Crea sito

Itinerari enogastronomici culturali a cura di Gian Luca Marino

Il Vermouth di Torino

vermouthto

(a cura di Gianna Baucero) – Era la fine del 1700 quando, in una bottega di liquori all’angolo tra Piazza della Fiera e Via della Palma,  un giovane commesso inventò la ricetta di un vino moscato aromatizzato con china, erbe e spezie.  La bevanda ebbe subito successo e  in poco tempo il giovane divenne famoso: il suo nome era Antonio Benedetto Carpano e la squisita bevanda da lui inventata era il “vermouth”, dal  termine tedesco “wermuth”, che significa assenzio. Il liquore veniva venduto in un’elegante bottiglia da un litro e i Torinesi si affezionarono così tanto al suo aroma speziato che la bottega  di Piazza della Fiera, oggi Piazza Castello, per oltre un secolo fu il luogo d’incontro dell’aristocrazia cittadina, che qui si dava appuntamento per l’aperitivo “Carpano”.  Nel secondo decennio del 1800 Francesco e Giacomo Cinzano aprirono nel centro di Torino due botteghe destinate alla vendita del vermouth da loro prodotto e in breve in città si sviluppò una  tradizione di vermuttieri come Cora, Cinzano, Martini & Rossi, Gancia, Anselmo, Ballor, Calissano, Chazaletts e altri, che andarono ad aggiungersi agli storici produttori Carpano e Cinzano.

La piccola bottega di Piazza della Fiera, di fronte a Palazzo Madama, accoglieva i personaggi  più illustri del tempo, come Camillo Cavour, Massimo d’Azeglio, Urbano Rattazzi, Giuseppe Verdi, Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa. In seguito all’unificazione italiana la Carpano si trasformò in una vera e propria industria diretta  dagli eredi Luigi e Ottavio Carpano.

Intorno al tradizionale aperitivo torinese col tempo fiorirono molte leggende. A noi piace ricordarne una che abbiamo imparato dalla Contessa di Pralormo ai tempi della sua mostra  “Cavour: genio, seduttore e gourmet”. Secondo quella leggenda  un giorno Vittorio Emanuele II ricevette una cassetta di bottiglie di vermouth della ditta Carpano e nel sorseggiare il prezioso liquore disse di apprezzare quel “punt e mes” (che a Torino vuol dire “punto e mezzo”) di amaro che distingueva il vermouth Carpano dalle bevande analoghe. Nacque così il Punt e Mes, che in breve sarebbe diventato l’aperitivo ufficiale di corte e di tutta l’aristocrazia sabauda.

 

One Comment

Leave a Reply


*

Powered by AlterVista