Gelatina di uva

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Gelatina di uva - Ricetta sterilizzazione sottovuoto - Le Mani Di ManuCon la ricetta del mosto cotto avevo detto di aver messo piede nel mondo delle conserve, con quella della gelatina di uva posso tranquillamente dire di averci preso la residenza! Che soddisfazione! Ormai ci ho anche la tenuta da lavoro, la divisa da conserva! 😀 Mi piace fare la parte della massaia d’altri tempi (ehm, quando mi pare e in quello che mi pare! Non provate a mettermi ago e filo o il ferro da stiro in mano che mi offendo! 😀 ) Star lì a spremere, filtrare, mescolare con quel delizioso profumo di caramello che si diffonde per casa è quasi terapeutico! Certo, ci vuole tempo e pazienza…quindi chi dovesse decidere di avventurarsi in questo tipo di preparazioni sia consapevoli che non se la caverà con un’oretta di lavoro. Comunque, una volta messo il succo d’uva sul fuoco, non occorrerà vigilarlo più di tanto. Basterà dargli un’occhiata e una mescolata di tanto in tanto. Sono sincera e vi dico che la mia gelatina di uva era venuta un po’ liquida, così l’ho dovuta rimettere una mezzoretta in più sul fuoco ma l’ho assaggiata e…è buonissima! Col formaggio piccante, con il bollito di carne o come dolcificante è stata davvero una favolosa scoperta!

Ingredienti per gelatina di uva:

  • kg. 3 di uva bianca matura (io ho usato la qualità pizzutello)
  • gr. 600 zucchero semolato
  • succo di 1/2 limone

Staccate gli acini dal grappolo, lavateli e asciugateli. Ricavate il mosto crudo spremendoli con il passa verdure, poi passate il succo con un colino a maglie strette. Aggiungete lo zucchero, il succo di limone e mettete la pentola sul fuoco. Fate prendere bollore tenendo la fiamma alta, poi abbassatela. Dovrà cuocere bollendo molto lentamente. Girate di tanto in tanto. Per ultimare la cottura ci vorranno all’incirca 3 ore, ma non è un dato certo perché dipende dall’intensità del bollore, dalla quantità di mosto crudo ottenuto e dalla dolcezza dell’uva. La resa della gelatina di uva è molto più alta di quella del mosto cotto dal momento che lo zucchero aggiunto funziona da addensante. Quindi, otterrete più o meno la metà della quantità di mosto crudo iniziale. Comunque la gelatina sarà pronta quando, mettendone una goccia su un piatto inclinato, si rapprenderà immediatamente. Una volta pronta versatela in vasi di vetro preventivamente sterilizzati, chiudete subito e create il sottovuoto.

Sterilizzare i vasi di vetro: Lavate e sciacquate accuratamente i vasetti e i loro coperchi (usatene di nuovi, non riutilizzate quelli vecchi), poi mettete tutto in una pentola e sommergeteli d’acqua. Fate bollire tutto per 30 minuti, spegnete il fuoco ed estraete il contenuto solo quando l’acqua si sarà freddata (usate una pinza, non toccateli con le mani sennò la sterilizzazione vi sarà servita a poco!). Poneteli a testa in giù su un canovaccio pulito e dopo cinque minuti girateli per farli asciugare per bene. Non riempiteli se non sono asciuttissimi. Poi chiudeteli.

Per quanto riguarda il sottovuoto potete scegliere uno tra i due metodi che vi espongo qui sotto. Tenete presente, però, che se seguirete il primo metodo i contenuti dei vostri barattoli si conserveranno per meno tempo.

Creare il sottovuoto quando il composto è invasato da caldo: basterà versare il contenuto bollente nei vasi di vetro sterilizzati e asciuttissimi, chiuderli subito, capovolgerli e lasciarli freddare in quella posizione. Se la capsula centrale del tappo si sarà ritirata e non farà “click” l’operazione sarà riuscita con successo.

Creare il sottovuoto quando il composto è invasato da freddo o per garantire una maggiore durata: Prendete i vostri bei barattoli pieni e ben chiusi, metteteli in una pentola e copriteli con l’acqua. Dovranno rimanere sommersi. Fate bollire 30 minuti, spegnete e lasciateli raffreddare completamente all’interno dell’acqua stessa.  Avrete ottenuto il sottovuoto se il centro del coperchio si sarà abbassato e non farà “click”. Ora non vi rimane altro da fare che asciugarli e conservarli in un luogo fresco, asciutto e in ombra.

 

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