La love story di Richard e Ginn

La love story di Richard e Ginn Accompagnata dalla musica livornese

La love story di Richard e Ginn
La love story di Richard e Ginn

Il coro labronico Springtime ora fa il bis (con Mascagni, Ave Maria e brani festosi) dopo aver cantato dieci anni fa alle nozze della coppia che vive fra Europa e Dubai

LIVORNO. Lui si chiama Richard Jory ed è inglese, lei Ginn Carreon ed è messicana. Hanno amici in tutto il mondo, dal Sudafrica, all’Australia all’America latina. Ma il loro cuore batte forte per l’Italia, in particolare per la Toscana. E non solo per la bellezza incontrastata di Firenze e delle campagne del Chianti, e neanche solamente per il fascino delle mura di Lucca o della Torre di Pisa. La loro passione più vera è riservata alla musicalità di Livorno. E alle emozioni regalate da un coro che ne è l’espressione, gli Springtime, diretti dal maestro Cristiano Grasso. Un coro che ha fatto da testimone a una storia d’amore da film.

Un sentimento lungo dieci anni quello tra Richard e Ginn i quali, dopo essersi sposati il 15 aprile del 2004 nel castello di Montegufoni a Montespertoli, quest’anno, in particolare domani pomeriggio, dopo 10 anni esatti, hanno deciso di fare il bis e festeggiare l’anniversario di nuovo in Italia, di nuovo nel castello di Montespertoli e ancora una volta coinvolgendo il coro Springtime.

Avvocato lui, esperta di economia all’interno di una multinazionale lei, i due sono molto facoltosi ma questo non gli impedisce di essere semplici, gentili e positivi. Ed è con la loro grazia che hanno conquistato il maestro Grasso, che ha accettato con grande entusiasmo di allietare, per la seconda volta, la cerimonia che vedrà come protagonista l’amore tra Richard e Ginn. E a proposito dei frutti del matrimonio, i due questa volta arriveranno in Italia in tre: nel frattempo hanno messo al mondo una coppia di bellissime bimbe.

Ma perché proprio l’Italia e proprio la Toscana? Eppure i due hanno viaggiato molto, hanno abitato a Inghilterra, Olanda, a Dubai, e ora vivono di nuovo a Londra. Ma dove se non nelle campagne empolesi, i due sposini potrebbero trovare un’atmosfera più romantica? Basti dire che il rito, religioso, sarà celebrato nella cappellina del castello e che il banchetto si svolgerà nelle sale e nel giardino della tenuta, tra vigneti e venti di una primavera mediterranea.

In più, a rendere ancora più speciale tutta la celebrazione sarà la musica, filo conduttore di questa favola dal sapore internazionale. E quale migliore melodia se le arie mascagnane tratte dalla Cavalleria rusticana? Pezzo forte del repertorio degli Springtime sarà gli “Aranci olezzano”. Non mancheranno spiritual e brani intensi come l’Alleluja di Cohen e un’Ave Maria. Ma in lista ci sono anche canzoni più festose, da “aperitivo”, come da Venus, Down by the riverside, Jump e Conga, sapientemente riarrangiante dal maestro Grasso, che è soddisfatto e lusingato.

Il musicista livornese racconta che la prima volta il suo coro è stata notato su You tube. Poi i due sposi sono venuti a Livorno a sentire dal vivo gli Springtime. Ora, dopo dieci anni, una nuova chiamata: «La mail della sposa è stata una piacevolissima sorpresa: dopo il matrimonio avevo provato a scrivere loro un paio di volte, ma il loro indirizzo mail era cambiato. Per diversi anni, a Natale mi avevano mandato un biglietto di auguri. Poi è arrivata la loro richiesta, ci siamo raccontati le nostre evoluzioni ed eccoci qua».

Il maestro aggiunge anche che durante la prima cerimonia gli sposi sono stati avvolti dagli amici con una corda, che ha il significato augurale del rimanere legati per sempre. Un piccolo rito che finora ha funzionato…

Da Il tirreno.it

Le foto sono Mie anche quella sul Giornale.

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