Il baklava tra storia e cinema

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baklava-rue paradis1 (2)Da tempo cercavo un posto in città dove poter riassaporare il Baklava, un dolce mediorientale, composto da un tipo di pasta sottilissima, simile alla pasta fillo, con una farcia di frutta secca e miele.
Ogni tanto riemergono nella mia mente dei sapori e degli odori che vorrei di nuovo sentire, e perciò mi metto sulle loro  tracce.
Questo dolce mi è sempre piaciuto. L’ho assaggiato la prima volta a Parigi, nel quartiere arabo, durante il mio primo soggiorno. Ricordo che sono tornata a casa con un vassoio pieno di diversi tipi di dolci mediorientali, tra i quali il Baklava, perché volevo assaggiarne il più possibile.
Di Baklava ne ho fatto incetta durante i miei soggiorni parigini; l’ho trovato qualche rara volta anche qui in Italia, in qualche ristorante o addirittura in qualche pasticceria araba, nascosta ai più.

Conoscere un popolo, per me, passa anche attraverso la conoscenza dei loro cibi, e soprattutto dei loro dolci, che se si sanno leggere possono raccontare molto di una cultura.
Ma la prima volta che ho conosciuto questo particolare dolce, che mi è rimasto poi nel cuore, è stata grazie ad un film: “Quella strada chiamata paradiso” (588, Rue Paradis) del regista Henri Verneuil, del 1992.
E da lì è partita la mia curiosità verso il baklava.
Il film, autobiografico, racconta la storia di una famiglia armena di umili origini, che per sfuggire al genocidio da parte della Turchia, decide di partire e di stabilirsi in Francia, a Marsiglia.
Rue paradis è proprio il nome della strada nella quale va a vivere questa famiglia, e che diventa teatro della lotta per la sopravvivenza, per l’integrazione, per il riconoscimento di una cultura e per la sua difesa.
C’è uno spezzone del film, davvero meraviglioso, in cui tutta la famiglia si riunisce nel rito della preparazione del dolce, da portare come dono per un invito. Dolce che verrà gettato tra i rifiuti con sprezzante snobbismo, un gesto simbolo della difficoltà di apertura all’altro, della incapacità di accogliere e riconoscere culture altre da quella di appartenenza.
Il film non ha avuto molto successo in Italia, nonostante sia pregno di contenuti.
Le uniche due volte che l’ho visto è stato tanti anni fa, quando lo fecero passare in una  rete nazionale, in pieno agosto alle 2 del pomeriggio. Due volte sono bastate perché lasciasse un’impronta indelebile nella mia mente e nel  mio cuore.
Il mio suggerimento è ovviamente quello di vedere tutto il film, pur se non facilmente reperibile.
Questo è  il link dello spezzone.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qSBLSJ7r_0g
E questa è la ricetta del Baklava.
Le origini del Baklava, si perdono, è il caso di dirlo, nelle origini dell’uomo. Fa parte della cultura culinaria di tutti i paesi del Medioriente e del bacino del Mediterraneo.
Rivendicato dalla Grecia e dalla Turchia a gran voce, viene considerato non un dolce ma Il DOLCE, il RE dei Dolci, di cui una città turca ne ha fatto addirittura il simbolo.
Le prime ricette di Baklava risalirebbero addirittura al VII sec a.c., ad opera degli Assiri.

http://www.fattidibio.com/baklava-rue-paradis
http://www.balcanicaucaso.org/aree/Turchia/La-contesa-del-baklava
http://guide.supereva.it/cucina_etnica/interventi
/2004/01/147588.shtml

http://temi.repubblica.it/metropoli-online/baklava-dolce-conteso-tra-due-culture/

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