Torta di ricotta e panna delle Dolomiti

torta di ricotta e panna delle Dolomiti

 

Cari lettori, sono tornata!! So di avervi quasi abbandonati per un bel po’ di tempo, ma dovevo laurearmi… ora ce l’ho fatta, ed eccomi qui: la mia cucina è ufficialmente riaperta! Per farmi perdonare dell’attesa, non posso che regalarvi una ricetta speciale, uno dei miei dolci preferiti in assoluto, e uno dei  miei primi successi: la torta di ricotta delle Dolomiti. Sapete già che adoro tutti i dolci di questa meravigliosa regione e sono orgogliosissima di aver imparato a prepararne qualcuno (se siete curiosi, qui trovate lo strudel e qui la Linzertorte).

Se vi capita di fare una vacanza in Alto Adige, date un’occhiata alle vetrine delle pasticcerie: vedrete grandi, ricche torte divise a fette regolari…tra queste, potrete notare il nostro dolce, davvero speciale e adatto al periodo estivo: due strati di saporito biscotto racchiudono una crema fresca e morbida, di ricotta e panna; il tocco particolare, forse meno italiano, sono le uvette ammollate nel rhum: pochi chicchi, che ravvivano il sapore della crema.

Ho cercato a lungo la ricetta…finalmente, quella del blog Dolci Pensieri si è rivelata ottima! La preparazione non è troppo difficile, ma un po’ impegnativa: bisogna preparare crema e biscotto e aspettare i giusti tempi di riposo. Prendetevi un pomeriggio e provate con calma: il risultato vi ripagherà!

Per un dolce del diametro di 22 cm:

Per la pasta biscotto:

  • 3 uova
  • 140 g di zucchero
  • 80 g di farina
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia o ½ bustina di vanillina
  • 1 pizzico di sale

Per la crema:

  • 250 g di ricotta fresca di buona qualità
  • 75 g di zucchero
  • 3 fogli di colla di pesce
  • 250 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaio di uvetta
  • 1 bicchierino di rhum

Inoltre:

  • Zucchero a velo

Per prima cosa preparate la pasta biscotto. Montate i tuorli con lo zucchero; setacciate insieme farina, lievito e vanillina e uniteli al composto; incorporate delicatamente anche gli albumi montati con un pizzico di sale. Bagnate e strizzate la carta forno, quindi rivestite una teglia del diametro di 24 cm. Versatevi l’impasto e cuocete in forno a 180° per 15-20 minuti, finché il biscotto sarà cotto ma non eccessivamente dorato (controllate con uno stecchino). Sfornate e lasciate raffreddare completamente.

Preparate ora la crema. Mettete a bagno l’uvetta in una miscela di acqua e rhum. Ammollate la gelatina per 10 minuti in acqua fredda. Lavorate bene la ricotta con lo zucchero. Strizzate la gelatina, mettetela in un pentolino con un goccio d’acqua, scaldate mescolando finché si scioglie completamente (non deve bollire!); lasciatela intiepidire leggermente, filtratela e unitela al composto di ricotta. Strizzate l’uvetta e unitela al composto. Montate la panna e incorporatela delicatamente.

Infine assemblate il dolce: sformate il biscotto, staccate la carta forno e rifilatelo tutto intorno (dovrete ottenere un bel disco regolare del diametro di 22 cm); con attenzione tagliatelo a metà. Vi occorre ora uno stampo a cerniera del diametro di 22 cm (io non ce l’ho, per cui ho rimediato costruendo un anello di carta di alluminio, che ho appoggiato su un piatto). Appoggiate sul fondo dello stampo un disco di carta forno, quindi adagiatevi il primo disco di biscotto, con la crosta rivolta verso il basso (conservate l’altro disco avvolto nella pellicola); ricopritelo con tutta la crema e livellate bene. Mettete il tutto in frigorifero per alcune ore. Quando la crema si è rassodata, appoggiate il secondo disco, con la crosta rivolta verso l’alto. Riponete in frigo. Una ventina di minuti prima di servire, togliete il dolce dal frigo, sformatelo con delicatezza e ricopritelo con abbondante zucchero a velo. Tagliatelo a fette abbondanti e precise e adagiateli nei piattini, con una bella forchettina. Vi consiglio di prepararlo quando avete un po’ di ospiti a pranzo o a cena: si presenta molto bene, è fresco e piacevole…farete un figurone! E appena potete, andate ad assaggiarlo in Alto Adige! Io lo dedico a Davide, che ha condiviso con me il primo assaggio!

 

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