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La bella della Daunia DOP

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Prodotto DOP

Reg. CE n. 1904 del 07.09.2000

Pubblicato sulla GUCE L. 228 del 08.09.2000

Reg. CE n. 1067 del 06.11.2009

Pubblicato sulla GUCE L. 291 del 07.11.2009

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In virtù del prestigioso riconoscimento DOP, l’oliva la Bella della Daunia è oggi, a pieno titolo, annoverata fra i prodotti pregiati che offrono ai consumatori una serie di garanzie sull’origine e sul metodo di produzione.

E’ un prodotto che ha conquistato tutti i mercati nazionali ed internazionali, facendo conoscere il nostro territorio.

Vi sono diverse teorie sull’introduzione di questa oliva:

  • secondo alcuni è stata introdotta dalla Spagna prima del 1400, nel periodo aragonese;

  • oppure portata sempre dagli spagnoli, che dilagarono nell’Italia Meridionale dopo che l’esercito capeggiato da Consalvo da Cordova, il 28 aprile del 1503, proprio sotto le mura di Cerignola si pensa nell’attuale zona del centro storico denominata Tomba dei Galli, sconfisse quello francese comandato da Louis d’Armagnac duca di Nemours che vi trovò anche la morte;

  • secondo altri è probabile che la drupa pugliese abbia origine dalle olive “orchites” dei romani, e che le truppe di Roma erano solito portarsi dietro nei loro lunghi spostamenti.

    Sicuramente all’inizio era trasformata più per soddisfare le esigenze di famiglia che per fini commerciali.

    Tuttavia, non essendo mai stata presente tra le cultivar indigene della penisola iberica, può essere considerata una varietà autoctona dell’agro di Cerignola nel Tavoliere delle Puglie.

    La presenza spagnola probabilmente incrementò l’utilizzo dell’oliva anche come consumo immediato, non solo per produrre olio; e forse questi ai contadini pugliesi fecero conoscere il un processo di conservazione all’epoca più moderno, il sistema sivigliano.

 Nel 1930 è stata ritenuta da una commissione tecnica preposta per l’individuazione delle migliori cultivar da mensa italiane tra le più pregevoli e adatte alla produzione di olive verdi.

    Già alla fine dell’ottocento si hanno notizie di olive, conciate nella zona di Cerignola, inviate nella parte occidentale degli Stati Uniti di America (diventato uno dei maggiori mercati) nei caratteristici barili di legno “Vascidd”, di capacità variabile dai 50 a 100 Kg e ancor più nei cosiddetti “Cugnett” tipici recipienti di legno di forma troncoconica da 5-10 Kg per la fornitura spicciola a carattere quasi casalingo e familiare.

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Caratteristiche

    Molto simili alle susine, quelle più pregiate hanno forma allungata ma belle panciute, con peso da 11 fino a 18 grammi, resistenti alle manipolazioni e alla conservazione.

    E’ apprezzata per la pezzatura delle drupe, ed anche per la qualità della polpa, dopo le selezioni clonali, che risulta croccante ma non dura, poco fibrosa e di più facile distacco dal nocciolo.

    Dalla varietà “Oliva di Cerignola”, diffusa nel Tavoliere delle Puglie, in seguito ad una mutazione genetica naturale e attraverso una costante ed accurata selezione clonale iniziata dagli stessi coltivatori e continuata dai vivaisti locali, si è ottenuto un clone migliorativo con affinità genetica simile alla cultivar originaria e con caratteristiche merceologiche superiori e con un più alto rapporto polpa-nocciolo. La nuova cultivar è denominata “Bella di Cerignola”

    Negli ultimi anni vi è stato un incremento delle superfici coltivate, a fine anni novanta erano circa 1.000 ha, a fine millennio si è raddoppiata la superficie passando a circa 2.000 ha. Attualmente sono coltivati circa 2.500 ha di cui 300 non ancora in produzione, 85-90% della superficie è ubicata nell’agro di Cerignola.

    La produzione è di 100.000 q.li con rese unitarie prossime ai 50 q.li per ha, molti impianti non sono ancora alla loro massima potenzialità perché giovani. Le lavorazioni attuate sono per il 90% quella con metodo Sivigliano per olive verdi e per il 10% quella con metodo Californiano per le nere.

Le olive vengono commercializzate in base alla pezzatura con le seguenti sigle:

Sigla
N. Olive per Kg.
% sul totale
3G
< 70
10
2G
70 ÷ 90
40
G
90 ÷ 110
35
GM
110 ÷130
10
GP
> 130
5
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Coltivazione

    I sesti di impianto di olive “Bella della Daunia DOP” raggiungono un numero massimo di 420 piante per ettaro e sono sottoposte a potatura annuale.

    La raccolta avviene dalla pianta: le olive verdi vengono raccolte dal 1° ottobre al 20 novembre, nel momento in cui inizia a variare la gradazione del verde della pellicola, da verde foglia a verde paglierino con lenticelle evidenti. Le olive nere, invece, vengono raccolte dal 25 ottobre al 10 dicembre, quando presentano una colorazione rosso-vinoso.

     Per evitare il contatto delle olive con il terreno vengono usati dei teli. L’irrigazione deve terminare 10/15 giorni prima della raccolta per non danneggiare le drupe (ammaccature) che risultano troppo turgide e delicate.

    Il trasporto viene fatto in modo idoneo per evitare danni al frutto. A tal fine sono impiegate idonee cassette di plastica.

    La produzione può raggiungere i 110-120 q.li/ha (max 150 nel disciplinare della DOP), con alte produzioni la pezzatura si sposta verso le dimensioni minori.

(Fonti della descrizione: Agricola Pavoncelli)

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