Dalle parti di mio papà, nel bresciano, li chiamano Malfatti, ed è con questo nome che io li conosco da sempre. In Toscana, terra d’origine di mio marito, invece, li chiamano gnudi perché altro non sono che il ripieno dei ravioli ricotta e spinaci – “ignudo”, come dicono loro –  senza cioè il vestito della pasta all’uovo.

Chiamateli Gnudi come fanno in Toscana, o Malfatti come dicono in Lombardia, sta di fatto che sono buonissimi. Parola di Richi! E se lo dice mio figlio Riccardo, schizzinoso com’è sulle verdure, potete crederci.

Il nome malfatti nasce proprio dalla forma irregolare di questi gnocchetti, che fatti a mano ad uno ad uno, si presentano uno diverso dall’altro. Ogni famiglia ha la sua ricetta: c’è chi li prepara con gli spinaci, chi con le erbette o la cicoria. Io vi racconto la mia, semplice e di facile replica. Ci vorrà poco più di mezz’ora.

Ingredienti per circa 20 malfatti (4 persone)

400 gr di erbette fresche

250 gr di ricotta

1 uovo

Una noce di burro

60 gr di farina

Noce moscata

Sale q.b.

Burro, salvia e grana padano per il condimento

 

Prima di raccontarvi il procedimento faccio una piccola doverosa premessa. Io ho impastato tutto con il mio super alleato in cucina Kenwood cooking chef, ma la ricetta è fattibilissima anche a mano, utilizzando utensili molto più convenzionali. Dopotutto le mie zie, non usavano la planetaria.

Lavate le erbette e sbollentatele in acqua per qualche minuto. Scolatele e strizzatele per bene per eliminare quanta più acqua possibile. Tagliuzzatele finemente e fatele saltare 2 minuti con la noce di burro e una presa di sale (frusta flexi, 100 gradi, velocità di mescolamento 1). Spegnete il calore e cambiate frusta, agganciando la foglia, aggiungete la ricotta e l’uovo freddi di frigo, e iniziate a mescolare. Pian piano la temperatura scende grazie agli ingredienti freddi e la planetaria ricomincia ad impastare. A questo punto aggiungete la farina, una grattata di noce moscata e aggiustate di sale.

Spegnete e lasciate riposare l’impasto una decina di minuti, così potrete verificare se ci sono liquidi in eccesso dovuti al fatto che non avete strizzato bene gli spinaci. In tal caso aggiungete poca farina per volta e lasciate riposare l’impasto. Esso dovrà comunque continuare ad avere una consistenza molto morbida.

Mettete a bollire ora una pentola con acqua salata. Quando inizia a bollire, mescolate velocemente l’impasto per amalgamare di nuovo gli ingredienti e prelevate una quantità di impasto pari ad un cucchiaio di minestra per volta. Servitevi di due cucchiai se volete una forma a quenelle come la mia, e immergete gli gnocchi ad uno ad uno nell’acqua bollente, e pochi per volta, mi raccomando. Smuoveteli delicatamente con la punta del cucchiaio e quando inizieranno a venire a galla prelevateli con un mestolo forato e trasferiteli in una padella nella quale avete messo il burro e la salvia.

Terminate la cottura di tutti i malfatti e poi fateli saltare nel burro e salvia per un paio di minuti, rigirandoli con attenzione per insaporirli tutti. Trasferiteli in un piatto, e spolverate con una generosa quantità di grana padano.

Io ne ho serviti 5 a testa, ma fate voi!!

Per la preparazione a mano, seguite tutti i procedimenti e mescolate gli ingredienti in una ciotola capiente con l’aiuto di un cucchiaio di legno.

Al condimento con burro e salvia potete sostituire anche una salsa di pomodoro, mi raccomando però, preparata con del buon burro, come fanno dalle parti di Brescia.

Non sono complicati vero? Ma vi assicuro, piacciono da matti, anche ai più piccini.