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	<title>Il blog di Sonia</title>
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	<description>Il mondo di Giallozafferano visto da me</description>
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		<title>Sepolti in casa (dagli scatoloni)</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
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		<description><![CDATA[Capisco perché negli Stati Uniti, dopo i traslochi, vanno in analisi. Quasi quasi… Finalmente siamo entrati nella casa nuova. Quel “finalmente”, che se ne sta lì tranquillo, nasconde giornate di impacchettamento e movimentazione scatoloni enormi, crisi di nervi mie, delle ragazze e di Francesco (che essendo l’unico uomo di casa ha vinto i lavori pesanti), [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco perché negli Stati Uniti, dopo i traslochi, vanno in analisi. Quasi quasi…</p>
<p>Finalmente siamo entrati nella casa nuova. Quel “finalmente”, che se ne sta lì tranquillo, nasconde giornate di impacchettamento e movimentazione scatoloni enormi, crisi di nervi mie, delle ragazze e di Francesco (che essendo l’unico uomo di casa ha vinto i lavori pesanti), mille viaggi in discarica, un numero assurdo di andate e ritorni in macchina, tant’è che, se non fosse per il traffico, potrei percorrere la strada tra le due case a occhi chiusi.</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-trasloco.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1249" alt="blog trasloco" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-trasloco.jpg" width="640" height="290" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non so voi, ma le cose che più mi hanno destabilizzato (e mi stanno destabilizzando) sono due:</p>
<ol>
<li>mai avrei pensato di aver stipato tutta quella roba nella casina precedente: quando ci vivevo mi sembrava tutto normale, quando ho dovuto selezionare le cose per spostarle mi sono sentita un’accumulatrice seriale, modello <i>Sepolti in casa</i>. Eppure sono una che seleziona, butta via l’inutile e regala il regalabile… Com’è potuto accadere? Mah, ho smesso di domandarmelo per evitare la risposta, che sicuramente è terribile e spietata e mi inibirebbe dal tenere ricordini e souvenir per i prossimi vent’anni.</li>
<li>reinventarsi gli spazi. La domanda è stata: “Tutta questa roba, dove la mettiamo?” E a risposta è stata: “Boh”. Nel tentativo di lasciare la casa nuova il più ariosa e minimale possibile, abbiamo per ora la metà dei mobili che servirebbero, in ossequio al sacro principio: “Intanto ci spostiamo di là, poi vediamo cosa realmente serve”. Be’, realmente cosa serve forse non lo saprò mai, visto che tutti gli oggetti rimarranno negli scatoloni in assenza di “luoghi” dove posizionarli, e senza oggetti come fai a scegliere i mobili? Un cane che si morde la coda e che ha una sola conseguenza: non trovo più niente. Però, lo giuro: non compro nulla finché non mi sono riappropriata delle cose che ho scelto di portarmi dietro. Se nei prossimi video compaio in cappotto o in pigiama sapete perché!</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Friuli, mon amour</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 14:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[CiboVagando]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è gente che questo weekend ha festeggiato la festa della mamma circondata dai propri figli, e c’è chi l’ha festeggiata circondata di prosciutti. Io appartengo a questo seconda categoria. Venerdì sera da Giallo è partita una delegazione diretta in Friuli. Tappe: Udine, dove abbiamo mangiato; San Daniele, dove abbiamo parlato e mangiato; Trieste, dove abbiamo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>C’è gente che questo weekend ha festeggiato la festa della mamma circondata dai propri figli, e c’è chi l’ha festeggiata circondata di prosciutti. Io appartengo a questo seconda categoria.<br />
Venerdì sera da Giallo è partita una delegazione diretta in Friuli. Tappe: Udine, dove abbiamo mangiato; San Daniele, dove abbiamo parlato e mangiato; Trieste, dove abbiamo mangiato ancora e ancora. Che meraviglia!<br />
La scusa per le gozzoviglie era tenere un intervento al Festival Città Impresa a San Daniele sul social marketing legato al food: ho scoperto innanzitutto un Festival interessantissimo, che non conoscevo, e decisamente all’avanguardia. Inutile dire che nel resto del tempo ho scoperto soprattutto osterie, ristoranti e produttori artigianali…</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.02.05.png"><img class="aligncenter  wp-image-1233" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.02.05" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.02.05.png" width="552" height="366" /></a></p>
<p>Il venerdì sera, complice Mariella, uno dei nostri nuovi ingressi in redazione, mi sono sbafata un tagliere spaziale da Pieri Mortadele, l’osteria che gestisce suo fratello Luca, a base di lardo, porchetta, prosciutto, sottoli e pane a go-go. Ambiente da dieci e lode, per non parlare delle persone: da Fabia, quel portento della mamma di Mariella, a Giordi, l’oste che mi ha fatto innaffiare il tutto con un buon bicchiere di vino locale e ha innaffiato me di battute.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.40.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1234" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.40" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.40-222x300.png" width="222" height="300" /></a><em>  Il tagliere spaziale!</em></p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.48.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1235" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.48" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.48-300x224.png" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Con Luca, il fratello di Mariella</em></p>
<p>Il giorno dopo, visita a un prosciuttificio, così ho anche scoperto perché il San Daniele è così buono: dovete sapere che è il microclima locale a renderlo speciale, tra la brezza alpina e l’umidità garantita dai vari fiumi. La sera, dopo il Festival, tanto per gradire, mi sono avventata su un’altra montagna di prosciutto, che qua va come a Milano le patatine all’aperitivo. La cosa, naturalmente, mi commuove fino alle lacrime, vista la bontà strepitosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.04.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1236" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.04" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.04-300x199.png" width="300" height="199" /></a></p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.17.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1237" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.17" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.17-300x199.png" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Al prosciuttificio Bagatto</em></p>
<p style="text-align: left;"><em></em><br />
Il giorno dopo, cuore mio fatti capanna: ho visto Trieste e me ne sono innamorata. Sarà l’aria di confine, sarà che ci ho visto dentro tante diverse città, da Vienna a Venezia, sarà che la gente è ospitale e godereccia, sarà che si mangia come re (e per questo devo ringraziare Federico Sestan, chef dell’Harry’s Grill), sarà che le guide turistiche, come Giampiero Campajola, sono enciclopediche… fatto sta che non volevo più venire via.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.30.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1238" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.30" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.30-300x199.png" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em> Con Federico Sestan, chef dell&#8217;Harry&#8217;s Grill</em></p>
<p style="text-align: center;"><em></em><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.56.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1239" alt="Schermata 05-2456428 alle 16.13.56" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/Schermata-05-2456428-alle-16.13.56-300x199.png" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Con Cristina Menis di Turismo FVG</em></p>
<p style="text-align: left;">Per non parlare di Francesco, che lungo il viaggio di ritorno vagheggiava di trasferirsi lì e mi chiedeva di cucinare solo friulano per il resto della vita… Vedremo, intanto ho vinto qualche ricetta locale, vi farò sapere presto!</p>
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		<title>Risaie</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 11:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia ci sono più risi che campanili, e quando ne dovevo scegliere uno ero sempre un po’ titubante. Oggi, però, saranno forse le migliaia di giornate passate in cucina ☺ sono riuscita a mettere alcuni punti fissi che voglio condividere con voi. 1. Ci sono mille casi in cui vedo mille motivazioni per scegliere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia ci sono più risi che campanili, e quando ne dovevo scegliere uno ero sempre un po’ titubante. Oggi, però, saranno forse le migliaia di giornate passate in cucina ☺ sono riuscita a mettere alcuni punti fissi che voglio condividere con voi.</p>
<p>1. Ci sono mille casi in cui vedo mille motivazioni per scegliere la strada più corta e (possibilmente) in discesa: vista la frenesia nella quale viviamo, usare gli spinaci già lavati o i piselli surgelati mi pare il minimo sindacale. I prodotti freschi rimangono più buoni, ricchi di nutrienti e saporiti, ma trovo che queste siano alternative più che accettabili. Il discorso cambia per i risi precotti, perché qua è proprio questione di consistenza e di gusto: tutto diverso. Se non siete proprio di corsa, suggerirei di evitarli.</p>
<p>2. Il Carnaroli: con i suoi chicchi grossi e saporiti, un profumo che arriva fino nelle altre stanze della casa, il Carnaroli è una delle meraviglie del nostro paese, ed è perfetto per i risotti e le insalate.</p>
<p>3. Il Basmati, il riso a chicchi lunghi e sottili, tipico dei paesi orientali, è ideale fare il <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Riso-pilaf.html">riso pilaf</a>, una ricetta di origine turca che ha conquistato non solo India e l’area himalayana, ma anche tutto il Mediterraneo. Prima lo si tosta con cipolla, burro e aromi, quindi si copre il tutto di brodo e con un coperchio, poi si attende: 20 minuti e il riso sarà pronto per accompagnare i vostri secondi, come sostituto di pane e pasta. Io lo servo con l’arrosto, imbibito di sughetto è una vera delizia!</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-riso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1223" alt="blog riso" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-riso.jpg" width="640" height="290" /></a></p>
<p>4. Il Vialone nano, invece, grazie ai suoi chicchi più tondeggianti, tiene meglio la forma e si rivela quindi il riso migliore per polpette, crocchette, timballi, arancini e chi più ne ha più ne metta…</p>
<p>5. Il Venere richiede una cottura davvero lunga ma, se avete in programma una cena romantica o volete fare colpo sui vostri ospiti, è un vero asso nella manica: abbinato a pesce, gamberi e verdure colorate lascia tutti a bocca aperta.</p>
<p>Che riso è tipico del vostro territorio? Quali sono i piatti tipici nei quali lo utilizzate?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La cottura perfetta</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 17:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
		<category><![CDATA[spotlight]]></category>

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		<description><![CDATA[Se finalmente smettesse di piovere, potrei inaugurare la stagione delle grigliate. Non vedo l’ora (e non vede l’ora Francesco, che come ogni uomo che si rispetti è un mastro fochista davvero invidiabile ☺ ). Quando si parla di carne, io impazzisco per due cose: 1. una cottura che la lasci tenera ma croccante, morbida ma [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se finalmente smettesse di piovere, potrei inaugurare la stagione delle grigliate. Non vedo l’ora (e non vede l’ora Francesco, che come ogni uomo che si rispetti è un mastro fochista davvero invidiabile ☺ ).<br />
Quando si parla di carne, io impazzisco per due cose:<br />
1. una cottura che la lasci tenera ma croccante, morbida ma non cruda, soda ma non “soletta”. In pratica, la classica cottura “media”, quella che quando al ristorante ti chiedono a bruciapelo come vuoi la carne, siate certi, è la risposta buona;<br />
2. i sughini da tirare su con il pane. Lo so che non è carne, ma c’entrano alla grande, abbiate fede…</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-carne.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1216" alt="blog carne" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/05/blog-carne.jpg" width="640" height="290" /></a><br />
Lo so che mi sto muovendo su un terreno scivoloso, che è questione di gusto e che, soprattutto, di gusto che evolve… Prendiamo le mie figlie: per anni sono state golosissime delle classiche fettine, più granitiche erano più erano felici, e ora mi trovo Laura che spesso e volentieri mi chiede una tartare!<br />
Francesco, invece, è rimasto fedele al suo gusto: secondo lui crudo e bello, quando divora una costata sembra Hannibal Lecter con la bocca grondante sangue, e si diverte da matti a prendermi in giro per i miei gusti così banalotti.<br />
Quale sia la cottura perfetta rimane per me assolutamente un mistero. Dipende: dal taglio, dalla qualità della carne, dalla ricetta (un arrosto e una grigliata sono due cose ben diverse)… Eppure, un elemento comune c’è: il sugo. Che si tratti di un fondo di cottura, di un condimento per scaloppine, di una mescolanza resa saporosissima dalla presenza di un qualche osso, be’, il sugo è un qualcosa di incantevole e, soprattutto, imperdibile, in caso di carne.<br />
Facciamo un sondaggio: che tipo di piatto di carne preferite? Cosa intendete voi con “cottura perfetta”?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Chi sa cos’è una salamandra?</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 14:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sono sempre chiesta: “Ma chi è che ha dato i nomi agli attrezzi da cucina?” Mi immagino un nominatore primigenio che, giunto alla frutta (e magari anche alla grappa), dopo aver dato nomi a pianeti, continenti, animali, piante, cibi e tutto il resto, si sia trovato di fronte questo ammasso di cose e abbia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono sempre chiesta: “Ma chi è che ha dato i nomi agli attrezzi da cucina?”<br />
Mi immagino un nominatore primigenio che, giunto alla frutta (e magari anche alla grappa), dopo aver dato nomi a pianeti, continenti, animali, piante, cibi e tutto il resto, si sia trovato di fronte questo ammasso di cose e abbia tirato un po’ a caso. Forse in casa sua cucinava la moglie…<br />
Per dire, “leccapentole”: una cosa che sa immediatamente di avanzi e magari anche di bruciato. E invece no: è quella spatolina con l’anima rigida rivestita di silicone o plastica morbida, perfetta per la pasticceria o la gelateria. Bisogna riconoscere che in questo caso l’anima pia che ha tentato di intervenire per cambiare il destino onomastico dell’oggetto c’è stata, peccato che siamo caduti dalla padella nella brace: da “leccapentole” a “marisa” oppure, ancora peggio, “tarocco”.<br />
Oddio, sempre meglio di “esattore”, che si porta dietro un certo crudele non so che. E in effetti di questo si tratta: è quella posatina sottilissima e lunga con un mini-cucchiaino a un’estremità (per estrarre il midollo) e una mini-forchettina all’altra (per estrarre la polpa dalle chele dei crostacei).<br />
Cose da buongustai, mi direte. Alta pasticceria, chele di crostacei…</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blog-strani-strumenti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1209" alt="blog strani strumenti" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blog-strani-strumenti.jpg" width="640" height="290" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi spunta lei, la “mandolina”. Che con il mandolino non ha nulla a che fare, né la forma né la musica: serve per tagliare le verdure a fettine sottili. Capisco che “fettinatrice” non abbia lo stesso misterioso fascino…<br />
Dev’essere che la nostra lingua è troppo ricca, mi dico. Poi però mi tornano in mente il “ragno” e la “salamandra”, che teoricamente sarebbero animali, ma anche no: il primo è una paletta utilizzata per raccogliere gli alimenti in fase di frittura (e ci sta, vista la trama della grata), la seconda è una sorta di grill che serve per dorare rapidamente le preparazioni (forse la salamandra ama grigliarsi al sole e io non lo so?).<br />
Tra tutti, però, devo ammettere che un nome ha per me un’origine molto chiara. Trattasi di quella ciotola di acciaio con il fondo ovale: ha una base apposita, ma chi si ricorda dov’è? Utile, persino gradevole da vedere ma innegabilmente “bastardella”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Godurie divanose</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 16:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[spotlight]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile, ho riscoperto Piero Pelù. Con quelle basette, quelle giacche di pelle, quelle borchie e quei capelli un po’ così mi era sempre sembrato più personaggio che persona, più smargiasso che altro, e invece… Invece sono schiava di The Voice, ecco la verità. E tengo proprio per lui. Con il programma è stato amore a [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile, ho riscoperto Piero Pelù. Con quelle basette, quelle giacche di pelle, quelle borchie e quei capelli un po’ così mi era sempre sembrato più personaggio che persona, più smargiasso che altro, e invece…<br />
Invece sono schiava di The Voice, ecco la verità. E tengo proprio per lui.<br />
Con il programma è stato amore a prima vista: i provini via web, le voci – potenti e bellissime, come piacciono a me –, una sorta di genuinità rispetto ad altri talent che mi sembrano più costruiti, e poi le sfide! Ebbene sì, le gare canore mi entusiasmano, soprattutto quando i vari vip evitano di litigare, come in questo caso, e quando i ragazzi sono bravi, come in questo caso.</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blog-the-voice.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1202" alt="blog the voice" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blog-the-voice.jpg" width="640" height="290" /></a></p>
<p>Francesco ha un atteggiamento ambivalente: subito mi ha guardato con tenerezza, poi, visto che mi appassionavo sempre di più, sdegnato, si infilava le cuffie e faceva altro al computer. Infine, negli ultimi tempi, ha ceduto anche lui (anche se non lo ammetterebbe mai): prima sbircia di sottecchi poi, quando è convinto che non me ne accorga, si toglie addirittura la cuffietta su uno degli orecchi, sul lato opposto a me, ovviamente, per ascoltare meglio. ☺<br />
Non ho ancora deciso con esattezza per chi fare il tifo, però ho deciso con esattezza che userò le prossime puntate per sperimentare in prima persona qualche combinazione di sofa food. Per la puntata di ieri ho preparato una fantasia di sfoglie e spianatine (ai carciofi e salame, alla luganega e stracchino, al pesto e ricotta, alle mele e speck, al pomodoro e mozzarella) e una quantità di sfilati con prosciutto arrotolato, cercasi idee per la prossima! Voi cosa mangiate quando vi regalate una cena sul divano?</p>
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		<title>Manine in pasta</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 16:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Deborah lavora con me, con Valentina e Laura condivido la quotidianità, ma insieme cuciniamo ormai in rare occasioni, e forse più per dovere che per la gioia di fare qualcosa di buono insieme. In giorni come questi mi prende una nostalgia canaglia dei pomeriggi passati tra donne in Calabria a fare la salsa di pomodoro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Deborah lavora con me, con Valentina e Laura condivido la quotidianità, ma insieme cuciniamo ormai in rare occasioni, e forse più per dovere che per la gioia di fare qualcosa di buono insieme.<br />
In giorni come questi mi prende una nostalgia canaglia dei pomeriggi passati tra donne in Calabria a fare la salsa di pomodoro o a cucinare il maiale o a infornare i biscotti per Natale. Partivamo da una massa indistinta (ed enorme) di ingredienti di base e saltava fuori cibo per un esercito impegnato in una campagna assai duratura. Fatiche indimenticabili, ma che bello: che bello stare tutte insieme, trascorrere tempo con altre donne, raccontare alle mie bimbe come si fa e insegnar loro a decorare.</p>
<p>Dovete sapere che per Pasqua, per esempio, le arruolavo tutte e tre per guarnire i dolcetti da regalare ad amici e parenti: loro si impegnavano tantissimo, forti dell’esperienza acquisita giocando a inventare forme e pupazzi con la pasta al sale. Erano brave (e lo sono ancora). A parte qualche incidente di percorso che bisogna mettere in conto, vista la giovane età… Una volta Deborah ha versato per errore il detersivo nel pentolone dove sua nonna stava facendo la ricotta. Risultato: addio al formaggio, benvenuta schiuma, tantissima, morbidissima, profumatissima schiuma. Abbiamo avuto per mesi il pentolone più pulito della Regione <img src='http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Insomma, tutto questo per dire che cucinare con le mie bimbe è una cosa che mi ha riempito di gioia e che adoro ancora fare (quando non hanno altro da fare, è chiaro)… Voi cucinate con i vostri figli? Che cosa preparate?</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130423-182643.jpg"><img class="alignnone size-full" alt="20130423-182643.jpg" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130423-182643.jpg" /></a></p>
<p>Qua sono con Laura e Deborah, manca Valentina, ma mi farò perdonare con una delle prossime foto tutte per lei <img src='http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Con cosa aperitivare, questo è il problema</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 15:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
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		<description><![CDATA[Non per ammorbarvi con l’aperitivo più di tanto, però stavo quasi pensando di organizzarne uno per celebrare il trasloco nella casa nuova, e dunque ho questo tarlo che ogni tanto, durante la giornata, si sveglia e mi dice: “Hai pensato a cosa potresti servire?” Be’, dal punto di vista culinario certamente mi piacerebbe preparare un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non per ammorbarvi con l’aperitivo più di tanto, però stavo quasi pensando di organizzarne uno per celebrare il trasloco nella casa nuova, e dunque ho questo tarlo che ogni tanto, durante la giornata, si sveglia e mi dice: “Hai pensato a cosa potresti servire?”<br />
Be’, dal punto di vista culinario certamente mi piacerebbe preparare un buffet enorme (sempre moderata nei sogni, eh?), dove ci sia quasi tutto, un po’ sulla falsariga della filosofia spagnola delle tapas: decine di assaggini, tutti sfiziosi e curatissimi e tutti diversi, dalla carne alle patate, dalle polpettine alle mousse, dal polpo ai crostini. Se c’è qualcosa per tutti gli ospiti possono scegliere, e non ci sono problemi se qualcuno è vegetariano, vegano o celiaco o se, più semplicemente, non sopporta un ingrediente specifico.</p>
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<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blogaperitivo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1180" alt="blogaperitivo" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blogaperitivo.jpg" width="640" height="290" /></a><br />
È una serata tutta da inventare, e vorrei differenziarmi dai classici locali per “ape” milanese, dove si trovano fritture ammorbidite dal tempo e pizzette tristi e insapori, che sono poi il principale motivo (a parte il tempo che non ho) per cui evito di aperitivare in centro. Deborah mi ha giurato che i posti non sono tutti così e che ce ne sono un paio dove porterà in esplorazione la sua anziana mammuzza, ma nell’attesa della gita continuo a sognare il mio mega-banchetto, protagonista di una serata che immagino cominci verso sera e finisca non troppo tardi.<br />
E vengo a quello che per me è un vero problema: i cocktail. Mai stata una grande bevitrice, anzi. In occasioni speciali brindo anch’io, è chiaro, ma non sopporto i cocktail pesantoni così in voga in questi anni. Quindi, a parte la piña colada (l’unica cosa che ogni tanto mi capita di bere prima dei pasti), avete qualche valido suggerimento per qualche cocktail adatto alla serata che non mi stenda gli ospiti dopo dieci minuti?</p>
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		<title>Stuzzicando</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 13:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Raduni e ritrovi]]></category>
		<category><![CDATA[spotlight]]></category>

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		<description><![CDATA[Stuzzichevolissimevolmente, la scuola di cucina Congusto, che ha la sede a pochi passi da Giallo, mi ha coinvolta insieme a Olivia e Marino e alcune blogger in un corso di cucina dedicato ai giornalisti che ha come tema l’aperitivo. In sostanza: volendo evitare le solite pizzette, i soliti gnocchini e le solite carotine tagliate sottili, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stuzzichevolissimevolmente, la scuola di cucina Congusto, che ha la sede a pochi passi da Giallo, mi ha coinvolta insieme a Olivia e Marino e alcune blogger in un corso di cucina dedicato ai giornalisti che ha come tema l’aperitivo.<br />
In sostanza: volendo evitare le solite pizzette, i soliti gnocchini e le solite carotine tagliate sottili, quali finger food mettere in tavola al momento dell’aperitivo? Come fare per mantenere un tocco di originalità, senza però appesantire troppo gli ospiti (che probabilmente dopo andranno a cena)?<br />
Pensa che ti ripensa, abbiamo deciso di buttarci su un gruppo di verdure insospettabili: a sentirle nominare viene quasi il latte alle ginocchia, ma con creatività e cura possono diventare dei veri e propri assi nella manica.</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150630.jpg"><img class="alignnone size-full" alt="20130417-150630.jpg" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150630.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150649.jpg"><img class="alignnone size-full" alt="20130417-150649.jpg" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150649.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150659.jpg"><img class="alignnone size-full" alt="20130417-150659.jpg" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/20130417-150659.jpg" /></a></p>
<p>Esempio pratico: il topinambur. Alzi la mano chi sa cos’è e come si cucina. Io l’ho scoperto di recente, è un tubero con sapore simile a quello del carciofo (ma senza spine). Trifolato, tagliuzzato, cubettato, disposto su sfoglie croccanti o crostini è uno <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Sfoglie-con-topinambur-trifolati.html">stuzzichino</a> straordinariamente saporito e appetitoso, il classico piatto che lascerà ammirati i vostri commensali, intenti, mentre lo gustano, a decifrarlo.<br />
Altri esempi: abbiamo preparato dei mini <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Involtini-di-verza-su-schiacciate.html">involtini di verza</a> accompagnati da una salsina fenomenale che li rende morbidi e sfiziosi, una <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Sfoglie-classiche-con-purea-di-fave.html">purea di fave</a> da unire con una fettina di prosciutto crudo e degli sfilati e, infine, una <a href="http://ricette.giallozafferano.it/Vellutata-di-cavolfiore.html">vellutata di cavolfiore</a> da servire in cocotte monoporzione con cipolle caramellate e cubetti di pancetta.<br />
Voi che cosa servite per l’aperitivo? Quali sono i vostri insospettabili?</p>
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		<title>Se li conosci NON li eviti: pane e lievito madre</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 11:32:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>soniagz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dietro le quinte]]></category>
		<category><![CDATA[spotlight]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai penso al pane tutto il giorno e me lo sogno anche di notte… Prossima sfida: per la serie “madeleine”, il pane di segale. Ho passato l’infanzia a sbocconcellarlo, tagliarlo, spalmarlo di marmellata, accompagnarlo con tutto quello che può venirvi in mente di affumicato e di croccante (come lo speck appena bruciacchiato, da ribalto!), ed [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai penso al pane tutto il giorno e me lo sogno anche di notte…<br />
Prossima sfida: per la serie “madeleine”, il pane di segale. Ho passato l’infanzia a sbocconcellarlo, tagliarlo, spalmarlo di marmellata, accompagnarlo con tutto quello che può venirvi in mente di affumicato e di croccante (come lo speck appena bruciacchiato, da ribalto!), ed è giunto il momento di riappropriarmi della tradizione familiare.<br />
Mia nonna lo faceva buonissimo: né troppo duro né troppo morbido, sodo ma friabile. Fasciato in un burazzo, rimaneva buono per giorni interi. Talvolta lo aromatizzava con semini di girasole o di sesamo e papavero, così oltre che prelibato diventava anche bello da vedere.</p>
<p><a href="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blogpanedisegale.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1167" alt="blogpanedisegale" src="http://blog.giallozafferano.it/soniagz/wp-content/uploads/2013/04/blogpanedisegale.jpg" width="640" height="290" /></a><br />
Continuo a produrmi in pane bianco come se fossi un forno a legna ma la mia mente è già lanciatissima alla ricerca del segreto per il pane nero perfetto. Ora che ci penso si potrebbe anche provare a prepararlo con il lievito madre, però integrale ☺ Mai fatto neanche questo, naturalmente, ma ormai dal turbine della panificazione dubito che uscirò a breve (e comunque non prima di aver smaltito almeno parte dei mucchi di farina giganti che occupano tre quarti della redazione…)<br />
E dunque, vi domando: mai provato il lievito madre integrale? Che starter avete usato? Acqua naturale o acqua frizzante?<br />
Francesco probabilmente mi ucciderà visto che decido di gettarmi in una nuova devastante dipendenza da lievito madre appena prima di traslocare… Quasi sicuramente passerò le giornate dedicate alla movimentazione degli scatoloni con in braccio i barattoli, per “salvarli” dalla sua furia svuotatrice, a meno che qualcuno non si offra di fargli da baby sitter: volontari?</p>
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