Cuculi di Pasqua all’anice | Ricetta tipica calabrese

I cuculi di Pasqua sono dei dolci tipici della tradizione calabrese. Esistono diverse versioni dei cuculi di Pasqua: quelli classici secchi, quelli cosiddetti “cresciuti” (cioè lievitati) ed una variante moderna preparata con la ricetta del panbrioche (che trovate qui). Oltre alle diverse versioni, i cuculi prendono nomi diversi a seconda della zona geografica (ninni, guti, campanari, cuzzupe, cullure) ma solitamente hanno tutti la classica forma intrecciata, lunghi o a ciambella, e sono decorati con le uova, simbolo pasquale per eccellenza. Io vi propongo una versione lievitata all’anice, molto profumata e gustosa, e per rispettare la tradizione anche io ho decorato i miei cuculi di Pasqua con le uova, che cuoceranno in forno ed avranno un sapore unico, ben diverso da quello delle normali uova sode. Una volta finito il cuculo, potrete eliminare il guscio alle uova e gustarle (vi consiglio di utilizzare delle uova freschissime e naturalmente di lavarle accuratamente).

Ora passiamo alla ricetta e… Buona Pasqua!

Ingredienti per circa 6 cuculi di Pasqua all’anice lunghi 20 cm

  • 5 uova medie + 6 per decorare (opzionali)
  • 150 ml di latte intero
  • 150 g di zucchero
  • 200 ml di liquore all’anice
  • 100 ml di olio di semi
  • 15 g di lievito di birra
  • scorza grattuggiata di 2 limoni biologici
  • farina qb (circa 1 / 1,2 kg)

Cuculi di Pasqua all'anice | Ricetta calabreseCuculi di Pasqua all’anice | Ricetta tipica calabrese

Preparazione

  • Versate 1 kg di farina (tenendone da parte 100 / 200 g da utilizzare se necessario) in una ciotola capiente o direttamente sulla spianatoia, formate una fossa al centro e versatevi 4 uova intere ed un tuorlo (tenete l’albume da parte per spennellare i cuculi prima di infornarli).
  • Incorporate le uova sbattendole con una forchetta, poi aggiungete lo zucchero, l’anice, l’olio, la scorza dei limoni (utilizzate limoni biologici non trattati) ed infine il latte nel quale avrete sciolto il lievito di birra.
  • Amalgamate il tutto ed impastate fino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo (se l’impasto risulta appiccicoso aggiungete ancora un po’ di farina).
  • Riponete l’impasto in una ciotola leggermente infarinata, ricoprite con un canovaccio ed avvolgete la ciotola con una coperta, come facevano una volta le nostre nonne, e mettetela a riposare per circa 3 ore a temperatura ambiente in un luogo caldo e privo di correnti d’aria.
  • Una volta raddoppiato suddividete l’impasto in tre panetti e stendeteli formando con ognuno un serpentone lungo, largo circa 4/5 cm, intrecciatelo partendo dal centro e facendo passare le estremità una sull’altra. Come vuole tradizione, potete anche decorare il treccione con un uovo, avendo cura di lavare per bene il guscio: posizionate l’uovo al centro del serpentone e poi avvolgetelo intrecciando le estremità.
  • Riponete i cuculi in una teglia rivestita di carta forno ben distanziati tra loro e lasciateli lievitare, sempre coperti, per altre due ore.
  • Preriscaldate il forno a 150°, spennellate i cuculi con l’albume tenuto da parte e cuoceteli per circa 40 minuti, fino a doratura.
 
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21 thoughts on “Cuculi di Pasqua all’anice | Ricetta tipica calabrese

  1. artù il said:

    Sono davvero bellissimi, quando ho letto il titolo ho avuto un sobbalzo, anche da noi c’è una ricetta (che si fa tutto l’anno) che si chiama cuculli (con le due elle) e sono una sorta di frittella da servire come antipasto con salumi e formaggi….tu pensa…come è piccolo il mondo!!!

    bacetti amica mia!!

  2. cuzzupe si, conosco questo nome, cuculi mi era nuovo, sempre bello conoscere altre usanze, sono molto belli da vedere e di sicuro molto buoni! ciao cara!

  3. Ma che bella… sia la presentazione che la realizzazione. Sono sempre rimasta affascinata da queste ricette con l’uovo con il guscio. Prima o poi devo togliermi la soddisfazione di cucinarlo!

  4. Stupenda questa specie di treccia e sicuramente morbidissima, si vede già 😉
    Anche questa volta l’Italia ci ha regalato delle bellissime ricette 🙂

  5. donaflor il said:

    bellissimo questo dolce della tradizione pasquale!
    i dolci lievitati sono sempre una delizia…anche da noi si fa un dolce simile con le uova…ma di pasta frolla!
    bravissima
    bacioni e a presto

  6. Ti faccio tanti complimenti per questa ricetta. Sicuramente il giorno di Pasqua non avrò problemi per la scelta del menù. Grazie per la ricetta

    • Proprio vero … i dolci tradizionali portano sempre alla mente i ricordi, i profumi e i sapori della propria terra. Se li prepari fammi sapere se ti sono piaciuti 🙂

  7. Mimmo il said:

    Ciao, io sono della tua stessa città e appassionatissimo di ricette tradizionali! Sto saccheggiando il tuo blog, dove ho trovato procedimenti veramente perfetti. Ho appena sfornato i mostaccioli!
    Ora ho ttrovato questi cuculi all’anice, che pensavo scomparsi, io ho una ricetta che mi ha dato una vecchia signora e sono magnifici! Rispetto alla tua, c’è il lievito madre, qualche uovo in più e aggiungo anche i semini di anice. Durano anche un mese.
    Da quando li ho riscoperti, a Pasqua non faccio altri dolci!

    • Ciao Mimmo, grazie e benvenuto sul blog 🙂 Il tuo commento mi fa molto piacere, soprattutto sapendo che sei anche tu cosentino. Devo provare anche io a mettere i semini nel cuculi, sicuramente sono ancora più buoni. Alla prossima 😉

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