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Cheesecake con ricotta di Tramonti e frutti rossi

La costiera Amalfitana non è solo rappresentata dal suo mare cristallino e dai sui infiniti paesaggi mozzafiato ma, anche da un patrimonio gastronomico eccezionale. Dal mare fino ai monti Lattari passando per il sentiero degli Dei, questo paradiso è ricco di prodotti unici e rari. La protagonista di questa torta è la ricotta di Tramonti un piccolo paesino della costiera  dove la tradizione casearia ancora oggi sopravvive in piccole aziende familiari. Questa ricotta ha il sapore e il profumo delle erbette spontanee, con un sentore di limone e quel tocco di salinità   portata dal vento fino ai monti.  Il gusto di questa ricotta è un insieme di fortunati eventi e fattori naturali, ed è  proprio in questo modo che un prodotto si distingue da un altro e diventa più speciale, autentico, ricercato. Per il terzo appuntamento della rubrica Made in Italy ho voluto creare un dolce  facile da realizzare, una rivisitazione sempre 2.0 con dei  prodotti che meritano di essere conosciuti  nelle loro  caratteristiche e peculiarità per rendere tutto alla portata di tutti, divulgando  la bontà e la geniunità dei nostri territori che vanno preservati. Siete pronti quindi ad assaggiare un dolce che vi porta dritti dritti in costiera senza prendere traghetti o aerei?

Ingredienti :

– 500 g di ricotta di capra

– 100 ml di panna fresca

– 150 g di zucchero semolato

– 3 uova grandi

– 200 g di biscotti

– 100 g di burro

– scorzette di limone e arancia – un cucchiaino di liquore strega

Procedimento:

Mettete nella ciotola della planetaria la ricotta con lo zucchero e le uova. Montate il composto fino a farlo diventare liscio e cremoso. Aggiungete la panna le scorzette degli agrumi, e la strega, montate ancora per qualche minuto. In un pentolino sciogliete il burro, mentre nel mixer tritate i biscotti. Aggiungete il burro sciolto nei biscotti tritati, mescolate in modo da creare un impasto omogeneo. Imburrate e infarinate una teglia, disponete il composto di biscotti e burro sul fondo e ricoprite il tutto con la crema di ricotta che avete precedentemente preparato. Infornate a 170 ° per 60 minuti.  Sfornate la torta fatela raffreddare per 4 ore in frigo, e servite con dei ribes freschissimi o una spolverata di zucchero a velo.

Bon appetit.

 

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Fave di Carpino con cicoria

 

Per il secondo appuntamento della rubrica 100% Made in Italy, vi presento una ricetta che sa finalmente di primavera. La protagonista principale è la Fava di Carpino, presidio Slow Food, coltivata nel Gargano che di sicuro rappresenta la varietà più apprezzata in tutta la Puglia. Le fave di Carpino sono effettivamente tra le più buone, tenere e saporite, dalle piccole e medie dimensioni meritano una nota d’interesse e di ricerca attenta per questo piccolo legume ottimo sia crudo, accompagnato con del formaggio e una profumata fetta di pane oppure impiegato in una buonissima ricetta contadina come fave e cicoria. Questo piatto ha per me un ricordo particolare, tutte le volte che andavo in Puglia dai miei parenti e ancora oggi, è in assoluto uno dei miei piatti preferiti. Di fave e cicoria potrei mangiarne in quantità industriali. I piatti della tradizione rappresentano per me la mia visione di cucina dove al centro c’è sempre la valorizzazione dei prodotti e delle loro qualità, rilegate al territorio per rafforzarne l’identità e il carattere. La cicoria, dona un contrasto amaro alle favette dolci, un semplice gioco di equilibri come ben direbbe qualcuno, mentre le fette di pane croccante chiudono il piatto e lo rendono perfetto, unico. In questo piatto la parola d’ordine è semplicità e genuinità, un valore per pochi, forse per quelli decisi che hanno trovato la propria strada.

 

Ingredienti

  • 400 g di Fave
  • 2 Patate
  • 1 kg di cicoria
  •  1 Spicchio d’aglio
  • 5 cucchiai di Olio Evo
  • peperoncino e sale qb

 

Procedimento:

Sgranate le fave, lavatele e lessatele per circa 30 minuti. Pulite la cicoria, scottatela  per qualche minuto, scolatela e versatela in una ciotola con dell’acqua fredda. Sbucciate  le patate fatele a dadini sbollentatele per qualche minuto. In una padella aggiungete l’olio, lo spicchio d’aglio e fatelo soffriggere un pò, aggiungete le fave e le patate, aggiustate di  sale, unite un pizzico di peperoncino. Cuocete a fiamma bassa per circa 10 minuti con il coperchio. Quando le fave saranno ben cotte trasferite il tutto nel mini pimer, frullate fino a far diventare il composto una crema liscia e omogenea. Nella stessa padella dove avete cotto le fave, aggiungete un cucchiaio d’olio e saltate la cicoria scolata e ben strizzata precedentemente.  Servite in un piatto fondo adagiando la cicoria sulla crema di fave.

Bon Appetit

Ragù napoletano 2.0

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Ragù Napoletano 2.0

Ritorno a scrivere di cucina. Riprendo la mia rubrica su Fuudly, il mio marchio 100% Made in Italy  che  rappresenta non solo la mia passione per il cibo ma un vero viaggio attraverso i sapori della tradizione con al centro sempre le sue  vere protagoniste come le materie prime, autentiche e del territorio che danno vita a piatti spettacolari. Il ragù napoletano che ho intitolato 2.0 è la versione del mio ragù, cotto si lentamente, ma in  solo tre ore circa rispetto alle sette ore di quello tradizionale, questo per renderlo accessibile a tutti in tempi sempre più frenetici. Una caratteristica fondamentale del ragù è il suo libero stile che il suo autore vuole donargli, come ad esempio la scelta dei tagli di carne. Così tra salsicce, braciole, puntine e costine di maiale e cotenne ognuno crea il suo personale capolavoro. . Per  la mia ricetta 2.0  i tipi di carne impiegati sono la  pancetta, una classica braciola e la coperta di vitello che si presenta a strati di carne e grasso alternati come una millefoglie. La meraviglia è che  questa carne così messa  insieme crea un effetto di gusto avvolgente e  spettacolare.  Se  per la carne abbiamo campo libero, ci sono due regole che non possono, però, proprio essere infrante. La prima è che  il pomodoro da  utilizzare per il ragù deve essere solo quello di San Marzano che cresce ai piedi del Vesuvio con una  polpa succosa, compatta  e con pochissimi semi, abbraccia e penetra la carne come se fosse una lava incandescente. La seconda regola  è la pasta di Gragnano, gli ziti a trafila di bronzo, ottenuti dall’impasto con acqua e semola di grano duro. La specialità di questa pasta è che  trattiene il sugo e non lo asciuga, creando un unione perfetta dove le due  anime si valorizzano l’uno con l’altra. Il ragù napoletano non è solo un’antica ricetta è proprio la storia del un popolo napoletano un fatto ancestrale qui il folklore non è tutto, questa specialità è un simbolo quasi sacro e lo sanno bene poeti e artisti che passati per la bella Napoli nel decantare le sue bellezze una tra queste era proprio il ragù.

         Ingredienti:

  • 300 g di manzo ( il pezzo ideale è la coperta )

    la carne per il ragù
  • 300 g di pancetta di maiale
  • 1 involtino ( la classica braciola di vitello)
  • 2 l di passata di pomodoro San Marzano
  • mezza cipolla
  • 4 cucchiai d’olio Evo
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • basilico
  • 500 g di ziti trafila di bronzo   – sale e pepe qb

    Ziti trafila di bronzo

 

 

Procedimento:

In una pentola di ghisa versate 4 cucchiai d’olio e iniziate a rosolare la pancetta , i bocconcini di vitello e l’involtino. Rosolate la carne da entrambi i lati , sfumate con il vino bianco. Una volta evaporato il vino aggiungete la cipolla, continuate a rosolare il tutto e versate la passata di pomodoro, aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere per circa 3 ore lentamente e a fiamma bassa girando di tanto in tanto. Controllate il sugo che mano mano diventerà sempre più denso e la carne morbidissa. Per la pasta preparate gli ziti spezzandoli grossolanamente in più parti. Cuocete la pasta scolatela e unitela al sugo. Servite gli ziti con un abbondante mestolo di ragù e i pezzetti di carne morbidissimi, una spolverata di pecorino romano e gustate questo gran piatto assaporando tutta la vera essenza del sud, del Vesuvio e della città più bella del mondo: Napoli.

Bon Appetit

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Acquasale cilentana

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Acquasale cilentana.

L’acquasale è un piatto tipico della cucina cilentana. Un tempo questa pietanza era la colazione dei pescatori e dei contadini. La sua preparazione è semplicissima; basta bagnare il pane biscottatto con poca acqua, in modo da lasciarlo croccante e condirlo con olio, sale, origano e pomodorini. Un piatto della cucina povera, ma ricca di sapori e profumi, che valorizza i prodotti del territorio e, il concetto che in cucina non si butta via nulla. Così con del pane raffermo o biscottato , un goccio di olio evo e dei pomodori rossi e succosi, la magia in tavola si crea, in riva al mare, al calar del sole, dove le nostre tradizioni, e il clima caldo, raccontano la storie di tutti i commensali, che con un buon vinello si perdono in fragorose risate, e la gioia di essere figli di questa terra si compie. La generosità e l’ospitalità di noi meridionali si traduce con un meraviglioso sorriso, accompagnato da una delle cucine più ricche di tradizioni e genuinità. Al sud si vive così: nonostante tutte le vicissitudini e difficoltà, riusciamo a creare attimi di grande bellezza. Forse è per questo motivo che si dice: al sud piangi due volte, quando arrivi e quando te ne vai.
Arriverderci a settembre con la rubrica 100% Made in Italy su Fuudly.

Acquasale è dedicata ad Annamaria, una piccola, ma grande donna archeologa e giornalista, che affronta tutti i giorni la sua vita con una forza incredibile, e un sorriso avvolgente che scalda il cuore. A lei auguro di realizzare tutti i suoi sogni. Grazie Anna non solo per la ricetta dell’acquaesale 😉 ma anche per essere entrata a far parte della mia vita.

Ingredienti:
Pane biscottato o friselle: 200g
pomodorini datterini: 150g
pomodorini datterini gialli: 150g
mozzarelline di bufala: 100g
Olio Evo: q/b
sale: q/b
basilico: q/b
origano:q/b
Acqua: q/b

Procedimento: Disponete il pane biscottato su un piatto, bagnatelo quel tanto che basta con l’acqua, e conditelo con i pomodorini tagliati, mozzarelline, sale, basilico, origano e un filo d’olio.
Bon appetit
Madame Bistrò

Carciofo alla Giudia

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Carciofo alla giudia.
Il protagonista di questo mese per la rubirca 100% Made in Italy che potete trovare sul social network Fuudly è: il carciofo. Alla bontà dei carciofi nessuno resite. Siamo tutti golosi di questo ortaggio, che rappresenta un alimento cardine nella dieta mediterranea, ricco di ferro, fibre, minerali e antiossidanti, ha pochissime calorie e innumerevoli proprietà terapeutiche e depurative.
In cucina è decisamente un prodotto che ben si presta a tante preparazioni, da quelle più tradizionali a quelle più ricercate. Io che amo molto le tradizioni gastronomiche di questo bel Paese, ho scelto una tipica pietanza romana: carciofo alla Giudia. Uno dei contorni più famosi e buoni della cucina laziale. Il carciofo alla giudia ha origini antichissime nasce nel ghetto ebraico di Roma, veniva preparato e mangiato soprattutto nel periodo della ricorrenza del Kippur, chiamata anche festa dell’espiazione. Durante questa ricorrenza gli ebrei si sottopongono ad un giorno di digiuno, astenendosi anche da qualsiasi tipo di attività lavorativa e ricreativa, dedicandosi esclusivamente alla preghiera. Dopo avere passato 24 ore di digiuno, gli Ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati “alla giudia”. La cucina per me è proprio questo: una continua ricerca, scoperta e fusione di tradizioni e culture che insieme raccontano una storia, arricchiscono e rendono speciale quel particolare momento in cui ci si siede a tavola e, per gustare un piatto nato dalle molteplici sfaccettature intrinseche di significato. la cucina è una fitta trama per elaborare un messaggio che va ben oltre al semplice mangiare per necessità; è un’esperienza che comunica sensazioni, evoca ricordi, valori, accresce lo spirito e il nostro sapere.

Dedicato ad Ambra e a Michele, due grandi mangiatori di carciofi.

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Consigli per preparare i carciofi alla giudia:
– la varietà di carciofi da utilizzare è quella senza spine: il carciofo romanesco, o quello tondo di Paestum.
– è fondamentale tagliare le foglie esterne più dure e lavare i carciofi sotto acqua corrente, cercando di aprire le foglie il più possibile. carciofo 2
-Prima di friggere i carciofi assicuratevi che siano perfettamente asciutti, altrimenti la presenza di qualche gocciolina di acqua, a contatto con l’olio potrebbe schizzare rovinosamente su di voi e sul piano cottura. Fate molta attenzione durante questo passaggio.
– La pentola per friggere deve essere alta e capiente, i carciofi devono essere completamente immersi. Vi consiglio di cuocerne due per volta, sarà più facile controllare la cottura e la doratura.
– La temperatura dell’olio è importante; immergete i carciofi nella pentola quando l’olio sarà bollente e friggete prima a fiamma bassa e poi a fiamma alta per qualche minuto durante la prima frittura.

Ingredienti:
– 6 carciofi
– 2 L di olio evo
– sale e pepe q/b
– origano q/b
– mezzo limone
Procedimento: Eliminate le foglie esterne più dure. Mondate il gambo e tagliatelo a metà ( circa 5/6 cm). Lavate accuratamente i carciofi e immergeteli in una bacinella con acqua e il succo di mezzo limone per 10 minuti. Disponete i carciofi su un tagliere appiattiteli per bene, in modo che le foglie si aprano perfettamente e lasciateli asciugare per circa un’ora.
Scaldate l’olio in una pentola alta, friggete i carciofi per 10 minuti a fiamma bassa, verificando di tanto in tanto con l’aiuto di una pinza, la cottura delle foglie. Quando noterete che le foglie sono cotte, scolate i carciofi e fateli asciugare su carta assorbente. Scaldate di nuovo l’olio e friggete i carciofi per una seconda volta per 4 minuti per renderli ancora più croccanti e dorati. A cottura ultimata disponete i carciofi su carta assorbente a testa in giù per eliminare l’olio in eccesso. Condite i carciofi con un pò di sale, pepe e origano.

Danubio dolce

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Cari food lovers,
oggi posto la ricetta del Danubio, un dolce buonissimo che tutti conosciamo. Oltre alla ricetta troverete uno piccolo elenco con dei preziosi suggerimenti e consigli per ottenere il danubio più morbido e soffice in assoluto.
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Trucchi e segreti per realizzare un Danubio dolce e sofficissimo.
1) quando preparate il danubio, vi cosiglio di partire dal lievitino.
2) sia l’acqua, che il latte devono essere a temperatura ambiente.
3) il burro non deve essere salato, e deve essere a pomata, per renerlo tale toglietelo dal frigo un’ora prima di impastare.
4) Usate farine di forza come la manitoba, adatta per le lunghe lievitazioni.
5) Ponete l’impasto sempre in un luogo caldo e asciutto.
6) L’impasto più lievita e più sarà soffice e morbido e molto digeribile, però, non esagerate quando raggiunge ad esempio il doppio del suo volume nella teglia, allora è venuto il momento di infornarlo.
7) Potete farcire il danubio quando create le sfere, con crema, nutella o marmellata. Io preferisco farcirlo alla fine, staccare i pezzetti e riempirlo come voglio e con le giuste quantità, questo perchè mi piace assaporare la sofficità del danubio e la crema o la nutella, che non hanno subito altre cotture. Insomma così per me è tutto più fresco e non troppo alterato.
8) La teglia è importante, se usate quelle con il rivestimento in ceramica, o proprio di ceramica, il vostro danubio sarà decisamente migliore, provate e mi darete ragione.
9) L’uso del miele renderà la vostra pasta elastica, quindi non dimenticate di aggiungerlo.
10) La cottura per un danubio in una teglia da 22 cm è di 20 minuti a 170°, se è più grande allora 30 minuti e 180° a forno ventilato, però molto dipende dai vostri forni, voi fate sempre la prova stecchino, e tenete presente la colorazione del mio Danubio nelle foto che vi ho postato.
Ingredienti:
-650 g di farina manitoba
– 170 ml di latte
– 170 ml di acqua
– 50 g di zucchero
– 60 g di burro non salato a temperatura ambiente
– 6 g di lievito di birra – lievito madre)
– 1 cucchiaio di miele
– scorza di arancia q/b
– mezza fialetta di rum per dolci

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Procedimento: Per prima cosa preparate il lievitino, versando nella planetaria 100 g di farina, il lievito, 70 ml di latte. Impastate per bene con il gancio a foglia e lasciate lievitare per almeno due ore. Trascorse le due ore, aggiungete al lievitino la restante farina setacciata, lo zucchero, il latte, l’acqua, il miele, la scorza grattugiata di un arancia non trattata, mezza fialetta di rum , miscelate tutti gli ingredienti a velocità media e quando l’impasto si raccoglierà intorno alla foglia della planetaria, staccate l’impasto dalla foglia e sostituitela con il gancio. Azionate nuovamente la planetaria e lavorate l’impasto aggiungendo i pezzetti di burro morbido a temperatura ambiente. Continuate ad impastare fino a quando la pasta non si sarà incordata. Quando l’impasto sarà liscio ed omogeneo, lasciatelo lievitare per due ore circa.

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Versate ora l’impasto su una spianatoia infarinata, lavoratelo delicatamente con una spatolina e create delle palline che andrete a posizionare a circa 2 cm di distanza tra loro, in un ruoto foderato o di carta forno o imburrato.
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Lasciate lievitare per altre due ore. Prima di infornare il danubio spennellate con un tuorlo amalgamato con un cucchiaio di latte. Cuocete in forno ventilato per 20 minuti a 170°.

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Ravioli di mozzarella, stracciatella e ricotta di Bufala

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Ravioli di mozzarella, stracciatella e ricotta di bufala.

Madame e Monsieur, sono lieta di presentarvi la mia prima rubrica di cucina: “100% Made in Italy”, che terrò una volta al mese su Fuudly , il primo social network dedicato agli amanti del buon cibo e della qualità, ricco di ricette, video, tutorial ed eventi dedicati al mondo del food. Il mio è uno spazio riservato a tutti quei prodotti che rappresentano le eccellenze gastronomiche del nostro bel Paese. Ho deciso di dedicare il mio primo articolo alla mia terra, la Campania, e ad uno dei suoi prodotti che più la rappresenta nel mondo:”la mozzarella”; ma vi dirò di più, la mia passione per la cucina è anche una ricerca costante e minuziosa delle migliori materie prime e dei suoi produttori che lavorano con altrettanta passione e devozione, avendo sempre un occhio attento verso il rispetto per l’ambiente, il territorio, gli animali, e alle regole necessarie, che permettono di garantire un prodotto genuino, naturale e di qualità al cliente finale. Questa in sintesi, è la realtà del caseificio Giuliano, un’ azienda agricola a conduzione familiare, nata nel 1925 e che presenta tradizione e innovazione. L’azienda agricola Giuliano produce a Km0 e tutto Biologico i loro prodotti caseari, le carni e i salumi bufalini. . Nell’allevamento del caseificio Giuliano viene prodotto giornalmente il latte nobile che dopo scrupolosi controlli viene distribuito in azienda. Questo latte è ricco di antiossidanti, omega 3 e aromi, che viene prodotto da bufale e mucche dell’Appenino Campano e Molisano che pascolano per molti mesi all’anno, alimentate per oltre il 70% da diversi tipi di erbe e fieni, senza OGM e mangimi industriali. Il latte nobile, conferisce alla mozzarella e ai vari latticini il sapore e il gusto del latte di una volta. La famiglia Giuliano è la prima in Campania a produrre mozzarella di bufala con latte nobile, infatti non sono mancati i riconoscimenti, da parte di eventi importanti come Expo 2015 e alla fiera dei formaggi di Torino, a cui hanno presenziato esponendo i loro i prodotti sinonimo di qualità e di eccellenza del territorio campano.
Il sapore burroso e avvolgente della mozzarella vi conquisterà, gli aromi e i profumi dei formaggi sono un’autentica esperienza per il palato che riconoscerà note di una bontà intensa e misitca.
La ricetta che ho elaborato per concentrare una parte dei prodotti del caseificio è : ravioli con ricotta, mozzarella e stracciatella di bufala. Mentre come condimento ho scelto un sugo semplice e fresco al basilico, proprio perchè volevo che da questo piatto si esaltasse il ripieno ricco e gustoso, che si scioglie in bocca grazie alla ricotta vellutata, alla mozzarella e alla stracciatella di bufala che regalano un tocco corposo e un gusto paradisiaco al ripieno, il tutto rifinito con delle scaglie di formaggio a pasta dura semistagionato sempre di latte di bufala. Risultato finale?
Sono i ravioli più buoni che io abbia mai preparato e mangiato, un motivo in più per provarli!
Parola di Madame Bistrò.

Per questo articolo ringrazio l’azienda agricola Giuliano (Loc. Bivio Cioffi-ss.18 Eboli-Salerno) e il social network
Fuudly http://www.fuudly.com/home per avermi affidato una rubrica tutta mia sulla loro piattaforma per una new food experience 🙂 alla grande!

Ingredienti per 4 persone:
– 500 g di farina per la pasta fatta in casa( Lo conte- le farine magiche)
– 400 ml di acqua
– un pizzico di sale
per il ripieno :
– 500 g di ricotta di bufala
– 150 g di stracciatella di bufala
– 200 g di mozzarella di bufala
– sala e pepe q/b
Per il condimento : Sugo al basilico fresco ( pelati Cirio 1 lattina da 400g)

Procedimento : In una ciotola lavorate la ricotta con un pò di sale e pepe, aggiungete la mozzarella precedentemente tritata e sgocciolata e la stracciatella, mescolate per bene il composto e mettetelo da parte.

– Mettete la farina a fontana su una spianatoia, al centro della farina verasate l’acqua poco alla volta e iniziate ad impastare fino a quando non otterrete un impasto liscio ed omogeneo. Lasciate riposare l’impasto per 30 minuti coperto da un canovaccio.
– Tirate la sfoglia sottile con il mattarello o con la nonna papera ( macchina per la pasta); posizionate il ripieno piegate la pasta sul ripieno sigillare per bene e con il tagliapasta ritagliate i vostri ravioli.

– Cuocete i ravioli in abbandonate acqua salata e conditeli con un sughetto al basilico fresco e una spolverata di grana, io in questo caso ho usato il formaggio di bufala del caseificio.

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Pappardelle con ragù di verdure

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Cari food lovers, se anche voi siete stracolmi dei pranzi e delle cene di queste feste, e siete alla ricerca di una ricettina gustosa ma leggera, allora le pappardelle al ragù di verdura è il piatto che fa per voi. Facile da preparare e con pochi ingredienti, questo ragù di verdure sarà il condimento perfetto per un primo piatto squisito; ideale sia per i vegetariani e i vegani e sia per chi vuole effettivamente limitare il consumo di carne. Io ho preparato questo piatto con le pappardelle di Gragnano, pasta di semola di grano duro, quindi senza uova, ottime, perchè si amalgamano perfettamente al sugo e danno al piatto una corposa e gustosa consistenza. I pelati ideali per questa ricetta sono i pomodorini , che richiedono una cottura veloce e giusta per le verdure. Ora non vi resta che mettervi ai fornelli e preparare un piatto ricco di sapore e benessere 😉

Igredienti per 4 persone
– 500 g di pappardelle di Gragnano ( pasta di semola di grano duro)
– 800 g di pomodorni pelati
– 1 melanzana media
– 1 peperone medio
– mezza cipolla di tropea
– basilico q/b
– olio evo 5 cucchiai
– sale e pepe q/b
– parmigiano reggiano q/b

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Procedimento: Lavate e tagliate le verdure a dadini. Tritate la cipolla e rosolatela in una padella antiaderente con l’olio per 30 secondi a fiamma bassa; aggiungete le verdure, il basilico e mescolate con cura per 3 minuti . A questo punto versate i pomodorini, aggiustate di sale e pepe, mescolate e lasciate cuocere per 30/40 minuti fino a quando il sugo non avrà raggiunto una consistenza bella densa e cremosa. Lessate le pappardelle ( non all’uovo) in abbondante acqua salate, e quando saranno cotte, scolatele e conditele con il ragù di verdure. Servite il piatto con una manciata di pepe o una spolverata di parmigiano reggiano.

Bocconcini di pollo con purè di castagne

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Bocconcini di pollo con purè di castagne.

La ricetta dei Bocconcini di pollo con purè di castagne, è un piatto gustoso, adatto per le cene invernali o i pranzi domenicali in compagnia di ospiti particolari come i suoceri. Dedicata ai neo sposi, i bocconcini di pollo con purè di castagne, è un piatto semplice da preparare, che lascerà di sicuro i vostri ospiti a bocca aperta, ma a pancia piena. I bocconcini speziati e perfettamente dorati ,aromatizzati al vino bianco, sono deliziosi e il purè di castagne morbido e cremoso leggermente dolce darà quel tocco in più che esalterà le vostre doti di cuoca sofisticata e brillante. Insomma care sposine, se vostra suocera, prepara un pollo spettacolare che richiede lunghe cotture e praparazioni, e voi un pò per inesperienza e un pò per mancanza di tempo, non sapete proprio che “polli prendere”! Allora vi consiglio di preparare questa nuova versione del pollo partendo dal petto adatta ai vostri di tempi e personalità. In cucina come in amore ognuno ha un suo particolarissimo ruolo e modo di amare,cucinare ed esprimere la propria passione.
Con questa ricetta sono felice di partecipare al constest #ChickenchefCercasi, suggeritomi dal team di Fuudly il primo social network dedicato a tutti gli amanti del cibo a 360° 😉 .

Bocconcini di pollo in salsa di castagne
ingredienti:
– 300 g di bocconcini di pollo
– 10 castagne grandi
– 6 cucchiai di Olio Evo
– farina per frittura q/b
– una manciata di finocchietto secco
– un rametto di rosmarino
– qualche fogliolina di salvia
– prezzemolo tritato q/b
– 2 spicchi d’aglio
– mezzo bicchiere di vino bianco
– sale e pepe q/b
Lessate le castagne per 30 minuti con un pizzico di sale.
Sbucciate le castagne e tagliatele a pezzetti , passatele in padella con uno spicchio d’aglio,prezzemolo e due cucchiai d’acqua, cuocete per una decina di minuti , salate e pepate. Quando le castagne saranno pronte passatele nel mixer, e otterrete così la purea di castagne che vi servirà per accompagnare i nostri bocconcini di pollo.
A questo punto infarinate i bocconcini di pollo. In una padella scaldate l’olio e lo spicchio d’aglio per qualche secondo, aggiungete i bocconcini di pollo, rosolateli da entrambi i lati, sfumate il pollo con il vino bianco, unite il finocchietto, il rosmarino e la salvia, aggiustate di sale e pepe e cuocete per 20 minuti. Servite i bocconcini di pollo con la purea di castagne e bon appetit .

Boteri con zucca e granella di nocciole.

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Boteri ( gnocchi di patate) con crema di zucca e granella di nocciole.
I Boteri con zucca e granella di nocciole e scaglie di pecorino è una goduriosa ricetta per portare in tavola gli gnocchi di patate con i profumi e i sapori dell’autunno. Una dolcissima e vellutata crema di zucca con una croccante granella di nocciole unite al sapore deciso delle scaglie di pecorino, avvolgono ed esaltano la sofficità degli gnocchi di patate creando un gusto delicato e corposo. Con questa ricetta partecipo al contest di Fuudly il primo social network dedicato agli appassionati del buon cibo e della cucina di qualità. Se amate i piaceri della tavola allora Fuudly è la dimensione ideale per voi. Stay Hungry, Stay Fuudly!!!

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Ingredienti per 4 persone :
– 1 kg di patate vecchie a pasta bianca, farinose
– 200 g di farina 00
– 1 uovo
– un pizzico di sale
Per il condimento:
– 600 g di zucca
– 60 ml di olio evo
– 1 spicchio d’aglio
– 2 foglie di basilico
– sale e pepe q/b
– 100 g di nocciole tritate
– 100 g di scaglie di Pecorino Romano DOP.

Lavate le patate, lessatele con la buccia per circa 50 minuti a fuoco moderato. Quando saranno cotte, scolate e pelate le patate, schiacciatele quando saranno ancora ben calde. Una volta ottenuta la purea di patate lasciatela raffreddare. Successivamente unite, la farina setacciata poco alla volta nella purea di patate, l’uovo, un pizzico di sale. Amalgamate e lavorate l’impasto con cura e velocemente. Quando il composto sarà soffice, elastico e compatto, lasciatelo riposare sulla spianatoia coperto da un canovaccio per 30 minuti.
Dividete l’impasto in quattro parti. Con le mani infarinate fate dei cilindri di 3 cm di diametro e con il coltello ricavate tanti pezzetti di circa 2 cm. Disponete gli gnocchi su un vassoio spolverato di farina.
Per il condimento: sbucciate e lavate la zucca, tagliatela a dadini e cuocetela in una padella antiaderente con l’olio, lo spicchio d’aglio, sale e pepe per una ventina di minuti. Quando la zucca sarà cotta frullatela con il mixer e otterrete così una deliziosa e profumata crema per condire i vostri gnocchi.
Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, saranno pronti quando saliranno completamente a galla. A questo punto scolateli con un mestolo forato e poneteli direttamente nella padella con la crema di zucca e mantecateli. Servite gli gnocchi con granella di nocciole e scaglie di pecorinio, un filo d’olio e un pò di basilico tritato.
Bon appetit

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