La Vaniglia, pianta e storia

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vaniglia
La pianta della Vaniglia, Vanilla Planifolia Andrew o Vanilla Pompona Schiede, fa parte della famiglia delle Orchidacee.
E’ molto nota sin dai tempi antichi, per l’aroma rilasciato dai piccolissimi semi contenuti all’interno dei suoi baccelli.
E’ originaria del Messico, dove ancora, la Vanilla Planifolia cresce spontaneamente, e ad oggi, le piante più pregiate ed importanti sono quelle che crescono in Messico, Madagascar, Giava, Tahiti, Guadalupe ed Antille.
Il fiore della Vaniglia è ermafrodita; in natura ha pertanto bisogno degli insetti e dei colibrì, che ricercando il cibo, impollinano il fiore. Nelle piantagioni, invece, la fecondazione è eseguita totalmente a mano, intorno a novembre-dicembre, attraverso la perforazione della membrana che divide il polline dal pistillo. Questa operazione può essere eseguita soltanto una volta, durante la mattinata dell’unico giorno in cui il fiore è aperto: se non avviene l’impollinazione, il fiore si stacca e cade dalla pianta, il giorno seguente.

Dopo qualche mese, crescono i grappoli penduli di baccelli, che in agosto-settembre cominciano ad ingiallire all’estremità’ inferiore. Vengono raccolti e sottoposti ad una lunga e lenta lavorazione; vengono posti in panieri di vimini, immersi nell’acqua calda per provocare l’esplosione delle pareti interne delle cellule. Dopo qualche mese l’aroma comincia a svilupparsi ed allora inizia l’operazione dell’essudazione, ovvero vengono lasciate essiccare al sole di giorno, e coperte durante la notte, perché mantengano l’umidità all’interno.
Vengono anche trattate con dell’olio di cacao, perché non si screpolino, durante l’essiccazione.
Nel complesso, la lavorazione della vaniglia dura oltre un anno, utilizzando una grande quantità di mano d’opera.
Le qualità commerciali fondamentali sono la Vaniglia brinata, Vaniglia bastarda, Vaniglia pompona.
La zona di Papantla, nello stato messicano di Vera Cruz, è una delle maggiori località della produzione industriale della Vaniglia.
La conoscenza della Vaniglia da parte delle popolazioni locali è nota. Infatti, i Totonacs che vivevano in questi territori, ancora prima del dominio degli Aztechi (1.200-1.500 dc), praticavano l’agricoltura, e vicino a Papantla dove è stato localizzato il sito archeologico “El Tajin” (300 e 1100 dc), nel tempio delle stagioni è rappresentato un ciclo della vita che evidenzia l’importanza della coltivazione della Vanilla planifolia.
Il baccello verde della Vanilla, che essiccato diventa scuro, era chiamato dai Totonacs: “flor de preta”.
Era conosciuta ed in uso, anche presso la civiltà Atzeca.
Con la scoperta dell’America, gli Spagnoli iniziarono ad usare la Vanilla (flor preta) come aromatizzante nelle bevande e nel cacao.
Il famoso navigatore Hernan Cortes fu il primo a scoprire e portare la pianta della Vanilla planifolia in Europa.
La sua coltivazione ad uso industriale si deve, invece, ad un certo Edmond Albius, intorno al XIX sec., che per primo comprese che l’impollinazione della Vanilla Planifolia, dovesse essere fatta a mano, per via della mancanza al di fuori del Messico, degli insetti utili alla fecondazione del fiore.
Albius era stato uno schiavo, ha vissuto sull’isola Francese di Reunion, vicino al Madagascar, e lì la introdusse, facendola diventare la varietà più intensa e più equilibrata di vaniglia nel mondo, appunto la Bourbon , ed il Madagascar è il primo produttore di vaniglia.
http://www.dolci.it/ingredienti/vaniglia
http://www.orchids.it/2005/01/29/vanilla-planifolia/

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2 commenti su “La Vaniglia, pianta e storia

    • sono appassionata di storia della pasticceria e dei suoi ingredienti…:)
      anche a me piace molto! la metterei anche nel latte la mattina!

I commenti sono chiusi.