Castagnaccio

 

Nella mia famiglia il castagnaccio è una vera istituzione. Le nostre origini montanare fanno sì che amiamo le castagne e tutto ciò che se ne ricava. Per questo nella nostra dispensa non manca mai la farina di castagne. Nel paese da cui veniamo, l’ultimo avamposto emiliano prima del confine con la Toscana, si trova sfusa a partire da dicembre. Quando non è stagione, invece, ci accontentiamo di quella del supermercato, molto meno dolce e profumata. Trascrivere la ricetta del castagnaccio non è facile, dato che l’ho sempre fatto “a occhio”, ma ci posso provare.

Ingredienti:

300 gr. di farina di castagne

1 cucchiaio di zucchero di canna

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

250 ml. di latte

250 ml. di acqua

una manciata di pinoli

una manciata di uvetta

un pizzico di sale

q.b. di olio d’oliva

Preparazione:

in una terrina versare la farina di castagne, unire lo zucchero, il sale, il lievito. Versare poco per volta il latte e l’acqua mescolando  bene con una frusta, o con un cucchiaio di legno, evitando che si formino grumi. Il composto che risulta deve essere piuttosto liquido. Unire i pinoli e l’uvetta, precedentemente ammollata in acqua tiepida e tamponata con carta da cucina. Ungere una teglia (io ho utilizzato una di quelle rettangolari in alluminio, formato 28×18), versarvi il composto ottenuto, unendo alla fine un filo d’olio. Far cuocere in forno caldo a 180° per 40 minuti.

Quello fotografato per il blog è il castagnaccio più brutto che io abbia mai fatto: sulla superficie dovrebbero formarsi delle piccole crepe a fine cottura, questo invece è tutto una crepa, sembra il letto di un fiume in piena siccità! Pazienza, vedrò di postarne un altro appena mi sarà possibile. Per fortuna il sapore è buono!

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