AMC : Coscette di pollo alla birra

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Adoro le cosce di pollo : le cucino spesso e non mi stancano mai.

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AMC – Pollo arrosto

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Polpettone al forno (di carne avanzata)

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     Passato un buon Natale ? Io e la mia famiglia ci siamo abbuffati a più non posso, e in attesa della classica dieta post festiva del 2017,  siamo in partenza per Andalo : festeggiamo i 39 anni di matrimonio  e la mia pensione : è la prima volta che non discuto per le ferie.   😉

     In attesa devo smaltire residui di cibo che non mi sento di buttare : il polpettone è il classico riciclo di noi nonne che viene sempre buonissimo, e mai uguale perchè in genere si utilizza la carne lessa in diverse proporzioni, e anche qualche fettina di arrosto che nessuno vuole più : nel mio caso coniglio, faraona, manzo, cappone …….

     Qui nel mio sito potete trovare anche diverse ricette di polpette, sempre buone e mai fuori moda …..

Ingredienti : circa 400 gr di carne passata al tritacarne, 300 gr di pane raffermo ricoperto di mezzo litro di latte e poi strizzato ben bene, sbriciolato e unito alla carne, 100 gr di prosciutto cotto e 200 gr di mozzarella tagliati a dadini, 130 gr di parmigiano reggiano, 1 spicchio di aglio tritato finemente, 1 ciuffo di prezzemolo, 3 uova, 2 albumi, farina, pangrattato, olio extra vergine di oliva, sale, pepe. Se piace : 2 cucchiai di uvetta, 40 gr pinoli.

Le foto di questa ricetta sono esattamente la metà degli ingredienti su elencati

da "Ricette della nonna" - Giunti  Demetra

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Ecco qua la carne passata al tritacarne ed i diversi passaggi

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Lasciare ammollare l’uvetta in acqua tiepida almeno mezz’ora e unirla all’impasto. Per legare il tutto utilizzare le uova e un albume, mescolando bene con le mani. Nel caso sia troppo morbido indurire con un po’ di pangrattato.

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Mozzarella e prosciutto a dadini, che servono per farcire. (io non ho messo uvetta e pinoli)

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Prendete la carta  da forno e metterci il polpettone, arrotolandolo e sagomandolo  : bisogna appiattirlo , mettere il ripieno al centro, e richiuderlo. Passarlo poi nella farina, lisciandolo bene.

Montare a neve l’albume rimasto e spennellare la superficie, in modo che possa crearsi una bella crosticina dorata.

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Scaldare il forno a 180° e inserire la teglia antiaderente (se l’avete, quella da plum cake) e cuocere circa mezz’oretta. Si può servire sia caldo che freddo : in quest’ultimo caso le fette non si sbricioleranno. Io l’ho lasciato raffreddare, tagliato a fette e riscaldato 5 minuti. Ho anche messo nella teglia, prima di metterlo a cuocere in forno,  un goccino di brodo in modo che  non si secchi troppo.

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Tortelli emiliani della Vigilia

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Tradizionalmente la Vigilia di Natale è nel cuore della mia famiglia uno dei momenti più importanti dell’anno : ci si ritrova tutti intorno al tavolo per trascorrere una serata serena godendo della  reciproca compagnia. Approfittiamo quindi della serata tranquilla e ci consoliamo piacevolmente davanti al televisore : un buon panettone prima di mezzanotte ci addolcisce il palato in attesa della mattinata di festa ; non mangiamo carne ma abbondiamo poi con tutto il resto. . I tortelli li cucino con le classiche verdure verdi dell’orto, ricotta e besciamella. Tanti anni fa nonna raccontava che in città la ricotta non era alla portata di tutti e costava cara, venendo sostituta con successo dalla besciamella, che era chiamata “la ricotta dei poveri”. Ora che i tempi sono “meno grami”, (o per lo meno sembrano…) metto tutti e due gli ingredienti, sia i ricchi che i poveri. Nel ripieno non andrebbe utilizzato il lardo che è di origine animale, ma da sempre qui dalle nostre parti,  lo si mette anche la Vigilia di Natale : il burro è sempre stato un alimento da ricchi, mentre nelle nostre campagne il lardo lo si poteva trovare facilmente. I contadini dicevano che “senz’altro il Cielo non se ne sarebbe avuto a male” per una piccola trasgressione momentanea….

Ingredienti per 6 persone   : 250 gr di spinaci, 250 gr di bietole (congelate) lessate e tritate finemente, 1 cipolla bionda, 1 spicchio piccolo di aglio, 300 gr di ricotta, 1 tazza di formaggio parmigiano reggiano grattugiato, 1 uovo, 1 bicchiere grande di besciamella cucinata con un bicchiere di latte, 1 cucchiaino di olio, 1 cucchiaio di farina, 1 cucchiaino di burro, sale, pizzico di noce moscata.  Una sfoglia : 450 gr di farina 0 più 50 gr di farina di semola di grano duro, 5 gocce di olio, 5 uova.

Besciamella senza grumi

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Si inizia facendo sfrigolare la cipolla e l’aglio sminuzzati in un po’ di lardo (o burro) senza lasciarla soffriggere troppo

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si aggiungono le verdure

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la besciamella e si lascia raffreddare bene.

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Amalgamare la ricotta,  1 uovo e il formaggio

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procedendo poi alla confezionatura dei tortelli

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Siccome sono un po’ stanca… 😉  mi venivano di dimensione extra large, che poi non sono molto eleganti : per ovviare ho preferito adottare gli stampini….

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buoni… buoni…buoni

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Tortellini dolci di Natale reggiani

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Eccoci qua. Dopo tanti natali non riesco a smettere di sperimentare e cucinare gli squisiti tortellini delle feste. Questa è la quinta versione che trovate sul mio blog : la ricetta l’ho scovata dal mitico ricettario del 1987 (ora introvabile)

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Le dosi degli ingredienti sono indubbiamente abbondanti : presumo che la ricetta provenga da un forno – pasticceria. Io ne ho fatto la quarta parte e confezionato 30 tortellini : ciò che basta, alla famiglia per saziarsi e mantenere la tradizione.

Ingredienti : farina kg 1 (io ho utilizzato la 00), 300 gr di zucchero, 6 uova, la buccia grattugiata di un limone, una presa di sale, 3 bicchierini di sassolino (se non lo avete va bene lo Strega o il rum per dolci),  100 gr di burro, 2 bustine lievito per dolci, strutto per friggere, zucchero a velo per guarnire.  Tradizionalmente il ripieno è il pesto di castagne e cioccolato : io ho fatto la crema pasticcera. Per friggere : strutto. Io ne ho utilizzato mezzo kg. Strutto abbondante, pochi per volta,  in modo che i tortellini galleggino, non diventano untuosi ma perfettamente gustosi e friabili : Importante è anche friggere in un pentolino di acciaio . (Alternativa olio di arachide)

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Impastare bene tutti gli ingredienti come per una normale pastafrolla, lasciandola  riposare per almeno 2 ore prima di spianarla sino allo spessore voluto

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Procedere come per i tortelli : per fare la forma tonta a mezzaluna ho utilizzato un bicchiere.

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Provateci : buoni….buoni….buoni…Uno tira l’altro !!!

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Cappellacci d’erbetta

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     Erbette e bietole …tutte quelle che avete. La mia amica Rosy me ne ha regalato una sporta. La differenza tra le due è che le bietole hanno le foglie lunghe e grandi, le erbette sono più piccole, tenere e morbide. Le brave cuoche tolgono le foglie dal gambo delle bietole, che risulta un po’ duro da lessare.  Cucinano il gambo da solo passandolo nel burro, formaggio e un pizzico di sale : ottimo anche al forno. C’è anche chi lo butta, non riuscendo a proporlo adeguatamente.

     Io utilizzo tutto per fare cappellacci o tortelli e vi assicuro che è una cosa paradisiaca….    I prodotti della nostra terra vanno utilizzati tutti e gustati sino all’ ultima foglia o gambo che sia    😉   …..

     Mitici tortellacci o cappellacci d’erbetta ! Tipici della pianura padana, in particolare di Parma, anche questi sono il vanto della cucina emiliana. La ricetta  vuole le biete-erbette lessate , triturate bene, arricchite a volte con spinaci, amalgamate con una buona ricotta, noce moscata, sale, parmigiano-reggiano  : a tutti questi ingredienti io aggiungo un semplice , breve soffritto di cipolla, che ne esalta indubbiamente  gusto e aroma. E’ una ricetta con gli ingredienti “a occhio” : c’è chi mette più ricotta, c’è chi mette più erbette : in ogni caso è sempre un successo. Assaggiate il ripieno e calibrate gli ingredienti a vostro gusto e piacere : se mettete più erbette li chiamerete cappellacci d’erbetta, se mettete più ricotta, arricchite con prezzemolo tritato e chiamateli cappellacci alla ricotta….Le meno esperte di pasta ripiena si troveranno all’inizio un po’ in difficoltà, ma vi assicuro che poi ci prenderete la mano … W la fantasia !  I miei tortelli, cappellacci non sono mai uguali e tutte le volte hanno un gusto leggermente diverso : quando ho pochi ingredienti a portata di mano, aggiungo una bella salciccia fatta precedentemente rosolare e triturare …..

Ingredienti : biete e erbette, 1 cipolla bionda grande sminuzzata, 3-4 cucchiai di olio di oliva , 2 noci di burro, 1 spicchio di aglio, noce moscata, sale, ricotta buona in quantità “calcolata” : se le verdure sono mezzo kg, metto anche mezzo kg di ricotta. A volte anche meno : dipende da quello che ho in casa. Occhio alla ricotta : assaggiatela. L’ultima volta l’ho buttata : non sapeva di nulla.. o meglio : non ho mai assaggiato il cartone, ma quella ne aveva il gusto. Stessa cosa a volte capita con le salcicce : non sanno di niente. Ho già scartato 2-3 supermercati che hanno carne non carne : chissà da dove viene.  Poi se l’alimento non è saporito la colpa la prende chi cucina…   🙁

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Avendo le unità di cottura AMC ho lessato tutto senz’acqua, o meglio con le erbette bagnate : ho cotto il tutto mezz’ora, visto che i gambi sono più lenti da cuocere, lasciato raffreddare e triturato il tutto.

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in un goccino di olio d’oliva e una noce di burro

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ho soffritto per 3-4 minuti la cipolla con uno spicchio di aglio, che ho tolto

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prima di aggiungere il trito di verdura

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Mescolato bene, aggiunto la noce moscata,

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la ricotta : c’è chi consiglia di setacciarla… No, a noi piace vedere e sentire il suo gusto.

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Con il Ken ho impastato mezzo kg di farina e 5 uova, tirato la pasta e appoggiato il ripieno

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3 bei vassoi di cappellacci che ho messo ad asciugare in forno ventilato freddo mezzo aperto, in modo da far circolare l’aria

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Come al solito a casa mia ci sono i ladri…..  😉

Tortellacci verdi con pancetta

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