Cari lettori, vi pongo un quesito. Meglio il dado o il soffritto?
In un tempo non troppo lontano il soffritto è stato bandido perchè dannoso per il fegato, il pancreas, lo stomaco e ogni organo interno. Non si faceva mai soffriggere. Il soffritto era indigesto, faceva venire la gastrite.
Erano gli anni in cui le aziende produttrici di dadi facevano grandi affari. Nascevano i dadi ai funghi, alle verdure, alla carne, i dadi doppio brodo, i dadi vegetali, in polvere e così via.
Il glutammato era una parola che solo le labbra dei chimici tedeschi sapevano pronunciare. Le casalinghe facevamo gustose minestrine e pietanze avviando i giovani ai gusti che saranno poi ben definiti dalle note patatine nel tubo.
Anno dopo anno il palato alterato richiedeva sempre una dose maggiore di dado. Spesso i bambini leccavano il dado piacevolmente salato. Nei minestroni si mettevano decine di verdure diverse ma, alla fine, si aggiungeva anche il dado, perché quello era il “sapore di casa”.
Ricordo Gianna Nannini quando diceva che alla fine dei concerti si godeva una calda minestrina. Ah, la minestrina di dado, burro e stelline che buona, ah la panada di pane raffermo, dado e burro. Sapori indimenticabili e sapori irrinunciabili.
Con la diffusione della parola glutammato i gusti, a fatica, stanno cambiando ed è tornato a sfrigolare nelle nostre padelle il caro soffritto di cipolla, sedano, carota, rosmarino e olio extravergine.
E voi, siete riusciti a dimenticare il gusto del dado? Io no, ne sarò sempre dipendente, ma cercherò di essere forte per dare il buon esempio.
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Cucina in cantiere
Prima o poi dovevo farlo. Dovevo pubblicare una serie di ricette e consigli su come cucinare in cantiere.
In questi anni di ristrutturazioni ho visto di tutto: i muratori hanno una tale fantasia nell’allestire pausa pranzo in cantiere che mi chiedo come mai nessuno abbia mai pubblicato un saggio o un vademecum.
La tavola di questa foto l’ho allestita io utilizzando solide tavole da muratore, una tovaglia a quadrettoni, piatti di carta riciclabile e due sedie pieghevoli, non per sedersi, ma per appoggiare la borsa termica e qualche altro accessorio.
A questo desco da cantiere ci si siede rigorosamente a cavalcioni sulle tavole di armatura. Il menù consisteva in mortadella, insalata, formaggio morbido, gallette di mais, acqua naturale, frutta fresca e caffé scroccato ad una vicina di buon cuore.
Questa è la felicità.
Horror vacui… in cucina
Conservo gelosamente “I migliori menu”, le ricette di cucina rilegate e allegate ad una nota rivista femminile.
Risalgono agli ultimi vent’anni del 1900 e rappresentano un gustoso esempio di modernariato gastronomico.
In quegli anni si usava travasare i liquori in eleganti bottiglie di vetro e le ricette avevano titoli semplici: polenta con funghi, salmone in crosta, torta di patate, risotto con carciofi… Andavano di moda i vol-au-vents, il paté, i bigné, i bon-bon e il plum cake. Le parole “fantasia”, “sorpresa”, “delizia” e “trionfo” erano abbinate ad un ingrediente: “uova fantasia”, “trionfo di verdure”, “sorpresa alle mandorle”, “delizia al limone”…
Si citavano le cucine straniere con piatti tipo lo “stracotto provenzale” e l’”insalata all’americana” senza mai eccedere con gli ingredienti di altri paesi perché una buona cuoca degli anni ’80 non avrebbe mai tradito la tradizione della sua amata terra. In effetti le ricette rimbalzavano per lo più da nord a sud Italia, passando dagli arancini di riso al brasato al Barolo, senza urtare le sensibilità regionali con varianti troppo azzardate.
Se vi capita di sfogliare un libretto di cucina di quegli anni, soffermatevi sulle foto, sono davvero diverse da quelle minimali di oggi. Nell’inquadratura erano capaci di inserire una torta riccamente decorata con noci, colombe, un laghetto, un cigno, il prato e i fiorellini, una tazza di the con piattino e cucchiaino, il bricco del latte, la zuccheriera, il candelabro, gli ovetti colorati e una piantina.
Ho visto foto con un numero talmente impressionante di oggetti da farmi pensare a quanto costerebbe oggi realizzare un servizio fotografico con tali mastodontici allestimenti.
Il vuoto della crisi
A Torino, se volevi andare a cena in uno dei bellissimi locali del quartiere del quadrilatero, dovevi assolutamente prenotare con largo anticipo. Oggi in molti locali non è più così. Ti presenti, ti siedi subito e, probabilmente, il tuo tavolo verrà apparecchiato solo per te, nessun secondo turno, nessun cameriere che ti fa fretta per farti alzare offrendoti un caffé mentre ancora stai finendo il secondo.
Dove sono i torinesi? A casa, davanti ad un piatto di spaghetti? O forse quella sera hanno ordinato una pizza da asporto. E se fossero tutti al fastfood?
Dove mangiano il sabato sera? Dove festeggiano i compleanni e le ricorrenze?
Forse vengono tutti nelle Langhe a mangiare i ravioli al plin con il tartufo… forse sono tutti a dieta.
Mi presento
Questo sito è dedicato in particolare a chi è intollerante al glutine e a chi preferisce piatti semplici, leggeri e saporiti.
Salvo eccezioni, e le porzioni sono in generale per due/tre persone.
Gli ingredienti sono tutti freschi e acquistati al mercato per una questione di gusto, di prezzo e di salute.
Non troverete la quantità precisa degli ingredienti e non troverete pesi o misure. La buona riuscita della ricetta dipende dal vostro gusto e dalla capacità di dosare tutto… “a occhio”.
Il titolo del blog è “Tartufo Bianco”, un omaggio doveroso alla mia terra: Le Langhe.
Stranezze alimentari
Vi ricordate quando la frutta acerba allappava? L’interno bianco dei kiwi era legnoso, gli spinaci erano amari, le mele avevano il verme, i pomodori maturavano in fretta, i biscotti si sbriciolavano nel pacchetto…
Vi ricordate quando il riso andava controllato in un piatto prima di cucinarlo, quando l’olio evo era denso e intenso, le cipolle facevano piangere e le patate germogliavano?
Vi ricordate quando l’uovo lasciava il suo sgradevole odore sulle stoviglie, il fegato di vitello sapeva di stalla, i peperoni erano indigesti e la pasta secca si tritava sul fondo del pacchetto?
Meraviglie della scienza o orripilanti manipolazioni?