple pie vegana a 180°C per 40 minuti in forno statico preriscaldato.

Apple pie (1)

Apple pie (2)

Con questa ricetta partecipiamo al contest “I EAT VEG!” di Quasicuoche.it

I eat veg

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Madeleine

| La cucina fra le pagine dei libri (e non solo), Piccola pasticceria

Buongiorno e buon Lunedì a tutti! 🙂
Oggi vi portiamo in Francia proponendovi un dolcetto la cui forma è, a nostro avviso, meravigliosa ed elegante, ossia le Madeleine, morbide tortine a forma di conchiglia dal sapore molto simile a quello del plumcake.
Le Madeleine hanno un’origine piuttosto antica, si dice infatti che siano nate presso la corte di Luigi XV di Francia dalle mani di una cuoca dal nome, appunto, di Madeleine, ed erano anche i dolcetti tanto amati dallo scrittore Marcel Proust, la cui infanzia è legata proprio alla degustazione di questi morbidi e soavi dolcetti.
Naturalmente per prepararle come si deve bisognerebbe utilizzare l’apposito stampo, ma se non ne disponete potete usare qualsiasi altro stampo, purché abbia forme di dimensioni ridotte (il sapore di questi dolcetti è irresistibile, fidatevi! 😉 ).
Per questa ricetta dobbiamo ringraziare Valentina di Dolce profumo di casa, una ragazza davvero brava che fra l’altro gestisce anche un canale di cucina su Youtube (andate a visitarlo, si chiama ValeChild).
Un piccolo consiglio prima di procedere con gli ingredienti e la preparazione: per fare in modo che le Madeleine lievitino per bene in forno e creino la caratteristica gobbetta, vi consigliamo di lasciar riposare l’impasto coperto dalla pellicola per almeno 30 minuti in frigorifero, visto che lo shock termico sarà funzionale alla loro corretta cottura.

Madeleine (1)

  • Ingredienti (per 13 Madeleine di media dimensione)
    50 gr di farina 00 – 60 gr di zucchero semolato
    un uovo – 50 gr di burro
    un quarto di cucchiaino di lievito chimico per dolci – un pizzico di sale
    aromi (vanillina o scorza d’arancia o scorza di limone…)
  • Preparazione

    In un pentolino lasciamo fondere il burro dolcemente e poi lasciamolo intiepidire a fuoco spento.
    In una ciotola montiamo con le fruste elettriche l’uovo con lo zucchero fino a farlo raddoppiare di volume (ci vorranno circa 4/5 minuti); successivamente aggiungiamo poco per volta la farina setacciata insieme al sale, alla vanillina e al lievito e incorporiamo le polveri con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare l’uovo. Infine aggiungiamo poco per volta il burro fuso e ormai tiepido, continuando a mescolare dal basso verso l’alto con delicatezza.
    Ottenuto un impasto liscio e cremoso, copriamo la ciotola con la pellicola e riponiamola in frigorifero per almeno 30 minuti.
    Distribuiamo l’impasto rassodato negli stampini per Madeleine (un cucchiaino abbondante, non di più, non arrivate fino al bordo altrimenti non vi verrà la forma a conchiglia) e cuociamole in forno preriscaldato a 220°C per 9-10 minuti o fino a quando la superficie sarà ben dorata e si sarà formata la caratteristica gobbetta.

Madeleine (6)
Una volta cotte lasciamole raffreddare su una gratella e poi gustiamole, magari con una tazza di tè.

Madeleine (2)
Madeleine (3)
Madeleine (5)

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Orrori del cake design: la torta armadillo di “Fiori d’acciaio”

| La cucina fra le pagine dei libri (e non solo)

Fiori dacciaio

Intendiamoci, il cake design è un’arte, una gioia per i nostri occhi (forse un po’ meno per il nostro palato); in questo periodo stanno avendo un grandissimo successo le trasmissioni televisive con i maestri di cake design (Buddy Valastro o Renato Ardovino) che tentano di insegnarci qualche tecnica per realizzare qualcosa di carino ed invitante, oltre che diverso dalla solita torta!

Precisione, fantasia e senso estetico sono le parole d’ordine per essere dei buoni cake designer, senza alcun dubbio!

Una fantasia esplosiva e fuori dagli schemi a volte non è vantaggiosa; chiedere una torta nuziale a forma di armadillo, con glassa grigia ed impasto rosso come il sangue potrebbe risultare (e forse lo è) una vera pazzia!

fiori d'acciaio torta armadillo

Tutto questo accade in un film un po’ vecchiotto ma molto carino, cioè “Fiori d’acciaio”.

A chiederla per il suo matrimonio è la giovane Shelby (interpretata da Julia Roberts), ma non sa che non tutti gli invitati (anzi, quasi nessuno) abbiano apprezzato la sua scelta, specialmente l’acida e cinica amica di famiglia Ouiser (interpretata da Shirley MacLaine), che si offre a fare le porzioni per gli invitati.

fiori d'acciaio torta armadillo 2

Chi di voi è abile nel cake design e a manipolare la pasta di zucchero? 🙂

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La crostata di mele di Biancaneve!!

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Biancaneve-Poster02

Come può la bella e dolce Biancaneve ringraziare i sette nani della loro ospitalità nella loro casetta nel bosco? Facendo una bella crostata di mele (o crosmata di tele come la chiama Dotto 😀 ).

Guardando il film dovrebbe essere una torta semplicissima, due dischi di pasta con un ricco ripieno di mele!

biancaneve torta

Mentre i nani lavorano nella miniera, Biancaneve prepara questo dolce insieme agli adorabili animaletti che l’hanno salvata dalla foresta nera ^_^.

E’ una scena dolcissima, non trovate? 🙂

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Sabrina – Audrey Hepburn a lezione di cucina francese

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sabrina poster

“Sabrina” è un famoso film passato alla storia con protagonista l’incantevole Audrey Hepburn, la quale interpreta una giovane donna che si innamora di un uomo ricco, David, ed è disposta a conquistarlo a tutti i costi. Per farlo, decide di andare a Parigi, la capitale dell’eleganza e del buon gusto, per comportarsi come le donne altolocate del giro di David.

A Parigi seguirà anche un corso di cucina a due passi dalla Torre Eiffel: “imparerà” a rompere le uova con una sola mano

e a scordarsi di accendere il forno per cuocere il soufflé 😀

sabrina suffle

Barone Fontanel Voi siete innamorata e oserei dire, anche, che il vostro è un amore infelice.
Sabrina Si vede?
Barone Fontanel  Senz’altro! Una donna felice in amore lo brucia il soufflé, ma una donna infelice… ahimè! Si dimentica di accendere il forno. Dico bene?

Un amore infelice fa danni anche in cucina! 

Chi di voi ha visto questo film? Chi di voi sa cucinare il soufflé o, meglio ancora, chi di voi sa rompere un uovo con una sola mano? Ditecelo 😀
PS: Il filmato su youtube è disponibile solo in lingua originale 😉

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Ratatouille – il topolino che ama cucinare!!

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ratatouille

 In effetti trovare un topo nella propria cucina non è la cosa migliore del mondo, ma chi ha guardato questo cartone animato non potrà fare a meno che volere Rémy al comando dei fornelli di casa!

ratatouille locandina

Rémy è il simpatico e dolce topolino di campagna che ama la cucina, sogna di diventare un giorno bravo come lo Chef Gusteau, titolare dell’omonimo ristorante parigino e autore di libri di cucina. Per Gusteau chiunque può cucinare, perché non può farlo anche un topo?

Sapete cos’è la ratatouille? Molte persone credono che sia il nome del topolino, in realtà è un piatto di verdure, molto semplice, cotto al forno, che Rémy dovrà preparare per il perfido critico gastronomico Ego.

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Chi di voi sa cucinare la ratatouille? Fatecelo sapere 😉 .

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Ma che bontà!! – Mina

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Mina_con_bignè_1977

Sicuramente la conoscete tutti questa canzone di Mina, l’avete sentita sicuramente in qualche sketch culinario (o guardando la Prova del Cuoco)…

In questa spiritosa canzone Mina interpreta un’odiosa signora borghese che non ha mai visto una cucina in vita sua e non ha mai preso in mano una padella!

Ascoltando la canzone si sentono nomi di materie prime che solo una signora snob e abituata ad avere tutto può conoscere: Vitello delle Ande, Bovino della Gallura, Barolo delle Langhe, Cacao della Bolivia…

Beh, forse l’ultima “pietanza” che Mina canta la conosciamo tutti, nel bene o nel male, no?!

Alla prossima, con nuove ricette! 🙂

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Le ricette della tradizione italiana…Mozzarella in carrozza

| La cucina fra le pagine dei libri (e non solo), Le ricette della tradizione italiana

Si dice che questa pietanza sia nata in Campania e in Lazio per riciclare la mozzarella di bufala o il fiordilatte del giorno prima, ormai non più fresca e non più buona da consumare al naturale.

Non sono altro che fette di mozzarella racchiuse da due fette di pane in cassetta o raffermo – che formano la carrozza – e fritti in olio, ma sono talmente gustose ed irresistibili che a fatica si riesce ad accontentarsi di una sola!!

Anche noi abbiamo cucinato la mozzarella in carrozza, non fritta, ma al forno…un po’ più leggera ma ugualmente irresistibile! 🙂 Per la ricetta cliccate qui

Questo piatto accontenta tutti, grandi e piccini, e soprattutto è un’ottima ricetta economica.

Forse è un solo un dettaglio, ma nel film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica si vede che nelle osterie di Roma del secondo dopoguerra la mozzarella in carrozza era un piatto molto richiesto, sia dai borghesi, sia dai più sfortunati; guardate questa clip!

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