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Il libro ha un personaggio. Anzi no, almeno due.

 

Questa mattina mi sono alzata all’alba e sono andata al mercato del pesce.

Per quanto mi conceda la mia massa muscolare, mi sembrava di essere un pescatore che, quando ancora fa buio, affronta il gelo (e la nebbia, ma facciamo finta di niente) con il supremo scopo di procurarsi le prede migliori.

Il mercato del pesce a Milano è enorme, sembra la zona carico e scarico di un porto commerciale: alle 6 era pieno di gente, camion che andavano e venivano, vasche di ghiaccio ovunque, omoni con guanti tagliati all’altezza delle nocche e cuffie di lana blu che movimentavano gigantesche casse di ogni ben di Dio.

Non ho fatto in tempo a pensare «guarda lì…» che Francesco ha virato a destra e attraccato accanto a una distesa di cozze. Mentre lo raggiungevo aveva già trattato e si era caricato addosso una specie di container, si è girato e mi ha sfoderato il suo sorriso più bello e gli occhioni da micio di Shrek. Fosse per lui potremmo mangiare cozze tutti i giorni, a pranzo e a cena. Per fortuna non l’ho mai visto intingere le cozze nel cappuccino, ma è probabile che trattenga solo per vergogna…

Ok, il messaggio era chiaro: stasera impepata. E “stasera” era farina del mio sacco (che dura, eh?), perché questa mattina mi ero alzata alle cinque mica per niente: volevo comprare il branzino più bello che fossi riuscita a trovare, cucinarlo e fotografarlo per il libro. Dato che in redazione l’avremmo mangiato in sei o sette, dovevo trovare una bestia di una certa dimensione… Gira che ti rigira, lo vedo e in un attimo lo trasportiamo a Giallozafferano.

Come l’ho estratto dall’involucro, Carolina ha deciso che un animale grosso così come minimo meritava un nome. Breve brainstorming e il branzino è diventato «Diego». Diego ha dato subito prova di essere quasi vivo provandole tutte per non finire nel forno: mi ha sfidato a trovare una pirofila che lo contenesse, e soprattutto ha sfidato il forno a contenere la pirofila con dentro lui.

Posso dire con un certo orgoglio che l’uomo (o meglio, la donna) ancora una volta l’ha avuta vinta, e ci siamo gustati prima l’aroma di erbe aromatiche che si è sprigionato durante la cottura, poi il povero Diego. Da leccarsi i baffi.

Con tutti questi indizi non potete sbagliare: che ricetta era?

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9 Responses to “Il libro ha un personaggio. Anzi no, almeno due.”

  1. Simona
    9 novembre 2011 at 18:38 #

    Scommetto che si tratta di un branzino al forno o al cartoccio! Deliziosi entrambi..brava Sonia e complimenti per la voglia che hai avuto di alzarti alle 6 per andare al mercato del pesce! :)

  2. Mirella
    9 novembre 2011 at 18:39 #

    Sonia come stai bene in queste foto!! Sei proprio dimagrita un sacco. Brava e bella!

  3. Alkmenes
    9 novembre 2011 at 18:40 #

    Potrebbe essere il “classico” branzino al sale?

    (e come erbe, quali usi solitamente per il pesce?)

  4. Valerio
    9 novembre 2011 at 18:40 #

    ahahah Diego! perchè proprio Diego? Comunque fa ridere un sacco :) Simpaticissimi!

  5. Loredana
    9 novembre 2011 at 18:41 #

    Branzino al forno!! Non vedo l’ora di vedere la ricetta sul libro!! Vai così Sonia…bravissima!!

  6. Rachel Parker
    9 novembre 2011 at 18:55 #

    Che bella!!!!!!!!!!!!!! Ultimamente sei diventata troppo carina,oltre che dimagrita hai una luce diversa.Sono più che mai una tua fan. Rachel

  7. Adriano
    9 novembre 2011 at 21:58 #

    Ma non solo le ricette sono strepitose, anche il modo di buttare giù la storia di Diego è molto piacevole !!! Complimenti, come sempre. Benedetto sia il giorno che hai deciso di non fare più la commercialista !!! Mancano 12 giorni, non vedo l’ ora !!!

  8. 10 novembre 2011 at 13:22 #

    Bravissima Sonia! Forza Soniaaa!!:-)
    Non vedo l’ora di comprare il tuo libro:-))) <3

  9. mousse
    21 novembre 2011 at 15:47 #

    certo che chiamare per nome il cibo è un po’ di cattivo gusto..

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