Cucina Toscana un vero e proprio paradiso per i golosi di tutto il mondo.

La cucina italiana si è sviluppata attraverso secoli di cambiamenti politici e sociali, con radici che risalgono al IV secolo a.C.

La cucina italiana stessa è stata influenzata dalla cucina dell’antica Grecia, dell’antica Roma, bizantina, ebraica e araba e normanna. Importanti mutamenti si ebbero con la scoperta del Nuovo Mondo e l’introduzione di nuovi ingredienti. Patate, pomodori, peperoni e il mais, ora fondamentali nella cucina furono introdotti in quantità solo nel XVIII secolo.

La Cucina Toscana.

Una caratteristica della cucina toscana per eccellenza è l’uso di carni bianche e di selvaggina.

I prodotti dell’aia del podere costituiscono da sempre il menu delle grandi feste.

Il maiale anch’esso è molto usato. Basti pensare al famoso salame toscano, al prosciutto conservato sotto sale,al lardo di Colonnata alle salsicce. Anche ai prodotti particolari come il buristo anch’esso frutto dell’ingegnosità della povera gente.

Il meglio della cucina toscana

La cucina tipica toscana comprende piatti genuini e saporiti , di origine antica fatti con ingredienti semplici e facilmente reperibili.

Il maiale.

Le famiglie dei ceti medio e basso si recano presso contadini, conoscenti o parenti per ravversare il maiale secondo la tradizione. Il maiale, un castrone dai 180 ai 220 chili, viene macellato per avere una scorta di viveri per tutto l’inverno e parte della primavera. Questo perché nella cucina toscana, le carni selezionate e trattate con sale pepe e altre spezie vengono conservate appese ad un gancio in ambienti freschi e asciutti.

In questo modo vengono stagionati:
Prosciutto toscano
Salame toscano
Salciccia da serbo
Pancetta, la pancetta stesa è detta anche Alano e Rigatino
Capocollo
Finocchiona

Come costume la cucina toscana cerca di utilizzare il massimo senza buttare via niente del maiale. Le budella per esempio venivano rovesciate e pulite per metterci gli insaccati. Oggi vengono utilizzate per gli insaccati pellicole per alimenti così come le troviamo comunemente in commercio. Non tutte le parti però possono essere conservate. Di conseguenza devono essere mangiate subito nei primi giorni dopo aver ravversato il maiale.

Alcune di queste costituiscono per gli appassionati, delle vere e proprie ghiottonerie come:

Fegatelli con la rete
Buristo

La cinta senese è una razza suina allevata allo stato brado e semibrado su gran parte del territorio della provincia di Siena, nella parte meridionale della provincia di Firenze e in quella settentrionale della provincia di Grosseto.

La razza è riconoscibile dalla caratteristica banda attorno al collo differenziandosi nettamente dal restante colore.

Sono considerati eccellenti i salumi di cinta senese, prosciutto in primis, ma anche la carne, sotto forma di bistecca o di ragù, e il lardo. In generale, i prodotti di cinta senese sono considerati di nicchia.

Leggi anche: I secondi piatti veloci sono una valida alternativa a piatti più elaborati.

Il manzo.

La chianina e la maremmana sono tipi di carne bovina ottenuti dai rispettivi capi che vengono allevati allo stato brado o semibrado, rispettivamente nella Val di Chiana e nella Maremma.

Considerate entrambe di eccellente qualità, pur con caratteristiche diverse dovute ai distinti territori in cui pascolano, si prestano bene per la bistecca alla fiorentina, ove però viene percepita la maggiore sapidità naturale della carne maremmana rispetto alla chianina: per questa ragione, mentre la chianina viene preferita per la classica bistecca, la maremmana viene maggiormente utilizzata nella preparazione di spezzatini e brasati.

Una ricetta, la trippa alla fiorentina, vede l’utilizzo delle interiora di bovino adulto nella preparazione di uno dei più noti secondi piatti tipici di Firenze. La trippa viene usata anche nella preparazione di altre ricette che si differenziano a livello locale.

Altrettanto conosciuta è la specialità del lampredotto.

Fegato, lingua e cervello.

Seppur prive di ricette famose, anche il fegato, la lingua e il cervello sono sempre stati alla base di secondi piatti di carne bovina.

Mentre il fegato è tuttora relativamente utilizzato, lingua e cervello hanno riscontrato il loro maggiore successo nei decenni passati, con il secondo che veniva cotto principalmente mediante la frittura.

Uno dei piatti tipici è sicuramente il cervello alla fiorentina.

La cacciagione.

La cacciagione è molto apprezzata nella cucina toscana: quasi sempre presente in osterie e ristorazioni tradizionali dell’interno, è onnipresente nell’aretino e nel grossetano orientale a causa dell’elevata presenza di cinghiali. In contesti familiari viene riservata ad occasioni importanti, solitamente procurata da parenti cacciatori, e viene utilizzata nella preparazione di primi (pappardelle al cinghiale, o al ragù di selvaggina mista) secondi (cinghiale e lepre in umido, in forno o al tegame) e piatti unici (spezzatino, di solito “alla cacciatora”: in umido con pomodoro e peperoncino).

Piatti tipici da ristorante sono invece bistecche di cinghiale, e cinghiale in dolceforte (con cioccolato fondente) oltre ai relativi salumi; fagiano (che ormai viene più allevato che cacciato) di solito arrosto; i vari ragù di lepre, daino, e capriolo. Il piccione o il colombo sono consumati sempre più raramente, e così l’istrice.

Secondi piatti di selvaggina

 

2 thoughts on “Cucina Toscana un vero e proprio paradiso per i golosi di tutto il mondo.

  1. La Cucina Toscana è una delle più antiche tra le cucine regionali italiane.