Ho appena finito di leggere proprio in questi giorni il terzo volume de Il principe vampiro di Christine Feehan. Come i primi due volumi anche questo mi ha fatto passare momenti di puro relax e spensieratezza.
Trama:
Alexandria Houton sacrificherebbe tutto, anche la sua stessa vita, per proteggere suo fratello. I loro genitori non ci sono più e lei è l’unica che può prendersi cura di lui. Ma quando nelle nebbie di San Francisco il male violento e ineffabile si è materializzato per reclamare le loro anime, le forze le sono mancate e non ha potuto far altro che urlare per la disperazione e chiedere aiuto. Da quella nebbia oscura è apparso Aidan Savage, una creatura d’oro, più potente e meravigliosa di qualunque altro essere della notte. Aidan ha salvato lei e suo fratello, strappandoli a un orribile destino. Ma adesso pretende qualcosa in cambio: il suo amore. Alexandria vorrebbe cedere a questa bruciante passione, ma è assalita da mille dubbi. Aidan salverà davvero suo fratello, come ha promesso? O la farà precipitare nel temibile baratro oscuro da cui non c’è ritorno?
L’amore dei carpaziani per le loro compagne della vita va oltre la mia umana comprensione. Loro, i maschi carpaziani, sono possessivi, antiquati, maschilisti, sono tutto ciò contro cui le nostre mamme si sono battute per rendersi emancipate e al pari della loro controparte maschile, eppure… quanto mi piacerebbe essere una carpaziana in certe circostanze!
Devo comunque dire che la vena maschilista che caratterizza i personaggi animati dalla penna della Feehan si sta lentamente spegnendo, in questo terzo capitolo, la ragazza di turno, Alexandria è un bel peperino, battagliera quel che basta per tenere testa ad Aidan, il carpaziano a lei predestinato. Manco a dirlo lui è un pezzo di uomo tipo vichingo con i muscoli giusti al posto giusto. E’ uno degli antichi della sua razza e quando ormai pensava di doversi suicidare per non cedere alla parte oscura trasformandosi in un pericoloso vampiro ecco che trova Alexandria che con il suo fratellino di cinque anni sono tenuti prigionieri dal nemico. Dopo un salvataggio degno del miglior supereroe, Aidan combatte contro la caparbietà di Alexandria che non vuol cedere ed accettare la sua sorte inevitabile ecco un passo che ho trovato molto intenso:
“Quando strinse Alexandria a sé, il braccio di Aidan si contrasse impercettibilmente. Sul suo viso, nel suo sguardo, era dipinta un’espressione a cui lei temeva di dare un nome. Senso di possesso. Tenerezza. Una combinazione di entrambi. Non voleva saperlo. La faceva sentire accudita e protetta. Bella e sexy. Il modo in cui gli occhi di lui si muovevano sul suo volto, sfiorandole le labbra come se la stesse baciando, le facevano martellare il cuore nel petto”
Le sensazioni che provano i due protagonisti sono descritte molto intensamente
“Alexandria riuscì a sentire il gusto di quelle parole. Il gusto del suo respiro. La sua bocca era calda ed eccitante. Aidan si mosse e lei si sentì schiacciata da quel corpo, irrigidito dal desiderio. Le accarezzò la guancia, facendole scivolare il pollice sul collo, all’altezza della giugulare. Il vento fece aggrovigliare i capelli di lei attorno al suo braccio, legandoli l’uno all’altra quasi di proposito”
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“Alexandria fu scossa da un brivido, improvvisamente spaventata. C’era qualcosa di diverso in Aidan, un cambiamento che aveva notato sin dal momento in cui l’aveva svegliata l’ultima volta. Come se lei appartenesse solo a lui, come se lui esercitasse su di lei un diritto inalienabile. Era tenero, ma allo stesso tempo molto risoluto, inflessibile nel raggiungimento del suo scopo. Lei gli toccò il volto con dita tremanti.
La notte esaltava la sua virile bellezza, faceva brillare i folti capelli biondi che gli cadevano sulle larghe spalle. Aveva lunghe ciglia, un profilo elegante, la mascella pronunciata e labbra perfette.
«Fondi la tua mente con la mia». Si trattava di un ordine, per quanto dolce.
Lei si irrigidì e scosse la testa. La sua vita era già stata usurpata, cambiata per sempre. Istintivamente sapeva che lui la stava attirando a sé, nel suo mondo. Doveva cercare di controllare quello che stava accadendo. «Non voglio, Aidan. Non voglio farlo».”
La scena del ballo è tra le mie preferite…io odio ballare! E odio ballare perché non mi piace essere guidata, vorrei essere sempre un passo avanti, ma se il mio cavaliere fosse Aidan non avrei nulla da ridire J
Dai vi faccio sognare ancora un po’, ma poi basta, se volete leggere ancora dovrete comprare il libro! Io l’ho comprato in ebook, è edito dalla Newton compton ed è in vendita a meno di 5.00 €. Come tutti i loro ebook. http://www.ibs.it/ebook/Feehan-Christine/il-principe-vampiro–l-o/9788854132351.html
Invece la versione cartacea costa attorno ai 14,00 €. http://www.ibs.it/code/9788854130302/Feehan-Christine/Il-principe-vampiro-L-oro-nero.html
Vi saluto con la scena del ballo di Aidan e Alexandria. Al prossimo libro!!!!!
“«Balla con me, mia cara. Ho bisogno di sentire il tuo corpo contro il mio». Le sue parole, la sua voce, erano troppo seducenti per resistervi.
Alexandria scivolò tra le sue braccia. Si sentì perfettamente a suo agio. Lui era forte e caldo, la scintilla era scoccata. Trovò una nicchia nel suo petto in cui poggiare la testa. Prese con estrema facilità il suo ritmo. Era fatta per lui, era la sua metà. Aidan era pura magia, la seduzione del velluto nero.
Si sentì a casa. Tra le sue braccia. Chiuse gli occhi, assaporando la sensazione dei loro corpi stretti l’uno all’altro. La musica era romantica, una cosa incredibile in un posto del genere. Nonostante la pista fosse affollata, gli altri ballerini non li sfiorarono nemmeno. Si muovevano a tempo e l’attrazione sessuale tra loro cresceva sempre di più. Le sembrava che delle lingue di fuoco le scorressero sulla pelle, avvolgendoli entrambi.
Aidan chinò il capo per sentire il sapore di lei. Le sue labbra, morbide, calde, le sfiorarono il collo, indugiando per un attimo in corrispondenza della vena. La sentì pulsare più forte a contatto con la sua bocca, il ritmo del suo battito divenne frenetico. «Vieni a casa con me, piccola», le mormorò lui, graffiandole delicatamente la gola coi denti, persuasivo, indugiando con le labbra sul suo collo. «Non tormentarmi ancora».”
