in giro per… Faial – Azzorre

Altra immancabile tappa del tour delle Azzorre è l’isola di Faial.

Continuiamo il nostro viaggio spostandoci nuovamente con il traghetto, arrivando al porto di Horta.

Horta è il crocevia di chi attraversa l’oceano atlantico in barca, infatti ci sono due posti che dovete assolutamente visitare se volete averne prova. 
Il porto e il famosissimo Peter’s cafe sport. 

La particolarità del porto di Horta è la distesa di scritte e pitture murali fatte dagli equipaggi che si fermano sull’isola. Ce ne sono davvero centinaia fatti da persone di ogni angolo del mondo. I primi risalgono agli anni ’50. Si sa quanto i marinai siano scaramantici, infatti si dice che lasciare la traccia del proprio passaggio qui, con un murales porti fortuna in mare. 

Sempre legato ai marinai è il celebre Peter’s cafe sport, un punto di ritrovo per i naviganti, ma oggi anche per i turisti di passaggio sull’isola. Anche qui è usanza lasciare il gagliardetto con il nome della propria imbarcazione. 

Una volta questo locale era usato come fermo posta proprio dai marinai, che si facevano spedire le cose di cui avevano bisogno presso questo bar. 
Altra particolarità di questo posto è che al suo interno c’è anche un piccolo museo, con una delle più grandi collezioni di incisioni fatte su denti di balena. 

Si perché fino a non molti anni fa (1982), la pesca alla balena era legale e praticata da queste parti, fortunatamente oggi non è più cosi, infatti la maggior parte delle baleniere sono state riconvertite in esperienze turistiche di avvistamento cetacei e delfini. ma di questo ve ne parlerò meglio nel post dedicato all’isola di São Miguel.

Purtroppo non siamo riusciti a vedere il mini museo di Peter, perché era chiuso, come non siamo riusciti a vedere neanche la Caldera do Faial. E questo mi è proprio dispiaciuto, ci abbiamo provato per ben tre volte a salire sul Cebeco Gordo a circa mille metri di altezza, ma abbiamo trovato sempre la nebbia fitta, quindi niente vista sulla caldera, che ha un diametro di due chilometri ed una profondità di cinquecento metri. Peccato ! Volevamo fare anche il trekking alla caldera, ma è saltato anche quello.

Anche qui a Faial abbiamo fatto il giro dell’intera isola, poco più di 50 chilometri. Troverete sicuramente tantissimi punti dove fermarvi e scattare un sacco di foto. 

Uno dei posti più spettacolari di tutta l’isola è Ponta do Capelinhos, che si trova all’estremità più occidentale. 

Nel, non troppo lontano 1957, c’è stata un’eruzione vulcanica sottomarina, durata quasi un anno, che ha aggiunto 2,4 chilometri in più alla superficie dell’isola. Distruggendo tutto ciò che c’era intorno. 

Non so se è stato un caso oppure è sempre cosi, ma abbiamo trovato tantissimo vento in quel punto, è stato difficilissimo anche solo camminare verso il centro visitatori. Un’esperienza davvero particolare, con tutta quella sabbia nera alzata da forte vento. 

Proprio sopra al centro visitatori si trova il faro, Farol des Capelinhos, sepolto in parte dell’eruzione vulcanica, ci si può anche salire, ma con quel tempo, non ci è sembrata una grande idea.

Altro posto affascinante dove fermarsi, sono le rovine del faro di Ponta da Ribeirinha, distrutto dal terremoto del 1998. Circondato da prati verdi e mucche al pascolo. 

Vi lascio con qualche altra bella foto, quella che si vede sullo sfondo è la vicinissima isola di Pico, con il suo monte.

A presto con l’ultima isola visitata, São Miguel.

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