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Treccia di pane

Ciao! Ecco un’atra mia creazione con il lievito madre: la “TRECCIA DI PANE”. Si tratta di preparare un impasto a base di due tipi di farine (di tipo 1 e Manitoba) e condito all’olio. In più per rendere il pane ancora più invitante, ho pensato di realizzare una treccia; così è anche bella da portare a tavola per un pranzo/cena speciale! Sono sufficienti due tempi di lievitazione, per ottenere un pane soffice, profumato e buonissimo.
Se non doveste avere il lievito madre, vi basterà sostituirlo con un cubetto di lievito di birra. E allora cosa aspettate? Non avete voglia di sentire il profumo di pane appena sfornato a casa vostra? Allora provate anche voi questa ricetta e fatemi sapere! Aspetto i vostri commenti qui sul blog e sui social!
A presto!
Anna

Treccia di pane
  • DifficoltàMedia
  • CostoMolto economico
  • Tempo di preparazione30 Minuti
  • Tempo di riposo5 Ore
  • Tempo di cottura50 Minuti
  • Porzioni1 treccia di pane
  • Metodo di cotturaForno
  • CucinaItaliana

Ingredienti

  • 250 gfarina di tipo 1
  • 250 gfarina Manitoba
  • 300 glievito madre (già rinfrescato – oppure 25 g di lievito di birra)
  • 200 gacqua
  • 2 cucchiaiolio
  • 1 cucchiainosale
  • 1/2 cucchiainozucchero

Preparazione

  1. Preparazione lievitino

    Due ore prima dell’inizio della preparazione dell’impasto della treccia di pane, rinfrescare il lievito madre in rapporto 1:1:1 (io ho utilizzato 140 g di lievito madre unito con 140 g di farina e 140 g di acqua).

  2. Preparazione impasto

    Trascorse le due ore, prendere 300 g di lievito madre rinfrescato e scioglierlo nell’acqua. Aggiungere l’olio e poi poco alla volta le farine. Solo alla fine, aggiungere all’impasto il sale e lo zucchero.

  3. Lievitazione impasto

    Lavorare bene l’impasto su una spianatoia, fino ad ottenere un impasto omogeneo.

    Creare una croce sulla superficie dell’impasto, riporre il panetto in una ciotola coperta con della pellicola trasparente e lasciar lievitare il tutto per due ore.

  4. Preparazione treccia

    Trascorse le due ore, riprendere l’impasto e dividerlo in tre parti.

  5. Pieghe impasto

    Appiattire delicatamente ogni parte e procedere alla formazione delle pieghe, che serviranno per facilitare la lievitazione, come descritto nelle foto.

  6. Pieghe impasto

    Formare dei panetti e aspettare dieci minuti fino alla formazione delle seconde pieghe.

  7. Pieghe impasto

    Per le seconde pieghe, riappiattire delicatamente ogni parte di impasto e avvolgerle fino a formare tre filoncini.

  8. Formazione della treccia

    Su una teglia ricoperta con carta da forno, prendere le tre strisce di impasto e formare una treccia.

  9. Seconda lievitazione

    Lasciar lievitare la treccia di pane in forno spento con la luce accesa per tre ore.

    Preriscaldare il forno a 220 °C. Poi infornare la treccia di pane e abbassare la temperatura a 190°C e cuocere il pane per 40 minuti.

  10. Cottura treccia di pane

    Capovolgere la treccia di pane e lasciar cuocere per altri 10 minuti, sempre alla stessa temperatura.

    Fare la prova stecchino per verificare la cottura del pane.

I miei consigli

Per quanto riguarda le farine, potete anche utilizzare solo una tipologia di farina (es. tutta di tipo 1).

Al posto del lievito madre, potete usare 25 g di lievito di birra.

L’aggiunta dell’olio nell’impasto è facoltativo.

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Pubblicato da Annamaria

Ciao a tutti! Mi chiamo Annamaria, per gli amici Anna, vivo ormai da diversi anni nella bellissima città di Ravenna, ma sono calabrese. La mia passione per la cucina nasce da piccolissima. Ricordo ancora che a soli cinque-sei anni chiedevo sempre alla mia carissima nonna Maria "Prepariamo una torta?", costringendola a volte ad uscire di casa per andare a comprare gli ingredienti, se mancavano. Sono stata sempre curiosa in cucina e tutte le volte che mia mamma cucinava o si cimentava in una nuova ricetta, io non la mollavo e facevo sempre mille domande. Direi che le cose, ad oggi, non sono molto cambiate..anzi la passione per la cucina è rimasta. Oggi a testare le mie ricette c'è il mio ragazzo, Matteo, il quale ogni tanto si lamenta non dei miei piatti ma di qualche chilo di troppo.

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