Sua Maestà lo Zafferano di Sardegna: storia, curiosità e proprietà

Il sole, il terreno particolarmente argilloso e la grande cultura e tradizione che nei secoli si è conservata invariata fanno della Sardegna il luogo preferito da questa spettacolare piantina. Incontrastata, per sole tre settimane all’anno colora di viola intenso i prati del Campidano e per tutto l’anno rende dorati i piatti del mondo intero,

Forse in pochi sanno che le prime testimonianze della sua coltivazione risalgono al 1600 a.C., ne abbiamo testimonianza in alcuni affreschi ritrovati in Grecia, più precisamente sull’isola di Creta, in cui vengono raffigurati dei personaggi intenti nella raccolta di questi piccoli e preziosissimi fiori. Sulle coste della Sardegna, lo zafferano, arriva qualche secolo dopo grazie ai traffici commerciali che i Fenici tenevano lungo tutte le coste del Mediterraneo. Solo in epoca romana si da inizio alla coltivazione. Intorno al 1300 d.C. nel porto di Cagliari viene regolarizzata la commercializzazione e l’esportazione dello Zafferano.

Nel 2009 lo zafferano di Sardegna riceve il marchio DOP. L’ estrema qualità dello zafferano prodotto in Sardegna è protetta da tradizioni ormai secolari . Infatti ancora oggi, come tanti anni fa, gli uomini hanno il compito di preparare, curare e sorvegliare i terreni che custodiscono i bulbi del cruccus sativus. Nel frattempo le donne attendono ansiose quelle fatidiche tre settimane che vanno da metà ottobre a i primi di novembre. Le loro mani delicate, discrete e sapienti accarezzeranno gli stimmi infuocati dei fiorellini che ogni giorno si affacciano al sole. L’oro rosso, una volta raccolto viene sottoposto a una lenta e delicatissima fase di essiccazione. La temperatura non supera mai i 45° perché temperature più alte rischierebbero di rovinare il gusto e le qualità organolettiche dello zafferano.

Uso in cucina

La Sardegna, da sempre riserva allo zafferano un posto da protagonista sulla tavola. La sua presenza è capace di esaltare sughi, pesce, pasta fresca e perfino i dolci, con il suo gradevole sapore, l’inebriante profumo e quel inconfondibile color oro che rallegra ogni piatto.

Immancabile la sua presenza in uno dei grandi classici della tradizione: il sugo alla campidanese. Passando poi per le zuppe di pesce, senza dimenticare i dolci. Nel campidano per esempio, zafferano fa rima con Pardule, i classici cestini a base di formaggio fresco zucchero e scorza d’arancia. A mio parere la ricetta regina!

Proprietà e controindicazioni

A questa preziosa spezia vengono attribuite grandi proprietà afrodisiache. Chissà se effettivamente la legenda soddisfa le aspettative… Nel contempo le sue proprietà antidepressive sono state confermate da diversi studi. Ancora più importanti le sue proprietà antitumorali. Infatti da recenti studi sembra prendere corpo la possibilità che le sostanze contenute negli stimmi abbiano la capacità di intervenire e bloccare lo sviluppo di varie cellule cancerogene. Purtroppo però sono per ora assenti studi sui poteri antitumorali dello zafferano sull’uomo. Auspichiamo, viste le promettenti capacità, che la ricerca prosegua anche in questa direzione.

A questo punto però possiamo dire che non è tutto oro quello che lucica. Infatti l’abuso di zafferano potrebbe avere conseguenze pericolose. Ad esempio l’utilizzo per periodi troppo lunghi di quantità superiori ai 60 mg potrebbe provocare calo della pressione, disturbi dell’umore e anemia. Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza in quanto dosi eccessive potrebbero provocare aborti spontanei. Si stima che 10/ 12 gr di prodotto possano essere letali. Vi consiglio vivamente di non esagerare! 😉

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2 commenti su “Sua Maestà lo Zafferano di Sardegna: storia, curiosità e proprietà

  1. Anna il said:

    Articolo molto interessante e soprattutto ben scritto ☺️ aspetto con ansia altri articoli di questo tipo ma soprattutto ricette

    • profumodizafferano il said:

      Grazie Anna, sono contenta che ti sia piaciuto. Gli articoli nella sezione wellness sono sempre legati agli ingredienti usati nelle ricette, per capire un po’meglio cosa mangiamo. ☺️

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