
Presto in Bolivia la nuova bibita nazionale sarà la “Coca-Colla”.
No no, non mi riferisco alla più celebre “Coca-Cola” che tutti conosciamo ed amiamo ma ad una novità che i coltivatori del Chapate hanno proposto al governo Boliviano: una bibita a base di foglie di coca.
Il presidente della Bolivia, Evo Morales, sembra aver preso seriamente in considerazione l’idea di lanciare questa novità sul mercato Boliviano anche perché, da sempre, in Bolivia, la pianta della coca viene utilizzata per difendersi dal freddo e dalle grandi fatiche del lavoro.
Inoltre, la costituzione Boliviana, la definisce la pianta di coca “Patrimonio nazionale” , lo stesso presidente Morales ne è un abituale utilizzatore e da molto tempo si batte per far si che venga legalizzata.
Già nel paese circolano, da diversi anni, prodotti a base di coca come dentifrici, farine, liquori e vari tipi di chewingum e caramelle.
L’opposizione più forte a questa nuova bibita è sicuramente quella degli Stati Uniti per due motivi.
Il primo è di matrice puramente commerciale: il nome della coca-colla ricorda troppo (forse volutamente?) quello della celebre bevanda Americana “coca-cola”.
La seconda ragione di opposizione è dettata dal timore che, utilizzando la coca-colla, i narcotrafficanti Boliviani riescano ad infiltrarsi maggiormente all’interno delle strutture politico-economiche locali.
Per difendersi dalle accuse degli U.S.A, il governo Boliviano fa notare come, da quando gli agenti americani antidroga siano stati espulsi dal paese, la grande lotta contro il traffico di droga abbia ottenuto grandi risultati.
Chi la spunterà?









