Chef a casa propria, ho scoperto Gnammo e il social eating

Da foodblogger ammetto di averci pensato molte volte: ma se organizzassi un pranzo o una cena per degli ospiti speciali, dei veri clienti che pagano per mangiare a casa mia? D’altra parte alcuni dei miei amici su Facebook non fanno altro che postare foto di invitanti fettuccine o dolci decorati, anche se non sono blogger per professione o per passione. Anche loro potrebbero essere aspiranti cuochi per una notte! Un po’ per scherzo, un po’ per curiosità, ho iniziato a documentarmi e ho visto che all’estero quello che viene definito generalmente Home Restaurant, è piuttosto diffuso e sono in tantissimi ad organizzare cene uniche a casa propria.

In Italia? Per tutti i food addicted c’è un portale – l’unico italiano – esclusivamente dedicato al Social Eating e il suo nome è Gnammo (gnammo.com). Home Restaurant made in Italy quindi, ma non solo. Gnammo è una vera e propria comunità dove non è necessario avere certificazioni o strumenti professionali: in sostanza chiunque di noi può organizzare un evento.



Sia che vogliate mettere alla prova le vostre abilità culinarie, sia che al contrario vogliate essere degli ospiti, dovete iscrivervi (gratis naturalmente) sul portale e diventerete a tutti gli effetti degli Gnammers. Uno Gnammer può essere dunque ospite o chef, oppure entrambi a seconda delle occasioni. Come ospiti potete cercare in tutta Italia l’evento – cena, pranzo o aperitivo – che vi ispira di più, prenotare (e pagare direttamente online). Come organizzatori e cuochi in prima persona, con una procedura guidata piuttosto semplice potrete creare il vostro primo menù da padroni di casa. Per chi è appassionato di cucina è una tentazione irresistibile.

Lo scopo della community è quello di offrire l’opportunità di assaporare preparazioni autentiche, menù unici, che è praticamente impossibile trovare nei ristoranti tradizionali. Il numero dei coperti previsti è solitamente basso, stiamo parlando di una cena tra amici o poco più; l’altro obiettivo di Gnammo è infatti quello della socializzazione:  il social eating come forma di comunicazione, che nasce online per poi concludersi nel contesto più antico e tradizionale…la tavola!

gnammo fotoGli iscritti ad oggi sono più di 140.000 di cui 3.500 circa sono cuochi: mi piacerebbe molto diventare una di loro, anche se la mia casa non è molto grande. Spesso chi organizza la cena offre un’abitazione con terrazzo o con grande salone, oppure una location in un quartiere particolarmente suggestivo. Ma in realtà non ci sono vere regole in questo senso, l’importante è avere passione per il cibo e la buona tavola, convivialità e voglia di mettersi in gioco. Io ho già qualche idea per il mio menù…e voi?

Se volete saperne di più su regole, metodi di pagamento, feedback e quant’altro, trovate in questa pagina una dettagliata descrizione del funzionamento del servizio. Questa invece la pagina per iscriversi al portale e diventare Gnammers.



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