Volete saperne di più sulla vitivinicoltura sostenibile? Approfittate dell’e-learning!

L’articolo di questo mese vuole introdurvi in un modo un po’ diverso dal solito alle tematiche legate all’eco sostenibilità della filiera vitivinicola, attraverso l’e-learning.

A fine 2013, in concomitanza con la nascita di questa rubrica, mi è capitato di iscrivermi alla newsletter di VIVA Sustainable Wine (cosa che consiglio di fare a chiunque sia interessato all’argomento).

Verso fine aprile, mi è arrivata un’email che mi invitava a partecipare ad un webinar, un seminario on line sulla gestione efficiente della risorsa idrica in viticoltura, a cui ho subito aderito.

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Nel giorno e nell’ora indicati mi sono collegata, e in un attimo mi trovavo ad assistere ad una videoconferenza dal Ministero dell’Ambiente. Insieme a me era collegata una quindicina di persone tra produttori, consulenti, o semplici curiosi.

Si è parlato di perché è importante e di come sia possibile misurare e valutare il consumo d’acqua nel proprio ciclo di produzione. Di come sia necessario considerare diversi tipologie di acqua (verde, blu e grigia) per avere una stima effettiva di quanta acqua venga realmente coinvolta nei processi di coltivazione e trasformazione delle uve. Di come concretamente si possa agire per ridurne i consumi.

La possibilità di fare domande in tempo reale attraverso una chat sempre attiva ha inoltre apportato al webinar un grande vantaggio: quello di annullare ogni barriera imposta dalla timidezza, rendendo la discussione più interattiva e stimolante.

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Quando ho cliccato nel link indicato, infatti, ho scoperto una cosa ancora più interessante: questo webinar era un seminario di approfondimento ad un corso on line gratuito dedicato alla “Sostenibilità della vitivinicoltura in Italia”. Si tratta di 24 lezioni molto brevi tenute da esperti e ricercatori del settore che affrontano diverse tematiche, alcune peraltro già introdotte  nei precedenti articoli di questa rubrica.

Alla fine di ogni lezione c’è un piccolo test composto da tre domande a risposta multipla (davvero semplici, non spaventatevi!). Con il raggiungimento di un punteggio minimo si può ottenere il certificato di partecipazione al corso che peraltro, a chi interessasse, ha anche un valore dal punto di vista dei crediti formativi.

La cosa che più mi ha colpito è che, seppur tenuti da tecnici, professionisti e docenti universitari, sono davvero accessibili a tutti. Sono, infatti, dedicati a produttori, consulenti, consumatori curiosi, insomma a chiunque per un motivo o per un altro ne voglia o debba sapere di più a riguardo.

Le lezioni, inoltre, sono estremamente sintetiche, durano al massimo 12 minuti, e possono essere scaricate per essere seguite in qualunque momento.

Per quanto mi riguarda sono giunta per ora a metà percorso. Al momento, ho trovato particolarmente interessanti le lezioni sulla gestione efficiente dell’acqua, che non si sono limitate alla sola parte teorica, ma analizzando due casi di studio hanno fornito dei suggerimenti concreti per un efficiente consumo idrico sia in vigna che in cantina.

Degne assolutamente di nota anche quelle sui programmi di sostenibilità implementati nella filiera sia a livello nazionale che internazionale e quelle relative alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra nel ciclo produttivo.

Anche in questo caso, buoni i suggerimenti per una riduzione del fabbisogno energetico in vigna e cantina, dai carburanti all’energia elettrica.

Certamente un’ottima opportunità per chi volesse avere una buona panoramiche ed utili indicazioni sulla vitivinicoltura sostenibile. Per registrarsi al corso è sufficiente accedere a questo link e seguire le indicazioni suggerite.

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