Il Pangiallo, ricetta natalizia dei castelli romani

Il Pangiallo è da diversi anni ormai un classico che mia madre produce in quantità industriali per amici e parenti, quindi lascio a lei l’onore (e l’onere) di descrivervi tutta la ricetta ;).pangiallo, ricetta natalizia con miele e frutta secca
“Il Pangiallo è un dolce che si mangia  in occasione delle feste natalizie a Colonna (Roma), paese dove è nata la mia mamma e in cui io, da bambina, trascorrevo il Natale insieme a nonni, zii e cugini divertendomi un sacco. All’epoca non mi interessava molto la ricetta, anche perché pensavo fosse decisamente difficile. Poi, un po’ di anni fa, ho voluto provare a farlo andando a memoria; non so quindi se gli ingredienti e soprattutto le dosi sono proprio quelle originali, ma vi assicuro che viene buono, e nemmeno così difficile come pensavo.

Per 5 pangialli basta mescolare:

  • 1 kg di Miele (io ho scelto quello di eucalipto data la stagione)
  • 200 gr di noci tagliate almeno in quattro
  • 300 gr di mandorle intere
  • 300 gr di nocciole intere
  • 150 gr di pinoli
  • 200 gr di uva sultanina precedentemente ammorbidita nell’acqua tiepida e strizzata (abbiamo usato l’uva di Pavone)
  • 220 gr circa di farina
  • 4 cucchiai di cacao amaro

pangiallo, ricetta natalizia con miele e frutta seccaSi ottiene (come si vede anche in foto) un impasto molto appiccicoso con il quale, con l’aiuto di un cucchiaio si faranno dei piccoli pani rotondi ed alti da infornare, di circa 10-12 cm di diametro.

Qui arriva la difficoltà, perché, in forno, il miele tende a scivolare dall’impasto e ad espandersi nella teglia; per rimediare all’inconveniente io ho provato varie soluzioni:

  1. Adagiare ciascun panetto su un pezzo di carta forno stringendogliela un po’ intorno.
  2. Mettere i panetti dentro dei pentolini foderati sempre con la carta.
  3. Ma il migliore sono le formine di silicone della giusta misura (circa 11 cm di diametro) e finalmente ho risolto il problema; adesso vengono proprio bene, basta solo spolverizzare con la farina il fondo delle formine.

Nel forno statico bisogna tenerli circa 30 minuti a 180°,  poi abbassare a 150° per un’altra mezz’ora circa.

pangiallo, ricetta natalizia con miele e frutta seccaVi consiglio di controllare spesso la cottura, perché si possono bruciare facilmente. Una volta cotti dovete aspettare che si freddino e sformare.

L’ideale sarebbe mangiarli dopo 2 settimane, perché diventano più morbidi (a protezione dei vostri denti), ma bastano anche 7-10 giorni ;)”.

 

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4 commenti su “Il Pangiallo, ricetta natalizia dei castelli romani

  1. Buongiorno sono anche io di Colonna, o meglio lo è mia moglie….. mi stò dilettando anche io a fare dolci natalizi in questi giorni ed ho già fatto il panettone classico, quello al cioccolato e mi appresto a fare il pandoro…. il pangiallo credevo fosse originario di montecompatri, quindi mi ha fatto piacere sapere che è originario di Colonna….. forse lo faccio anche io, mi stuzzica l’idea!!!! grazie per la ricetta, cercherò di farlo come indicato da voi….non vedo varianti che possono applicare se non aggiungendo qualche liquore per dolci, tipo rum, anice, strega ecc. ecc.!!!!

    • Manuela - Ricette sbagliate il said:

      Ciao Antonio! In realtà io non so se sia originario di Colonna o di Montecompatri…sicuramente dei castelli romani 😀 !
      Mia madre si ricorda che in paese lo facevano in tanti in occasione delle feste natalizie, compresa la sua famiglia!! Per le varianti, potresti provare ad aggiungere i canditi, o una glassa finale di cioccolato fondente, oltre ovviamente ai liquori 😉 . Facci sapere come viene!

      • Manuela - Ricette sbagliate il said:

        Ciao Viviana,
        sono sincera non so quale sia la città che ha il primato della prima ricetta di pangiallo. So che ai castelli romani si tramanda da molte generazioni…in ogni caso spero che tu possa provare la nostra particolare ricetta!
        un saluto e buone feste!

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