Salto nell’Aldiquà – Parte prima

Ciao, belli :D
Da tempo che non ci si vede, vero?
Questa storia è saltata fuori così, all’improvviso.
Durerà un po’ di tempo secondo le mie previsioni.
Spero vi piaccia ;)

Salto nell’ Aldiquà

Gioia, donna unica


Fred osservò lo Specchio della Passione per altri 5 minuti, aspettando la chiamata del capo. Lei era così bella e piena di vita, ed era esattamente il tipo di donna che piaceva a Fred: testarda, piena di carattere, vivace, intelligente… e bruna di capelli con occhi verde chiaro. Nel vetro però sembrava irreale, quasi una specie di film. La differenza stava nel fatto che Gioia esisteva davvero, e anche se Fred sapeva che non avrebbe mai avuto il piacere di incontrarla, poteva immaginarsela a parlare con lui camminando scalzi sulla spiaggia del Mar del Principe, sotto una grande luna a fargli da supporto. Proprio una bella visione. Per di più, le speranze di poterla vedere dal vivo si riducevano di molto a causa della natura dello Specchio della Passione: mostrava solo la ragazza dei sogni, è vero. Ma lo è altrettanto il fatto che questa poteva trovarsi unicamente nell’ Aldiquà; a maggior ragione Fred voleva gustarsi quella visione finché poteva. Dopo un po’ la voce stridula della segretaria del capo interruppe i suoi sogni. Girò lo Specchio della Passione dal lato senza il vetro e lasciò il suo ufficio. Fred era il cofondatore dell’agenzia AfterLife Works. In pratica, si occupava da ormai parecchio tempo delle vite perse nell’ Aldiquà. Non era un luogo ben definito, ma a grandi linee, il “mondo degli umani”. Fred sapeva che alla nascita di quel mondo avrebbe dovuto lavorare come un cane, per gestire la vita dopo la morte di quegli esseri. Alcuni di loro chiamavano il “mondo” di Fred con il nome di Aldilà, così tutti chiamarono il mondo degli umani Aldiquà. Passare dall’uno all’altro era possibilissimo, anche se con delle restrizioni per entrambi: gli umani passavano unicamente da morti; il perché lo sapeva solo Lui, il Capo del capo, insomma. Fondamentalmente Fred Lo considerava una specie di re del quale l’Aldilà era suddito. Ma a differenza di molti di quelli umani, Lui non era un tiranno. L’”Eccellentissimo” (così lo chiamavano) era interessato a mantere un costante equilibrio tra bene e male, e così come tra la vita e la morte. Quelli come Fred passavano nell’altro mondo solo se con il permesso del capo della AfterLife Works, con tanto di firma dell’ Eccellentissimo. Si può comunque considerare impossibile ottenerne uno, indaffarato com’è. Ma non gli si può certo dare torto. Fred era stato nell’Aldiquà varie volte, a distanza di molti anni tra una visita e l’altra. Fred considerava un vantaggio non invecchiare. Tuttavia non è escluso che potesse morire. Secondo le norme della AfterLife Works, quando si muore nell’ Aldilà, è l’Eccellentissimo a scegliere se riportare in vita il soggetto in un mondo o nell’altro. Questo, sempre rispettando l’equilibrio che c’è stato durante il suo periodo di vita. A registrare ogni evento di essa, era un’ agenzia chiamata Life Diaries, di cui Fred non sapeva nulla. Per quanto ne avesse sentito parlare, essa era gestita proprio dall’Eccellentissimo. A Fred la politica non interessava molto e perciò di queste istituzioni segrete e roba varia non se ne occupava; tuttavia era costretto a vedersela con rappresentanti di tale agenzia per conoscere tutto ciò che riguardava la morte di un animale o di un umano. Nel caso il soggetto fosse un animale, questo restava nell’Aldiquà in qualunque caso, e la sua anima era trasportata in un corpo diverso, magari anche umano, con i ricordi cancellati. Anche quelli degli umani avevano lo stesso trattamento nel caso dovessero tornare nel loro mondo.
Fred entrò nello studio dell’amico, con il quale costruì la AfterLife Works.
Duncan era pessimista, ma sapeva divertirsi. Erano amici inseparabili. Almeno, fino a prima di questo evento.
Quando Fred si sedette davanti a Duncan, lui guardò in modo divertito l’amico, con un sorrisetto sulle labbra.
- Stavi di nuovo pensando a lei, vero?
Ovviamente si stava riferendo a Gioia. Era da un po’ di tempo che Fred aveva comprato lo Specchio della Passione (costato almeno mezzo milione di hitan, la valuta dell’Aldilà: un hitan equivaleva a circa 40 dollari), e da quello stesso momento Duncan cominciò a spiarlo.

- Che t’importa, scusa?

Duncan nascose una risatina con le mani mettendole davanti alla bocca.

- Piuttosto, dovresti trovarti anche tu una ragazza.

- Hai capito almeno, che tra te e lei ci sono chissà quanti milioni di anni di differenza?
- E che mi frega!? A me piace. Non posso chiedere all’Eccellentissimo di poter scendere sulla Terra solo per incontrare una ragazza. Lasciamela godere in pace. Piuttosto, dimmi perché mi hai fatto chiamare così urgentemente…

Duncan cambiò espressione dopo la richiesta. Sapeva che la risposta non gli sarebbe piaciuta. Tuttavia la conversazione precedente aveva molto a che fare con la faccenda. Era sempre stato un buon amico, ma la decisione che prese dopo un incontro con Arnold Case, rappresentante della Life Diaries.

 

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2 risposte a Salto nell’Aldiquà – Parte prima

  1. Vic scrive:

    Ciao, e la prima volta che leggo il tuo blog….wou..mi piace un sacco questo racconto attendo il seguito.Ciao e buone feste !

  2. ray97 scrive:

    Altrettanti Auguri! Comunque spero di continuare bene la storia :)

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