Noi siamo quello che gettiamo: differenziare,ridurre e non sprecare


Un famoso detto dice che noi siamo quello che mangiamo, niente di più vero, ma di questi tempi penso che sia molto più appropriato dire che siamo quello che gettiamo. La raccolta differenziata è un tema importante che riguarda tutti noi e non possiamo evitare di parlarne, anche in questa sede, un blog di cucina.
Dalla cucina oltre che ad uscire gustose pietanze escono anche molti rifiuti, organici e non che devono essere gettati.
Fino a qualche anno fa gettare i rifiuti era un gesto automatico che non dava spazio a riflessioni, buttavamo via e basta, senza pensare, senza riflettere.
Plastica, carta, vetro tutto insieme. Anni e anni di rifiuti, e… pensavamo a quale fine avrebbero fatto da li a poco i nostri scarti di cucina? Che strada avrebbero preso? No, non ci pensavamo, eppure convivevamo con loro anche dopo, la nostra aria, la nostra terra, l’acqua, tutto ciò che ci circondava aveva il ricordo di quello che per anni avevamo gettato inconsapevolmente, e tutto sotto forma di qualcosa di invisibile, ma non per questo meno pericoloso, l’inquinamento.<

br /> Adesso quel gesto non deve essere più automatico, ci viene richiesto di pensare, di riflettere e di gestire il tutto in maniera diversa, in maniera responsabile. Responsabile..rendere responsabile un gesto che per decenni è stato irresponsabile, cambiare il modo di vedere le cose.
E responsabile è diventato dividere i rifiuti per tipologia, la carta con la carta, il vetro con il vetro, il tutto senza andare troppo di fretta, ma ragionando su quell’azione che adesso ha, deve avere un peso, sulle nostre coscienze.
Una cultura la nostra che non è incline ai cambiamenti, chi crede che l’impegno di uno non fa l’impegno di tutti porta molte persone a fregarsene e rimandare qualcosa che invece deve essere preso al volo, un’opportunità che tutti abbiamo di cambiare qualcosa, impegnarci in prima persona per cercare di migliorare quello che ancora è possibile migliorare, il nostro futuro.
Fare la raccolta differenziata allora è uno di quegli impegni. E diventa un’ impegno piacevole, ci rende orgogliosi e ci fa andare oltre il solo gestire i rifiuti, ma ci impegna anche nel ridurre i rifiuti, come? Imparando a fare la spesa.
Quando iniziamo a riempire il carrello della spesa, non vediamo più solo cibo, detersivi, bibite, perché quello che compriamo non è solo quello. L’acqua? Non compriamo solo acqua, ma anche una bottiglia di plastica: a fine settimana quanta plastica ho raccolto? Tanta. Se in media una persona beve 1,5 l di acqua al giorno, una famiglia di 4 persone consuma almeno 3 bottiglie al giorno e queste bottiglie di plastica diventano 21 alla settimana. 21 bottiglie di plastica si possono ridurre? Si. Anche il riciclo della plastica, nonostante sia un buon mezzo per dare vita a nuovo materiale, ha un costo in energia e quindi se possiamo ridurre questo dispendio di energia perché non farlo. Ci sono molti modi per farlo e tutti a portata di mano. Bere acqua del rubinetto ad esempio: ok, molti diranno che l’acqua del proprio comune non ha un buon sapore, è dura, ricca di cloro, molto calcarea. Ci sono però le caraffe filtranti o gli addolcitori. Molti comuni stanno installando i distributori di acqua, informatevi e provate.
Gestire i propri rifiuti porta a capire come ridurli, è una conseguenza, è la naturale via di questo percorso. Differenziare e ridurre e di conseguenza non sprecare, questo è il percorso.
Ci vuole impegno, ma con il tempo verrà ripagato: c’è il periodo iniziale, quando la confusione regnerà sovrana; dove getto questo; questo di che è fatto..avrete voglia di mollare tutto, poi arriverà il momento di lamentarsi perché troppi sacchetti in giro per i giardini, sui balconi, ed è allora che la forza di volontà ci porterà a cercare un modo per ritrovarsi in casa meno sacchetti, meno rifiuti: ridurre. Ridurre la plastica, la carta, sprecare meno cibo, saper fare la spesa insomma. Tutto diventerà più semplice, e ci renderà orgogliosi di aver preso la strada giusta.
Basta cominciare…e voi, siete quello che gettate? Pensateci su.

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