la Spada Nella Roccia

la Spada Nella Roccia

la Spada Nella Roccia
la Spada Nella Roccia

La spada nella roccia (The Sword in the Stone) è un film del 1963 diretto da Wolfgang Reitherman.

È un film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e uscito negli Stati Uniti il 25 dicembre 1963. Il 18° Classico Disney, fu l’ultimo ad uscire prima della morte di Walt Disney ed è stato anche l’ultimo ad essere prodotto tutto sotto la supervisione di quest’ultimo. Il film è basato sul romanzo omonimo di T. H. White, pubblicato la prima volta nel 1938 e ripubblicato nel 1958, sono particolarmente, affezionato a questo cartone perché l’ultima stampa è del 1958, giusto quando venivo alla luce io, il film è uscito nel 63 insieme a mio fratello, Saro.

La parte importante della scena si svolge per capodanno a Londra, quindi c’è la neve. Ho pensato quindi, ad uno sformato di melanzane, ripieno di Pasta alla Norma spolverato con ricotta salata. Visto il lignaggio reale del cartone, il piatto e poggiato su del velluto rosso, ed ho coperto l’elsa e il manico della spada, Excalibur, con una foglia d’oro zecchino.

Ingrediente per 4 persone

320 gr di spaghetti n5 Rummo
3 melanzane
300 gr polpa di pomodoro
200 gr di ricotta salata
2 Peperoncini diavolicchio di diamante
1 cipolla
2 spicchi d’aglio
1 foglia d’oro alimentale
Sale q.b.
Pepe q.b.
Olio EVO q.b.

Preparazione

Togliete la buccia alle melanzane, non perché non sia buona ma perché ci serviranno per un’altra parte del piatto, tagliate la melanzana a fette.
Salate sia le fette che la buccia, mettetele in un colino e fatele spurgare per circa 15 minuti, tagliate le bucce in modo da creare, le spade, il recinto arrugginito e la parte che servirà a foderare lo stampo.
Friggetele separatamente in olio caldo, i 3 oggetti separatamente e scolatele su carta da cucina, foderate l’Elsa delle spade con la foglia d’Oro alimentare.
Tagliate le fette a tocchetti e friggete la polpa delle melenzane, mettetele da parte.
Fate rosolare la cipolla tritata, il peperoncino diavolicchio di diamante e l’aglio in una padella con un pio di cucchiai di olio EVO. Aggiungere le melanzane, la polpa di pomodoro, aggiustate di sale e pepe e cuocere per 15 minuti circa.
Nel frattempo tenete l’acqua della pasta in caldo quando mancano 9 minuti buttate la pasta, dopo 9 minuti solateli e metteteli in padella con le melenzane, terminate la cottura.
Condite la pasta, con metà ricotta saltata, che con il caldo si scioglierà, foderate 4 coppa pasta, con le bucce delle melenzane, riempite il tutto con la pasta e richiudete con le melenzane.
Ponete lo sformatino al centro de piatto, fate un’incisione al centro e inserite la spada. Ricreate la palizzata dismessa con le bucce fini delle melenzane, infine cospargete con la ricotta salata a formare la neve.

Buon appetito

calogero@peperonciniedintorni.it
https://www.facebook.com/PeperoncinieDintorni?ref=hl
http://peperonciniedintorni.giallozafferano.it
https://plus.google.com/u/0/
https://twitter.com/@calorifi
https://www.linkedin.com/home?trk=nav_responsive_tab_home Calogero Rifici

bucce di melenzane
bucce di melenzane
Excalibur
Excalibur
composizione sformatino
composizione sformatino
Foglie d'oro
Foglie d’oro

La_spada_nella_roccia
La_spada_nella_roccia

Trama

In Inghilterra, nel VI secolo, muore il re Uther Pendragon. Uther non ha lasciato un erede al trono e, senza un re, sembra che il regno sia destinato ad essere lacerato dalla guerra. Improvvisamente, a Londra appare la “spada nella roccia”, una spada conficcata in un’incudine con una scritta che proclama che “chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d’Inghilterra”. In molti provano ad estrarre la spada, ma nessuno riesce a smuoverla neppure di un centimetro, e la spada alla fine viene dimenticata, lasciando che l’Inghilterra sprofondi nei secoli bui.

Molti anni dopo viene introdotto Semola, il cui vero nome è Artù (detto Semola per via dei suoi capelli biondi), un orfano di 12 anni in formazione per diventare uno scudiero. Mentre accompagna suo fratello maggiore adottivo Caio in una battuta di caccia, Semola impedisce accidentalmente a Caio di colpire un cervo (cadendogli addosso da un ramo sul quale si era arrampicato, che si spezza mentre Caio sta per scoccare la freccia con l’arco). Addentratosi nella foresta per tentare di recuperare la freccia, trovandola e cercando di prenderla, Semola cade (sempre perché il ramo su cui si è arrampicato si spezza) nella casetta di Mago Merlino.

Egli dichiara che intende istruirlo diventando il suo precettore, e i due vanno a casa di Semola, un castello gestito da Sir Ettore, padre naturale di Caio e adottivo di Semola. Anche se Merlino lo convince che la magia esiste evocando una bufera di neve al chiuso, Ettore non vuole proprio permettergli di istruire Semola, così Merlino, per dare mostra della potenza dei suoi poteri, sparisce corporalmente facendo in modo che sia ancora possibile udire la sua voce. Ettore allora si decide a consentire a Merlino di rimanere, decidendo di metterlo a dormire nella torre più pericolante del castello, che quando piove si riempie d’acqua dalle crepe del tetto. Quella notte arriva un amico di Ettore, Sir Pilade, con la notizia che il giorno di Capodanno a Londra si terrà un grande torneo cavalleresco il cui vincitore verrà proclamato re.

Ettore decide di far allenare seriamente Caio per il torneo, in modo che venga nominato cavaliere, e dice a Semola che se farà bene il suo dovere potrà fargli da scudiero. Merlino, istruendo Semola, trasforma il ragazzo e se stesso in pesci, e i due nuotano nel fossato del castello per conoscere la fisica. Semola viene attaccato da un luccio affamato e viene salvato da Anacleto, il permaloso gufo di Merlino. Poi Semola viene mandato a lavare i piatti in cucina come punizione per essersi assentato troppo a lungo, dopo aver cercato di raccontare la sua lezione a un incredulo Ettore. Merlino, sopraggiunto, decide di incantare i piatti perché si lavino da soli, poi porta Semola a fare un’altra lezione: i due si trasformano in scoiattoli per conoscere la gravità. Semola viene quasi divorato da un lupo, ma viene salvato da un giovane scoiattolo femmina che però si innamora di lui e Merlino subisce la stessa sorte, perché non riesce a liberarsi di uno scoiattolo femmina adulto.

Dopo il loro ritorno alla forma umana, Ettore ha trovato la cucina incantata, rimanendone inorridito, e quindi accusa Merlino di usare la magia nera: Semola difende Merlino, ma Ettore non lo ascolta e punisce il ragazzo per la sua “impertinenza” dando a Caio un altro scudiero, Polidoro. Per la sua terza lezione, dopo essersi scusato con Semola e aver promesso di redimerlo, Merlino lo trasforma in un passero e Anacleto, nuovo tutore di Semola (perché pensava che Merlino, insegnandogli ciò che lui ha visto che accadrà nel futuro, gli avrebbe solo confuso le idee) insegna a Semola a volare. Semola viene attaccato da un falco e per salvarsi è costretto a volare giù in una canna fumaria, che per sfortuna è quella della capanna della perfida strega Maga Magò, la cui magia utilizza l’inganno e non la competenza scientifica come quella di Merlino. Merlino arriva poco prima che Magò uccida Semola, e la sfida a un duello di magia, in cui i duellanti si trasformano in vari animali per distruggersi l’un l’altro. Magò infrange le regole da lei stessa dettate, prima scomparendo, poi trasformandosi in un drago viola.

Merlino infine si trasforma in un germe chiamato “Malignalitaloptereosis” e infetta Magò di una malattia simile al morbillo, sconfiggendola e dimostrando così l’importanza del cervello sui muscoli. La vigilia di Natale Caio viene nominato cavaliere come previsto, ma il suo scudiero Polidoro si ammala di orecchioni, allora Ettore decide di ripristinare Semola come scudiero di Caio. Semola ne è entusiasta, ma Merlino è deluso e arrabbiato dal fatto che Semola preferisca ancora i giochi di guerra a quelli accademici. Semola cerca di spiegargli che, come orfano, la nobiltà è una cosa impossibile, e che essere uno scudiero è la posizione migliore che possa raggiungere: questo fa arrabbiare ulteriormente Merlino, che grida “Honolulu, arrivo!”, e volando come un razzo si trasporta nella Honolulu del XX secolo, un’isola non ancora scoperta.

Ettore, Caio, Pilade, Semola e Anacleto viaggiano a Londra per il torneo. Proprio quando la competizione sta per iniziare, Semola si rende conto di aver dimenticato la spada di Caio alla locanda, che ora è chiusa per il torneo. Anacleto, che ha seguito il ragazzo, nota la “spada nella roccia” in un cimitero, e Semola, volendo procurare in qualche modo una spada a Caio, la estrae dall’incudine, compiendo inconsapevolmente la profezia. Quando Semola ritorna con la spada, Ettore e il cavaliere Black Bart la riconoscono come la “spada nella roccia” e il torneo viene interrotto: esigendo che si dimostri che è stato Semola ad estrarla, Ettore rimette la spada nella sua incudine, tutti provano a tirarla fuori e nessuno tranne Semola vi riesce. Dopo che Semola l’ha estratta nuovamente, il cielo diventa più luminoso.

Tutti i cavalieri proclamano “Viva re Artù!” mentre la folla si inginocchia davanti a lui, primo tra tutti Ettore, che si scusa con Semola per averlo sempre trattato duramente, e anche Caio mostra un po’ di rimorso. Semola, incoronato re, si siede nella sala del trono con Anacleto, sentendosi impreparato per la responsabilità della regalità. Sopraffatto dalla folla plaudente nel cortile, Semola dice “Quanto vorrei che Merlino fosse qui!”. In quell’istante Merlino ritorna dalla Honolulu del XX secolo (con abiti moderni) ed è euforico nello scoprire che Semola è il re che ha visto nel futuro, e inoltre dichiara di essersi reso conto che il XX secolo non è poi così migliore del Medioevo. Merlino dice al ragazzo che egli guiderà i cavalieri della Tavola rotonda, diventando una grande leggenda e una figura molto popolare nella letteratura e nel cinema.

 

Precedente Amarone e Brunello i più acquistati online Successivo Cresce l’enoturismo in Italia

Lascia un commento

*