Patate sfoglia, irresistibili anche in estate

Ecco, è tornato il caldo e io sono di nuovo in crisi su cosa cucinare. Forno no, fornelli nemmeno, e ho esaurito le idee a fiamma spenta.

Uno dei piatti più buoni che ci siano, che ti fa dimenticare (quasi) il caldo!

L’unica soluzione, quando arriviamo ai minimi storici di voglia e impegno è buttarsi su un piatto così invitante, così buono, che ti faccia (quasi) dimenticare che sei in cucina davanti ai fuochi accesi. E il mio piatto jolly sono le patate fritte, anzi le patate sfoglia, irresistibili anche in estate, anche perché le ho lasciate andare in padella da sole, mentre io mi sono tenuta lontana dalla zona “rossa” calda per limitarmi a brevi incursioni necessarie ad un controllo della situazione e a provvedere ad eventuali “rimescolamenti”.

Dato che questa volta mi sono riuscite particolarmente croccanti, vi vado a descrivere l’esatto procedimento, anche perché tra qualche giorno potrei (anzi sicuro) essermelo già dimenticato 🙂 

 

  1. Primo problema: lo spessore. Ho tagliato circa 5 patate medie con la mandolina a spessore 2 (saranno 2-3 millimetri). Più sottili si bruciano e si appiccicano da morire in cottura; più spesse ci mettono una vita a cuocersi…
  2. Seconda problematica: fornello, fuoco e padella. Rispettivamente ho usato il mio fornello più grande, fuoco prima al massimo per raggiungere la temperatura, poi a metà, e padella grande (28 cm credo), riempita d’olio più o meno a metà.
  3. Terza questione: quando e come “gettarle” nell’olio.Con uno stecchino o una patatina che si sacrifichi per il bene delle altre, aspetto che l’olio raggiunga la temperatura iniziando a formare tante bollicine tutto intorno, quindi metto le patate…una per una. Sì sembra un lavoro da carcerato, però non è così lungo e contribuisce a non farle appiccicare come quando le buttavo a manciate :D. Io ho fritto in due volte, perché le patate devono – più o meno – essere ricoperte d’olio.

    Riuscire a superare tutti i momenti critici per me vuol dire anche avere qualche botta di fortuna!
  4. Quarto e più grande dilemma: quando girarle? Di solito resto lì a guardarle friggere con aria ebete, un po’ come quando aspetto che l’acqua della pasta arrivi a bollore…e alla fine non resisto e le giro, troppo presto. Invece, sarà complice il caldo e il fatto che me ne sono proprio andata dalla cucina, le ho lasciate lì da sole per almeno 8-10 minuti, e a quel punto le ho girate. Sono già un po’ croccanti quindi non si spappolano e se – sicuro – si sono un po’ attaccate tra loro, basta colpirle violentemente con la schiumarola (ah ah, no magari violentemente no, giusto con un po’ di decisione) e si dividono. Se non si dividono niente panico! Si divideranno dopo, direttamente nel piatto!
  5. Ultimo momento critico: come assorbire l’olio? Prima usavo delle insalatiere ma il risultato non era molto buono, perché le patate erano troppo vicine e si…ammollavano. Quindi ho scoperto che è meglio un piatto molto largo, sempre ovviamente ricoperto di carta assorbente. Le mettete sopra la carta cercando di distribuirle il più possibile e dopo qualche minuto tamponate con altra carta. Salate e via!

 

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