Pasta frolla

La pasta frolla è l’impasto sovrano per biscotti, crostate e qualsiasi cosa voi abbiate voglia di sgranocchiare sotto i denti, perchè la “frolla” è croccante.
La ricetta è quella base, ognuno può scegliere qual’è la versione che preferisce di più. Buon divertimento


Ingredienti:
500g di farina, 250g di burro, 250g di zucchero (a velo, facoltativo), 1 pizzico di sale, 2 uova intere e 1 tuorlo, aromi a piacere.

Preparazione:
Su una spianatoia disponete la farina a fontana, aggiungete tutti i solidi, poi le uova e infine il burro a pezzettini. Abbandoniamo lo stereotipo che la pasta frolla debba essere lavorata brevemente, la pasta in genere, per poter essere chiamata tale, deve essere impastata, quindi lavorata. In questo caso, data l’alta percentuale di grasso, è giusto lavorarla il tempo che la farina richiede per assorbire il burro e le uova. Una volta finita, avvolgetela con della pellicola trasparante e lasciatela riposare nella parte bassa del frigorifero per una mezz’ora (questo aiuterà a compattare il burro e a rendervi una pasta più lavorabile). La cottura è sempre di 30 minuti circa in forno a 180°, punzecchiatela con la forchetta altrimenti gonfierà.

 

La pasta frolla è un classico della pasticceria. Versatile com’è, la pasta frolla, si presta benissimo a fare da base per le crostate e altrettanto ottima per farne dei biscotti poco elaborati. Lo dice la parola “frolla” quindi questa è una pasta molto croccante, quando è cotta, poiché è ricca di burro. L’Artusi vuole che in questa pasta addirittura venga sostituito il burro con il lardo, ovviamente è una questione di palato, con la margarina si ha un sapore più leggero e che nuoce meno al colesterolo.
Dovete sapere ancora una paio di cose: per lavorarla meglio è consigliabile lo zucchero a velo anziché lo zucchero semolato (ma tengo a precisare che è tutta una questione di praticità e di tatto, poiché i grani di zucchero non si amalgameranno nello stesso modo dello zucchero a velo).
Nel caso la doveste friggere vi consiglio un po’ di vino bianco (o vodka o grappa) che conferirà un effetto più friabile.

Molti dicono che la pasta frolla vada lavorata con le mani freddissime e gli ingredienti altrettanto freddi, e di lavorarla il meno possibile per evitare che la massa grassa si sciolga… ma lo sfatiamo questo mito? La pasta frolla non si fa da sé, senza lavorarla, e soprattutto se si chiama pasta lascia ben intendere che gli ingredienti devono essere lavorati, impastati. Va da sé che è preferibile lavorarla non troppo a lungo, ma nemmeno troppo poco (scusate se mi sono ripetuto, ma era doverosa la puntualizzazione che invece viene snobbata da molti testi e da molti “pasticcieri”).

Infine la cottura in forno: questa pasta tende a crescere nel forno quindi se doveste utilizzarla come base per una crostata provvedete a bucherellarla con i denti della forchetta, in ogni suo lato e, adagiando della carta forno nel mezzo, depositare dei ceci su di essa, così da evitarne il rigonfiamento (potrebbe andar bene anche una teglia di 1 o 2 cm più piccola).

Con questo ho veramente finito, la pasta frolla presenta variazioni innumerevoli: maggiore quantità di burro, minore quantità di burro e più uova e via discorrendo; aggiungendo qualche cucchiaio di cacao avrete una pasta frolla al cacao; della scorza di limone grattugiata per avere una pasta più aromatizzata…

3) crostatine pronte

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