Qualche tempo fa si è presentata alla nostra porta Simona, con un trolley e un beauty case.
L’ho guardata di sguincio dalla cucina, sporgendomi appena un millimetro per studiarla prima di avvicinarmi. Nonostante i tatuaggi e il piercing in zona mandibolare sembrava una viaggiatrice d’altri tempi, di quelle capaci di stupirsi e di perdersi per ore di fronte a un paesaggio, un’immagine, un’idea. Mi è piaciuta subito, così sono uscita dal mio guscio e sono andata a stringerle la mano piena di anelli e braccialetti, che hanno fatto «tin tin».
Simona sarebbe stata la mia truccatrice in quella giornata di fotografie per la copertina. Dopo tre figlie, le video-ricette, le partecipazioni in tv, le pubblicità, i contest, i raduni e il libro, tutto mi sarei aspettata fuorché di vivere un’esperienza del genere.
L’hanno chiamato così, «shooting», come se fosse un servizio di moda. La sola parola mi incuteva un terrore tale che avevo passato la serata precedente a fare una sfilatina davanti allo specchio della durata di alcune ore, indossando abiti di ogni genere, dal tubino bordato di paillettes all’abito estivo d’organza (in novembre, perfetto…), dalla camicetta easy alla maglietta aderente e coloratissima. Ovviamente alla fine ho concluso che non avevo niente da mettermi, così, per non sbagliare, ho portato tutto in redazione. Dove Simona, pazientemente, mi ha aiutato a creare un’immagine che mi assomigliasse e non mi facesse sembrare la signora che nelle pubblicità stira in camicia di seta. Be’, alla fine mi sentivo carina, mi sentivo io, pronta per la macchina fotografica.
Mauro e gli altri, mentre Simona cercava di domare la mia nevrosi, hanno cercato di dar vita a un setting adatto, spostando e mettendo oggetti, cibi, computer, piante e verdure in cucina. Quando l’ho vista sembrava che fossero passati gli Incredibili: tutto perfetto, tutto pulito, tutto ordinato e colorato. Come vorrei che fosse sempre, peraltro.
Mi sono posizionata dietro il bancone e lì è cominciata la tortura: Mauro mi dava indicazioni da fotomodella tipo «sorridi», «divertiti», «Sonia vai benissimo». Sarà… Quando ormai avevo la faccia in paresi a forza di fingere di sorridere, Deborah è entrata a sbirciare ed è scoppiata a ridere, io dietro perché mi sono vista con i suoi occhi, Mauro ha gettato tutte le foto e abbiamo ricominciato da capo. Qualche cambio d’abito e poi è nata lei, la foto perfetta, quella che mi ha fatto pensare: «Non può essere che lei la mia copertina». Che ne dite?






E’ bellissima, solare come lo sei tu. Se il contenuto del libro è bello come la copertina sarà un successo
Te l’ha mai detto nessuno che sei fotogenica?
simpaticissimi quegli orecchini, ti stanno benissimo
)))))))))
sei tu
non potevi fare scelta migliore!
Sei carina, simpatica, brava, magra (inviiiidiaa…): ti basta essere te stessa per essere perfetta! E, comunque, hai scelto bene. In bocca al lupo!
E’ una copertina molto bella…e devo dire che sei cambiata tantissimo da quando facevi la reclame del philadelphia in televisione…ciao e sincere congratulazioni come ti meriti
Non poteva venir meglio!
Tra 12giorni ritiro la mia copia sperando che becchi quella autografata, altrimenti sarò costretto a venir su per farla autografare.
Lo faresti vero?