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Archive for Bizzarri Abbinamenti

CioccoGuinness

Torta CioccoGuinness

Ci sono alcune cose che mi piacciono dello stare in cucina a pasticciare: la magia chimica che si sviluppa unendo gli ingredienti ma, soprattutto, la fusione dei gusti.

Il gusto finale non è dato dall’addizione dei singoli sapori quanto piuttosto dal prodotto, dalla potenza, dall’interpolazione di questi.

Per questa ragione, ogni qualvolta, leggendo una ricetta vedo degli ingredienti apparentemente incompatibili, non riesco a resistere alla tentazione di provarla: è capitato così con il cavolfiore al miele, il salmone con le pere caramellate e presto sarà il turno della sogliola con le banane.

Ora è il turno del cacao con la birra scura: due gusti amarognoli che si sposano alla perfezione, esaltandosi a vicenda. Un matrimonio perfetto, simbiotico.

E tanto per cambiare, siamo di fronte ad una ricetta della serie “poco lavoro, massimo risultato”.

Ingredienti:

200 ml di Guinness

100 g di zucchero

75 g di zucchero di canna

112 g di farina

112 g di burro a temperatura ambiente

2 uova

50 g di cacao amaro

1 cucchiaino di bicarbonato

Mezza bustina di lievito vanigliato

Per servire:

Panna montata

Zucchero a velo

Cacao

Frutti di bosco assortiti (io ho usato lamponi, mirtilli e ribes rossi)

Passaggi:

1. Lavorare a crema il burro con lo zucchero. Unire quello di canna solo quando sarà tutto ben amalgamato.

2. Montare le uova con una frusta finché saranno molto spumose e quasi bianche.

3. Unire i due composti.

4. A parte, emulsionare la birra con il cacao.

5. Aggiungere al composto di burro, zucchero e uova, alternandoli la farina e la miscela di birra, amalgamando bene fino ad ottenere un impasto liscio e morbido.

6. Imburrare e infarinare uno stampo, versare il composto.

7. Cuocere nel forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

8. Lasciar raffreddare e sformare la torta.

9. Servire spolverata di zucchero a velo, una quenelle di panna montata spolverata di cacao amaro e i frutti di bosco.

Strudel sì ma di tacchino!

Come accennato nel post precedente, ecco il menù della cena pre-natalizia di ieri sera.

Della maggior parte delle pietanze servite, trovo sia inutile proporre la ricetta e il procedimento, chiunque abbia cucinato qualcosa di più di un etto di pasta da condire con un sugo pronto sarebbe in grado di rifarle! Trovate però la lista degli ingredienti.

Aperitivo:

Spritz (rigorosamente Campari, vino bianco fermo, acqua frizzante, tanto ghiaccio e fetta d’arancia)

Cornetti alla pere (sfoglia ripiena di cubetti di pera e dadini di brie)

Bignè alla mousse di prosciutto (prosciutto cotto tritato, formaggio spalmabile, poco brandy)

Niente antipasto!

Primo:

Lasagne agli spinaci (pasta all’uovo, spinaci lessati e tritati, besciamella, panna, formaggio grattugiato – quello che vi piace – io ho usato il grana).

Secondo (stavolta niente foto, appena l’ho tagliato è finito! Il che non mi dispiace affatto):

Strudel di tacchino

Ingredienti:

Fesa di Tacchino a fette larghe + una piccola quantità a dadini

2 mele (ho usato le Golden), pelate e tagliate a cubetti.

Rosmarino

Salvia

Pancetta affumicata a dadini

Pangrattato

Uova

Parmigiano grattugiato

Rete di maiale (quella che si usa per avvolgere il fegato prima di farlo arrosto, non vi chiedete cosa sia perché non la mangereste e, soprattutto, non lo dite ai vostri commensali! Non è fondamentale, va bene anche lo spago da cucina ma fa sì che la carne di tacchino, tendenzialmente asciutta, risulti invece abbastanza succulenta)

Anice stellato

Cannella

Sidro – 2 bottigliette

Olio

Sale

Pepe

Passaggi:

1. Stendete un foglio di pellicola e distribuite le fette di fesa di tacchino in modo da ottenere un rettangolo il più regolare possibile. Uniformate lo spessore della carne con l’aiuto di un batticarne.

2. In una padella antiaderente calda, fate sfrigolare i cubetti di pancetta finché saranno croccanti e avranno rilasciato il loro grasso.

3. Aggiungere i dadini di tacchino e condite con salvia, rosmarino e un pizzico di sale.

4. Unite anche i cubetti di mela, fate rosolare per 5 minuti, poi mettete il coperchio e portate a metà cottura gli ingredienti. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.

6. Trasferite in una ciotola, unite le uova, un paio di cucchiai di parmigiano e pangrattato in quantità sufficiente ad ottenere un impasto simile a quello del polpettone ma leggermente più morbido.

7. Ammollate la rete in acqua tiepida per 3 minuti.

8. Distribuite il ripieno sulle fette di tacchino e , con l’aiuto della pellicola, arrotolatelo ben stretto. Chiudete la pellicola e tenetelo da parte una decina di minuti, in modo che si assesti e capisca che deve stare chiuso!

9. Allargate la rete sul piano di lavoro. Adagiatevi sopra il rotolo di tacchino (senza la pellicola, ovviamente) e fate aderire bene la rete, è abbastanza elastica ma attenzione a non strapparla.

10. Mettetelo in una casseruola con un po’ d’olio extravergine e fatelo rosolare bene, su tutti i lati.

11. Trasferitelo su una teglia, irroratelo con una bottiglia di sidro e mettetelo in forno a 180° fintanto che il sidro non è evaporato. Non lavate la casseruola, vi serve dopo!

12. Rimettete il rotolo nella casseruola, con il sughetto che si sarà formato nella teglia, aggiungete l’altra bottiglia di sidro, un anice stellato, mezza stecca di cannella, salate e, se volete, pepate. Quando il sidro inizia a sobbollire, coprire, mettete la fiamma al minimo e lasciate cuocere per circa un’ora, girando un paio di volte.

13. Lo strudel è pronto quando il fondo di cottura si è addensato ed ha un aspetto leggermente gelatinoso e lucido.

Nota: non fate come me, aspettate un po’ prima di affettarlo in modo che vi vengano delle belle fette rotonde!

Contorno:

insalata di rucola e valeriana in parti uguali, una pera tagliata a dadini (o una mela), chicchi di melograna e gherigli di noce spezzettati.

Dolce:

Red Velvet cake versione Hello Kitty

http://blog.giallozafferano.it/picci/red-velvet-cake-ciak-2/

Cavolo diavolo

Cannelloni al cavolfiore: Il cavolo diavolo!

Il palazzo nel quale vivo ha uno strano aspetto: lascia presumere fasti passati e qualche mistero e prima o poi scoprirò cosa nascondono le mura della mia cantina.
La cosa che lo rende più particolare è il fatto che sia popolato da strani personaggi ma questo, in linea di massima, capita in ogni condominio.
Però i miei strani personaggi fanno pullulare il palazzo di altrettanto inusitati odori. I quali sono, la maggior parte delle volte, spiacevoli e incompatibili con gli orari.
Non di rado mi sveglio molto prima di quel che dovrei (e soprattutto vorrei) perché la mia casa si impregna di odori di fritto, ragù, arrosto…
Normalmente le scale odorano di formaggi, più o meno stagionati, caci che rilasciano i loro afrori in maniera più violenta durante la stagione calda; e non sbagliamoci, a me il formaggio piace, con tutto il suo odore(che topo sarei…), ma ancora non posso annoverarlo tra le fragranze che sceglierei come deodorante ambientale.
In questi giorni, finalmente, fa più freddo. La nebbia è tornata e lo stancantissimo cambio dell’armadio è stato portato a termine.
Il condominio sta, lentamente e faticosamente, perdendo il suo aroma formaggioso per lasciare il passo ad aromi più autunnali. E con essi, è tornato pure lui, il grato, delicato odore di cavolo lesso, un sottofondo aromatico ideale a qualunque ora del giorno.

Il cavolo è legato a tantissimi ricordi.
Il cavolo lessato e condito con olio, sale e aceto a casa dei miei continua a chiamarsi “il cavolo di Pinocchio” perché era questa la pietanza che la Fatina Turchina serviva all’incommentabile burattino (so che è impopolare ma ammetto che Pinocchio l’ho sempre odiato).
L’odore insistente per le scale però mi fa venire sempre in mente la zuppa di cavolo-diavolo blandita senza troppe smancerie dai frati ai ragazzini della Compagnia dei Celestini. Sarà la componente solforosa, sarà la persistenza invidiatagli da qualunque casa profumiera ma sono convinta che i miei casigliani coltivino e mettano a bollire intere piantagioni di cavolo-diavolo soltanto per segnare il territorio.

Ma veniamo a noi.
I cavoli, tutti, sono esteticamente la verdura migliore in circolazione, non c’è nulla di più grazioso degli alberelli che si ricavano dalle cimette di broccolo, le nuvolette compatte del cavolfiore, le forme quasi cristalline del cavolo romano, le biglie verde brillante dei cavoletti, il color rubino del cavolo rosso. Appagano il mio occhio. E devo dire anche il mio palato. E ad orari adeguati, non disturbano l’olfatto.

Per farla breve, l’odore di cavolo-diavolo, con abile cortocircuito sinaptico, mi ha rammentato la ricetta di questo primo piatto che abbina, direi magistralmente, il cavolfiore al miele.

Ingredienti:
Le quantità non sono pesate, dipende da quanta fame avete!

Besciamella (preparatela voi, è facilissima e non c’è paragone con quelle comprate, servono solo latte, burro, farina, sale e noce moscata, non ci sono scuse!)
pasta per lasagne (qui le scuse ci sono, io la compro già fatta)
Cavolfiore lessato
Prosciutto crudo a fette sottili, tagliato a listarelle
Pangrattato
Burro
Formaggio grattugiato
Melata d’abete (provata anche con miele di castagno; ergo qualunque miele aromatico e non troppo dolce va benissimo)
Olio
Sale
Pepe

Tenete da parte alcune cimette di cavolfiore per impiattare.
Passate il resto, poi unite il miele, il pangrattato, 3 cucchiaiate abbondanti di besciamella, sale (poco) e pepe.
Solito procedimento per le lasagne: se usate quelle fresche andate al passaggio successivo, se usate quelle secche sbollentatele in acqua bollente salata con un goccino d’olio e stendetele su un canovaccio pulito.
Tagliatele a strisce di circa 10 cm x 4.
Disponete al centro un cucchiaio di ripieno e formate i cannelloni.
Intanto scaldate il forno a 180°.
Imburrate e spolverate di pangrattato degli stampini monoporzione.
Versateci un cucchiaio di besciamella e riempite lo stampino con i rotolini in verticale (devono essere ben stretti), copriteli con besciamella e formaggio grattugiato.
Infornate per 15 minuti circa, fintanto che si forma la crosticina dorata.
Nel frattempo, rendete il prosciutto croccante in padella (diventa più salato, quindi poco sale nel ripieno) e fate saltare le cimette messe da parte nel burro.
Mettete lo sformatino al centro del piatto, disponete accanto le cimette di cavolfiore e coronatelo con il prosciutto.
Decorate con qualche goccia di miele.


Sono stata brava o no?
Non a preparare la ricetta quanto a trattenermi sulla lunghezza del post 😀