Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina norvegese.

Negli ultimi anni l’attenzione dei media internazionali verso la cultura scandinava è salita vertiginosamente, grazie anche al crescente apprezzamento per la cucina norvegese. Con enfasi su pesce fresco locale, carne e selvaggina serviti con sapori agrodolci, la cucina norvegese oggi è un misto di influenze tradizionali e globali. I pesci possono essere preparati in quasi tutti i metodi di cottura conosciuti: frittura, stagionatura, salagione, cottura alla griglia e affumicatura. Piatti di carne tendono ad essere arrostiti, brasati, stufati o fritti, a seconda del taglio e della ricetta. Le verdure vengono di solito bollite o brasate. Tuberi, zuppe di pesce e carne e stufati sono il collegamento al passato agricolo della Norvegia, ancora popolari al giorno d’oggi.

norvegia map

Cuochi norvegesi e svedesi sono stati a lungo esportati in alcuni dei ristoranti più importanti del mondo, ma oggi molti di questi sono tornati in Norvegia per aprire ristoranti di successo e caffetterie grazie all’esperienza acquisita. Tre ristoranti norvegesi hanno ora un totale di sei stelle Michelin assegnate nel 2014. Quattro ristoranti norvegesi ora condividono un totale di cinque stelle Michelin assegnate nel 2014. I tre ristoranti Statholdergaarden, Ylajali e Fauna hanno tutti una sola stella, mentre il Maaemo ha mantenuto le sue due stelle dal 2013.

La cucina norvegese si basa su fantastici ingredienti locali come il granchio reale proveniente dal Mare di Barents, eccellente pesce come il merluzzo o l’halibut, la carne di agnello biologica del Lofoten o le saporite more artiche. In Norvegia ci sono inoltre chef che eguagliano i migliori d’Europa, un vasto assortimento di specialità locali e piatti tradizionali per tutte le stagioni. Alcuni piatti locali potrebbero testare la vostra determinazione così come le vostre papille gustative (‘smalahove’, la testa di pecora sotto sale e affumicata, è considerata una prelibatezza che i turisti stranieri raramente osano assaggiare), ma i curiosi troveranno molte inattese e piacevoli sorprese ad attenderli ovunque.

Ingredienti e specialità locali.

fenalår

L’agnello e il pesce appaiono spesso tra le specialità norvegesi, e ci sono molte varietà regionali. I piatti a base di agnello includono il fenalår, coscia d’agnello stagionata e speziata; il fårikål, un popolare piatto autunnale a base d’agnello bollito con verza e pepe in grani; e lo smalahove, testa di pecora sotto sale (oppure affummicata), una specialità tipica della Norvegia occidentale.

Il salmone norvegese è un ingrediente popolare che viene utilizzato da decenni da tutti gli chef del mondo: il suo sapore unico e delicato lo rende una base eccellente per piatti deliziosi. Ma ci sono altri pesci degni di nota. Tra loro citiamo il tørrfisk (stoccafisso), ovvero merluzzo essiccato prodotto nelle isole Lofoten nella Norvegia del nord, e il rakfisk, pesce fermentato che viene consumato crudo (una specialità di Valdres nella Norvegia orientale).

Leggi anche:  Gulasch di manzo con patate, piatto tipico ungherese, con alcune varianti.

Il merluzzo artico, noto anche come Skrei, proveniente dalle acque intorno alle Lofoten è sempre stato popolare in Norvegia, e oggi è una ricercata prelibatezza in molti mercati internazionali. Un pesce dalle carni magre e tenere, selezionato attraverso rigorosi standard su dimensioni, maturità, provenienza e aspetto. Lo skrei viene confezionato entro 12 ore dalla cattura e marchiato con il logo SKREI® per garantirne autenticità e qualità. Skrei in norvegese antico significa “viandante”, e fa riferimento al lungo viaggio migratorio dal Mare di Barents.

Norvegia e pratiche di pesca sostenibili.

norvegia

Nel 1987, la Norvegia ha introdotto un divieto di rigetto in mare di merluzzi bianchi ed eglefini, sia per ragioni economiche che etiche. L’esistenza del divieto è stato utile nel cambiare l’atteggiamento dei pescatori e scoraggiare la pratica del rigetto. Il divieto di rigetto è stato gradualmente esteso a nuove specie, e dal 2009 è stato introdotto l’obbligo di portare a terra tutto il pesce pescato (con alcune eccezioni). Va notato che il divieto si applica a pesci morti o morenti, mentre quelli ancora in vita possono essere rimessi in mare. Piuttosto che ributtarlo in mare, tutto il pesce catturato in eccesso rispetto alla quota concessa viene portato comunque a terra, ma valutato solo al 25% del valore di mercato per scoraggiare il sovrasfruttamento.

Una forte enfasi sulla ricerca marina, rigide restrizioni pescherecci e sulle attrezzature e controlli stagionali imposti dalla Guardia Costiera e la Direzione della pesca fanno dell’industria della pesca norvegese una delle più sostenibili al mondo. Questa politica si traduce anche in un prodotto di qualità superiore, come ad esempio la dimensione minima per il merluzzo che in Norvegia è di 44 centimetri di lunghezza, rispetto allo standard dell’Unione Europea di 37 centimetri.

Piatti natalizi.

Christmas-shopping-at-Roros-Norway_740

L’ampia scelta di ricette tradizionali norvegesi dà il meglio di sé nel periodo natalizio. Il piatto più amato dalle famiglie in assoluto, 6 su 10 lo mangiano, è la pancetta arrosto. Al secondo posto troviamo il pinnekjøtt, un piatto formato da costolette d’agnello saltate ed essiccate (o affumicate), cotte al vapore su stecchi di betulla chiamate “pinne”. Il pinnekjøtt è particolarmente popolare sulla costa occidentale. Inconfondibilmente norvegese anche il lutefisk è presente su molte tavolate natalizie. Si tratta di stoccafisso ammorbidito in acqua e soda caustica, e poi cucinato o grigliato. Un contorno tipico per questo piatto sono le patate, la pancetta, i piselli dolci e la senape. Nonostante questo pesce dall’aspetto gelatinoso sia un piatto tradizionale natalizio, la sua popolarità in crescita ne estende il consumo a tutte le stagioni.

Leggi anche:  Ricette di Natale: Risotto al profumo di limone primo piatto dal sapore delicato e gustoso.

Multekrem (more artiche e panna montata) o riskrem (crema di riso e panna montata servita con salsa di mirtilli rossi) vengono spesso offerti come dessert, con sette diversi tipi di biscotti natalizi, come da tradizione, e il più delle volte con una kransekake (ciambella alle mandorle). Il tutto viene accompagnato da un sorso di juleøl (birra di Natale) o acquavite (vedere sotto).

Acquavite.

La bevanda nazionale della Norvegia è un distillato di patate aromatizzato con semi di cumino, anice, aneto, finocchio e coriandolo. Si consiglia di accompagnarlo con i piatti natalizi, ma può essere consumato tutto l’anno. Infatti esistono molte varianti estive meno alcoliche. La più famosa marca norvegese è la most famous Norwegian brand is Linie(letteralmente “la linea”), che deve il suo nome al fatto che le botti devono oltrepassare l’equatore due volte prima che l’acquavite possa essere imbottigliata e venduta (Fu scoperto molti anni fa che il movimento costante, l’alta umidità e le temperature oscillanti fanno sì che l’alcol si insaporisca di più e ne accelerano la maturazione.) Se volete conoscere la storia di questa bevanda, andate alla Løiten Brænderi, nota anche come Museo Aquavit di Løten, nell’Hedmark.

Husmannskost.

Husmannskost

Letteralmente tradotto come “tariffa di Cotter”, husmannskost è sinonimo di tradizionalecucina casalinga norvegese. Molti dei piatti norvegesi rientrano in questa categoria, come per esempio le polpette (kjøttkaker), regolarmente servite con salsa e patate, e le frittelle di pesce (fiskekaker). Molte zuppe (tra le quali quella di piselli, o ertesuppe) e stufati come il lapskaus rientrano in questa categoria. La zuppa d’avena (rømmegrøt) preparata con panna acida e servita con burro, zucchero e cannella, e il budino di riso (risgrøt) sono altri due piatti classici.

Nuovi quartieri del cibo.

La reputazione culinaria di Oslo ha ricevuto una notevole spinta dalla creazione del quartiere noto col nome di Vulkan. Questa posizione centrale offre alberghi, bar, negozi, teatri e un moderno mercato coperto dove una straordinaria varietà di ingredienti e specialità provenienti da piccoli produttori norvegesi ed europei possono essere acquistati al banco, o assaporarati in una delle caffetterie che lo circondano.

Leggi anche:  Linguine in salsa di zucca e filetti di triglia.

L’ex cantiere Aker Brygge, ristrutturato 30 anni fa ed esteso nel 2010 da Tjuvholmen, è oggi un noto punto di incontro dove trovare diversi tipi di ristoranti. Questa concentrata zona del lungomare è particolarmente frequentata in primavera e in estate con 5.000 posti a sedere nei ristoranti di cui 2.500 al fresco. Molti dei migliori ristoranti servono menù locali e internazionali, circondati da splendidi moderni edifici, musei, gallerie e barche ormeggiate nel porto.

Un Paese caffè dipendente.

La Norvegia è una nazione di bevitori di caffè, seconda al mondo per consumo pro capite. Non a caso i norvegesi hanno vinto il World Barista Championship due volte negli ultimi anni. L’ex campione del mondo Tim Wendelboe ha sfruttato l’esperienza acquisita in un noto bar a Grunerløkka, in una torrefazione, in una società di importazione e in un’azienda di consulenza sul caffè.

Alla maggior parte dei norvegesi il caffè piace forte e di solito senza latte. Anche se il frote aroma è un fattore fondamentale che troviamo ad esempio nel cosiddetto kruttkaffe, anche un buon equilibrio va tenuto in considerazione quando si parla di torrefazione. Tuttavia, un caffè leggero e senza corpo è generalmente considerato come una birra sgasata, quindi da evitare.

Se ti è piaciuta la ricetta , iscriviti al feed cliccando sull’immagine per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

cucina15

 
Precedente Speciale Natale: Tartellette con prosciutto e indivia belga. Successivo Speciale Natale: Maccarruni a ra tamarra.

Lascia un commento

*