
Quando si parla di gastronomia, solitamente, non vediamo più in la del nostro naso o meglio, più in la della nostra tradizione culinaria nazionale.
Qualcuno si spinge oltre mangiando cinese o messicano, i più intrepidi si spingono fino al giapponese o all’indiano che sta piano piano facendo capolino anche nelle grandi città Italiane.
Purtroppo più in là non ci spingiamo. Purtroppo, perché fuori dalla porta di casa nostra c’è tutto un mondo di sapori, colori e gusti da scoprire.
La gastronomia mondiale, infatti, è ricca e variegata perché ogni paese è in grado di proporre dei prodotti tipici particolari, legati indissolubilmente al luogo, al clima ed alla cultura di una popolazione.
Slow Food, con l’ottica di fare conoscere la gastronomia di culture lontane, è andata a scoprire in giro per il mondo i cibi più strani ed originali in modo da proporli dal 23 al 27 Ottobre, all’ interno del Salone internazionale del gusto di Torino.
La lunga ricerca ha avuto successo e permetterà a Slow Food di presentare una lunga lista di cibi talmente bizzarri da non sembrare neppure veri.
Per chi non riuscirà a visitare il salone del gusto di Torino, ecco una carrellata dei cibi più strani al mondo.
E pensare che, da qualche parte, sono la normalità.
In America Latina, i cibi bizzarri sono all’ordine del giorno: probabilmente il clima diverso ha fatto si che si sviluppassero delle piante e degli ortaggi originali che non sono presenti in nessun altro luogo al mondo.
È il caso dello “yacon”, una strana radice dal vago sapore di melone, coltivata in Argentina che sembra essere una ottima sostituta dello zucchero in quanto contiene inulina.
Sempre in Argentina è possibile assaggiare delle originali pannocchie colorate: si può scegliere tra il classico giallo, il bianco, il viola e l’arancione.
Voglia di uova? Rimanendo in tema di colori, pare che in Cile sia possibile gustare delle deliziose uova azzurre: prodotte da una particolare varietà di galline, le Araucana, queste uova hanno un tuorlo molto più grande delle nostre comuni.
Spostandoci in Brasile, invece, è molto facile trovare le cosiddette “noci di Baru” che, una volta tostate, ricordano molto i buonissimi anacardi.
Da queste noci viene ricavato un ottimo olio che, oltre a condire gli alimenti, viene utilizzato come potente antireumatico.
Se la vostra conoscenza dei formaggi si ferma a stracchino, pecorino e Parmigiano, preparatevi a vederne delle belle.
In Romania, non lontano dall’Italia, si produce un formaggio molto particolare chiamato “Branza de Burduf” ricavato dal latte di mucca e pecora e racchiuso in un curioso cilindro di corteccia di pino che sprigiona un gradevole aroma di resina che si fissa sul formaggio.
Poco più in là, in Polonia, è possibile assaggiare un formaggio, l’”Oscypec”, dall’originale forma a fuso che porta incisa sulla crosta il marchio del pastore che lo ha prodotto.
Un gradevole mix di sapori si può riscontrare, invece, nel “Geitost”, un formaggio Norvegese di latte crudo di capra che ha un piacevole sentore di caramello.
Siete Vegani? In Libano trovate il formaggio giusto per voi!
Si chiama “Kechek el fouqara” e si tratta di un formaggio senza latte ottenuto dalla fermentazione di grano, sale ed acqua che viene messo sott’olio ed ha la forma sferica simile a delle piccole mozzarelline.









