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Cavolo diavolo

Cannelloni al cavolfiore: Il cavolo diavolo!

Il palazzo nel quale vivo ha uno strano aspetto: lascia presumere fasti passati e qualche mistero e prima o poi scoprirò cosa nascondono le mura della mia cantina.
La cosa che lo rende più particolare è il fatto che sia popolato da strani personaggi ma questo, in linea di massima, capita in ogni condominio.
Però i miei strani personaggi fanno pullulare il palazzo di altrettanto inusitati odori. I quali sono, la maggior parte delle volte, spiacevoli e incompatibili con gli orari.
Non di rado mi sveglio molto prima di quel che dovrei (e soprattutto vorrei) perché la mia casa si impregna di odori di fritto, ragù, arrosto…
Normalmente le scale odorano di formaggi, più o meno stagionati, caci che rilasciano i loro afrori in maniera più violenta durante la stagione calda; e non sbagliamoci, a me il formaggio piace, con tutto il suo odore(che topo sarei…), ma ancora non posso annoverarlo tra le fragranze che sceglierei come deodorante ambientale.
In questi giorni, finalmente, fa più freddo. La nebbia è tornata e lo stancantissimo cambio dell’armadio è stato portato a termine.
Il condominio sta, lentamente e faticosamente, perdendo il suo aroma formaggioso per lasciare il passo ad aromi più autunnali. E con essi, è tornato pure lui, il grato, delicato odore di cavolo lesso, un sottofondo aromatico ideale a qualunque ora del giorno.

Il cavolo è legato a tantissimi ricordi.
Il cavolo lessato e condito con olio, sale e aceto a casa dei miei continua a chiamarsi “il cavolo di Pinocchio” perché era questa la pietanza che la Fatina Turchina serviva all’incommentabile burattino (so che è impopolare ma ammetto che Pinocchio l’ho sempre odiato).
L’odore insistente per le scale però mi fa venire sempre in mente la zuppa di cavolo-diavolo blandita senza troppe smancerie dai frati ai ragazzini della Compagnia dei Celestini. Sarà la componente solforosa, sarà la persistenza invidiatagli da qualunque casa profumiera ma sono convinta che i miei casigliani coltivino e mettano a bollire intere piantagioni di cavolo-diavolo soltanto per segnare il territorio.

Ma veniamo a noi.
I cavoli, tutti, sono esteticamente la verdura migliore in circolazione, non c’è nulla di più grazioso degli alberelli che si ricavano dalle cimette di broccolo, le nuvolette compatte del cavolfiore, le forme quasi cristalline del cavolo romano, le biglie verde brillante dei cavoletti, il color rubino del cavolo rosso. Appagano il mio occhio. E devo dire anche il mio palato. E ad orari adeguati, non disturbano l’olfatto.

Per farla breve, l’odore di cavolo-diavolo, con abile cortocircuito sinaptico, mi ha rammentato la ricetta di questo primo piatto che abbina, direi magistralmente, il cavolfiore al miele.

Ingredienti:
Le quantità non sono pesate, dipende da quanta fame avete!

Besciamella (preparatela voi, è facilissima e non c’è paragone con quelle comprate, servono solo latte, burro, farina, sale e noce moscata, non ci sono scuse!)
pasta per lasagne (qui le scuse ci sono, io la compro già fatta)
Cavolfiore lessato
Prosciutto crudo a fette sottili, tagliato a listarelle
Pangrattato
Burro
Formaggio grattugiato
Melata d’abete (provata anche con miele di castagno; ergo qualunque miele aromatico e non troppo dolce va benissimo)
Olio
Sale
Pepe

Tenete da parte alcune cimette di cavolfiore per impiattare.
Passate il resto, poi unite il miele, il pangrattato, 3 cucchiaiate abbondanti di besciamella, sale (poco) e pepe.
Solito procedimento per le lasagne: se usate quelle fresche andate al passaggio successivo, se usate quelle secche sbollentatele in acqua bollente salata con un goccino d’olio e stendetele su un canovaccio pulito.
Tagliatele a strisce di circa 10 cm x 4.
Disponete al centro un cucchiaio di ripieno e formate i cannelloni.
Intanto scaldate il forno a 180°.
Imburrate e spolverate di pangrattato degli stampini monoporzione.
Versateci un cucchiaio di besciamella e riempite lo stampino con i rotolini in verticale (devono essere ben stretti), copriteli con besciamella e formaggio grattugiato.
Infornate per 15 minuti circa, fintanto che si forma la crosticina dorata.
Nel frattempo, rendete il prosciutto croccante in padella (diventa più salato, quindi poco sale nel ripieno) e fate saltare le cimette messe da parte nel burro.
Mettete lo sformatino al centro del piatto, disponete accanto le cimette di cavolfiore e coronatelo con il prosciutto.
Decorate con qualche goccia di miele.


Sono stata brava o no?
Non a preparare la ricetta quanto a trattenermi sulla lunghezza del post 😀