Non so voi, ma io quando sono sotto pressione do il massimo. C’è un momento, appena prima che scatti l’esaurimento nervoso da iper-lavoro, in cui mi sento stanca ma creativa, produttiva, entusiasta.
È quello il momento che ho deciso di dedicare all’invenzione.
Probabilmente la notte sarei stata già nella fase successiva e mi sarei sognata liste di cose da fare (metti la pasta brisée in forno, prepara il ripieno, rispondi agli amici su Facebook, gira il ragù, rispondi agli amici al telefono altrimenti non basterà più prenderli per la gola, vai a fare la spesa, ti sei dimenticata il timo per i pomodorini, pulisci la casa, paga la bolletta, stai a dieta…) ma di giorno ero ancora io. E allora spazio alla sperimentazione: che libro sarebbe stato se non ci avessi messo un po’ di cose nuove?

Se fossi partita di nuovo dai dolci la redazione della casa editrice mi avrebbe inviato un cecchino, quindi sono ritornata agli antipasti.
Mi sono sono immersa tra gli scaffali della libreria e ho cominciato a sfogliare, sfogliare, sfogliare. Quando ho delle idee in testa che devono prendere forma mi aiuta studiare che cosa hanno fatto altri chef, capire come hanno realizzato un piatto magari simile, che tipo di sapori hanno mescolato, che tecniche hanno scelto. L’improvvisazione va bene fino a un certo punto: secondo me, per continuare a crescere, studiare, approfondire, conoscere, essere curiosi è fondamentale.
Non mi bastava, però. Non trovavo l’ispirazione.
Così me ne sono ritornata in cucina, perplessa. Ho aperto il frigorifero: panna cotta, burro, latte, ciotola di maionese, ciotola di besciamella, vino bianco, vino rosso, litri di succo di limone, rotolini vari da salumiere e macellaio, contenitori come se piovesse, aglio, carote, patate, sedano, cipolle, pomodori, melanzane, peperoni, cavolo… Melanzane!
E melanzane sarebbero state. Volevo un modo per prepararle semplice e attraente, perché le melanzane sono buonissime ma vengono cucinate nei soliti quattro modi che, dopo un po’, annoiano. Volevo valorizzarle e ci ho messo tre ore buone, tra aggiustamenti, prove ed errori, bilanciamenti di ingredienti. Alla fine, però, sentirete che roba! Mi sto mordendo le mani, ma devo tenere il segreto fino al 29 novembre. Altrimenti che inedito sarebbe?





Dai che manca poco!!! Tra poco più di una settimana avrò il tuo libro tra le mani e potrò perdermi tra le pagine e le ricette!
Eh no, adesso siamo curiosi!!
Mi toccherà comprare il libro per scoprire la ricetta misteriosa
Sonia, vista la tua bravura sono certo che le ricette del libro saranno superlative.
Complimenti e in bocca al lupo!
Cara Sonia, leggerti è un vero piacere!
Ho già ordinato il tuo libro autografato ma mi piacerebbe molto avere anche una tua dedica.
Come posso fare?
Ho letto che ci sarà un raduno a Milano il 4 dicembre; posso cogliere l’occasione al volo?