Crea sito
Feed on
Posts
Comments

Chi di voi non conosce la mia Fosca?Ormai tutti, mi sono impallinata con questa storia del lievito madre e ci sono rimasta invischiata come in un barattolo pieno di miele. Sappiate che ho aggionarto  la sua pagina, non pensavo che sarebbe stato così soddisfacente seguire questa strada…si sarà un post serio questo…ogni tanto dovranno pur esserci no?

In ogni caso avendo finito il mio pancarrè ho preso il coraggio a due mani e ho chiesto alla mia consigliera di fiducia, Nunzia, se avrebbe potuto funzionare la mia Fosca, mi ha dato l’ok.

Questa è la mia prima produzione con lievito madre,  è per me una bella soddisfazione raccontarvi e farvi vedere com’è venuto.

Partiamo dalla ricetta è molto simile a quella del pancarrè home made che ho pubblicato qualche tempo fa.

Ingredienti per un pancarrè:

Ingredienti preimpasto:

100 g di Fosca;

100 g di farina manitoba;

40 g di acqua.

Impasto:

lievito madre…vedi preimpasto;

200g di farina “o”;

300 g di farina “00″

400g d’acqua circa;

1 cucchiaino di malto abbondante;

10 g di sale,

40 g di olio e.v.o. .

Ore 19.00

Ok, essendo arrivata leggermente prima a casa ho tirato fuori Fosca, un quarto d’ora , tempo che si riprendesse dal freddo del frigo al caldo della casa, tutta felice ho preso 100g e l’ho rinfrescata al 40% con farina manitoba, il che vuol dire 100g di Fosca, 100g di farina e 40 g d’acqua, l’ho impastata per bene e l’ho lasciata fuori dal frigo per 3h a lievitare, con la sua bella crocetta sopra.

Ore 22.00

Ho pesato il resto della farina, aggiunto i liquidi e impastato, santa Stella, ci ha messo un po’ a lavorar tutto (io ho raddoppiato le dosi facendo due pancarrè perchè sono un’esagerata lo so), quindi ho fatto la croce sopra e lasciato lievitare.

Facendo due conti bisogna pensare che i tempi di lievitazione con lievito madre rispetto al lievito di birra, sono doppi,almeno per me, la mia è giovane.

Ore 00.30

Improvvisamente mi sveglio con il pensiero : devo fare le pieghe al pancarrè!

Sì siete autorizzati a pensare che io sia ormai uscita totalmente di senno, l0 pens0 anch’io!!!

Quindi guardo, con un occhio aperto e uno chiuso ma con gli occhiali chiaramente,nella planetaria, l’impasto non è minimamente cresciuto e penso, porca merda (ops scusate mi è sfuggito) devo buttar tutto, vabbeh, visto che sono in piedi e quasi sveglia faccio le pieghe metto dentro lo stampo e aspetto domani mattina per buttare tutto, alla fine non si sa mai.

Le pieghe, queste sconosciute, almeno per me, come si fanno? E’ banale, prendiamo il ns panozzo lo sgonfiamo un po’ con le dita o con il mattarello e lo ripieghiamo come un depliant, oppure, come nel mio caso lo ripieghiamo a sigaro, arrotolandolo su se stesso, mettere nello stampo e lasciar riposare. Se fossi stata minimamente sveglia avrei messo il composto con la parte liscia sopra …ma non lo ero…

Ore 6.00

Suona la sveglia…io le ho trovato un nome alternativo che inizia sempre con la S, ha un a tr di mezzo e finisce con a, su usate un po’ di fantasia!!!

Sorpresaaaaaaaaaaaaaa, i pancarrè son ben lievitati, puff sospiro di sollievo! Ovviamente si vedono benissimo anche le pieghe…

In ogni caso accendo il forno, 200° ventilato, cuocio per 15 minuti scoperto e poi altri 15 coperto da foglio di alluminio, il mio forno è uno serio e se gli lasciassi fare quello che vuole brucerebbe tutto, non ha ancora capito la differenza che c’è tra cotto dorato e cotto bruciato…piano piano capirà!

Note:

  • una nota importante va alle farine, ho un lievito madre di 3 mesi, non è particolarmente forte quindi lo aiuto con farine proteiche (manitoba) ho usato molta farina “00″ e meno “0″ per lo stesso motivo, presto proverò con la farina integrale, però avendo lei un forte potere tampone aumenta anche il tempo di lievitazione, tenetene conto per tutti i lievitati.
  • la quantità d’acqua non sempre è precisa, l’umidità atmosferica e quella della farina incidono in modo sostanziale, quindi aggiungete poco per volta nella planetaria (se non ce l’avete compratela, non sapete che spasso impastare così).
  • per la conservazione, io taglio tutto il panetto in fette e poi lo metto in freezer e, all’occorrenza tiro fuori solo la quantità che mi serve, oppure metto il pancarrè (una volta tagliata almeno una fetta) in un sacchetto di plastica avvolto in un canovaccio.

Tags: , ,

Mousse per asparagi.

Alle prese con l’orto, finita la fioritura dei miei tulipani adoratissimi e fotografatissimi (da me) inizia in pompa magna quella dell’orto. L’anno scorso i vicini ci hanno un po’ deriso, vedevano me e Nico chini sui nostri vasi a osservare i progressi della nostra verdura.

Abbiamo una coppia di vicini formati in questo modo: moglie, marito, figlia adolescente e 2 mici, uno lo chiamo amorevolmente il Porcello e l’altro Smilzo…potete trarre le vostre considerazioni a riguardo dopo aver visto queste foto:

In ogni caso, siamo in buonissimi rapporti con loro, mi sento coccolata, sopratutto quando Nico non c’è,hanno sempre un occhio di riguardo per me, la vicina è un’amante dei fiori e del giardino, il marito un po’ meno ma tanto gli tocca tagliare la siepe  e il prato lo stesso…non vi dico con che gioia, povero Maurizio!!! In ogni caso quando l’anno scorso piantavamo le nostre piantine ci chiedeva cosa fossero e poi ogni volta che mi vedeva bagnarle ci scherzava su e mi diceva che tanto non sarebbe cresciuto nulla…tze avevo una fioritura di zucchine che potevo fare invidia al Castello di Pralormo!

In ogni caso ora il nostro orto ha:

4 piante di melanzane tonde;

4 piante di zucchine;

24 cespi di insalata;

2 piante di basilico;

1 pianta di basilico greco;

5 piantine di santoreggia;

1 pianta di salvia;

1pianta di rosmarino;

2 piante perenni di rucola;

1 pianta di timo ;

5 lilium…si ok non è verdura ma son spuntati e pareva brutto tagliarli prima che fiorissero.

Sembra abbastanza? Naaa perchè maledetta me ho piantato troppa roba e ora mi tocca prendere un altro vaso per mettere la pianta di pomodorini, vogliamo mica rimanere senza no?

Questa ricetta è banalissima ma io l’adoro da sempre mia mamma la fa per accompagnare glia sparagi, non invento nulla, la scrivo solamente per Ezio che me l’ha chiesta…uso del blog a scopo personale…in ogni caso giurin giuretto il prossimo post sarà molto ricco di informazioni.

Ingredienti:

2 uova,

prezzemolo tritato,

olio q.b. ,

sale (che scordo puntualmente).

Far bollire l’acqua e le uova fino a che non saranno sode, aspettare che intiepidiscano e metterle nel mixer tritandole, aggiungere il prezzemolo e il sale, per ultimo l’olio, dare il colpo finale di mixer , senza scaldare troppo l’olio.

Note:

  • la quantità di prezzemolo è a piacere, mia madre a fa molto verde io poco…i gusti sono gusti.

Tags: , ,

Sono cocciuta, estremamente cocciuta, d’altronde ho la mamma sarda…

Oltre a questo son pure caparbia…insomma se decido che una cosa non la voglio ,io quella cosa non la voglio, di che parlo?Di un robot multifunzione da cucina, quelli che fanno tutto, affettano, tritano,impastano, montano, puliscono casa e vanno a lavorare per te…no forse non esiste un robot per queste due opzioni finali, se no era già mio da un po’.

Comunque, sta di fatto che il robot io non lo volevo, volevo fare tutto a mano. A volte mi chiedo perchè ho queste idee malsane, il bello è che sono così cocciuta che nessuno mi fa cambiare idea, fino a  che non mi convinco da sola, tardi ovviamente. Ma non per un robot, per una planetaria/impastatrice.

Mi sono convinta di avere assoluto bisogno di un’impastatrice dopo aver avuto il raptus Fosca, io amo la pizza ma a volte impastare 700g di farina più almeno due pancarrè (ossia 1 kg)mi portava via qualcosa come due ore e i polsi.

In tutto questo Nico non c’è mai entrato, mi ha chiesto un paio di volte se ne avevo bisogno, ho sempre detto ” mia madre ci ha messo nove mesi a farmi le manine, fammele usare no?” se per questo ci ha messo nove mesi a farmi un cervello, ma a quanto pare non lo uso granchè bene…sorvoliamo.

Quindi finalmente a metà aprile mi è arrivata Stella. Ovviamente mi arriva all’indirizzo del lavoro, il posto dove passo la maggior parte del mio tempo.

Ho da poco cambiato macchina, il bagagliaio è ristretto (usiamo un aggettivo carino per non dire che è un buco) , arriva il corriere che mi porta un pacco leggerissimo di 70 x 50 x50, sorrido e penso “Ma c’è qualcosa dentro o è tutta scatola?” ma sopratutto “come diavolo lo infilo in Frauleen ?(sì è il nome della mia macchina, ognuno ha i suoi difetti, io do il nome alle cose/piante che mi stanno più simpatiche).

Ok, panico,è un mercoledì,quindi non ho yoga ma come al solito ho tutto l’occorrente dietro (non si sa mai, sia mai che abbia bisogno di fare due o tre saluti a sole per mettere a posto la mia energia) per cui nel bagagliaio ho il tappeto di traverso, anzi due, non ho ancora deciso che fare del tappetino vecchio, poi ho la ruota di scorta e almeno 20 borse della spesa (manco mi dovessi comprare l’intero supermercato), ok, provo a mettere il pacco, non ci entra, lo giro, non ci entra. E intanto penso “No bella, non esiste proprio che ti lascio qui a lavoro sta notte, io devo usarti, io devo andare a casa sballarti, lavarti e impastare.”

Lampo di genio, nella mia tecnologica macchina si possono tirare avanti i sedili…zak, l’imballo entra, amen, tutta felice torno a lavorare, pregustandomi la serata.

Arrivo in garage, scarico la scatola e me la porto a casa, resiste un nano secondo integra, taglio tutto, riduco in coriandoli il cartone e…c’è la scatola di Stella con l’immagine, apro quella e mi trovo davanti il polistirolo…comincio a  pensare che il peso sia l’imballaggio, in ogni caso, speranzosa, apro il polistirolo e trovo una plastica morbida, voi non ve la immaginate la mia faccia è già un misto tra : mi sto incazzando a togliere imballaggi a quanto son bravi più la imballano meno si rovina!

Tolgo la plastica morbida, trovo il pruriball…allora ma c’è qualcosa in sta scatola o mi hanno mandato la plastica?

Ok, due giri di plastica ancora e finalmente trovo Stella, montata per giunta, e io già pensavo di dover fare la donnina Ikea con la brugoletta in una mano e le istruzioni in svedese dall’altro. Tze ma Stella è assemblata e ha il gancio per montare. Piccola digressione, ma mia Stella è una planetaria con tre ganci, uno per montare e due per impastare.

Uhhh tre ganci, uno è montato, ma gli altri due? La prima scatola è vuota, la seconda è vuota, dove sono? Mi sta salendo la rabbia agli occhi quando noto che dietro al polistirolo c’è del cartone (dell’altro) lo scosto et voilà i ganci (il servizio assistenza è salvo).

Lavo tutto e che impasto??Si perchè son le  20 e comincio a sentire un leggero languorino, metto su qualcosa da mangiare e nel mentre cerco qualcosa da fare di veloce per provare la mia Stella, cosa c’è di meglio dei brownes, veloci, richiedono poco sforzo e sono al cioccolato…certo non è il modo migliore per testare la mia nuova planetaria ma dopo tutto non posso schiavizzarla da subito no?

 

Ingredienti per una tortiera o da 24 cm di diametro o una teglia rettangolare 20 x 10:

150 g di farina;

100 g di nocciole sbriciolate;

1 cucchiaino di lievito in polvere;

150 g di burro;

3 uova;

300 g di zucchero;

150 g di cioccolato fondente.

 

Tagliare a tocchetti  il cioccolato fondente e scioglierlo a fuoco bassissimo con il burro.

Unire la farina con il lievito e le nocciole sbriciolate. Unire le gli ingredienti secchi con quelli umidi senza amalgamarli troppo.

Infornare a 180°C per 30-40 minuti.

Lasciar riposare su una gratella fino a raffreddamento e poi tagliare a cubetti.

 

Note:

  • sostituendo le nocciole con le noci otterrete un dolce davvero buono, classico ma buonissimo;
  • le tempistiche di cottura dipendono dal forno e dall’umidità il consiglio è sempre quello di provare con lo stecchino;
  • io li faccio sempre di sera, primo deodorano di cioccolato la casa e secondo al mattino posso tagliare e mangiare…;
  • chi vi dice che sono dietetici vi prende in giro, sono 2000 kcal al solo pensiero di mordere un brownes.

Note su Stella:

Stella è una Clatronic 3323, non è il meglio che c’è sul mercato, avrei dovuto scegliere altre marche per avere il top di gamma ma a me non interessava, mi interessava avere una macchina robusta con un buon motore spendendo poco.

Un consiglio che do a chiunque si compri una planetaria è scegliete in base alle vs esigenze, Stella è compatta, facile da pulire e ha pochi ammenicoli, i ricambi costano relativamente poco. Assorbe 1000w di potenza, per me l’ideale per impastare. Un suo limite è la distanza tra gancio e ciotola, sarà 1cm e mezzo, ciò non gli consente di lavorare piccole quantità, per intenderci, tre albumi o quattro nemmeno li sfiora. Le ventose sotto rendono questa impastatrice immobile, certo il braccio non è così fermo, ma come dire ho speso poco e non posso pretendere la luna, inoltre è mediamente rumorosa, un po’ come un minipimer. A suo pro posso dire che lei impasta 2/3 kg di impasto in venti minuti, io nel mentre posso fare qualcos’altro (ovviamente controllando sempre) e, soprattutto, dopo non sono stanca, perchè impastare sarà pure bello ma stanca, soprattutto se lo fai una sola volta a settimana.

Tags: , ,

Ieri, 30 aprile io e Nico decidiamo, dopo esserci messi la bandana in testa, di andare a comprare due cose, il suo telefono e dei fogli simil policarbonato per me, tutto chiaro?Solo due cose, due solamente. Ovviamente essendo due cose che non si trovano nel medesimo negozio decidiamo di andare nel supermercato più grande che c’è nella provincia (siamo due sboroni lo so) , ma visto che siamo intelligenti come due faine ci andiamo nell’orario di pranzo, piove, sappiamo già che ci sarà ressa.

Ressa?????Ma che cavolo sono proprio tutti qui!!! Parcheggiamo la macchina in un posticino da triciclo e ci fiondiamo in quella ressa di gente che pareva avere gli occhi fuori e i denti aguzzi, tutti ovviamente con la bandana in testa? No, tanti con le sigarette, totalmente a proprio agio in un luogo tanto densamente popolato…chiamatemi asociale ma durante i giorni festivi amo la calma di casa, della montagna o comunque al massimo in compagnia di 4 persone.

Per tornare a noi entriamo nel primo negozio e ne usciamo dopo una ventina di minuti, nei primi 5 avevo già trovato tutto ma vuoi non guardare tutte le sementi e tutti i vasetti in ‘sto negozio di bricolage???Ecco ritorniamo alla macchina solo per posare sti 3 fogli, giusto per non averli tra le scatole…noi, stoicamente dovremo entrare nell’ipermercato, scavalcare l’orda di persone affamate assiepate davanti a un bancone in cui uno della gastronomia sta tagliando porchette come se piovesse (in effetti fuori c’è il diluvio), stacco anche gli occhi di Nico dalla porchetta, perchè noi siamo lì per un telefono e non per comprare cibo, il concetto è chiaro vero?

In ogni caso, come ogni persona autolesionista, guardo se lo stesso articolo che ho comprato nell’altro negozio c’è anche qui, giusto per incavolarmi come una iena scoprendo che qui costava la metà, maaaaa meno male non c’è, il mio ego è salvo!

Siamo nel reparto bricolage… a un passo da quello del campeggio e a cavallo con quello delle stoviglie (nella mia mente si apre una nuvoletta…BLOG)  Nico si ferma nel reparto campeggio e io mi guardo tutte le stoviglie possibili e immaginabili (come al solito il problema è, dove caspita le stivo altre stoviglie??) .

Ok, dal reparto campeggio urla un tavolino che sono almeno 5 anni che Nico cerca ovunque, l’ha visto anche la settimana scorsa in Francia e l’ho fermato dicendogli che quest’anno le nostre vacanze non saranno campeggio (ma le faremo????bah) a sto giro devo cedere, devo anche dargli una mano perchè lui vorrebbe la scatola più intatta…la scelta è ardua a tutte manca qualcosa, comunque alla fine sceglie il suo tavolino, compatto e leggero…un metro di lunghezza per 50 cm di larghezza e 10cm di altezza….una roba proprio comoda per passare nelle corsie piene di gente…vabbeh vado a cercargli un cestino, così almeno non uccide nessuno.

Cestini questi sconosciuti, nel senso che ho corso per dieci casse, con una ragazza dietro dallo sguardo aguzzo che cercava la stessa cosa, non ce n’era uno, già questo doveva farmi capire qualcosa, comunque verso le ultime casse ne vedo tre, viva l’abbondanza, mi giro per tornare da Nico e me lo trovo praticamente alle spalle, insomma tre famelici avventori dei cestini si inseguono e due ne vogliono solo uno.

Fortunatamente il tavolo ci sta, per lungo per giunta…se no potevamo falciare tutti i bambini presenti al nostro passaggio, visto che c’eravamo di siamo comprati un po’ di cose nel reparto shampoo e cosmesi (ero finita fin lì per cercare il cestino) e poi….”ma non è che passiamo nel reparto farine, l’ho quasi finita a casa”…ne ho comprati 4 kg 2 settimane fa, a volte mi stupisco di me stessa. Mentre guardavo le farine mi cade l’occhio all’ultimo posto delle scaffale, pacco di farina da 5kg, mi si illuminano gli occhi e  mi giro verso Nico, nella speranza che capisca la mia necessità atavica di possedere un tal sacco, lui nemmeno guarda l’incarto fa il calcolo di quanto costa nella confezione da kg e nella confezione da 5…il sacchetto, insomma il sacco è già nel carrello…insomma se stiamo insieme ci sarà pure qualche motivo, questo è uno di quelli.

Beh dobbiamo andare al secondo piano (ok, ho già i capelli ritti ) vuoi non passare dal reparto pescheria e quello verdure, abbiamo riempito il ns carrellino con ogni ben di dio, ben sapendo che a casa avremmo dovuto giocare a tetris per far entrare il tutto nel nostro frigo, in questi giorni sembra una cella frigorifera di un ristorante da 100 coperti! In ogni caso è entrato di tutto, ora dobbiamo solo occuparci del telefono, peraltro già visto, andiamo al banchetto ce lo fanno vedere, tutto ok, spediamo l’inserviente a prenderlo in magazzino, torna con un pacchetto 10x5x5, che è ci sono le istruzioni lì dentro? L’ultima volta che avevo il telefono rotto e ne ho comprato un altro la mia scatola era almeno il triplo, boh non ci sarà qualcosa dentro, la tizia che ci serviva deve aver visto il punto interrogativo sia sulla mia faccia sia su quella di Nico (giuro era evidente) ci ha aperto la scatola davanti, non mancava nulla, c’era solo 1/3 dell’imballaggio in meno (amen finalmente hanno capito che le scatole alla fine le buttiamo!), quindi la donzella si gira verso Nico e gli fa “ se aggiunge 9 € le regaliamo la stampante, la vuole?” guardo Nico, lui guarda me, sulla mia faccia c’era scritto NO, giuro era facile capirlo, stranamente lui  ha capito SI…ecco allora immaginatevi noi due, Nico con un tavolo sottobraccio e la busta (unica) della spesa con dentro i 5kg di farina e molto altro e io con la borsetta nella mano sinistra e la stampante nella destra…una coppia di assassini! Essendo stanca di tutta sta bolgia mi sono posta in posizione avanzata e ho cominciato a schiviare, vecchi, bambini, barbie e ken ovunque, dimentico il mini cane all’angolo del bar, ho rischiato di travolgerlo, dietro Nico brandeggiava il tavolo manco fosse stato una sciabola, tra l’altro incastrandosi in un angolo e picchiando il pollice, non avete sentito un urlo verso le 17,00 ieri???

Finalmente alla macchina, si rientra a casa…anche perchè noi siamo usciti senza aver pranzato e ora entrambi mangeremo anche le gambe del tavolo appena comprato.

Ed ora dopo tutto questo la ricetta è una rivisitazione di questa, l’ho provata con l’olio ma non mi è piaciuta, così ho pensato bene di modificarla sostituendo l’olio con il latte, non vi so dire come fosse ma Nico e i miei hanno apprezzato parecchio, ringrazio Marianna e la sua mamma per questa ricetta.

Ingredienti:

400g di farina;

215 g di zucchero;

4 uova intere;

240 ml di latte;

1 cucchiaino di polvere d’arancia;

16 g di lievito per dolci;

1 cucchiaio di cacao amaro;

qualche cubetto di tavoletta di cioccolato fondente;

sale un pizzico.

Lavorare i tuorli con lo zucchero fino a renderli chiari e gonfi. Montare a neve gli albumi e riporli in frigo.

Unire tutti gli ingredienti liquidi ai tuorli e poi setacciare la farina e il lievito. Unire gli albumi, con un movimento circolare dall’alto verso il basso senza smontare il composto.

Accendere il forno a  180°. Prendere lo stampo e versarci un po’ di olio all’interno, spalmandolo con un pennello o con un pezzo di carta assorbente, infarinarlo, riempirlo per i 3/4 del composto.

All’ultimo quarto che vi resta nella planetaria aggiungere il cucchiaio di cacao, mescolare bene e versarlo sopra a quello bianco, poi tagliate e a pezzetti piccoli il cioccolato e mettetelo sopra.

Infornate per 40 minuti o comunque fino a  che il dolce non supera la prova stecchino.

 

Spero vada bene Benedetta, l’accetti per il tuo contest??? Categoria :la ricetta più golosa…

 

Tags: , ,

Gnocchi alla romana.

Avevo promesso a Francesca che avrei pubblicato gli gnocchi alla romana al massimo lunedì…da quanto gliel’ho promesso ne saranno passati come minimo 25… nel mentre però ho scoperto che la mia formina dei biscotti è efficacissima per tagliare anche gli gnocchi alla romana, uno spettacolo, vi prego notate la forma di puzzle!!!

Io  adoro  gli gnocchi alla romana da quando son piccola,da quando in casa si litigava per avere quelli più abbrustoliti, è un piatto facile che facilmente può essere congelato, una cosa per me fondamentale, quando arrivo tardi li prendo dal freezer e li metto in forno, lo accendo e dopo 45 minuti si mangia, nel mentre faccio al doccia,leggo, insomma nel mentre vivo.
E’ un’altra ricetta delle mia Bibbia, si presta a tante, tantissime variazioni sul tema, basta solo aver voglia di pensare, vi lascio la ricetta originale.


Ingredienti per 4/5 persone:
1 litro di latte,

220 g di semolino,

3 tuorli d’uovo,

sale, noce moscata,

formaggio grattugiato una tazza o qb;

burro qb.

Io odio da sempre le ricette che indicano qb, che cacchio vuol dire quanto basta???
Qui vuol dire, più ne metti più vengono buoni…

Far bollire il latte con un po’ di sale, aggiungere a pioggia il semolino, mescolando con una frusta o con una paletta di legno, con pazienza mescolate, dapprima il composto sarà liquido, mano a mano diventerà solido e faticoso da girare, bisognerebbe lavorarlo per 20 minuti, ammetto di non farlo più, lo lavoro sino a che non diventa difficile da girare, abbasso la fiamma e giro ancora per qualche minuto.
Spengo e aggiungo il burro, facciamo un cucchiaio? Un po’ di formaggio, potrebbero essere tre cucchiai di formaggio e i tuoli d’uovo, mescolare bene.
Versare sulla leccarda del forno (precedentemente oliata) il composto, inumidite sotto l’acqua la spatola che usate per livellare gli gnocchi, dovreste cercare di avere uno strato di 1cm circa. Lasciar riposare qualche tempo e poi mettere in frigo a raffreddare. Io normalmente li faccio la sera e li finisco la sera dopo, in ogni caso dopo un paio d’ore potete finire di prepararli, infatti bisogna tagliarli, io ho scoperto solo di recente che i veri gnocchi sono tondi, mia madre per comodità li ha sempre fatti quadrati, voi fare come vi pare, vengono buoni ugualmente.
Una volta tagliati, disponeteli nelle pirofile o in un’unica pirofila, mettete sopra qualche cucchiaio di formaggio e qualche ciuffo di burro, io poi li copro con la pellicola e li metto in freezer, per farli rinvenire tolgo la pellicola e li metto in forno, imposto 200°C e li lascio 45 minuti, li metto a forno freddo!!!Questo per evitare shock termici alla ceramica.
Se invece volete mangiarli subito, forno a 200°C per mezz’oretta, infornate a forno già caldo. In frigo credo si conservino al massimo per due giorni.

Poichè sono veramente stordita, aggiorno il mio post con questo banner, per chi non la conoscesse è una raccolta senza premi nè vincitori, solo una raccolta delle ns ricette, quelle ricette che non ci deludono e che sono sempre buone e che ci piacerebbe far conoscere a tutti, io mangio questi gnocchi da quando son bimba e li adoro. Fossi in voi dare un’occhiata al blog di Ale è meritevole!

Note:

  • a me piacciono belli sbruciacchiati, lo so che non è sano ma non ci posso far niente, in teoria dovrei toglierli quando sono dorati, anche per la foto sarebbe stato meglio ma la gola ha avuto il sopravvento;
  • si può mettere un mix di formaggi diversi e riciclare quelli che si hanno in frigo, la ricetta dice una tazza di formaggio e 100 g in tutto di burro, valutate secondo il vostro gusto;
  • i tuorli d’uovo si possono omettere o diminuire, io ho provato per la prima volta la ricetta con tre, una meraviglia, l’uovo conferisce morbidezza, quindi niente uovo gnocco duretto, più uova gnocco morbido.

Tags: , , , ,

Older Posts »