Molti utenti che mi seguono sia sul blog che sul forum mi chiedono il perche’ non utilizzo nelle mie ricette il latte delattosato. Vi spiego il motivo…

Con il latte delattosato puoi goderti tutta la bontà del latte senza sentirti appesantito. Questo latte è particolarmente raccomandato a quasi tutti gli intolleranti (a patto che non si tratti di una forma grave di intolleranza al lattosio o alla proteina del latte altrimenti non lo digerisci comunque). Il latte delattosato è un latte con un ridottissimo contenuto di lattosio, ovvero lo zucchero che alcune persone non riescono ad assimilare per carenza dell’enzima lattasi. Anche se molto basso, comunque, il lattosio presente in caso di intolleranze gravi può, non essendo assimilato e fermentando nell’intestino, produrre fastidi più o meno seri, come gonfiori, dolori addominali, colite, dissenteria.

Il latte delattosato che contiene una bassissima percentuale di lattosio  e’ della granarolo e contiene solo lo 0,01% di lattosio, quindi per chi e’ SOLO INTOLLERANTE AL LATTOSIO va bene….diverso e’ se fosse allergia perche’ in questo caso non e’ da prendere in considerazione. Altri tipi di latte delattosato contengono lo 0,05% di lattosio, quindi e’ consigliabile il latte granarolo che la sua bassa percentuale di lattosio lo rende digeribile.

 

 

 

Cos’è il latte delattosato?

Il latte delattosato, anche definito HD (High Digestible), è un alimento artefatto dall’uomo e concepito al fine di consentire ai soggetti (o alle popolazioni!) deficienti in lattasi di consumare il latte vaccino senza incorrere nella tipica (e spiacevole) sintomatologia gastro-intestinale dell’intolleranza al lattosio.

L’insufficienza di lattasi, spesso ma non sempre, deriva da alcuni fattori genetici; a volte si tratta di una carenza transitoria, mentre altre volte riguarda un deficit permanente ma NON ereditario, imputabile all’eliminazione definitiva del latte dalla dieta; in tal caso, dopo lunghi periodi di astinenza dal latte, la concentrazione di lattasi intestinale diminuisce progressivamente fino a diventare INSUFFICIENTE.

Il latte delattosato non è altro che un latte vaccino sottoposto ad idrolisi ENZIMATICA del lattosio; questo processo consente di ridurre le concentrazioni di lattosio fino al 70% della concentrazione iniziale. La produzione di latte delattosato sta acquisendo sempre maggior importanza grazie all’elevato numero di consensi tra i consumatori.

 

 

Il latte senza lattosio è principalmente destinato all’alimentazione delle persone intolleranti al latte ed in modo particolare al suo zucchero, chiamato appunto lattosio. Nutrizionalmente parlando, si tratta di un disaccaride formato dall’unione di glucosio (il principale zucchero dell’organismo umano) e galattosio (un monosaccaride essenziale per la formazione delle strutture nervose nel bambino).

Diventa intollerante al lattosio chi non ha sufficienti quantità di B lattasi che rappresentano gli enzimi deputati alla digestione di questo zucchero (a differenza di quello umano, il latte vaccino non contiene l’alfa ma il beta lattosio). Tale intolleranza si manifesta con disturbi digestivi, quali meteorismo, diarrea e crampi addominali, che compaiono in seguito all’ingestione dell’alimento.

Il latte delattosato viene ottenuto idrolizzando enzimaticamente il lattosio; attraverso un trattamento tecnologico ad enzima libero o ad enzima immobilizzato, il lattosio viene “scomposto” nei due monosaccaridi che lo costituiscono. Il latte delattosato diventa così più digeribile e dolce, poiché il lattosio ha un potere edulcorante inferiore rispetto ai singoli monosaccaridi che lo costituiscono.

Il valore nutrizionale del latte senza lattosio è identico a quello tradizionale che abbia subito gli stessi trattamenti preliminari. Anche se U.H.T, deve comunque essere conservato in frigo per contrastare la reazione di Maillard (insieme complesso di reazioni che alterano le caratteristiche organolettiche dell’alimento).

 

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