20150621_090233Farsi coccolare da una succulenta colazione quando si alloggia in hotel è uno dei suoi lati positivi. Durante il nostro breve soggiorno in Valle d’Aosta ecco che scopro un’altra prelibatezza: le paste di meliga. Il povero Marco, sempre il cameriere dell’hotel, è stato subissato di domande dalla sottoscritta anche di prima mattina.

Non avevo mai mangiato dei biscotti come questi e non sapevo cosa fosse la meliga. Lui, gentilissimo, mi ha spiegato allora che la meliga è il nome dialettale della farina di mais, quella fine, non adatta a fare polenta, ma usata per fare i dolci (che tecnicamente viene definita fioretto).  La Valle d’Aosta nulla ha a che fare con questi biscotti che sono di origine piemontese, ma lì li trovi ovunque; anche sul bancone della colazione degli hotel. Quelli che ho mangiato io erano fatti in casa, dalla proprietaria, maggiormente con prodotti locali a km zero. Così mi sono fatta dare la ricetta per riproporli, e stasera la condivido con voi. Da non credere, anche loro muniti di Kenwood; d’altro canto, non se ne può fare a meno.

Ingredienti:

200gr di burro

200gr di zucchero

200 gr di farina di mais tipo fioretto

200 gr di farina di frumento tipo 00 (fior di farina)

3 tuorli d’uovo

scorza di limone grattuggiata

un pizzico di sale

 

Nella planetaria del vostro robot mettete le due farine e azionate la macchina con la frusta a k.

Aggiungete il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, le uova, la scorza di limone e un pizzico di sale

Alla fine dovrà risultare un impasto cremoso. Riempite con esso una sac a poche utilizzando il beccuccio a stella di grandi dimensioni. Se non ne avete a disposizione potete sostituirla con un sacchetto per alimenti (tipo cuki gelo); non otterrete il disegno rigato ma il sapore sarà lo stesso.

Realizzate così delle ciambelline direttamente sulla placca da forno rivestita con carta. Preriscaldate il forno a 180 gradi e cuocete i biscotti per 15 minuti circa, tenendo d’occhio la cottura che può variare a seconda del tipo di forno. Io prediligo sempre la modalità statica; in caso optiate per il ventilato, ricordatevi che la temperatura deve essere ridotta, e i tempi di cottura di accorciano.  Raffreddandosi tenderanno ad indurirsi un pochino.

Essi si conservano bene in una scatola di latta o di vetro per un paio di settimane, se ci arrivano.