In giro per… Pico – Azzorre

Ritorniamo in viaggio !

Per raggiungere la nostra prossima tappa abbiamo preso il traghetto che da Velas, in poco più di un ora arriva al porto di Madalena, sull’isola di Pico, che prende il nome dal vulcano, Punta do Pico, che con i suoi 2550 mt è la montagna più alta di tutto il Portogallo. 
Denominata anche l’isola grigia, per la grande quantità di pietra vulcanica, usata anche per costruire le case.  

Il trekking sul monte Pico è una delle attività principali dell’isola, noi non lo abbiamo fatto, non siamo cosi avventurosi. Per chi invece fosse interessato si informi per tempo, perché le escursioni sono a numero chiuso e vanno prenotate in anticipo. 

Come dicevo, la particolarità di Pico è proprio la sua terra vulcanica, che arrivando da un’isola molto verde come Sao Jorge salta all’occhio.
Ma proprio in questa terra nera crescono le vigne, per un vino pregiatissimo. 
Dal 2004 fanno anche parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, perché veramente particolari per il loro modo di coltivazione. Non in filari, come siamo abituati a vederle noi, ma in piccoli appezzamenti circondati da muretti sempre in pietra lavica, che proteggono dal forte vento. 
Le più famose sono a nord di Madalena, Cais do Mourato, Lajido e Santa Luzia. 

Altra tappa imperdibile è la Gruta das Torres, uno spettacolare tunnel di lava percorribile per una piccola parte a piedi, con tanto di caschetto in testa e pila per illuminare il cammino, all’interno della grotta non ci sono luci artificiali. Ovviamente accompagnati dalla guida. 
Anche qui bisogna prenotare il giro, perché i posti per ogni tour sono limitati. Noi siamo stati fortunati, in quanto abbiamo trovato gli ultimi due posti liberi, ma se volete andarci vi consiglio di contattarli in precedenza, anche perchè è un’esperienza bellissima. Sul sito trovate tutte le informazioni. 

Lo ammetto, io non ne ero molto entusiasta, pensare di camminare quasi al buio sulla pietra lavica, non mi ispirava molto. In alcuni punti cii si deve anche abbassare e un po’ arrampicare, ma sia la guida che gli altri partecipanti danno una mano nei punti più complicati. La cosa più bella è poi trovarsi a torce spente, passarsi la mano davanti agli occhi e non vedere assolutamente niente, come si dice buio pesto. 
Non ho fatto foto, perché non rendono l’idea del posto. L’ingresso è a pagamento, 8 € (2019).  

A Pico, siamo stati due giorni, ma forse se non si vuole scalare la montagna, ne basta solo uno per visitare l’isola, magari facendo anche una gita in giornata, dalla vicina Faial (prossima tappa) e muovendosi con il taxi.

Al centro dell’isola si trova Lagoa do Capitao, il più grade lago vulcanico di Pico.

 Il piccolissimo paese di Santo Amaro (300 abitanti) è uno dei centri più importanti per quanto riguarda l’artigianato dell’isola. Infatti ben 100 persone lavorano in questo settore, qui potete trovare il museo ed il negozio per acquistare le loro creazioni, fatte con materiali naturali, come lische di pesce, midollo di legno di fico e foglie di aglio e cipolla essiccati ed i più tradizionali cappelli di paglia. 

Altra particolarità di Pico sono i suoi mulini a vento, onestamente non so il perchè, però si trovano spesso e su molti ci si può anche salire e godere ancora meglio del panorama.

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