I PRCIEDD DI SANT’ANTONIO

Quanta curiosità stanno sollevando sui social e tra i miei amici questi misteriosi prciedd 🙂

Non immaginavo fossero così poco conosciuti, nel loro significato, la loro ricetta e il motivo per cui  si fanno in questi giorni nel mio paese.

Rutigliano terra di agricoltori, artigiani e figuli festeggia il 17 Gennaio  Sant’Antonio Abate, con la tradizionale e ormai internazionale festa del fischietto, ma questa è un’altra storia !

In questo giorno di festa le tradizioni si sprecano ovviamente, culinarie e non.

La storia, gli aneddoti ed i racconti sono accattivanti e curiosi, belli da ascoltare tutti raccolti intorno al fuoco, proprio come si faceva una volta, magari mangiando i prciedd 😉

Ma in questo articolo vi parlerò solo di loro 🙂 : i nostri PRCIEDD

La traduzione italiana è porcellini, infatti essi assomigliano, usando molta imaginazione, a dei porcellini, animale raffigurato ai piedi del Santo, protettore degli animali domestici e degli agricoltori.

Qesto vi basti sapere per addentrarvi in una delle più tradizionali ricette rutiglianesi, antenati degli stuzzichini, o di ciò che oggi ameremmo chiamare snack e che nei tempi andati si offriva a chi veniva a farti visita come segno di cortesia 😉

ECCO A VOI LA MISTERIOSA RICETTA 😀

INGREDIENTI

500 gr di farina tipo “0”

100 gr di olio EVO

8/10 gr di sale

150 gr di vino bianco tiepido

un pizzico di bicarbonato

 

PROCEDIMENTO

Preparate tutti gli ingredienti e la farina a fontana sulla spianatoia o in una coppa,aggiungete tutti gli altri ingredienti, ma mentre potete inserire tutto il peso indicato dell’olio, per il vino dovrete fare attenzione.

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Mi spiego meglio: le farine hanno percentuale di umidità diversa una dall’altra, quindi il vino andrà inserito nella percentuale tale da non far diventare molto morbido il panetto.

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potranno essere 150 gr ma anche 120 o addirittura 160.

Il panetto deve risultare difficoltoso da impastare, una volta fatto, infatti va lasciatelo sulla spianatoia a riposare coperto con una coppa per almeno mezz’ora, tempo che servirà a far amalgamare bene gri ingredienti tra loro ma anche a far diventare la pasta meno nervosa,come dicevano le nonne.

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imageimageimageimageDopodiché incominciate a tagliare dei pezzi dall’impasto con i quali farete  dei salsicciotti della dimensione di un dito.

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image( o anche piu piccoli se volete, l’importante che li facciate tuttti uguali per non compromettere in seguito la cottura dei medesimi )  dai quali taglierete tanti cubettini.

image proprio come si fa quando si preparno i cavatelli , solo che in questo caso per creare la tipica forma a riccio, li dovrete far scivolare pigiando leggermente, sulla parte posteriore di una grattugia, proprio come vedete in foto,pigiando dovrete far scorrere il dito verso di voi per far in modo che l’impasto si arrotoli su se stesso e sul dito creando la tipica forma.

imageuna volta aver terminato tutto l’impasto, lasciateli per qualche ora ad asciugare all’aria

imagesi induriranno leggermente e saranno più gestibili da prendere per essere fritti.

Quindi versate abbondante olio di oliva in un tegame,portate a temperatura e un po’  per volta friggeteli finchè saranno dorati.

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imagevanno serviti tiepidi ma anche freddi, quindi potete prepararli qualche giorno prima e conservarli in una busta per alimenti ben chiusi 😉

ATTENZIONE: creano dipendenza 😛

buona festa di Sant’Antonio Abate

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