La Cucina di Susana di Giallo Zafferano: Le 10 ricette più popolari del mese di Aprile 2015.

insalata andalusa

In primavera tutti cerchiamo di depurare il nostro organismo per riacquistare la linea o il benessere che ci assicurino poi un’estate senza problemi, favoriamolo con una dieta equilibrata e con ricette di verdure e frutta.

Le giornate si allungano, le temperature si fanno più miti e gli alberi iniziano a ricoprirsi nuovamente di foglie.

Purtroppo di contro iniziamo ad avvertire una serie di piccoli malesseri quotidiani, derivati proprio dal rifiorire della natura che provoca, specie nei soggetti più anziani, una serie di sintomatologie come ansia, depressione, stanchezza, palpitazioni …

Molti di questi sintomi possono essere curati a tavola, tramite una dieta equilibrata contenente molto ferro abbinata ad alimenti leggeri e depurativi.

E come al solito le 10 ricette più votate dai nostri lettori durante il mese di Aprile 2015.

1.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina umbra.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina umbra. Gran parte dell’Umbria fu sotto l’influenza dalla civiltà Etrusca e poi di quella Romana. In cucina queste relazioni sono testimoniate dal consumo d’olio d’oliva, di legumi (lenticchia) e cereali (farro). In epoca medioevale le vicende di questa terra si legarono sempre più alla corte Papale, e dal XII sec. l’affermarsi dei liberi comuni, spinse la chiesa a favorire la nascita in tutta la regione di monasteri, abbazie e ordini religiosi. San Francesco, San Benedetto, Santa Chiara e Santa Rita sono alcune delle figure immortali generate in questa terra, che sulle tradizioni e il calendario monastico ha incentrato la sua cucina…. Continua »

 

2.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina lucana.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina lucana. Anticamente abitata dagli Enotri, i pionieri della viticoltura nel sud della penisola, in seguito occupata dai Lucani, la regione prese probabilmente il nome dai “basiliskoi”, i funzionari bizantini. Dal punto di vista gastronomico la Basilicata risente parecchio dell’influsso delle regioni confinanti. La sua cucina è povera e si basa sui prodotti della terra, le carni e i latticini derivanti dagli allevamenti ovini e il maiale. Qui è sempre stata praticata l’arte di conservare gli alimenti, e la mancanza di corti e ricchi banchetti ha limitato il panorama dell’arte culinaria. Fra i prodotti che si ricavano dal suino il più celebre, fin dai tempi della antica Roma… Continua »

 

3.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina abruzzese.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina abruzzese. Abruzzo sette virtù.L’asperità delle catene montuose che circondano l’Abruzzo, ha da sempre fatto mantenere a questa terra un’arte culinaria viva ed indipendente. Per molti secoli l’economia della regione ha consentito a fatica la sopravvivenza: né l’agricoltura, poco remunerativa sull’Appennino più alto, né la pastorizia davano benessere. L’assenza delle grandi famiglie stanziali e delle relative dimore con i sontuosi banchetti, non ha fatto lasciare traccia di ricette abruzzesi nei più famosi trattati di gastronomia dei vari secoli. E’ il peperoncino la presenza costante di tutti i piatti dell’area, mentre lo zafferano, che qui trova la sua culla italiana, stranamente non viene quasi impiegato in cucina, e l’unico piatto che lo prevede è una marinata di pesce: lo scapece di Vasto…. Continua »

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4.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina lombarda.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina lombarda. Si può affermare che non esiste una cucina lombarda unitaria, ma tradizioni differenti da provincia a provincia con influssi esercitati dalle regioni limitrofe, nelle quali la zona di pianura è nettamente distinta da quella prealpina e alpina. In ogni caso elementi comuni alle varie gastronomie delle province lombarde non mancano: prevale il burro sull’olio, il riso sulla pasta, e c’è una produzione diffusa di formaggi e latticini. Milano. Patria della corte degli Sforza e del panettone è sempre stata aperta a tutte le tendenze culinarie. “Risott giald” (zafferano), cassoeula, “ossobuco in gremolada”, cotoletta, sono i simboli che evocano alla mente i tempi del Manzoni. I gusti carnivori, con trippe ed altre frattaglie, hanno origini lontane, e non a caso i milanesi erano soprannominati “busecconi”… Continua »

 

5.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina sarda.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina sarda. Agricoltura e pastorizia sono stati sempre i fondamenti della Sardegna, e il folclore è tuttora il più ricco d’Italia. La tavola è legata fortemente alla terra, al pastore, e alle feste religiose e pagane che sono ancora sentite. La cucina che vive quasi esclusivamente nelle famiglie, fatta di ingredienti genuini e sapori essenziali, può essere divisa in due parti. La più antica è quella “di terra”, dell’interno dell’isola, fatta dai pastori e dai contadini, ed i suoi cardini sono le carni arrostite (animali selvatici, cacciagione, maiali giovani), il pane, i latticini, il miele, i salumi, le verdure (peperoni)… Continua »

 

6.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina pugliese.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina pugliese. Quella pugliese è una cucina semplice legata soprattutto al lavoro della terra, che non conosce gli apporti delle corti, ma che ha elaborato piatti tipici dai molti sapori e profumi. Quattro i cardini di questa gastronomia: olio, grano, verdure e pesce. Dalla fascia costiera adriatica, tutta ammantata di stupendi oliveti, si ricava quell’olio che ha un posto d’onore in cucina e che rappresenta circa un terzo della produzione complessiva italiana. Nella pianura del Tavoliere si coltiva il grano duro, all’origine di innumerevoli tipi di pasta e del celebre pane pugliese, scuro e saporito. Molto diffuse e di qualità pregiata sono le produzioni ortofrutticole, alla base di piatti originalissimi, elaborati comunque in tutte le provincie senza differenze sostanziali. Federico II che fece della regione la sua patria d’elezione… Continua »

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7.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina veneta.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina veneta. L’alimentazione veneta è dominata da quattro elementi: riso, polenta, fagioli e baccalà, ai quali possiamo aggiungere le patate e gli ortaggi. Il riso arrivò dal mondo arabo in seguito ai commerci, e dalla prima metà del ‘500 venne coltivato nelle vaste pianure (dove oggi si produce il vialone nano) generando circa quaranta piatti diversi come i “risi e bisi”. Con la scoperta dell’America si conobbero la farina di mais e i fagioli. Dai mari del Nord, lungo le rotte del Baltico, giunse invece il baccalà (stoccafisso), forse l’alimento “unificatore” della cucina veneta. Attorno a questa base troviamo un ricco assortimento di prodotti che l’abilità dell’uomo… Continua »

 

8.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina siciliana.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina siciliana. Sicilia sontuosa. Questa è una gastronomia tipicamente mediterranea, basata su olio, pasta, pesce, frutta, ortaggi, erbe aromatiche. Qui, c’è un repertorio di prodotti caratteristici così ricco, che i cuochi siciliani, celebri fin dall’antichità, hanno creato una cucina così fantasiosa e fastosa da non farla paragonare a quella di nessun’altra regione. La gastronomia siciliana è probabilmente la più antica d’Italia , è forse la più ricca di specialità, certo è la più scenografica. Persino il piatto più italiano che ci sia, la pasta asciutta, ebbe nell’isola del sole la sua culla, al tempo della dominazione araba. Il nome più antico era “maccarunne”, da “maccare” cioè schiacciare (il grano evidentemente) per impastare. Ai tempi della raffinatissima civiltà della Magna Grecia in Sicilia, fiorita all’incirca quattro secoli prima di Cristo… Continua »

 

9.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina toscana.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina toscana. Il più antico nome latino usato per indicare il territorio del popolo Etrusco fu quello di “Etruria”, e con questo termine venne chiamata dall’imperatore Augusto la settima delle undici regioni nelle quali divise l’Italia. Nel basso impero prevalse il nome di Tuscia e soltanto dal X sec. si può trovare la parola: Toscana. Qui c’è una cucina senza fronzoli, priva d’elaborazioni, nata dal retaggio etrusco e ricca della fantasia culinaria di casa Medici. La storia della gastronomia toscana iniziò verso l’anno mille con l’avvento dei liberi Comuni. Dopo le crociate e fino a tutto il trecento fu una cucina esagerata fatta d’intingoli e spezie, ideale a soddisfare le gozzoviglie dei guerrieri e dei signorotti. Nel quattrocento, epoca del Magnifico, il gusto culinario cominciò lentamente ad alleggerirsi grazie a delle ricette … Continua »

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10.- Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina campana.

Un viaggio alla scoperta dei sapori, dei profumi e delle dolcezze della cucina campana.Fertilissima fin dall’antichità, la “Campania felix” era il più vicino e principale fornitore di derrate della Roma imperiale, e le sue complesse vicende storiche giustificano sia piatti ricchi con influenze Angioine e Borboniche, sia preparazioni povere riservate al popolo, dove primeggiavano ortaggi e latticini con la carne quasi assente. Partendo dal Rinascimento la cucina di corte trovò spazio nei testi del Messisbugo, dello Scappi o del Corrado. In queste opere c’è una grande quantità di ricette napoletane come quelle dei maccheroni, dei timballi, dei pesci e della caccia. Solo dall‘800 con le opere dell’Agnoletti e del Cavalcanti s’incominciò a prendere in considerazione la cucina più povera. Esiste poi nella gastronomia napoletana una serie di piatti che, sempre dall’ottocento…. Continua »

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