Lo stoccafisso in buridda è uno dei tre modi genovesi di insaporire lo stoccafisso.

Sotto il nome di buridda, o buridda di pesce, sono compresi diversi piatti a base di pesce, tipici della cucina ligure e provenzale, dalla ricetta variabile a seconda delle zone e del periodo storico. È un piatto considerato facente parte delle zuppe di pesce, da tempo elencato tra le più tradizionali in Italia insieme al cacciucco di Livorno e al brodetto delle Marche.

Il nome è simile sia a quello che designa una zuppa di pesce provenzale (bourride), sia una preparazione sarda per condire i pesci lessati come palombo e gattuccio (detta burrida), ma il tipo di preparazione è differente.
burrida

I veri grandi piaceri della vita, si sa, sono quelli che durano a lungo. Tra i massimi piaceri, per chi lo sa apprezzare, c’è quello di preparare con cura e pazienza un grande piatto della tradizione gastronomica italiano: lo stoccafisso.

Questa specialità tramantaci dalle genti del Nord, è la prova di quanto il tempo, la natura, l’amorevole cura dell’uomo, possano giovare alla qualità di quello che mangiamo. I merluzzi, pescati nei pulitissimi mari della Norvegia, vengono esposti al sole e al vento del Nord con un antico procedimento di conservazione, assolutamente sano e naturale.

Il risultato è un alimento dal gusto impareggiabile, ricco di proteine, vitamina B, ferro, calcio e povero di grassi.

Se però la vostra calma sconfina nella pigrizia, quando andate al ristorante, chiedete di servirvi lo Stoccafisso di Norvegia. Quello vero.

Lo stoccafisso in buridda (in genovese Stocchefisce in buridda) è uno dei tre modi genovesi di insaporire lo stoccafisso, assieme allo Stoccafisso alla marinara e allo Stoccafisso accomodato.

Questa preparazione si distingue per l’assenza delle patate e delle olive e la presenza dei pomodori e dei funghi. La denominazione buridda deriva dalla parola di probabile origine araba che significa a pezzetti.

Ingredienti: 6

stoccafisso qualità “ragno” gr. 500
pomodori freschi gr. 300
funghi freschi gr. 300
pinoli gr. 50
olio di oliva
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 carota
1 costa di sedano
1 manciata di prezzemolo
2 foglie di basilico
2 trippette di stoccafisso
2 acciughe sotto sale
brodo o late
zenzero
spezie
sale
pepe

Preparazione: 30′ + scongelamento

  • Battere lo stoccafisso e metterlo a bagno con le trippette per sette giorni, cambiando spesso l’acqua.
  • Raschiare quindi lo stoccafisso senza levare la pelle, lavarlo, lasciarlo sgocciolare e aprirlo, diliscarlo e tagliarlo a pezzi.
  • Tagliare a listerelle le “trippette”.
  • Scaldare un recipiente di terracotta con mezzo bicchiere d’olio e farvi soffriggere un tritto di cipolla, aglio, carota, sedano e prezzemolo.
  • Salare ed unire le acciughe, prima lavate e diliscate, stemperandole poi con la forchetta.
  • Quando gli ingredienti saranno rosolati, aggiungere i pezzi di stoccafisso, le trippette, i funghi freschi bolliti e affettati, una metà dei pinoli interi ed i rimanti pestati, i pomodori spezzati, basilico, sale, pepe e un pizzico di zenzero.
  • Bagnare con un po’ di brodo (o latte) e far cuocere per un’ora e mezza a fuoco basso in un recipiente coperto.

Quanto nutre una porzione: 150 calorie

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