Stria – La focaccia delle streghe

   

E’ una focaccia tipica emiliana, di origine contadina, preparata sin dalla notte dei tempi. Ognuno la cucina un po’ alla sua maniera….


Qui da noi c’è il modo di dire : Tè propria ‘na stria ! (sei proprio una strega!) per apostrofare in genere scherzosamente chi riesce a risolvere alla svelta problemi di varia natura.
C’è un forno in città che la fa in modo divino, e naturalmente non scuce la ricetta neanche a piangere.
La mia comunque è più buona …hi hi.. !! perché frutto di un attento studio e attenzione. (…non è vero !!)
Premetto che non adoro particolarmente impastare ( lo faccio fare al ken e mi dà fastidio pure il rumore..) ma siccome sono in dieta e ho voglia di qualchecosina di “liffo” , posso sostituire il pane con 40 gr di questa focaccia,– che deve risultare abbastanza secca quindi pesare poco……. 

Se poi non mangio pane per tutto il giorno posso fare anche 80 gr : se mi fiacco (son 4 giorni che mangio niente subito e il resto poco per volta…) me ne mangio un bel pessettino e poi me ne dimentico…..stanotte… 
La stria è abbastanza simile alla focaccia genovese, ma cambia di gusto e consistenza : deve risultare di un color giallino pallido, il più somigliante possibile alla pelle delle streghe (.. che si presume debba esser proprio così.. !!). Nelle città vicine mettono in superficie (o in mezzo) la pancetta, che indubbiamente dà gusto e sapore a questa già “libidinosa focaccia”………. Io no eh !!
  Altri ancora mettono sopra un po’ di sale grosso in ordine sparso….o pezzettini di lardo triturato……
  
 Ricetta tratta da “La cucina contadina reggiana” di  G. Bagnoli. – Collezioni reggiane
 
 
 Offriamo questa ricetta con pasta lievitata, ma che si potrà anche preparare senza lievito per assaporarne il gusto antico. Il suo segreto, comunque, sta nella cenere e nella lenta cottura sulla diretta pietra del focolare, che ben pochi potrebbero ripetere oggi.  
Ingredienti :  
 500 gr di farina bianca 0
50 gr di strutto di maiale
2 cucchiai di olio d’oliva
mezzo bicchiere di latte
mezzo bicchiere di acqua frizzante
25 gr di lievito di birra – 1 cubetto
1 cucchiaino di sale fino  

  Ho dimezzato le dosi e impastato con il kenwood . Con il latte ho stemperato il lievito di birra : ne ho utilizzato meno di mezzo cubetto, unendo un pizzico di (malto o ) zucchero.  

  Ho messo a lievitare 2 ore in luogo tiepido (dentro al forno spento ma portato precedentemente a 30 gradi),

  

poi ho steso la pasta aiutandomi con le mani unte di olio.

   

  Lasciato lì ancora per 30 -40 minuti

 poi cotto in forno a 240 ° per mezz’oretta, quaranta minuti. La vera stria deve risultare di un bel colore biondo chiaro : siccome a noi piace ben cotta, l’ho lasciata più in forno..

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Ricette tipiche reggiane. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Stria – La focaccia delle streghe

  1. Giorgio Rinaldi scrive:

    Che tu sappia, il termine LIFFO è usato anche nel Parmense o in Lombardia?

  2. sioranadia scrive:

    Il termine “liffo” significa goloso, ed è utilizzato molto nel parmense (infatti io sono nata a Parma e vivo a Reggio Emilia) e anche qui in Emilia : in Lombardia non so !
    ciao !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.